Con la musica si vendono più patatine fritte

Uno studio condotto in Svezia, ha dimostrato che le canzoni volutamente selezionate aumentano la spesa della clientela del 9,1 per cento. Le playlist create da algoritmi sono spesso utilizzate da ristoranti, supermercati e locali per spingere la clientela a spendere di più.Condotta in un’anonima catena americana di hamburger, la ricerca ha paragonato la differenza delle vendite nel attimo in cui viene fatta ascoltare musica scelta volutamente per il marchio e quando vengono riprodotte casualmente canzoni popolari.Quando sono stati ascoltati brani musicali selezionati, le vendite di hamburger sono salite del 8,6 per cento, dell’8,8 per cento per le patatine fritte e addirittura del 15,6 per cento per quanto riguarda i dolci.La morale della favola sembrerebbe essere: se la musica piace, si comprano più patatine fritte.“Si tratta di adescamento”, spiega il professor Charles Spence, “Se siete in un negozio dove ci sono sia vini francesi che tedeschi, e in quel momento state ascoltando musica francese, il vino francese avrà più vantaggio. Alcuni studi hanno mostrato che la musica classica induce i clienti a spendere di più, mentre le canzoni con un ritmo più veloce fanno sì che le persone si muovano più velocemente in un negozio, o consumino il loro pasto o il loro drink di fretta in un ristorante o in un bar”. “Chiunque è in grado di creare una buona playlist”, ha affermato Magnus ma quando ti stai occupando di business, si tratta di esprimere quel marchio attraverso la musica”.

 

Orto in casa …..si può

Con urbanizzazione e popolazione mondiale in aumento, il futuro dell’agricoltura è sempre più verticale, con il minor uso possibile di suolo e, perché no?, indoor. Si moltiplicano così le soluzioni per realizzare orti in casa, sul balcone, sui terrazzi e negli spazi urbani: obiettivo è quello di avere a portata di mano vegetali in verticale aereo ponici, ovvero dove le radici di verdure e ortaggi risultano sospese nell’aria e gli elementi nutritivi vengono erogati tramite nebulizzazione, con uso ridotto di acqua e energia. Servono inventiva e fantasia mentre non servono grandi aeree, per  garantire la sicurezza alimentare, dato che basta un balcone, una terrazza inutilizzata o anche un angolo di una stanza per avere frutta e verdure fresche e controllate direttamente; nutrizionale, perché l’orto può fornire frutta e verdura necessarie a una famiglia di quattro persone; restituire valore al cibo e imparare a non sprecare. Insomma, attrezzandosi con adeguati contenitori o  scatole di legno, o  di latta possiamo produrre zucchine, fragole, rosmarino, insalata, pomodori. Tutto biologico, realizzabile per cittadini e condomini, e per chi vuole l’orto ma non ha spazio.

Il frutto giallo splendente…il limone

Il frutto è giallo splendente, il profumo intenso, che racconta di assolate terre del sud, inconfondibile quanto il sapore, aspro e fresco. Stiamo parlando del limone, un agrume molto impiegato e amato che non dovrebbe mai mancare nelle nostre case. Non solo per condire carne o pesce, creare squisiti succhi o aromatizzare le torte, ma anche perché grazie ai suoi nutrienti e alle sue proprietà, sono molti i benefici del limone per la salute del nostro organismo. Oltre a benefici il limone apporta anche sapore e freschezza ai piatti, prestandosi a molte ricette Come ingrediente possiamo adoperarlo, ad esempio, per preparare sorbetti, torte e marmellate  Il succo, invece, può fare da condimento per insalate di frutta o verdura. “In particolare  il limone aggiunto ad alimenti ricchi di ferro, come spinaci o legumi, ne favorisce l’assorbimento”. Olio extravergine d’oliva, sale, pepe e limone, formano, invece, un’ottima vinaigrette, miscela adatta a condire verdure e pesce. Inoltre, come avviene nel famoso succo a base di arancia, carota e limone, questo agrume può essere utilizzato per preparare estratti e centrifugati, in abbinamento a molti frutti, come mela  e pera, ma anche a zenzero. Se invece amate i canditi, il limone si adatta molto bene alla loro realizzazione casalinga, adoperando le scorze. Infine, qualche goccia di limone può essere aggiunta all’acqua in estate per creare una bevanda dissetante, oppure come tocco finale sui cocktail. L’ultimo consiglio che vogliamo darvi è quello di lavare bene i limoni prima di utilizzarli.

La carta del….sale

Avete in mente la carta dei vini? La stessa scelta la si può avere anche in materia di sale. Già da anni nei ristoranti stellati italiani vengono presentate le eccellenze del sale tutti con i suggerimenti del caso per un giusto abbinamento ai cibi. Eccone alcuni tipi  Sale Marino Rosso hawaiano Alaea Un sale che ha del mistico perché veniva usato dagli sciamani antichi nel corso dei loro rituali . Nasce nelle hawai da acqua marine sature di argilla rossa Alea e contiene un’alta percentuale di ferro. Viene usato frequentemente nella cucina hawaiiana per dare sapore sia alla carne che al pesce. Dà ai piatti un bell’ effetto scenografico e può essere macinato o pestato con erbe aromatiche. Sale Marino Giapponese  Aguni Proveniente da un’isola del Giappone, questo sale è frutto dell’unione tra le varie forze della natura il mare cristallino, il vento, il sole, gli alberi del bambù e una lenta essiccazione su legno. Il sale lavorato in questo modo gli regala un gusto gradevole e morbido. A questo si aggiungono le sue proprietà che permettono di neutralizzare gli effetti  nocivi dovuti all’assunzione di troppa caffeina. Questa tipo di lavorazione conferisce al sale un gusto piacevole e morbido. Inoltre è ideale per la salute data la sua naturale proprietà di neutralizzare gli effetti dell’eccessiva assunzione di caffeina.Sale Marino Nero  Hawaiano Hiwa Kai E’ sale marino integrale dell’isola di Molokai, estratto a mano. Il risultato della lavorazione artigianale è sorprendente poiché, in fase di essiccazione, il sale viene mischiato alla lava vulcanica purificata e al carbone vegetale che, oltre a renderlo nero, lo arricchiscono in minerali e gli conferiscono effetti benefici per l’apparato digerente. Ideale come elemento decorativo e coreografico di grande effetto per la preparazione del pesce.

 

 

Qual è il tuo comfort food preferito?

Cibo per l’anima, ovvero i piatti che desideriamo quando siamo giù di morale e che ci soddisfanno con il loro gusto dolce e salato. Con il termine “Comfort food”, sempre più in voga anche in Italia, si individuano gli alimenti o i piatti che invadono di un senso di piacere chi li consuma, che soddisfano un bisogno emotivo e sono noti per la sensazione di benessere che regalano al corpo. Per gli italiani il comfort food è quel boccone carico di ricordi, quell’emozione che ricompare più viva che mai non appena si gusta il piatto del cuore; è un alimento o una bevanda che desta un sentimento di nostalgia e di rassicurazione. In genere è il cibo dell’infanzia o legato a una persona, a un posto o a un tempo felice. La torta della nonna, ad esempio, ma anche le tagliatelle della mamma, il polpettone della zia o lo sformato di zucchine. Vi sono alimenti che per natura favoriscono il rilascio di endorfine, come le noci e il cioccolato fondente, che contribuiscono in a ridurre lo stress e migliorare l’umore; ma nel caso del comfort food, alla capacità di influire sull’umore si aggiunge il valore emotivo del piatto, legato a esperienze significative di un periodo della propria vita o di un evento in particolare, pertanto tutto può essere …… comfort food.

Il vero cibo giapponese arriva a Milano.

Aprono in via Vigevano la Bottega del Ramen e Tokyo Table. Entrambi brand del gruppo nipponico Toridoll, che possiede 1200 locali nel mondo e dopo l’espansione in Asia e negli Stati Uniti adesso punta all’Europa. «Il nostro obiettivo è offrire ai milanesi i gusti autentici della cucina tradizionale giapponese, a prezzi contenuti», spiega Issei Komi, amministratore delegato di Fudosan Real,che segue lo sviluppo commerciale di Toridoll nel nostro Paese. Entro il 2017 aprirà un altro locale a Milano e altri 15 ristoranti in Italia entro i prossimi tre anni. Nel mondo, invece, l’obiettivo del gruppo è di raggiungere entro il 2025 i 2 mila indirizzi in Giappone e arrivare a 4 mila all’estero, di cui 500 solo in Europa. Intanto, il primo ad aprire al pubblico in Italia è stato la Bottega del Ramen, con circa 30 posti a sedere. Il locale, con nome italiano, ha come prodotto di punta il ramen, uno dei tradizionali piatti della cucina giapponese, a base di tagliatelle in brodo. Il menu ne propone varie versioni, che variano per tipo di pasta in brodo di carne o vegetale, e condimenti. Fra le proposte non manca neanche una vasta scelta di otsumami, gli stuzzichini giapponesi come edamame, ravioli o nitamago, una selezione di birre giapponesi e di vini italiani. Tokyo Table, invece, aprirà a marzo, sempre a Milano. Questo locale offrirà un menu che rispecchia la cucina giapponese autentica, con un’ampia scelta di circa otsumami, noodles, sushi,carne e pesce.

 

Si mangia tutto e non si lavano i piatti

Le idee vengono mangiando è quello che è successo a due designer belgi hanno messo sul mercato una linea di contenitori per il cibo ecologici, e che risolvono il problema di lavare i piatti. Il segreto? Sono commestibili. Helene e Thibaut hanno avuto l’idea dopo una festa quando, andati via tutti gli invitati, si sono trovati di fronte una montagna di piatti sporchi . “E se li mangiassimo?”, ha scherzato Thibaut. Ma quella che doveva essere una battuta, anche un po’ sciocca, è divenuta un’idea seria , e si sono messi al lavoro. Dopo diversi esperimenti, i due sono riusciti a mettere a punto un materiale (a base di patate, acqua e olio) adatto allo scopo: resistente abbastanza per contenere cibo e salse di ogni tipo, ma anche commestibile e facilmente digeribile. “Sono biodegradabili, hanno sapore neutro, adatto a cibi sia dolci che salati, e possono anche essere messi in forno”, racconta Helen. Adesso i due hanno messo in piedi una società che produce questi contenitori commestibili, e hanno oltre 30 dipendenti. Ma non riposano sugli allori: sanno che il loro è stato per alcuni versi un colpo di fortuna, e che devono lavorare duro se vogliono rimanere sul mercato. Ma sono ottimisti: “In fondo, non lavoriamo: facciamo qualcosa che ci piace”, dice Thibaut. 

Popoli a confronto

Un gruppo di studiosi ha messo a confronto le abitudini di noi Italiani e dei nostri amici Inglesi. Ne sono venuti fuori interessanti dati…leggete un po’…..Aggiungi un posto a tavola? Una pratica meno diffusa di quanto si pensi uno dei luoghi comuni è quello secondo cui noi italiani siamo sempre pronti a invitare in casa a mangiare amici e parenti. E invece non è proprio così. Anzi, gli Inglesi anche se di poco ci superano nell’accoglienza degli ospiti. Solo l’11% degli italiani, infatti, afferma di avere invitati spesso o molto spesso (contro il quasi 13% dei Britannici) e il 19,7% ammette di non invitare mai nessuno (in UK non lo fa il 17,8% degli intervistati). Pensi prima di aprire la bocca? Metà degli Italiani dice tutto quello che pensa senza pensarci troppo, contro 1 Inglese su 4. E solo l’8% degli abitanti del nostro Paese poi si pente di quello che ha detto, contro il 16% degli Inglesi che prova rimorso dopo aver parlato. In tutt’e due i Paesi comunque 1 abitante su 4 sta molto attento a quello che dice. Ecco, infine, qualche dato sulla birra in Italia.Gli italiani “Beer Lover”, ovvero quelli che preferiscono la birra ad altre bevande, sono ben 4,7 milioni.il 27,6% degli Italiani (gli Inglesi sono il 37,7%) la beve almeno una volta alla settimana e il 3,9% una tutti i giorni (il 5,4% fra il popolo anglosassone). L’83% di chi beve birra lo fa quando mangia la pizza o consuma altri pasti veloci. La birra è scelta come aperitivo dal 23,8% degli Italiani, mentre il 26% degli intervistati dichiara di bere birra durante i pasti, grazie anche al contributo di importanti chef e sommelier che propongono abbinamenti ad hoc di diverse birre con piatti particolari.

Imperfetti ma buoni

Nei reparti “frutta e verdura” dei supermercati c’è spesso una particolare attenzione ad esporre prodotti di forme e dimensioni “perfette”, nell’idea che i consumatori scelgano i frutti più grossi e più belli, e lasceranno lì invece quelli esteticamente meno attraenti, che quindi è meglio scartare a priori. Si tratta però si una scelta che comporta importanti esiti collaterali: innanzi tutto, lo spreco di cibo, con lo scarto di prodotti buoni ma non belli. Ma anche il fatto che spesso i produttori si trovano a dover gestire la crescita in modo “artificiale”, dato che i frutti fatti crescere in maniera perfettamente naturale non hanno sempre la stessa identica forma perfetta. Sembra però che le ipotesi fatte sulle preferenze dei consumatori siano però meno assolute di quello che qualcuno credeva, ed un supermercato canadese ha avuto un successo enorme lanciando imperfette”. La catena Loblaws aveva sperimentato la linea “Naturally Imperfect” (“naturalmente imperfetti”) già a marzo dello scorso anno con mele e patate, ma ora ha ampliato la gamma e la ha fatta entrare in modo costante nella propria offerta commerciale. Il successo dell’idea infatti è stato notevole, anche grazie al fatto che i prodotti con questo marchio sono venduti con uno sconto del 30% rispetto al prezzo normale. L’idea, hanno spiegato i dirigenti era di cercare di creare una situazione in cui tutti potessero trarre beneficio: sia i produttori che così possono vendere anche se a prezzo ridotto della produzione che prima avrebbero dovuto lasciare marcire, che i clienti che vogliono risparmiare o che comunque non sono interessati all’aspetto estetico di frutta e verdura.

 

Il pane meraviglioso alimento

Nessuno può resistere a una fetta di pane caldo accomodata dentro al suo cestino al centro della tavola. Ed è giusto così. Per assecondare questa tentazione esistono tanti ricettari che parlano del pane e del companatico,  chi più o chi meno in  ognuno di noi esiste una passione viscerale per il pane, quello vero, casereccio, con la crosta alta e croccante, il pane di una volta insomma, quello che oggi sembra quasi dimenticato, sommerso da una marea di gallette, focaccine, bocconcini e cracker. Esistono tantissime tradizioni del pane italiano, che in pochi semplici ingredienti racchiude il piacere olfattivo, gustativo e visivo della vita. Se intraprendiamo un viaggio lungo tutto lo stivale  troveremo una quantità non indifferente di forni che lo preparano con le tecniche di un tempo, tramandate rigorosamente di padre in figlio nel corso dei decenni. Gli ingredienti per le panificazioni sono sempre gli stessi: farina, acqua, lievito, spesso il sale e tanta pazienza, o meglio voglia di riscoprire il piacere dell’attesa, mentre il lievito silenziosamente compie il suo dovere. Alle ricette del pane troviamo abbinate infinite ricette di companatico, tutte da gustare rigorosamente con una o due fette di questo meraviglioso alimento. Non resta che sedersi a tavola e…..buon appetito!