Ben 1.000 italiani e 1.000 inglesi maggiorenni, e le loro abitudini a tavola, sono alla base della ricerca “Gli Italiani? Kitchen People!” un gruppo di studiosi si sono interessati al concetto di ospitalità e agli argomenti di conversazione oltre che a nuove abitudini sempre più comuni. Tavola e convivialità, chi può negare lo speciale rapporto che lega queste due dimensioni della nostra vita quotidiana? Ma ecco cosa sta cambiando, fra uno snack e un pranzo alla scrivania, una chiacchierata sulle vacanze e un invito. Chi l’avrebbe mai detto? A tavola siamo più veloci degli Inglesi. Togliendo infatti il tempo necessario per preparare i piatti, passiamo a mangiare 1,12 ore al giorno, ovvero ben 20 minuti in meno rispetto al popolo britannico. Durante la settimana dedichiamo circa 30 minuti sia alla cena che al pranzo, mentre nel weekend questi tempi si allungano. Il posto ideale dove mangiare? A casa! Italiani e Inglesi preferiscono mangiare tra le mura domestiche sia durante la settimana che nel weekend. Si chiama “desk food”: un modo di mangiare che era impensabile fino a poco tempo fa e che oggi indica l’abitudine sempre più comune di utilizzare la pausa pranzo in ufficio per consumare direttamente alla scrivania un pasto veloce, magari chattando con gli amici. Il 42% degli Italiani e il 57% degli Inglesi, che pranza fuori casa, consuma il proprio pasto alla scrivania. Chi mangia fuori, dove e cosa mangia? Si mangia in ufficio e mensa aziendale mentre nel weekend vincono ristorante e pizzeria Questi ultimi sono i luoghi prediletti dagli Italiani anche per una cena fuori sia in settimana che durante il weekend. Vince il piatto unico durante la settimana, seguito dal pasto completo e lo snack mentre nel weekend ci regaliamo il pasto completo. Argomenti passe-partout e tabù. Al primo posto il cibo, lavoro, poi i figli, la loro educazione e scuola e infine le vacanze. Agli italiani non piace parlare di politica, di economia e di soldi, ma l’argomento tabù per eccellenza è il sesso. Anche per gli Inglesi il sesso è l’argomento più imbarazzante.
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Caramelle..dolci bontà
La parola “caramella è uno prelibato dono che il Piemonte ha fatto alla lingua italiana, se avesse prevalso il toscano, oggi diremmo “pasticca”.Nelle antiche lavorazioni, la massa zuccherina aromatizzata era posta ancora bollente in un piccolo cucchiaio avente becco molto lungo, e versata goccia a goccia sopra un tavolo di marmo; se ne formavano pasticche rotonde grandi quanto una moneta da 25 centesimi; il composto raffreddandosi diventava trasparente e durissimo.Così dalle prime pastiglie di zucchero d’orzo per “mollificare la tosse” si passò alle caramella lavorate con paste di frutta ed estratti naturali: ananas, arancia, ciliegie, limone, fragole e menta. A metà Ottocento con la messa a punto dell’asportazione dello zucchero dalla barbabietola, la caramella divenne un bene di largo consumo. Si ricorse così all’incarto per distinguere le produzioni più “preziose”, utilizzando un foglietto di carta stampata che veniva avvolto “a farfalla” attorno al dolcetto.Le caramelle sono una vera leccornia per grandi e piccini, basti pensare all’espressione di un bambino davanti ad un negozio di dolciumi in cui, tra i colori pastello e i profumi dolci ed invitanti, tutto sembra far pensare a un paese fiabesco. Ogni caramella corrisponde calorica mente a circa un cucchiaino di zucchero, quindi se ne consumiamo 3 o 4 al giorno dovremo ad esempio non mettere lo zucchero nel caffè, questo per stare in equilibrio. Resta comunque uno dei piaceri del palato e quindi qualche caramella va bene ogni tanto.
Mercati per buongustai
Se volete scoprire i sapori più originali della Toscana dovete andare in uno dei tantissimi mercati che si trovano in ogni piccolo paese della regione, ma come scegliere? Noi vi proponiamo 3 mercati tra città d’arte e splendidi borghi davvero particolari per stuzzicarvi e farvi venire voglia e divenire dei curiosi viaggiatori gourmet. Partiamo da Firenze, dove ci sono molti mercati da quello dei contadini aperto la mattina a Sant’Ambrogio a quello dedicato ai prodotti tipici in Piazza Santo Spirito ogni terza domenica del mese. Quello davvero da non perdere però è il Mercato Centrale di San Lorenzo, la storica struttura ottocentesca in ferro e vetro, nel cuore della città, dove è stato aperto un spazio di 3mila metri quadrati con 500 posti a sedere, per degustare e scoprire i sapori della tradizione, non solo toscana ma di tutta Italia. Al piano terra si possono acquistare i prodotti tipici, dalle verdure alla carne, mentre al primo piano ci si siede per mangiare le specialità offerte dagli artigiani del gusto, dal lampredotto accompagnato da un bicchiere di Chianti Classico al coniglio fritto, dalla pasticceria francese alla mozzarella di bufala. Splendido anche il Mercato delle vettovaglie di Livorno,uno dei più grandi mercati coperti d’Europa collocato lungo il Fosso Reale Qui tra i banchi di frutta, verdura e salumi spicca il padiglione del pesce, ovviamente freschissimo: il posto ideale dove acquistare gli ingredienti per un perfetto e saporito cacciucco. Tra i mercati nei borghi toscani da non perdere quello di Greve in Chianti, che si tiene il sabato mattina nella Piazza Giacomo Matteotti, circondata da un affascinante portico che ospita botteghe e ristoranti. Qui si può curiosare tra le creazioni dell’artigianato – come i cesti di paglia – e i prodotti tipici del territorio, dai formaggi tipo il pecorino al Chianti Classico. Concludete la mattina in bellezza con una sosta golosa nella macelleria che si trova nella piazzetta che produce salumi e formaggi, dove si può pranzare con panini alla sbriciolona o alla salsiccia di cinghiale, taglieri di affettati e tartare, ma anche piatti toscani doc come la pappa al pomodoro
Bellezza fai da te…
Osservando alcuni dei traguardi cui è giunta la cosmesi, si sarebbe indotti a credere di trovarsi in un libro o in un film di fantascienza: specchi che scannerizano la pelle consigliando come trattarla, stampanti 3D che aiutano a monitorare i risultati nel tempo e apparecchiature che miscelano ingredienti all’istante per creare la crema o il siero in base alle proprie esigenze. Un mondo virtuale e diagnostico, dunque, al servizio della pelle e prova del gran fermento in atto nel mondo della cosmetica In particolare, si segnala il contagio tra mondi diversi, da quello medicale al food. La società di ricerche Mintel in un suo rapporto dello scorso anno sugli scenari futuri della cosmetica, aveva segnalato la tendenza a prendere dal comparto food tecniche da applicare ai cosmetici per arrivare alla creazione di processi che vanno oltre il concetto del “fai da te” applicato alla cura della pelle, con formule preparate al momento da consumatrici, nella loro cucine. “Immagina un mondo in cui uomini e bellezza sono così connessi da trasformare l’intera casa in un laboratorio creativo” in virtù i fai date tutto questo il mercato ha spinto le aziende a fornire ingredienti naturali, liofilizzati o freschi, da mixare nei propri bagni, sempre più simili a cucine, giocando con detergenti e profumi e sperimentando una nuova dimensione della bellezza e sta sempre più avanzando il concetto di “fai da te” in un dimensione del tutto nuova, sotto la spinta dei grandi brand cosmetici che stanno lanciando sul mercato prodotti da assemblare a casa, kit con ingredienti da miscelare a seconda del momento e delle esigenze
Il regno incantato dei legumi
Fagioli, ceci, piselli, certo. Ma anche fave, lenticchie, e cicerchie. E ancora lupini e soia. E persino liquerizia e arachidi. Sono tutte specie che appartengono alla grande famiglia delle Fabacee piante erbacee, arbustive o arboree con caratteristiche molto diverse tra loro, ma accumunate da un particolare importante la presenza del legume appunto che racchiude i semi Nella cucina tradizionale sono da sempre un elemento fondamentale. Lo erano in passato, quando la vita soprattutto nelle nostre campagne era più povera e meno agiata e lo sono ancora oggi, seppur per motivi apparentemente opposti. I legumi infatti sono tra i vegetali più ricchi di proteine di discreto valore e, avendo un elevata quantità di amido sono anche una buona fonte energetica possono insomma secondo i nutrizionisti, essere una valida alternativa alla carne, pesce, uova e latte. Ecco perché non mancano mai sulle tavole povere della vita contadina e hanno fatto il loro ingresso trionfale anche nei correnti anni con lo sviluppo di regimi alimentari vegetariani e vegani
Dedicato al benessere. Per non cadere in tentazione..
Come i bambini anche gli adulti dovrebbero fare lo spuntino tra un pasto e un altro e non giungere a fine giornata totalmente esausti Ecco alcuni consigli sui migliori snack da portare sempre con te e avere ancora più energia. Noci, mandorle, pistacchi, nocciole Molte donne evitano tutti i tipi di frutta secca, per i grassi e le calorie. Ma ci sono grassi buoni e grassi cattivi, le noci, per esempio, includono grandi quantità di grassi polinsaturi omega 3 mentre le mandorle hanno al loro interno grassi monoinsaturi. Le noci del Brasile sono una grande fonte di selenio, mentre mandorle, anacardi, pistacchi e nocciole sono ricche di ferro. Molte barrette di cereali contengono zucchero aggiunto. Invece, la frutta come le albicocche secche l’uva passa contengono molto ferro e calcio e sono a basso consumo energetico. Un paio di quadratini di cioccolato fondente e liquirizia sono buoni, se è necessario per ottenere il ferro. E il cioccolato fondente contiene anche antiossidanti. Inoltre ecco qualche suggerimento per non cadere in tentazione….Evita i dolci, quindi non comprarli. Ovviamente, ogni tanto puoi sgarrare e concederti qualcosa di dolce ma se la dispensa è piena di caramelle e biscotti, cadrai di sicuro nella tentazione di fare uno spuntino in modo sbagliato. Se ti piace mangiare popcorn quando guardi un film, assicurati di avere una bottiglia d’acqua in mano invece che cibo. Tieniti occupato. Fai qualcosa che ti piace in cucina per evitare di fare lo spuntino quando prepari lo snack ai tuoi bambini.
La patata, una verdura importante
Un prodotto fresco, una verdura e un farinaceo al tempo stesso, le patate hanno delle importanti caratteristiche nutrizionali, complementari e diversificate, preziose per l’organismo. Il Programma Nazionale Nutrizione e Salute (PNNS) raccomanda di integrare questo alimento in ciascun pasto. La patata è uno degli unici farinacei a contenere della vitamina C. Oltre al ruolo di antiossidante, la vitamina C favorisce un migliore assorbimento del ferro. Per preservare al meglio questa vitamina, la patate deve essere conservata al riparo dalla luce e cotta preferibilmente al vapore, con la buccia. La sua immagine di “cibo dei poveri” è andata cambiando, e oggi è stata completamente rivalutata, come un alimento a basso contenuto calorico, privo di grassi e colesterolo, e con un buon apporto di fibre, vitamine essenziali e minerali. E che dire della sua versatilità che si presta, per le sue caratteristiche, a svariati usi in cucina? Basti pensare agli gnocchi di patate, al purè, alle patatine fritte. Insomma la patata resta una delle verdure più amate
La pasticceria creativa….
Dopo il successo dello scorso anno, a Milano si è svolto uno dei più grandi eventi del settore Food, il Cake Design Festival, ancora più ricco di novità. La manifestazione ha reso omaggio alla cultura internazionale del cake design italiano, pasticceria, gelateria e decorazione, mostrando le ultime tendenze in campo gastronomico e in particolare nell’arte della pasticceria unita all’estetica. Questo evento ha messo in mostra prodotti come: opere d’arte realizzate con le torte, torte a forma di tazze, piatti, cuori e mille altre ancora, decorazioni incredibili e colorate a base di zucchero, il tutto nel settore Food & Beverage. Il Cake Design Festival, oltre che ai visitatori, è stato dedicato anche alla formazione, fatta sia in aule chiuse che in sale comuni, dove si sono confronti i più grandi Maestri italiani e internazionali del settore della pasticceria artistica. Sono stati allestiti tra laboratori ed una esposizione di più 3500 metri quadri, facendo un percorso tra dolcetti, creme, glasse e principalmente molteplici creazioni curiose e strabilianti che hanno partecipato a un concorso che ha avuto come tema il funambolico e colorato “mondo del circo”. Oltre agli spazi dedicati al workshop, corsi e dimostrazioni da parte di professionisti, è stato inserito uno spazio sponsorizzato da Cartoonito, il famoso canale tv dei bambini e dedicato a mamme e figli piccoli, dove sono stati organizzati laboratori ludici per imparare a preparare dolci decorati con i personaggi più famosi dei cartoni animati
Dolce Carnevale…
Carnevale è la festa più allegra dell’anno, che viene celebrata con travestimenti, scherzi e cibi gustosi. Sapete perché si festeggia in questo modo? Nonostante sia una ricorrenza cristiana, continuano a sopravvivere alcune tradizioni pagane..Il termine Carnevale deriva dal latino carnem levare, cioè togliere la carne, e sta ad indicare il banchetto che si teneva il martedì grasso. L’ultimo giorno di carnevale precede l’inizio del periodo di Quaresima, cioè i 40 giorni che anticipano Pasqua, che si cominciano a contare a partire dal mercoledì delle Ceneri.Proprio perché il Carnevale precede il periodo di astinenza e digiuno della Quaresima, il martedì grasso si festeggia banchettando con lasagne, dolci ed altri piatti abbondanti. In Italia, ogni regione vanta le sue ricette gastronomiche tipiche, ma sarà con i dolci in particolare che verranno celebrati questi giorni di festa. Ogni città ha le sue tradizioni, l’importante sarà che ogni “gustosità” sia fritta e preparata in casa. Il dolce simbolo del Carnevale e diffuso in tutta Italia è la pasta tagliata a nastri e fritta. La ricetta rimane invariata in tutte le regioni ed è solo il nome che cambia: in Sicilia, Piemonte, Lombardia e Campania vengono chiamate “chiacchiere”; in Liguria sono le “bugie”; “cenci” in Toscana; “fiocchetti” in Romagna e “frappe” nel Lazio. A seconda del luogo di produzione verranno aromatizzate con Marsala, acquavite, acqua di fiori d’arancio e ricoperte di zucchero a velo o di miele, cioccolato e mascarpone zuccherato, una dolce ….delizia
Il cibo che mettiamo sulla tavola deve nutrire noi e la nostra Terra
Agricoltura biologica, prevenzione dei tumori, equa ripartizione del reddito tra produttori e rivenditori, rispetto delle comunità locali, kilometro zero, conservazione della tradizione, carbon e water footprint… sono solo alcune delle tematiche sempre più presenti nella vita di ognuno di noi quando ci rechiamo a fare la spesa. E sono tutti argomenti legati ad un modo logico di alimentarsi, di fare agricoltura e di distribuire i prodotti alimentari, nel rispetto delle persone e del Pianeta su cui viviamo. Per essere compratori attenti al Pianeta e alle persone che lo abitano, non è necessario cambiare drasticamente il proprio stile di vita, ma è sufficiente acquistare i cibi “giusti” e affinare le proprie abitudini alimentari I cibi ricchi di grassi, additivi e zuccheri raffinati, oltre a causare obesità e a creare dipendenza, non apportano le adeguate sostanze nutritive in termini di vitamine, minerali, fibre e proteine nobili. La prima regola dell’alimentazione sostenibile è dunque farsi del bene cibandosi di alimenti di qualità. I cibi più rappresentativi della dieta equilibrata e sostenibile sono i cereali integrali, la frutta e gli ortaggi di stagione, i legumi, i semi, le colorate spezie ed erbe aromatiche, l’olio extra vergine di oliva, pesce, uova, carne e latticini da allevamenti controllati Il web offre strumenti di vario genere consultabili per acquisire le informazioni essenziali all’adozione di atteggiamenti virtuosi a tavola. Stando un po’ più attenti faremo del bene a noi e al nostro pianeta