Le erbe aromatiche da coltivare in casa

Erbe aromatiche, un aiuto prezioso in cucina per rendere i nostri piatti ancora più gustosi, facili da coltivare in giardino ma anche in casa o sul terrazzo scopriamone alcune…Il basilico è tra le piante aromatiche quella che fa subito pensare ai sapori del Mediterraneo. Questa pianta profumata ama la luce, il calore e un terreno sempre umido e ben drenato. La cura del basilico non è complicata, basta qualche piccola astuzia: d’estate si può tenere la pianta all’aperto, ma mai esposta direttamente ai raggi del sole, in inverno invece è opportuno portarla in casa, in una zona luminosa dove la temperatura si aggira intorno ai 20° C. Adatta per preparare sughi, condimenti frittate, torte salate e piatti di minestre ma anche  per aromatizzare la carne e il pesce, la salvia è una pianta che prospera in giardino ma che può  adattarsi anche a vivere al chiuso purché ci sia molta luce. Preferisce un tipo di terreno leggero e ben drenato, per evitare ristagni d’acqua che danneggiano l’apparato radicale. Erba aromatica dal sapore che ricorda quello della cipolla ma più delicato, l’erba cipollina ama i terreni ricchi di sostanze organiche e annaffiature frequenti. Questa pianta prospera all’aria aperta d’estate ma in inverno va tenuta in casa, al riparo da correnti d’aria.Il prezzemolo è un’erba aromatica che può essere coltivata sia in giardino che sul terrazzo all’interno di fioriere o vasi. Molto utilizzata in cucina per insaporire i piatti di carne e le minestre, richiede la luce diretta, il calore, un terriccio ricco di sostanze organiche e annaffiature frequenti

14 febbraio San Valentino

Il 14 Febbraio, La giornata degli innamorati ha origini lontane, nel 496 d.C., quando l’allora papa Gelasio I volle porre fine ai lupercalia, antichi riti pagani dedicati al dio della fertilità Tali riti che si celebravano il 15 febbraio prevedevano festeggiamenti sfrenati in cui venivano create coppie estraendole a sorte. Inoltre per le vie di Roma gli uomini inseguivano le giovani con fruste di pelle di capra, per propiziarne la fertilità. Anche le donne in dolce attesa si sottoponevano volentieri al rituale, convinte che avrebbe fatto bene alla nascita del bambino. In fondo, ad alleviare il dolore bastava lo spettacolo offerto dai corpi di quei baldi giovani, che si facevano strada completamente nudi o, al massimo, con un gonnellino di pelle stretto intorno ai fianchi.Nel giorno dell’amore il santo prescelto come protettore degli innamorati fu San Valentino. Molte sono, infatti, le storie sul popolare vescovo di Terni che lo vedono complice di infelici amanti.Uno degli episodi più significativi fu la celebrazione del matrimonio, fortemente contrastato per motivi religiosi, tra una giovane donna cristiana, Serapia e Sabino, un legionario romano pagano. Si narra, inoltre, che fosse anche un ottimo conciliatore: un giorno Valentino, sentendo litigare due fidanzati, andò loro incontro con una rosa invitandoli a tenerla stretta come segno di riconciliazione e subito tra i due tornò la pace.Ma San Valentino oggi deve la sua popolarità soprattutto al marketing: solo in Italia è stato calcolato che tra cenette, fiori e sms, verranno spesi quasi mille milioni di euro. Sono questi i numeri del business che ruota intorno ai cuori e alle parole “ti amo”.

Ricevere ospiti con educazione e eleganza

Senza dover rispettare alla lettera il galateo, sapere alcuni trucchi per ricevere gli ospiti con educazione ed eleganza è certamente una cosa che può fare la differenza. A cominciare da una tavola impeccabile.Ma non è soltanto il padrone di casa a dover osservare un po’ di sano bon ton contemporaneo. Anche chi viene invitato ad una cena dovrebbe fare attenzione ad alcune semplici regole che gli faranno fare bella figura. Di seguito vediamo 3 regole da rispettare quando si viene invitati ad una cena o a una colazione, dritte apparentemente scontate che ogni ospite deve ricordarsi e rispettare. “La puntualità” è una virtù preziosa, la sua mancanza può essere tollerata soltanto in casi davvero eccezionali. Quando si è invitati ad una colazione (dalle 13.00 alle 13.30) a casa d’altri si arriva puntuali, cioè cinque minuti dopo l’orario esatto dell’invito. Anche arrivare troppo presto è una cosa da evitare: per nessun motivo si suona il campanello in anticipo. Quando si è invitati a cena non si arriva “mai a mani vuote” .È però bene evitare di portare cose che potrebbero risultare imbarazzanti per i padroni di casa. Lasciate perdere, per esempio, enormi mazzi di fiori che necessitano di un vaso adeguato: spesso finisce che non si sa dove metterli e sono solamente ingombranti. Se non concordato in precedenza, evitare anche i dolcetti. Potreste essere fraintesi e comunicare che non siete sicuri che la padrona o il padrone di casa abbia predisposto un dolce.”Si ringrazia sempre” dopo essere stati ospiti a casa d’altri. Importante è farlo nel momento corretto. Il primo ringraziamento è al momento dei saluti finali. Il giorno seguente si può mandare un mazzo di fiori, ma se volete optare per qualcosa di sicuramente più informale, è sufficiente fare una telefonata  o far mandare un messaggio con lo smartphone.

 

Pesi e misure

Quante volte vi sarà capitato di dover preparare un dolce e di non trovare da nessuna parte una bilancia? O magari la bilancia c’è, ma proprio in quel attimo vi si scaricano le pile… Sicuramente è capitato a tutti in più di un’occasione, Per evitare che la torta si sgonfi, le crepes siano troppo salate, la pasta all’uovo sia solo uovo, ti veniamo in soccorso indicandoti diversi utensili da cucina che puoi utilizzare in alternativa alla bilancia per dosare o pesare gli alimenti.Il primo pensiero va alle caraffe graduate o ai misurini dotati di tacche, che segnalano le quantità di solidi o liquidi da misurare. Oppure puoi creare dei misurini “fai da te”: scoprirai presto come con cucchiaini, tazze e bicchieri puoi misurare tutto! Ecco una piccola tabella di conversione: per poter misurare gli ingredienti senza la bilancia. Per ogni ingrediente che abbiamo inserito, abbiamo scritto il corrispondente in grammi di un bicchiere, un cucchiaio o un cucchiaino. Ci sono in soccorso delle tabelle che prendendo come misurini un classico bicchiere per l’acqua tipo quello della nutella, una tazzina da caffè, un cucchiaio da tavola e un cucchiaino da tè, oggetti che tutti abbiamo in casa. Bicchiere e tazzina si intendono pieni, cucchiaio e cucchiaino si intendono colmi.

La colazione di coppia eco green, creativa,o minimal?

Anche la colazione di coppia ha un suo stile, che rispecchia e definisce l’ identikit di vita più o meno alla moda ecco alcuni tipi e tu che colazione preferisci? Gli ”eco-green.  Amano la natura e riducono al minimo l’impatto sull’ambiente grazie al loro stile di vita sano. Dalla scelta del cibo colazione salutare a base di cappuccino di soia, granola con yogurt e frutti rossi a quella dei detersivi e dei prodotti in genere runner in cotone meglio se color corda, passando per le vacanze e lo sport, il focus è sempre rivolto alla sostenibilità senza dispendi ed eccessi brocca, vassoio, ciotole, piatti dalle forme irregolari e tazze piuttosto ampie. Il fiore che completa l’apparecchiatura della tavola: il rosmarino. I “creativi”. Non hanno schemi rigidi tanto sono aperti, informali e brillanti. Spesso osano, anche sui contrasti; sulla tavola della loro colazione di coppia, ad esempio, giocano sui mix: a una brocca lineare accompagnano piatti squadrati e tazza da tè dipinte, il tutto posato su tovaglie e tovagliette a contrasto. A colazione vogliono essere stupiti e accoppiano il verde al pane nero con avocado e uovo. Il fiore: la protea. I “minimal”. È il ritratto di una coppia che subito elimina il superfluo determinando l’attenzione su ciò che conta: alla ricerca dell’essenziale sempre. Poche decorazioni quindi, e molta funzionalità anche quando scelgono un “allestimento” per la tavola due tovagliette all’americana, al massimo con un ricamo; piatti e tazze promuovono il bianco, ma lo ingentiliscono con decori dalle colorazione tenue; la scelta del gusto va su cappuccino e croissant, una solida certezza. Il fiore: l’ellebori.

Mangiare in compagnia

Chi non mangia in compagnia o è un ladro o una spia, recita un vecchio detto popolare che vuole sottolineare l’importanza della condivisione: a quanto pare però mangiare in compagnia non fa bene solo agli altri ma anche a noi stessi. Mangiare da soli, secondo un recente sondaggio condotto da Economis , è un indice di infelicità la maggior parte di coloro che consumano i propri pasti in solitaria denuncia uno stato di malcontento o di vera e propria depressione D’altronde, la storia ci insegna che mangiare insieme è un vero e proprio collante sociale: da sempre le persone si sono riunite intorno ad un tavolo per condividere i pasti quotidiani, fare accordi politici, parlare di questioni di cuore, di accordi economici. Pensiamo anche alla Pasqua al Natale alle feste in generale  che sono tradizionalmente i momenti in cui si sta insieme per mangiare e scambiarsi regali Mangiare insieme è anche utile: è stato infatti dimostrato che quando si condivide il pasto si tende a cucinare di più e con più cura, preferendo cibi più sani, mentre chi mangia da solo è più tentato di buttarsi sui cibi confezionati o in generale su piatti  precotti. Le fasce più a rischio in questo senso sono anziani e bambini, ma anche adolescenti: i disturbi alimentari infatti sono causati anche dalla solitudine a tavola.Cerchiamo quindi di condividere il momento del pasto con colleghi, amici o familiari e almeno una volta a settimana invitiamo tutti a casa nostra! Sarà un ottimo modo per passare una serata sana e piacevole in compagnia.

 

Il formaggio

Il formaggio è un alimento eccellente e completo, sia dal punto di vista nutrizionale che da quello del gusto e del sapore. Esso contiene proteine dall’alto valore biologico e tutti gli amminoacidi comuni Il formaggio andrebbe servito su un unico piatto, un grande tagliere di legno o un piatto di ceramica o di vetro. Sarebbe idoneo lasciarlo per 30-40 minuti fuori dal frigorifero, facendolo riposare a temperatura ambiente, prima di servirlo: questo per fargli riacquistare il suo aroma naturale. Il principe dei buongustai Maurice Edmond riteneva, a proposito del connubio formaggio-vino, che “non sarà mai celebrata abbastanza la santa alleanza del vino e del formaggio, il cui perfetto accordo realizza l’apoteosi della gastronomia