Rose rosse

Un mazzo di rose è un grande classico per dire ‘ti amo’ ad una persona, un fiore che va dritto al cuore, soprattutto  se arrivano in un’occasione speciale. Ma le amanti del giardino, anche, domestico potrebbero aver piacere a ricevere una pianta di rose da coltivare a casa propria, anziché un mazzo che, pur essendo romantico e scenografico,  posto nel giusto vaso, e curato amorevolmente, è destinato ad appassire nel giro di pochi giorni Un arbusto di rose da tenere in vaso, o da interrare in giardino, non è difficile da mantenere, perché si tratta di piante piuttosto resistenti e dalle esigenze limitate, ma occorre innanzitutto informarsi sulle specifiche varietà e su come cresceranno: se le volete coltivare in vaso, optate per una varietà a cespuglio piuttosto che rampicante o a ‘alberello’, per ovvi motivi di spazio e di effetto scenico. Particolarmente attraenti sono le roselline piccole, ma in generale quasi tutte si adattano bene alla vita in vaso. Quando le piantate o travasate, è importante che il fusto rimanga sotterrato per almeno 8 cm, perché le radici hanno bisogno di andare in profondità: acquistate un vaso adatto. Finché si abituano alla loro nuova ‘dimora’ hanno bisogno di essere abbeverate spesso, poi annaffiarle quando il terreno si secca. Durante la stagione della fioritura, ovvero l’intera primavera e alcune specie anche l’estate, occorre che prendano 4 o 5 ore di luce al giorno, anche se alcune varietà potrebbero preferire l’ombra. Se decidete di piantarle in giardino, è importante che le teniate lontane da altre piante perché non vi sia ‘competizione’ con le loro radici.

Colpo di fulmine, questo sconosciuto…

Per chi non sapesse dare una definizione al termine “colpo di fulmine”, eccone una descrizione evocativa: si tratta di un congegno di attrazione, non solo fisica, di un trasporto emotivo a 360 gradi che nasce nel momento in cui si incontra una speciale persona. Addirittura c’è chi sostiene che l’amore, per essere definito tale, debba nascere per forza da un colpo di fulmine, altrimenti se per innamorarsi o per capire di potersi innamorare di qualcuno si necessita di più tempo, la storia partirà già in netto svantaggio. Fascino: è quello che si subisce al primo incontro con la persona che scatena questo “fulmine”. Può essere dato da una stretta di mano, da un sorriso, da uno sguardo. E’ la prima impressione, che in questo caso non solo conta moltissimo ma  è davvero la chiave di tutto. Curiosità: quando si incontra un qualcuno che desta subito un certo interesse, si prova un’immediata voglia di saperne di più, di carpire di più in quel preciso istante, in quel primo incontro. Farfalle nello stomaco, gambe che tremano, ginocchia che cedono, cuore che batte: più che indici di un colpo di fulmine potrebbero essere i sintomi di un calo di pressione! Scherzi a parte, questi modi di dire sono perfetti per definire il senso di emozione, di fermento  che si provano nell’aver a che fare con una persona per la quale si prova innegabile attrazione. Sempre nei propri pensieri: è un vero amore a prima vista quando ci si ritrova a pensare insistentemente a quella persona, all’oggetto dei propri desideri. E lo è ancor di più quando si tende a carpire informazioni, anche in modo implicito, attraverso amici comuni e conoscenti. La voglia di incontrare nuovamente quella persona, collegata a fantasie sono le definitive spie di un fulmine che ha colpito il bersaglio. Si può tentare di spiegarlo ma quando arriva, il colpo di fulmine, sa farsi riconoscere alla perfezione. E non c’è definizione o guida tanto accurata quanto la sensazione di estasi che lascia al suo passaggio.

Cambia ritmo rallenta e riposa…

Per recuperare la consapevolezza del momento presente,dovremmo imparare dei piccoli esercizi quotidiani. Darsi obiettivi e cercate di mantenerli, si tratta di “programmare dei piccoli “orologi” di consapevolezza. Per cominciare, ricordiamoci di noi stessi e di ritornare al momento presente, al “qui e ora”, tutte le volte che entriamo a contatto con l’acqua nelle prossime 24 ore Oppure promettiamoci di fermarci un istante e di concederci un momento di cognizione al momento del risveglio e non precipitarsi giù dal letto appena suona la sveglia, e ancora, fermiamoci e fermiamo il flusso dei nostri pensieri tutte le volte che il semaforo da rosso diventerà verde.In questi istanti ci renderemo conto che alla distrazione che caratterizza la nostra vita quotidiana, si sostituiranno l’attenzione, l’osservazione, la cognizione. All’inizio della settimana nessuno vuole sentire parlare di riposo o relax e partiamo all’attacco delle mille cose da fare nelle nostre vite. Tuttavia, ricordarsi di prendersi del tempo per la cura di se stessi, per il riposo ed il relax è assolutamente necessario per il nostro benessere. Nella società del fare a più non posso, ci neghiamo il diritto e il dovere di riposarci. Rimandiamo i momenti di relax al fine settimana con il paradosso che molto spesso i weekend diventano stressanti e caotici quanto il resto della settimana!Tutto questo perché ci siamo indaffarati senza sosta e abbiamo rimandato i momenti per noi e i nostri cari al sabato o alla domenica. Ma quando sabato arriva abbiamo una lista infinita di cose da fare, sia a noi stessi che agli altri, è necessario però fermarsi un attimo Siamo Esseri Umani e non Macchine. Abbiamo bisogno di avere dei momenti solo per essere,non siamo solo quello che facciamo, ma siamo quello che siamo, fermiamoci a respirare,sentire,riposare Ogni benedetto giorno ritagliamoci piccoli momenti di relax e riposo, non perderemo tempo, perché acquisteremo forza, energia, vitalità, e voglia di vivere Facciamo una cosa alla volta. Fermiamoci a bere un bel bicchiere d’acqua o un succo di frutta. Affacciamoci alla finestra per qualche minuto e lasciamo che il sole ci riempa il cuore.Il pranzo a tavola di fronte a un piatto e un bicchiere vale molto di più che un panino, sdraiatevi su di una amaca, sopra un lettino, anche solo quindici minuti vi sentirete rinati. Mettete su la vostra canzone preferita e cantatela. Sarà al massimo quattro minuti ma vi sentirete così bene dopo! Ognuno di noi sa perfettamente come possiamo concederci dei piccoli sfizi che fanno bene all’anima, al corpo e alla mente.

Basta poco per essere felici..

In fondo basta poco per essere felici…ebbene si proviamo a riflettere… il profumo del caffè al mattino è un piccolo rituale di felicità, bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai vocaboli che scaldano il cuore, bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori, basta il muso del tuo gatto che sale sul tuo letto a darti il buon giorno o del tuo cane al tuo rientro per sentire una felicità lieve. Ed è cosi che  impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi, impari che un campo di girasoli sa rallegrare il tuo volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno, e che sederti in giardino a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri, se fai attenzione e ci pensi  impari che l’amore è fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, che il tempo è prezioso che va vissuto e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,  pensa anche che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, ridere con amici, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze riempirti il cuore ed essere con chi ami. Così impari che c’è felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c’è qualcosa di piacevole e  felice anche nella malinconia. E così piano piano ti rendi conto quanto poco ci vuole per essere felici….pensaci!

 

Parliamo …d’amore

  1. Cos’è  l’amore, ve lo siete mai chiesti profondamente? È una domanda che ci siamo posti migliaia di volte, a cui spesso non riusciamo a dare una risposta. Se pensate alla parola Amore qual è la prima sensazione fisica che scaturisce? Si irradia il volto con un sorriso e poi l’energia che risiede nel cuore si riempie di gioia. A volte se chiedete a qualcuno cos’è l’amore  risponde con frasi tipo “non ne voglio più sapere” “guai a chi mi si avvicina!”. Il nostro meccanismo mentale alla parola amore fa subito emergere alla mente l’idea del partner, e di conseguenza proiettiamo su noi stessi il concetto di amore che abbiamo vissuto, e fatto nostro dalle esperienze passate. E’ sicuramente del tutto  normale, ma allo stesso tempo è limitante per descrivere un sentimento così grande. Avete mai pensato alla gioia e all’amore appunto che potete percepire a contatto con la natura, un cielo azzurro, un’immensa distesa d’acqua, il prato verde costernato di margherite del vostro giardino? Quel qualcosa che vi fa sentire tutt’uno con ciò che vi circonda? E l’amore per gli amici? Fatto tendenzialmente di rispetto e tolleranza, per non parlare dell’amore dei familiari, per i genitori i fratelli . Concretamente il concetto di amore, è quello vero, quello del tutto incondizionato, ovvero amare senza “se” e senza ” ma”, rispettare l’ altro per quello che è ed accettarlo senza remore e condizioni, accogliendone i difetti e le limitazioni, sia che si parli di partner o figli ma anche di compagni o amici.

All’inizio fu passione.

Un’emozione profonda che rapisce tutta la nostra personalità, assolutamente ingestibile, incontrollabile. La ragione ha poche chance di contenerla. Quando ci si innamora, si desidera, si vuole l’altro, lo si vuole vedere, possederlo, si è totalmente accecati e nulla della propria vita ha importanza. E’ solo piacere fisico, genitalità, che si completa con la vicinanza dell’altro. Potrebbe però essere anche la fase iniziale di una conoscenza a cui può seguire la fase successiva, quella dell’innamoramento Sull’ amore molti hanno scritto e alla fine c’è anche chi la definisce come una malattia ma, attenzione, non la più bella ma, al contrario, la peggiore di quelle note. Peccato che nessuno tra i grandi pensatori, abbia fornito una risposta esauriente e definitiva. Insomma, il dilemma c’era e rimane tale. Autori moderni richiamano il bisogno di completamento che si esprime con gli opposti: siamo identici ma anche  siamo differenti La completezza starebbe quindi in una sorta di oscillazione tra questi due estremi. Cos’è quindi l’amore se non un alternarsi di momenti che vagano tra la serenità e l’incertezza?  L’amore starebbe quindi nella vaghezza ovvero: se ti allontani questi si avvicina mentre se ti avvicini questi tende ad allontanarsi, insomma, una vaghezza che ci vede su un crinale ove si rischia continuamente l’abisso. la passione prende il corpo, ma solo l’amore si insinua nel cuore, Bukowski disse. l’amore è come l’alcool. Lo provi una volta, ti fa girare la testa, ne vuoi ancora e ancora. Ti fa sentire male, tanto male che dirai di non voler provare mai più. Ma poi, al prossimo bicchiere ci ricascherai. E non dirai di no.

 

Primo giorno di ora legale..effetti

Primo giorno di ora legale, la notte scorsa abbiamo portato avanti i nostri orologi, modificando l’ora prima di andare a dormire o quando ci siamo svegliati. A parte i più moderni dispositivi elettronici, tipo gli smartphone, che modificano l’ora in automatico. L’ora legale, che nel suo primo giorno in teoria ci farà dormire un’ora in meno, durerà per i prossimi sette mesi. Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, stima un minor consumo di energia elettrica pari a circa 555 milioni di kilowattora. Il quantitativo non è da sottovalutare: Il corpo umano ovviamente ha bisogno di adattarsi al cambiamento. Secondo uno studio, condotto su un campione di 500 ragazzi, ai più giovani possono servire fino a tre settimane per abitarsi al cambiamento. Gli anziani possono metterci di più. Un bambino su due, invece, può manifestare disturbi del sonno. Sono almeno cinque i problemi associati al cambio di orario: disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione, incidenti alla guida e sul lavoro, maggiore stress cardiaco e stress psicologico. E c’è un altro problema di cui tenere conto. Non è vero, infatti, che si dorme in meno solo la prima notte. Abituarsi ai nuovi orari può richiedere anche diversi giorni o settimane. E solitamente oltre a dormire meno il sonno risulta più disturbato, Attenzione anche al  cuore e alla psiche, inoltre, nei primi giorni di ora legale si registra un picco di attacchi di cuore. Il sonno perso, infatti, aumenta lo stress e le persone a rischio hanno maggiori probabilità di un attacco. Un altro studio, infine, ha evidenziato un aumento dei suicidi nelle prime settimane di ora legale, e in quelle successive al ritorno all’ora solare. In compenso però avremo più ore di luce….