Torna l’ora legale

L’ora legale scatterà questa notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo: da quel momento sarà necessario spostare gli orologi un’ora avanti, se usate solo l’orologio del vostro smartphone, tranquilli: lo farà da solo. L’ora legale, per comprendere, comporta che se non cambiate l’ora già da sabato sera e la vostra sveglia di domenica è puntata per le 8, quando vi alzerete saranno già le 9. Lo svantaggio è che si dormirà un’ora in meno, ma il vantaggio è che a partire da domenica farà buio un’ora più tardi la sera.Quando sarà passato questo momento che ci tiene chiusi in casa a causa del covid-19, potremmo approfittare di questa ora di luce in più per fare delle belle passeggiate, o gustare deliziosi aperitivi in giardino in attesa di splendidi tramonti. L’ora legale rimpiazza l’ora solare, e tra le altre cose fa risparmiare sull’energia sfruttando un minore uso dell’illuminazione elettrica

Ora legale si cambia o no nel 2020

Anche per il 2020 ci sarà il passaggio all’ora legale. Nell’ultimo week end di marzo, infatti, e precisamente nella notte tra il 28 e il 29, sposteremo ancora una volta le lancette dell’orologio in avanti. Si cambia, dunque, e per l’Italia non sarà l’ultima volta. Dopo che i singoli stati membri dell’Unione europea sono stati invitati a decidere il proprio fuso orario da qui al 2021, stabilendo se mantenere in vigore o meno il cambio tra ora solare e quella legale, l’Italia ha detto definitivamente la sua. A febbraio 2018 il Parlamento invitò la Commissione a valutare la direttiva sugli accordi relativi all’ora legale e, se necessario, presentare una proposta di revisione. In seguito alla valutazione delle risposte, la Commissione presentò la proposta chiedendo agli Stati di decidere entro aprile 2021 se adottare definitivamente l’ora legale o l’ora solare.Nel novembre scorso l’Italia si è detta contraria alla totale abolizione dell’ora legale per tre ordini di ragioni: innanzitutto mancherebbero ancora prove scientifiche che quei due piccoli cambiamenti di fuso orario possano creare un danno psico-fisico; inoltre, grazie all’ora legale, che per sei mesi consente di accendere le luci un’ora dopo, gli italiani risparmiano parecchio in bolletta; la terza perplessità riguarda la possibilità che le singole scelte dei Paesi membri possano creare differenze tra fusi orari talmente ingombranti da mettere a rischio il corretto funzionamento del mercato comunitario. Quindi, dopo che l’Unione europea aveva chiesto ai vari stati membri di decidere riguardo al proprio fuso orario, l’Italia ha per il momento detto di no e ha depositato a Bruxelles una richiesta formale per mantenere il sistema tuttora in vigore: sei mesi l’anno di ora legale, e sei mesi l’anno di ora solare come molti altri Paesi del Sud, a differenza dei Paesi del Nord che sono apertamente contro l’ora legale, dal momento che in estate fa buio più tardi e non hanno bisogno di spostare gli orologi per un risparmio energetico.

Il sale fa male, ormai lo sanno anche i bambini…

Purtroppo, anche se si fa attenzione a ridurne le quantità in cucina, molto spesso il sale si nasconde in alimenti considerati insospettabili l’eccessivo consumo di sale provoca l’aumento della pressione e favorisce malattie cardiovascolari, infarti e ictus, ma è associato anche ad altre malattie cronico-degenerative, come i tumori dell’apparato digerente, l’osteoporosi e la malattia renale cronica. Limitare l’utilizzo del sale è utile ma non basta se si considera che gran parte del sale che consumiamo ogni giorno proviene dai prodotti alimentari presenti sul mercato, dal pane ai formaggi. Cioccolata calda Ebbene sì. Pensando a una bella tazza bollente, la prima cosa che ci viene in mente è lo zucchero. Ma la cioccolata contiene anche tanto sale, il cui sapore è ovviamente nascosto dallo zucchero. Cereali per la colazione. Una porzione di cornflakes  contiente 0,34 grammi di sale, la stessa quantità trovata nei cereali più dolci, come quelli al caramello ad esempio. Insalate preconfezionate. Inutile dire che farsele da soli è decisamente la soluzione. Ciò vale ancora di più se si considera che alcune insalate contengono tantissimo sale. Maionese. Anche la maionese contiene troppo sale. Forse non è proprio tra gli insospettati ma magari ad essa è solitamente associata una grande quantità di grassi, il nostro consiglio è di preparla in casa. Hummus e creme di formaggio. Il formaggio è sicuramente un alimento saporito ma le creme lo sono ancora di più. Anche l’hummus acquistato nella grande distribuzione contiene troppo sale. Meglio prepararlo in casa abbondando di spezie e aromi. Cosa si può fare inoltre per ridurre il consumo di sale? Scegliamo gli alimenti che ne contengono meno, meglio se a basso contenuto di sale, inferiore a 0.3 grammi per 100 g. Diminuiamo il sale a tavola favorendo il sale iodato, le spezie, le erbe aromatiche. Limitiamo gli alimenti trasformati ricchi di sale snack salati, patatine, alcuni salumi  formaggi stagionati, e cibi in scatola

 

Lavorare con le mani allevia lo stress

Che fare lavori manuali faccia bene è risaputo, da molto tempo ormai si dice che stimoli i sensi, sviluppi la creatività, riduca lo stress, considerato poi che facciamo una vita sempre più sedentaria. Benefici evidenti per tante persone, tant’è che è in crescita il numero di chi decide, per esempio, di curare il proprio giardino, di lavorare a maglia, di dedicarsi alla realizzazione di oggetti artigianali, di dedicarsi alla cucina facendo piatti gustosi per tutta la famiglia. Tutte attività che implicano l’utilizzo delle mani e che in qualche modo ci fanno stare bene, perché attraverso le mani diamo forma alla nostra creatività, ai nostri desideri, e ci riconnettiamo con parti di noi. Anche perché quando eseguiamo quei lavori siamo costretti alla concentrazione, che può essere letta come una forma di meditazione e quindi di “terapia” per la mente C’è anche chi sostiene, come la dottoressa Kelly Lambert che l’attività manuale aiuti a ridurre il rischio di depressione perché attiva un cambiamento cerebrale che, associato a un percorso psicologico adeguato, può migliorare decisamente le condizioni del paziente, la dottoressa Lambert è giunta a questi risultati dopo aver eseguito esperimenti che hanno dimostrato come lavorare con le mani migliori il benessere delle persone, al contrario dei lavori più sedentari. E questo perché, secondo lei, lavorare manualmente aumenta il senso di controllo sull’ambiente, ovvero le persone riconoscono di avere un “potere” creativo rispetto all’ambiente circostante, consapevolezza che fa bene al cervello, come riportato in un’intervista rilasciata a Cbs News.La cosa bella è che, anche grazie al web, oggi è facile imbattersi in video-tutorial che insegnano le attività manuali, ed è così che tante persone imparano a fare con le mani qualcosa di nuovo o di dimenticato. E tutte queste attività utilizzandole possono trasformarsi in piccoli rituali che ci fanno stare bene, che ci rendono più consapevoli di quello che siamo in grado di creare, impregnandosi di significato, e dando un senso così alla nostra vita. Insomma, il lavoro manuale, che si tratti di fare a maglia, farsi il giardino o fare un dolce, va rivalutato!

Relazioni usa e getta

Spesso sulle relazioni che viviamo oggi, negli ambiti di coppia e in amicizia, c’è l’impressione che siano molto più superficiali e usa e getta rispetto a quelle del passato. Forse i social hanno solo messo in luce pubblicamente ciò che già succedeva nel privato, ma un abbondare di foto e frasi che riguardano le persone e le relazioni che le legano, che poi si rivelano dei buchi nell’acqua, perché gli amori finiscono e le amicizie pure, magari da un giorno all’altro, senza motivi apparenti. Il giorno prima vedi una foto che ritrae due persone sorridenti e abbracciate, con tanto di didascalia del tipo “Ti amo come non ho mai amato nessun altro” o “La nostra amicizia è unica al mondo, nessuno ci dividerà”.E il giorno dopo, tutto quel sentimento non esiste più.Via le foto, via gli stati che etichettavano la relazione, e magari, perché no, si pubblica qualche post o storia provocatori su Instragram   che alludono in modo subdolo o esplicito alla persona che abbiamo eliminato dalla nostra vita, ma che fino a qualche giorno prima dicevamo di amare. Frasi piene di odio, di cattiveria, dando in pasto aspetti intimi e privati della coppia e dell’altra persona che, magari eliminata virtualmente è impossibilitata a replicare, può solo venire a sapere da terzi ciò che l’altro sta divulgando circa il loro  ex  rapporto. In passato trovavi un uomo o una donna e ci morivi con i risvolti negativi del caso, mentre oggi si parla di amore e si vantano “ti amo” e “amici per sempre” e poi 24 ore dopo ognuno per la sua strada, con tanto di ripicche, frecciatine, rimozione di ogni traccia della relazione Non riusciamo a riconoscere un rapporto autentico e un vero sentimento? Non riusciamo a sentire quando qualcuno è profondamente connesso a noi? Non sappiamo stare da soli? Abbiamo bisogno di dimostrare qualcosa agli altri per colmare delle insicurezze?Non ci diamo neanche il tempo di capire cosa stia succedendo dentro di noi che già tutto il mondo lo sa.Mettiamo in piazza i rapporti prima ancora di viverli intensamente, di sentirli entrare nel nostro cuore. All’inizio è normale che sia così quando conosci una persona giusta, che sia nell’ambito di una coppia o in amicizia: sono quelle persone che ti stravolgono la vita e che entrano in connessione con te in modo spesso casuale e inaspettato, e non capisci bene cosa stia succedendo, sai solo che quelle persone ti fanno sentire a casa e ti rendono la vita migliore, ti rendono una persona migliore. E speri con tutto il cuore che rimangano accanto a te per sempre, nonostante tutto. Nel bene e nel male, lo senti quando una persona è destinata a far parte della tua vita in modo profondo e quando invece c’è qualcosa che non va, per cui non vale la pena lottare o minare la tua serenità. Quando ci passi e lo vivi in prima persona con tutte le conseguenze e gli errori del caso, poi ti accorgi della differenza nelle relazioni successive, forse perché hai imparato a leggere dentro di te con sincerità e a gestire davvero una relazione, con la consapevolezza che è un impegno giornaliero e costante fatto non solo di cuori, bacetti e sorrisi, ma anche di difficoltà, incomprensioni, momenti delicati, scelte.

Aspettative

Spesso capita di sentir dire dalle persone “Io al tuo posto avrei fatto questo e quello! E’ una persona che se ne frega, che non mi capisce,un egoista, ecc”.Capita a volte, presi dalla rabbia, dalla frustrazione, dalla delusione, di cadere in questa trappola e incastrarsi nelle  stesse aspettative. Ma  non possiamo misurare il mondo in base a ciò che faremmo in una data situazione. Perché? Semplice. Perché non siamo il metro del mondo. Tu sei solo tu. Con le tue esperienze, le tue emozioni, i tuoi pensieri. E ciò che tu faresti, lo faresti proprio perché letto con i tuoi occhi, alla luce di chi sei e di come agisci normalmente. Non è detto che sarebbe in assoluto il modo migliore. Ma sicuramente sarebbe il tuo modo. Le altre persone non sono te. Non hanno avuto la tua stessa educazione, gli stessi valori, le stesse esperienze. Non hanno le tue emozioni, non pensano al tuo stesso modo. Non sono te. Dunque come potresti pretendere che ragionassero “come farei io al loro posto” se sono così diversi da te?Quando ci arrabbiamo con qualcuno perché ci aspettiamo che agisca in un dato modo perché noi faremmo così al suo posto, ricordiamoci che non siamo il metro del mondo, che il mondo non è fatto da nostre fotocopie, ma da persone diverse da noi e che come tali, risponderanno a loro modo e non necessariamente per cattiveria o per mancanza di rispetto, probabilmente perché intrappolate nei sentimenti, in questioni di cuore che non fanno ragionare razionalmente, o per abitudine, per circostanze o per incapacità a dire no all’altro. Dunque, se proprio vogliamo fare qualcosa, non sprechiamo inutilmente energie ad attribuire un colore a comportamenti agiti o mancati di altre persone ragionando con il nostro metro, ma chiediamogli il perché hanno agito così, dicendo loro come questo ci ha fatto sentire. Molto spesso ci accorgeremo che le persone non si sono nemmeno accorte di averci causato dolore e non ne avevano la minima intenzione. Impariamo ad accettare che siamo tutti diversi e che il nostro, sebbene così ci appaia, non è necessariamente il modo migliore di agire, pensare, essere. Non aspettarti dagli altri quel che tu faresti al loro posto così non rimarrai mai deluso,ma conta sempre sempre su di te.

 

La differenza tra ti voglio bene e ti amo

Una volta fu chiesto al Buddha: “Qual è la differenza tra “mi piaci” e “ti amo”?”Il Buddha rispose: “Quando un fiore ti piace, lo cogli recidendolo dalla sua pianta. Ma se invece quel fiore lo ami per davvero, te ne occupi e innaffi la sua pianta tutti i giorni”.Chi capisce questo, capisce la vita e l’amore. Bella la storia del Buddha, vero? Spiega molto bene un concetto che per molti pare inafferrabile. E cioè la differenza tra l’attrazione a breve termine e l’attrazione a lungo termine Voler bene e amare sono entrambi sentimenti meravigliosi, ma diversi.Quasi tutti abbiamo un desiderio forte e ostinato nella nostra vita: amare qualcuno con tutto il nostro cuore.Ci pensiamo e lo desideriamo ardentemente per il semplice fatto che lo riteniamo il cammino giusto per avere pienezza nella nostra vita. Ed è vero, questo sentimento è indispensabile; è il pilastro della nostra felicità. Tuttavia, per qualche motivo, finiamo per confondere il voler bene con l’amare; di conseguenza, riempiamo il nostro bagaglio emotivo di falsi “ti voglio bene” e di “ti amo” senza significato. Voler bene significa sperare, attaccarsi alle cose e alle persone a seconda delle nostre necessità. E se non siamo ricambiati, soffriamo. Quando la persona a cui vogliamo bene non ci corrisponde, ci sentiamo frustrati e delusi. Se vogliamo bene a qualcuno, abbiamo alcune aspettative. Se l’altra persona non ci dà quello che ci aspettiamo, stiamo male. Il problema è che c’è un’alta probabilità che l’altro sia spinto ad agire in modo diverso da come vorremmo, perché non siamo tutti uguali. Ogni essere umano è un universo a sé stante. Amare significa desiderare il meglio dell’altro, anche quando le motivazioni sono diverse. Amare è autorizzare l’altro di essere felice, anche quando il suo cammino è diverso dal nostro. È un sentimento disinteressato che nasce dalla volontà di darsi, di offrirsi totalmente dal profondo del cuore. Per questo, l’amore non sarà mai fonte di angoscia. Quando una persona dice di aver sofferto per amore, in realtà ha sofferto per aver voluto bene. Si soffre a causa degli affetti. Se si ama davvero, non si può stare male, perché non ci si aspetta nulla dall’altro. Possiamo amare qualcuno solo quando lo conosciamo davvero. Conoscersi significa sapere quali sono le gioie dell’altro, qual è la sua calma, quali sono le sue ire, le sue lotte e i suoi errori. Perché l’amore va oltre, non è presente solo nei momenti allegri.Amare è attribuire all’altro un posto nel nostro cuore affinché ci resti in qualità di partner, padre, madre, fratello, figlio, amico; amare è sapere che anche nel cuore dell’altro c’è un posto speciale per noi.