Addolcire le vostre salse

Se vi state impegnando per improvvisare un sugo per la pasta, a volte la laboriosa preparazione di soffriggere le cipolle, l’aglio e le erbe è rovinata quando si versa un barattolo di polpa di pomodoro che potrebbe sapere di acido. Angela Hartnett, capocuoco e patron di tre ottimi ristoranti italiani di Londra  tra cui il ben noto Murano  raccomanda di bilanciare i sapori con qualcosa di dolce. «Aggiungo sempre un pizzico di zucchero quando utilizzo i pomodori in scatola, in quanto toglie il gusto di acido: ma fate attenzione a non renderli troppo dolci. Lo zucchero agisce egregiamente anche nelle vinaigrettes, ma dovete stare attenti ad aggiungerne solo un pizzico: per alcuni versi è come il sale, quindi deve essere trattato come se fosse un condimento».

 

La generosità dipende dall’alimentazione

Sentiamo spesso dire che siamo ciò che mangiamo, indubbiamente ciò è vero dato che un’alimentazione sana è fondamentale per la nostra salute. Non abbiamo mai pensato, però, che ciò che mangiamo è in grado di influenzare anche la nostra personalità. Una ricerca scientifica ha infatti dimostrato che la generosità è strettamente legata all’alimentazione. Per essere precisi è il livello di serotonina a condizionare questo aspetto del nostro comportamento. Questo neurotrasmettitore è legato alle sensazioni di benessere. I ricercatori hanno somministrato ad alcuni volontari un, alimentazione che facesse inalzare la seratonina  privilegiando gli alimenti ricchi di vitamina b, tra cui latte, pesce, cereali integrali, legumi, miele, agrumi, alcuni vegetali indivia, spinaci, patata, cavoli, asparagi, pomodori, funghi, bietola, lattuga . ad altri, invece, è stata somministrata una sostanza neutra. Tutti i partecipanti quindi venivano monitorati in situazioni in cui si poteva donare del denaro, verificando se e quanto donavano. Chi aveva ricevuto l’integratore risultava essere più generoso delle persone a cui era stato somministrato il placebo. Questo potrebbe aprire un nuovo filone di ricerche sulla relazione tra cibo e personalità.

 

Il sale affumicato

Il sale affumicato è ottimo per le ricette a base di pesce, per dare un tocco in più alle patate e per salare determinati primi piatti.Il sale affumicato ha un tipico aroma di legna e resine, utile anche per dare ulteriore spessore a selvaggina e cacciagione. Non solo, l’impiego del sale affumicato trova il suo impiego anche sulle tartare di tonno. Il sale affumicato inoltre trova il suo impiego tra i primi piatti, potete usarlo per salare le farfalle ai fiori di zucca oppure la classica carbonara. Ma come si fa?Come descritto, il sale affumicato vede molteplici usi, tuttavia, a causa del suo elevato costo, però, qualcuno potrebbe essere tentato a impiegarlo con parsimonia. E’ per questo motivo che vi daremo la ricetta del sale affumicato fatto in casa.In una ciotola, preparate una salamoia con acqua e sale. Aggiungete il sale fino a saturazione, cioè fin quando questo non riuscirà più a sciogliersi .In un barattolo o in una vecchia pentola, mettete dei trucioli di legno non trattato. Possibilmente impiegate trucioli di quercia, di ginepro, eucalipto, noce…. Assicuratevi di usare legno non trattato.Accendete i trucioli. Vi basteranno piccoli pezzetti di legno stagionato. Quando i trucioli inizieranno a bruciare, coprite il barattolo. Il fumo dovrà rimanere bloccato all’interno. Con un gioco di abilità dovrete velocemente porre la salamoia nel barattolo contenente il fumo. In alternativa, potete aspirare il fumo con una grossa siringa e iniettarlo nel contenitore contenente la salamoia. Tale procedura va ripetuta più e più volte. A questo punto, potete lasciare che l’acqua evapori spontaneamente al sole e recuperare i grossi cristalli di sale come avviene nelle saline. Oppure, potete riscaldare la salamoia in forno ed estrarre da li il sale affumicato. Basteranno pochi minuti a 180 °C.

Correggere il caffè con il burro aiuta a dimagrire

La nuova “moda” alimentare ha spopolato negli Usa e in Gran Bretagna: brucia calorie, aumenta la concentrazione e lascia sazi fino allʼora di pranzo Mettere una “zolletta” di burro nel caffè al posto dello zucchero può aiutare a perdere peso. La nuova dieta degli atleti arriva dagli Stati Uniti e sta spopolando in tutto il mondo anglosassone. Il suo ideatore, Dave Asprey, assicura che il suo metodo per la colazione è in grado di bruciare calorie, aumentare la concentrazione ed eliminare il grasso corporeo in eccesso, lasciando sazi fino all’ora di pranzo. L’invenzione, ispirata alla tradizione tibetano-nepalese del con il burro di yak, è di Dave Asprey, che come quasi tutto il resto delle sue idee imprenditoriali lo fa precedere dalla parola Bulletproof. Bulletproof Coffee, quindi: a prova di proiettile. O di convinti colazionari. Chi opta per questa ricetta, infatti, non deve mangiare altro, perché ingerendo  le  necessarie  calorie viene soddisfatto dalla quantità di sostanza grassa sciolta nella tazza di dimensioni nord-americane, in genere. Se si supera lo shock iniziale, una simile ricetta promette di mantenere i livelli di energia e di contenere la fame fino alla pausa pranzo Le polemiche, però, non mancano.

Cosa non deve mancare a colazione

A questo punto tutti abbiamo imparato che la colazione è il pasto più importante della giornata e le proposte healthy, vegane, dolci o salate, senza glutine o senza latticini non mancano. La domanda a cui, però, non abbiamo ancora trovato risposta è: che cosa non può mancare in una colazione sana? Qual è l’ingrediente che dovrebbe mettere d’accordo tutte le filosofie alimentari, quello senza il quale una colazione non può essere definita salutare? La risposta è molto più semplice del previsto. In una healthy breakfast devono sempre esserci i liquidi, ovvero l’acqua, che si può trovare nella frutta fresca e nelle bevande, come latte, tè, caffè, succhi, frullati e smoothies Per risolvere il quesito non serve andar lontano né pescare da cibi miracolosi, superfood o piatti healthy molto in voga come l’avocado toast. In una colazione sana non possono mai mancare i liquidi ovvero l’acqua. Non pensavate che la risposta potesse essere così semplice, vero? E invece lo conferma anche una famosa nutrizionista che ricorda che è fondamentale per il corpo idratarsi dopo 12 ore.I liquidi possono essere introdotti sia mangiando della frutta fresca, sia del latte oppure tè, infusi di frutta e caffè non zuccherati spiega la dottoressa Lapini al  posto del latte possono essere usate anche le bevande vegetali, come latte di soia, di avena o di mandorla, ma prestate attenzione all’etichetta e spiega che: “è meglio prediligere le bevande vegetali senza zuccheri aggiunti”. Per quanto riguarda e caffè, invece: “Sarebbe meglio non zuccherarli, ma se proprio non se ne riesce a fare a meno, si può usare un po’ di miele. Oltre ad addolcire la bevanda, infatti, stiamo ingerendo un vero e proprio alimento, ricco di vitamine e sali minerali. Avete mai sentito dire che l’acqua si può anche mangiare? È quello che succede con la frutta, che è un alimento altamente idratante. Molti hanno l’abitudine di fare colazione con un succo di frutta, non avendo magari tempo di preparare una macedonia oppure della frutta fresca a disposizione. Questa soluzione potrebbe essere un buon compromesso? “Sarebbe meglio mangiare la frutta fresca, ma se questo non è possibile allora le scelte più adatte sono i succhi fatti in casa oppure, tra quelli disponibili in commercio, succhi preparati al 100% con sola frutta

Galline nutrite a canapa

Secondo un recente studio condotto in Germania da alcuni ricercatori dell’Università di Jena, nutrire le galline con mangimi a base di canapa renderebbe le uova più ricche di omega 3.Per dimostrare la sicurezza e gli effetti di questo tipo di alimentazione, i ricercatori hanno confrontato il mangime prodotto con normali semi di colza  i più utilizzati dagli allevatori per nutrire le galline e semi di lino  meno comuni ma più pregiati  con quello prodotto a base di canapa presenti per alcuni tipi auto fiorenti. Gli studiosi hanno quindi alimentato le galline con la canapa osservandone i comportamenti per circa 6 mesi. Alla fine dell’esperimento, il risultato è stato stupendo: le uova prodotte dalle galline nutrite a canapa non solo erano più ricche di omega3, preziosi acidi grassi essenziali per il nostro organismo, ma presentavano anche dimensioni e peso maggiori rispetto a quelle degli animali alimentati in modo tradizionale. Ma l’utilità per l’allevamento della cannabis, la cui coltivazione si sta sempre più diffondendo a livello mondiale, non è esattamente una novità: una precedente ricerca condotta in Canada, infatti, aveva ottenuto gli stessi risultati con l’analisi di mangimi prodotti con olio di canapa.

La lotta allo spreco

La lotta allo spreco di cibo inizia con la scelta e la organizzazione degli acquisti e dei pasti. Prima di fare la spesa, bisogna controllare bene cosa serve e cosa si ha già senza farsi prendere dalla “sindrome della dispensa vuota  Fare una lista delle cose da acquistare, può aiutare ad evitare acquisti inutili che potrebbero trasformarsi presto in rifiuti. Negli acquisti, soprattutto di frutta e verdura, bisogna seguire la loro stagionalità. Non essendo soggetta a lunghi tempi di trasporto, e a diversi passaggi lungo la filiera della logistica, l’ortofrutta offre maggiori garanzie di freschezza e di durata, ed è più difficile che finisca tra i rifiuti. Passo successivo è scartare le confezioni e riporre la spesa nel frigorifero. Bisogna fare attenzione al ripiano giusto dato che la temperatura non è omogenea. Così, dal basso all’alto mettiamo: frutta e verdura cruda; pesce e crostacei, carne cruda ; pesce e carne cotta, insalata prelavata, piatti cucinati, pasticceria fresca, panna ; affettati, carni, formaggi ; uova, conserve aperte Molti prodotti alimentari possono essere congelati senza particolari problemi per prolungarne la durata nel tempo e mantenerne la freschezza. Possiamo congelare i prodotti freschi, il pane e gli avanzi già porzionati se non abbiamo la possibilità di mangiarli prima che vadano “a male”. In questo modo potranno essere consumati nei giorni successivi A parte la scelta dei prodotti in base alla confezione che dovrebbe essere la più sicura e leggera possibile, capita spesso di dover buttare prodotti come farina, pasta, legumi, cereali, quando ci accorgiamo che il prodotto è stato infestato da farfalline o tignole della farina. Prevenire è possibile, mantenendo pulita la dispensa e conservando questi prodotti in contenitori rigidi ad esempio in barattoli di vetro o di latta. Cucinare in eccesso, porta spesso a dover gestire avanzi che non siamo in grado o che non abbiamo voglia di consumare nei giorni successivi e che finiscono poi dritti nel cestino della spazzatura. Quando cuciniamo bisogna fare sempre attenzione alle quantità. Per riutilizzare gli alimenti avanzati e gli scarti alimentari esiste ormai una “letteratura” vastissima: in questo campo non c’è nulla inventare ma soltanto da provare. Si può inoltre dividere la cucina degli scarti, bucce di patata, gambi di spinaci, insalata appassita, latte cagliato, teste di pesce da quella propriamente degli avanzi riso, pane, carne.