Feste finite, si ricomincia!

L’Epifania tutte le feste le porta via …. È si con stasera si chiude il periodo delle festività natalizie da domani si riprendono i ritmi normali della quotidianità, ognuno con la sua routine lavorativa, familiare, personale. Nel periodo che precede le festività natalizie ci sentiamo euforici, chi più e chi meno, come se vivessimo le giornate in attesa di qualcosa che presto arriverà. C’è chi si sente così perché si avvicinano giorni di feste, chi perché potrà riposarsi e dedicare tempo a se stesso, chi si tufferà nel divano e nel letto, chi ne approfitterà per lunghe passeggiate al mare o in montagna, chi desidera passare più tempo con le proprie famiglie. Insomma, anche per i più indifferenti, il periodo di natale porta piccoli cambiamenti interiori e si vive con il senso dell’attesa tipico dei bambini. Questo stato di euforia interiore ci accompagna per tutto il tempo ed è lo stesso che poi, sul finire delle feste, lascia spazio alla malinconia. Ogni anno sappiamo che le feste finiranno ma ogni anno quel velo di malinconia quando tiriamo fuori gli scatoloni per smontare l’albero e riporre le decorazioni ci accompagna. Non sono solo le festività a lasciarci questo senso malinconico. È la stessa sensazione che proviamo quando torniamo da un viaggio al mare o in montagna, al ritorno da una visita ai nonni, ai parenti agli amici, quando concludiamo un’esperienza per noi bella, quando lasciamo i colleghi di lavoro per spostarci altrove o quando salutiamo la famiglia prima della partenza. Tra feste e routine non c’è tempo per la transizione. Lo stacco è brusco e molto pesante: oggi si è in vacanza, domattina suonerà la sveglia e i ritmi frenetici ricominceranno. È naturale che la psiche non riesca a riadattarsi: servirebbero almeno 48 ore. La lettura gioca un ruolo fondamentale, e bisogna scegliere un libro che si è lasciato indietro a vantaggio di altre occupazioni: sarà un modo di dedicarsi a sé stessi, a una parte di sé che si è trascurato. Chi non ama leggere, crei una playlist che comprenda tre tipi di brani: quelli preferiti, altri rilassanti soprattutto la sera, e brani nuovi che ci aprano all’anno che comincia. Da evitare le canzoni di Natale, che servono, per l’appunto, a entrare in quella fase: Natale è passato, ora si è in un nuovo anno

La fine dell’anno

La notte del 31 dicembre si avvicina ed è arrivato il momento di salutare il 2022.I mesi trascorsi possono essere stati belli per alcuni, oppure difficili per altri. Ma ciò che accomuna tutti è la speranza che questo nuovo inizio possa essere migliore di quello precedente. In entrambi i casi, l’augurio è che il 2023 sia un anno migliore di quello appena trascorso, e portatore di belle novità.  Gli auguri di buon anno sono quindi l’occasione per rinnovare questa speranza anche ad amici clienti e conoscenti.  Attraverso facebook, twitter, whatsApp ,telefonate, immagini e video si condividono con gli altri speranze e ambizioni per l’anno che sta per cominciare. Durante la notte di San Silvestro c’è chi si sofferma a fare bilanci e riflessioni su quanto fatto nel corso degli ultimi mesi. Si tirano le somme e si fanno considerazioni sul recente andamento della propria vita. Altri, invece, guardano al futuro, ed ogni nuovo inizio diventa l’occasione per voltare pagina e mettersi in gioco nuovamente, e questo è quello che faremo anche noi…..

BUON ANNO DA TUTTI NOI ….. Ferrini Gift.

Solstizio d’estate

E’ arrivato il giorno più lungo dell’annoin cui il periodo di luce ha la sua massima durata. Anche se il caldo è già arrivato da giorni, sta dunque per arrivare l’estate astronomica vera e propria. Il solstizio d’estate viene quando il sole si trova più a nord rispetto all’Equatore celeste, nel suo moto apparente lungo le costellazioni dello Zodiaco. Questa posizione, una volta raggiunto il punto di altezza massimo in cielo, garantisce al sole la massima permanenza al di sopra dell’orizzonte, ecco perché il giorno del solstizio d’estate è il più lungo dell’anno. Anche se l’estate inizia ogni anno ufficialmente il 21 giugno, il momento preciso del solstizio non avviene sempre alla stessa ora, ma rispetto all’anno precedente con un ritardo di sei ore circa. Salvo poi, ovviamente, ogni quattro anni riallinearsi grazie all’anno bisestile. Nel 2020 il solstizio d’estate cadde ad esempio il 20 giugno. Il ogni caso i raggi del Sole si trovano a colpire perpendicolarmente il Tropico del Cancro, avviene perciò sempre tra il 20 e il 21 giugno. n diverse civiltà antiche si credeva grande quantità di luce sprigionata durante questo giorno fosse una evidente manifestazione delle divinità, ecco perché questa giornata era considerata ‘magica’, nel senso che prometteva una connessione e una particolare vicinanza con l’elemento divino. Ai nostri giorni il 21 giugno si celebra lo Yoga Day in tutto il mondo, all’insegna della pace, della meditazione e dell’equilibrio con la natura.

Il giorno più lungo

Da domani e nei giorni a seguire, la durata delle ore diurne sarà massima, mentre quella delle ore notturne minima. Esattamente il contrario di quello che succede nei giorni intorno il solstizio d’inverno. Il 21 giugno i raggi solari arriveranno sull’emisfero settentrionale del nostro pianeta, quello in cui si trova l’Europa, con il minimo dell’inclinazione e per più tempo: avremo quindi maggiore irraggiamento. Questo è dovuto all’inclinazione dell’asse terrestre rispetto al piano di rivoluzione della Terra: l’asse terrestre è inclinato infatti di 23,5° rispetto al piano di rivoluzione. Nel giorno del solstizio d’estate il Sole raggiunge l’emisfero boreale con il minimo dell’inclinazione. Questo significa raggi “più forti” e maggiore insolazione, pronti per le vacanze il mare la montagna borsa, cappello, protezione e si può partire per un estate TOP!

Venerdì 17…

L’eptacaidecafobia  è la paura del numero 17. Il numero 17, in particolare abbinato al giorno venerdì, è ritenuto particolarmente sfortunato in Italia e altri paesi di origine greco-latina. Esistono diversi pregiudizi legati a esso, principalmente legati alla cultura popolare e alla superstizione. Una simile situazione si ritrova nei paesi anglosassoni nei confronti del numero 13 Ma perché questa combinazione è così demonizzata? Quali sono le radici culturali o folkloristiche legate e questo infausto giorno? Esistono diversi pregiudizi legati a esso, principalmente legati alla cultura popolare e alla superstizione. In particolare il venerdì 17 è una ricorrenza considerata particolarmente sfortunata, in quanto unione di due elementi, ognuno dei quali estremamente negativo: il Venerdì Santo ed il numero 17. Per Pitagora e i suoi seguaci il numero 17 si trovava tra due numeri perfetti, il 16 e il 18, che rispecchiavano l’armonia del quadrilateri 4×4 e 3×6.

Quando manca qualcuno…

Manchi come il tempo, che non abbiamo passato insieme. Manchi come le cose che non ci siamo dette, come quelle parole che ci volevamo dire ma non hanno mai varcato la soglia della bocca e sono rimaste dove nessuno le può ascoltare. Manchi come  il rumore del mare il silenzio della montagna Manchi come quello che c’era ed ha smesso di esserci. Manchi come manca ciò che mancare… non dovrebbe.