Le origini del caffè

Intorno all’anno mille alcuni mercanti arabi portarono dai loro viaggi in Africa dei chicchi scuri da cui traevano una bevanda eccitante che chiamavano qahwa. Da qui alla parola turca kahve e all’italiano caffè il passo è stato breve. Ma c’è chi sostiene che il nome in realtà derivi da Caffa, regione dell’Etiopia dove la pianta del caffè cresce naturalmente. Il paese dove si consuma più caffè è la Finlandia, con 12 kg l’anno pro-capite. Mentre quello dove se ne consuma meno è Portorico, con 400 grammi di caffè a testa. La media di consumo mondiale è di 1,3 kg all’anno per persona. Sebbene 6 miliardi di espressi consumati in un anno, un volume d’affari di 6,6 miliardi di euro e un consumo di 47 milioni di chilogrammi di miscela, l’Italia è solo dodicesima in classifica, con 5,9 kg di caffè pro-capite. Ecco un intero post dedicato a questa miracolosa bevanda per raccontare le sue origini, ma, forse, questi dati spiegano perché il nostro Paese non riesce proprio a svegliarsi

Storie d’amore mancate….i grandi amici

L’amicizia è misteriosa almeno quanto l’amore. Anche degli amici ci s’innamora, così come a volte “ci si lascia” quasi senza motivo, a meno che si litighi per soldi o per amore le due principali ragioni per cui si litiga. Spesso cambiamo amici, o ce li dimentichiamo, perché cambiamo città, cambiamo partner, cambiamo mentalità, cambiamo stile di vita, diventiamo più selettivi o paranoici, o semplicemente un giorno ti rendi conto che quell’amico te lo sei perso senza ragione. Ci sono amici che ci portiamo dietro dalla scuola, dall’infanzia, dal  ufficio, e che non lasceremo mai. Altri che sono durati una stagione, magari collegati al lavoro o a un periodo specifico della nostra esistenza la fase yoga, la fase botanica, la fase calcistica, la fase disperata. Credo di poter contare su un buon numero di amici, e ognuno è speciale a suo modo: quello che sento quasi solo al telefono; quello con cui posso parlare di sesso; quello con cui posso parlare di soldi; quello cui posso dire un segreto; quello che incontro ogni mattina per fare colazione insieme, quello che mi fa ridere e basta; quello che è disposto ad ascoltarmi; quello che è amico solo su Facebook; quello generoso; quello tirchio ma irresistibile; quello che mi fa innervosire ma alla fine mi piace così; quello che quando lo vedo mi chiedo come ho fatto a non chiamarlo prima. Ciò che è interessante è che il volto dei nostri migliori amici può anche cambiare, ma il loro numero resta sostanzialmente invariato. Come se il nostro cuore potesse confidarsi solo con un certo numero di persone e basta. E’ quanto dimostra uno studio pubblicato in Gran Bretagna. Per rendersene conto, basta pensare a quante persone presteremmo volentieri dei soldi a patto che ne abbiamo abbastanza, oppure confideremmo il codice del Bancomat. Pensateci. Quelli sono gli amici di cui ci fidiamo pochi, eh?. Le amicizie sono tante piccole love story, e ognuna è una storia a sé. Una delle cose più belle è mischiarle, perché ti danno più gioia che pensieri a differenza di certi amori e non ti fanno mai sentire incompreso.

Ora solare 25 ottobre 2020

Da qualche anno si discute sull’abolizione o meno dell’ora legale, ma ancora una volta ci troviamo a spostare le lancette. Nel 2021, però, dovrebbe arrivare una decisione definitiva di abolire definitivamente il cambio dell’ora tramite una consultazione promossa dall’Unione Europea. Il 76% dei votanti ha risposto in modo favorevole ma non si è giunti ad una decisione univoca che potesse accontentare tutti i paesi. Mentre la Francia ha deciso di abolire l’ora solare, l’Italia non ha mai preso una posizione. Si dovrebbe arrivare ad una decisione a blocchi in cui i paesi dell’Europa Meridionale potrebbero tenere l’ora legale per tutto l’anno mentre i paesi del Nord opterebbero per quella solare“
Nella notte tra il 24 e 25 ottobre 2020 comunque  le lancette dell’orologio dovranno essere spostate indietro di un’ora, precisamente dalle ore 3:00 alle 2:00. Risultato? Potremo dormire un’ora in più, la mattina ci sarà più luce ma il pomeriggio farà buio prima. Ritorneremo a godere della luce del sole fino a sera quando ritornerà l’ora legale, che dovrebbe avvenire l’ultimo week end di marzo 2021, ma il condizionale è d’obbligo. Introdotta nel 1966 l’ora legale, nei mesi caldi, rende le giornate più lunghe regalando un’ora in più di luce alla sera. Se l’ora legale restasse in vigore tutto l’anno avremmo albe molto buie e meno ore di luce alla mattina. Di contro le giornate potrebbero sembrare più lunghe. Da non sottovalutare le ripercussioni sull’umore: nonostante il “jet lag” sia minimo, a qualcuno girerà la luna storta, e per qualche giorno. Nel nostro paese i vantaggi dell’ora legale tutto l’anno sarebbero sicuramente garantiti. Innanzitutto ci sarebbe più risparmio di energia elettrica dello 0,2%: se con l’ora solare il sole sorge alle 4,30 in estate e tramonta alle 20, con l’ora legale il periodo di luce andrebbe dalle 5,30 alle 21.

La passione

Il sostantivo femminile passione, dal latino passio-onis, participio passato del verbo pati «patire, soffrire», si oppone direttamente ad azione e indica perciò, il requisito di passività da parte del soggetto, che si trova impiegato a un’impressione esterna e ne subisce l’effetto sia nel fisico sia nell’animo. Il termine passione, indica una sofferenza fisica, immateriale, un dolore morale o qualsiasi sentimento o sensazione che agisce sull’animo e a cui l’animo è sottoposto. Una oppressione. Qualsiasi attitudine vivissima, forte interesse o trasporto per qualche cosa, vissuto con grande intensità di sentimento. L’amore, la passione per qualcuno, per la musica, la letteratura, per l’arte o per uno sport. Quindi, qualcosa che si subisce passivamente e ci paralizza ma, simultaneamente, la spinta che ci muove. Un meraviglioso ossimoro che tormenta le nostra vita. Una cosa così dolorosa senza la quale non potremmo proprio vivere. Pensa all’espressione “ne vale la  pena”. È paradossale ma per vivere bisogna trovare la pena per cui farlo. Bisogna trovare la propria sofferenza. E tu per cosa sei disposto a soffrire oggi per migliorare?

 

Buttare è un gesto distratto

Buttiamo quello che non ci serve più, l’inutile roba vecchia che ruba spazio nei nostri armadi e tra i nostri ricordi; buttiamo quello che ci fa male, dal pacchetto di sigarette quando decidiamo di abbracciare il salutismo, alla bustina di zucchero del primo caffè bevuto con quello che avremmo voluto tanto fosse il nostro ultimo amore; buttiamo quello che ci riporta alla mente i nostri buoni propositi sfumati e le aspettative deluse, dalla tuta senza speranza acquistata a maggio per andare a fare sport , al biglietto mai convalidato di un treno che avrebbe dovuto portarci lontano. Sì, distrattamente ci liberiamo ogni giorno di quei rifiuti fumanti che pensiamo non valga pena riciclare, salvare. Ogni giorno priviamo oggetti, persone ed emozioni di quell’ultima chance che potrebbe riconsegnarli a nuova vita. Buttare è un gesto distratto, ma lo è di più in giovane età forse, quando nelle vene ti scorrono sangue e inguaribile ottimismo. Sì, da giovane prendi-usi-butti persone e oggetti con  facilità e  disinvoltura Ti concedi il lusso di liberarti di quello che non ti piace perché credi e ti convinci che il destino abbia in serbo per te qualcosa di più grande, Come se il mondo fosse solo deserto o giardino, fatale da abitare con quel che capita, perché così va la vita, non c’è niente da fare, bisogna prender quel che viene, la gente è così, a esser sognatori ci si perde sempre, come se non si potesse coltivare il deserto, e certo anche il giardino. Le alternative allo scarico ci sono, e sono tante. Il deserto può diventare giardino, forse basta volerlo. Il consumismo ha affinato la tecnica ed è riuscito a divorare persone, non solo oggetti; non dovremmo cedere al consumismo affettivo. Non leghiamo quel che ci circonda a un granello di sabbia, perchè serrare il pugno spesso non basta: il vento  sbadato lo porta via. Ormai lo sappiamo.

Equinozio d’autunno

Sole, mare, passeggiate in montagna, lunghe sere e notti in giardino a guardare il cielo costellato di stelle. Oggi arriva il cambiamento almeno a livello atmosferico, inizia l’equinozio d’autunno La parola “equinozio” deriva dal latino e significa “notte uguale” al giorno, ovvero la notte dovrebbe avere la stessa durata del giorno. In realtà  a causa di effetti di rifrazione atmosferica, il semidiametro e la parallasse solare fanno sì che negli equinozi la lunghezza del giorno ecceda, seppur di poco, quella della notte. Nell’emisfero settentrionale l’equinozio d’autunno cade generalmente o il 22 o il 23 settembre, ovvero quando il sole incrocia il piano dell’equatore terreste. Il punto dell’equinozio d’autunno è anche chiamato punto della Bilancia. Quest’anno l’equinozio d’autunno si verificherà lunedì 23 settembre alle 09:50 italiane. Dal punto di vista astrologico, con l’equinozio d’autunno l’entrata del Sole nella Bilancia, segno dell’Equilibrio, ci riporta al significato latino del nome. Cardinale e opposto al suo gemello primaverile, ci ricorda che questi sono gli ultimi giorni in cui le forze si bilanciano e che a seguire l’oscurità vincerà per i successivi sei mesi, sulla luce.  Approfittiamo pertanto delle giornate di sole prima di arrivare all’inverno vero e proprio

 

Se…..

Se domani mattina il suono della sveglia  ti sveglierà ancora una volta  e avrai il tempo per stiracchiarti nel letto,se hai un tetto sulla testa, cibo nel frigo e vestiti nell’armadio, sei più ricco del 75% degli abitanti della terra. Se hai soldi in banca e qualche spicciolo nel portafoglio, sei nell’8% dei più ricchi al mondo. Se ti sei alzato questa mattina sano e in salute, sei più fortunato del milione di persone che non resteranno in vita per più di una settimana. Se non hai mai provato il pericolo e la paura della guerra, l’agonia e la solitudine della prigione, il terrore della tortura o della fame, sei più fortunato dei 500 milioni di persone che vivono questo ogni giorno. Se puoi leggere queste parole sei più fortunato dei 3 miliardi di persone al mondo che non sono in grado di leggere. Domani mattina, pensa a quanto sei fortunato a vivere qui ed ora, di sicuro apprezzerai molto di più il caffè che andrai a bere prima di affrontare una nuova giornata.

Alzarsi ogni mattina

Che tu ci creda o no, ogni mattina la vita bussa alla tua porta e chiede: cosa facciamo oggi? Niente risponde la pigrizia. Quello che abbiamo fatto ieri risponde l’abitudine. Dobbiamo proprio fare qualcosa aggiunge la noia? Ma per fortuna, ogni mattina, la vita non si dà per vinta. La vita insiste e persiste sempre. Per questo, torna a chiedere: cosa facciamo oggi? Tutto quello che è possibile, risponde la vitalità. Che tu ci creda o no, anche domani mattina la vita busserà alla tua porta e chiederà: cosa facciamo? E tu risponderai alzandoti difronte a una tazza di caffè... tutto quello che è meglio per noi….la vita è bella impariamo a godercela tutta…!

Giornata internazionale del cane

Fedeli, amorevoli, intelligentissimi,strepitosi: il 26 agosto è la Giornata internazionale del cane e in tutto il mondo si celebrano tutti gli esemplari di questa specie animale.La data del 26 agosto si riferisce al giorno in cui la famiglia di Colleen adottò il primo cane, quando lei aveva 10 anni. Da allora, gli animalisti di vari Paesi in tutto il mondo hanno dato voce alla sua iniziativa di dedicare una giornata ai cani, che oggi si festeggia ovunque. C’è anche un sito, anzi un portale, della Giornata Internazionale del cane: andando su nationaldogday.com si viene accolti da un video ispirazionale sulla vita insieme al proprio cucciolo, fatta di sguardi, carezze e coccole indimenticabili Ci sono poi consigli degli esperti per adottare un cane e prendersene cura giorno dopo giorno, oltre a foto dolcissime di cani di ogni razza, colore, taglia e provenienza che potrebbero convincere persino un gattofilo puro a correre al canile e adottare un bastardino di cane, ovviamente. I cani migliorano la vita dei proprietari con l’affetto e la compagnia, ma apportano benefici anche all’intera collettività, alla quale contribuiscono con “incarichi di rilievo”, quali l’assistenza ai non vedenti, il soccorso alle persone in situazioni di emergenza, nonché svolgendo un ruolo importante nei percorsi di riabilitazione più diversi. Non vi diremo che il cane è il miglior amico dell’uomo, lo abbiamo sentito e letto troppo spesso. Ma di sicuro il cane è una presenza benefica per la salute fisica e psicologica di tutti, e in particolare di bambini, anziani e malati. Tant’è che in molti ospedali in tutto il mondo, con il consenso dei medici sono previsti momenti di ricreazione con i cuccioli. Gli studi scientifici dimostrano infatti che accarezzare un cane e prendersene cura innalza i livelli di serotonina, il neurotrasmettitore detto anche “ormone della felicità”, e abbassa quelli del cortisolo, che invece sale proporzionalmente allo stress, sono inoltre uno stimolo ad uscire per delle passeggiate, ma anche a starsene comodamente seduti ad accarezzarli. Sono tanti i benefici legati alla presenza di un cane all’interno del nucleo familiare. I cani aiutano i bambini e gli adolescenti a crescere in modo equilibrato e responsabile, migliorandone la capacità di socializzazione e favoriscono il senso di appartenenza familiare.