Sale grosso utile non solo in cucina

Non soltanto per insaporire: il sale grosso è un prezioso alleato in casa. Vediamo alcuni usi alternativi più utili del sale grosso: deumidificare: il sale grosso è un efficace aiuto durante le stagioni più umide. Posto dentro catini posizionati agli angoli delle stanze oppure dentro i cassetti, il sale grosso sarà in grado di assorbire l’umidità presente, alleggerendo l’aria e prevenendo la formazione di muffa. Lucidare l’argenteria ma anche le posate in acciaio inox: immergete in una soluzione di acqua e sale 50 g di sale ogni litro di acqua gli oggetti o le posate che volete pulire. Oltre a lucidarsi, si igienizzeranno. Pulire e disinfettare: per pulire il frigorifero, per esempio, disinfettandolo ed eliminando i cattivi odori, basta sciogliere due cucchiaini di sale in mezzo litro di acqua e spruzzare il liquido ottenuto sulla spugna con la quale pulirete le superfici del frigorifero. Scrub per il corpo: in un barattolo di vetro unite 500 g di sale grosso e olio extravergine di oliva in quantità necessaria a rendere la mistura spalmabile. Aggiungete anche qualche goccia del vostro olio essenziale preferito per ottenere una fragranza piacevole. Rimuovere le macchie di vino dai tessuti: se rovesciate del vino sulla tovaglia oppure sul vestito, asciugate l’eccesso con carta assorbente e coprite la macchia umida con una generosa dose di sale grosso. Per le sue proprietà de-odoranti, può essere utile anche per eliminare i cattivi odori dalle scarpe: versate qualche cucchiaio di sale grosso all’interno delle calzature e lasciate agire per 48 ore.

Piccoli segreti in cucina

Oggi per voi alcuni piccoli segreti che ci semplificano la vita in cucina. Tenete sempre da parte gli scarti delle verdure, bucce comprese: accuratamente lavati e surgelati, possono diventare la base per un ottimo brodo vegetale da preparare in velocità! Conservate i limoni tenendoli a bagno nell’acqua, che cambierete due volte a settimana: resteranno freschi e gustosi più a lungo. Per tagliare i pomodori usate sempre un coltello a seghetto. Le foglie del pomodoro schiacciate aiutano ad alleviare il prurito delle punture d’insetto. Invece di surgelare il basilico per conservarlo, provate a metterlo, bel lavato e asciugato, in vasetti sott’olio: sentirete che aroma! Per eliminare l’odore di aglio e cipolla dalle mani, lavatele con sapone di Marsiglia e un cucchiaino di caffè macinato. Se il sedano vi risulta poco digeribile, sbiancatelo prima di consumarlo: immergetelo in acqua bollente per 2 minuti e poi raffreddatelo in acqua e ghiaccio. Non conservate una cipolla già tagliata per più di 1 giorno: per quelle poche ore tagliatela a fette e inzuppatela in una tazza piena di acqua o riponetela nell’apposito contenitore

I nuovi gentleman

Quello che si profuma troppo, quello attillato, quello che si rimira allo specchio, quello che ordina per primo al ristorante. Quelli cioè passati di moda, perché «l’uomo cafone ha i minuti contati», L’«egoiste», esemplare millenario maschile, viene demolito a colpi di nuove regole. l nuovi gentleman ai tempi dell’ i Phone telefonino: c’è ma non si vede. «Il cellulare è come gli occhiali scuri: a tavola non è tollerato». Stesso vale per i social: all’uomo moderno non si vieta di esserci, ma di esserci troppo. «I social sono come il nudo: se si svela tutto, l’interesse cala». Altra regola: mai presentarsi snobbanti e nevrotici su Facebook twitter e simili. Non raccogliete le provocazioni, ma allontanate chi vi ha mancato di rispetto». Tra gli uomini che salgono ci sono quelli che rassicurano ma non soffocano, tra quelli che scendono i maschi che parlano troppo di denaro. «Al ristorante un vero gentiluomo non sceglie mai il vino più costoso, ma quello più ricercato», E a proposito: a una cena galante, chi paga il conto? «Dipende, ma comunque al primo incontro tocca sempre a lui». Aprire o no la portiera dell’auto, versare oppure no l’acqua e il vino: va detto, l’uomo vive spesso nel incertezza tra essere vintage o in alternativa maleducato. «In parte è vero, i maschi moderni sono un po’ schiacciati dalle aspettative contrastanti delle loro signore, ma a volte fanno i furbetti e si costruiscono l’alibi della confusione». Dove non ci può essere incertezza è il lavoro: «Il gentiluomo sa che i colleghi sono persone con cui costruire un rapporto di rispetto, ma che non diventerà mai confidenza.

Estate mare e buon pesce

Estate voglia di mare a tutti costi anche a tavola e chi può rinunciare ad un’ottima frittura di paranza, una zuppa, un risotto, che emanano spesso un buon odore di pesce a tavola. Tuttavia, ciò non avviene, a volte, durante la cottura o la preparazione. Capita infatti che in cucina si diffonda un odore veramente sgradevole e persista nel tempo. Se poi non abbiamo avuto cura di chiudere le porte, si diffonderà anche nel resto dell’abitazione. I motivi per cui durante la cottura viene generato un odore di pesce poco gradevole sono molteplici. In primis, può dipendere dalla qualità del pesce stesso. Se il pesce non è fresco, infatti, il suo odore sarà molto forte e tutt’altro che piacevole. Al contrario, molti tipi di buon pesce fresco, ancora crudo, sono quasi inodore. Altra causa è il metodo di cottura. Ovviamente una frittura o un guazzetto genereranno maggior odore nell’aria di un pesce al cartoccio. Infine, il persistere di sgradevole odore di pesce in cucina dopo la cottura di un buon menu di mare, dipende dalla pulizia. Questo tipo di prodotto, infatti, impone che pentole, piatti, piastrelle siano lavate benissimo. Ogni minimo residuo deve essere eliminato e sgrassato, utile l’impiego dell’aceto e del limone, anche assoluti o diluiti in acqua calda. A volte può capitare che, anche dopo un’accurata pulizia, il cattivo odore persista. In questo caso assicuriamoci, innanzi tutti, di aver gettato anche l’immondizia… se non dovesse essere questa la causa, possiamo far bollire un po’ di acqua ed aceto nella stanza. Ovviamente apriamo bene le finestre e facciamo circolare l’aria. Un’altra possibilità è far bollire acqua e olio di lavanda o di limone. Oppure, cucinare al forno qualche buon dolce o fragranti biscotti, il cui aroma si diffonderà rapidamente, coprendo gli ultimi residui di odore di pesce.

Sole mare

L’estate nel suo vigore, il mare finalmente non è più un miraggio ma un compagno fedele. Ma con il mare arrivano anche  le temute scottature solari. Sarebbe a rischio un italiano su due: Usano abbronzanti al posto dei protettivi, sminuiscono gli effetti dei raggi Uv e credono che stare più tempo al sole acceleri la tintarella. A mettere in guardia i vacanzieri sono gli esperti. I più a rischio sono i bambini e gli anziani. Gli effetti  di una scarsa attenzione all’esposizione al sole e delle scottature sono desquamazione ed esfoliazione della pelle, prurito e bruciore e colpi di calore Un italiano su 3 pur di abbronzarsi in fretta rischia di non proteggersi bene nel primo vero giorno di sole. Tra gli errori maggiori c’è l’utilizzo di creme abbronzanti al posto di quelle protettive e il sottovalutare gli effetti dei raggi solari . Spalle , viso e décoltè sono le parti più soggette alle scottature. Gli anziani  sono una categoria delicata perché, avvertendo meno il senso della sete e bevendo dunque meno, rischiano in maggior misura di andare incontro a secchezza della pelle, condizione che li rende più vulnerabili ad arrossamenti e scottature .Per affrontare in sicurezza l’esposizione al sole il principale accorgimento è idratarsi abbondantemente, dentro e fuori: sia in superficie, con creme o altre protezioni, sia dall’interno, bevendo da 1,5 a 2 litri di acqua. I sali minerali, sottolinea la dermatologa sono idratanti e antiossidanti. Sodio, magnesio e potassio sono tra le fonti principali di energia per la pelle: reintegrarli è fondamentale tanto più se pensiamo che, già senza le condizioni limite dell’estate, perdiamo 600 cc di acqua ogni giorno. Infine, ricordano gli esperti, è importante evitare un’esposizione prolungata al sole, e di abbronzarsi nelle ore centrali della giornata, quando i raggi solari sono più intensi, anche se al mare la percezione delle temperature è più gradevole

Vino rosso anche d’estate ecco come fare

Mare sole montagna, afa, caldo insopportabile sì in molti, in estate, sentono soltanto il desiderio di un bel bicchiere di acqua fresca, di una bibita ghiacciata o di una bella birra fredda e spumeggiante. In tanti, invece, apprezzerebbero, sorseggiare un bel calice di vino rosso. E’ ben risaputo, però, che il caldo non è un buon alleato dei vini rossi. Quando la colonnina di mercurio sale il vino rosso tende, purtroppo, a sciuparsi velocemente. Per questo, con la bella stagione si preferisce ripiegare su vini bianchi oppure rosè. Ma gli appassionati dei vini rossi possono stare tranquilli. Con qualche accortezza potranno gustare la loro bevanda preferita anche in estate. L’esperta Moulton spiega come fare. Temperatura, luce e ossigeno sono gli elementi che più di ogni altro aiutano a rovinare il vino. Per questo, specialmente in estate, è importante conservare i vini rossi nella maniera giusta. In primo luogo, occorre accertarsi che non prendano troppa aria. A tal fine è sufficiente mettere sempre un tappo alla bottiglie prima di riporle. In questo modo, anche una volta aperta la bottiglia, si impedirà il passaggio dell’aria che può causare un rapido deterioramento del vino. Allo stesso tempo, per proteggere il vino dalla luce e dal caldo, è importante conservarlo in un luogo fresco e asciutto. l frigorifero si rivela la soluzione migliore. Anche per i vini rossi. Chi lo gradisce potrà consumare il vino bello fresco godendo di un piacevole refrigerio anche nelle giornate più calde. Per chi, invece, il vino rosso lo preferisce soltanto a temperatura ambiente, basterà tirare fuori la bottiglia un’ora prima di berla. Così conservati i vini rossi possono conservare fino a 3-5 giorni dall’apertura. I bianchi e i rosè, invece, si conservano fino a sei giorni. Per godere a pien del piacere di un buon vino rosso anche in estate, conviene scegliere, nei mesi più caldi, dei vini più leggeri optando, ad esempio, per un pinot nero in luogo di un merlot.

Capelli sotto il sole

Sotto questo sole…. al mare in montagna in città… Fuori e dentro l’acqua, sotto il sole, sferzati da vento, sale e cloro: i capelli in estate sono sottoposti a un continuo stress. E hanno bisogno di molte attenzioni, se vuoi evitare brutte sorprese. Ecco qualche consiglio per trattarli bene. Anche sotto l’ombrellone, i capelli hanno bisogno di protezione, lo sai vero?  La coda è sempre irrinunciabile?  Sì, soprattutto per chi ha la chioma abbastanza lunga. Quest’estate va di moda legata con un foulard oppure con un nastro che poi legherete alla borsa rigorosamente in paglia. Per perfezionare l’effetto finale basta passare sulle lunghezze un velo di gel, che aiuta a disciplinare i capelli. Chignon casual: come si fa? Basta applicare la mousse strutturante su radici e lunghezze per poi lavorarle passando le dita fra i capelli, in modo da accentuare la naturalezza. Poi si crea una coda di cavallo morbida, la si lega all’altezza della nuca mentre si spingono un po’ in avanti le radici, per dare volume. Infine, la coda si attorciglia e si avvolge su se stessa senza tirarla troppo e si fissa il tutto con le forcine, creando uno chignon molto soft. Le trecce sono sempre in voga? Certo: soprattutto nella versione tribal, perfetta per chi ha i capelli di lunghezza media. Si possono realizzare in poche mosse, preparando prima i fusti con un velo di crema . Dopo aver alzato le radici con le mani, si procede alla realizzazione di tre trecce larghe, due ai lati della testa e una al centro: è importante intrecciare senza tirare troppo per creare un effetto finto spettinato, e quando torni a casa lavali nel modo giusto. Se invece li vuoi lasciare liberi proteggili con un cappello, ce ne sono di tutto i tipi e per tutte le occasioni. In vacanza comunque, l’appuntamento con lo shampoo è quotidiano. Per questo fai attenzione alla scelta del prodotto che deve essere attenta e ancora più mirata.