Il nostro corpo comunica con noi

Il nostro corpo comunica con noi in ogni momento, per questo conoscere la nostra respirazione è importante per gestire al meglio emozioni e pensieri, soprattutto se negativi, stressanti o ricorrenti. Ritaglia un piccolo spazio per te in un luogo tranquillo in giardino, in riva al mare, o più semplicemente in una stanza in casa o mentre fai la pausa al lavoro, prova a prendere consapevolezza del tuo corpo che respira. Assumi una posizione comoda e, se preferisci, chiudi gli occhi. Inspira profondamente dal naso cercando di sentire l’aria che vi entra e si diffonde nel corpo e prova a percepire ciò che questo processo genera in te. Espira poi con la bocca e, allo stesso modo, presta attenzione alle sensazioni corporee. Mentre si praticano esercizi di respirazione e, in generale durante la giornata, è piuttosto frequente che molti altri pensieri invadano la mente o che la mente si sganci dal qui e ora per vagare chissà dove. La pratica della presenza mentale consiste nel prendere consapevolezza dei pensieri che arrivano alla mente, guardarli senza giudizio, accettandoli per come sono. E’ possibile allenarsi in ogni momento della giornata, focalizzando attenzione e concentrazione su ciò che stiamo facendo, convogliando tutte le nostre energie fisiche e mentali sul nostro compito, lasciando scorrere altrove stimoli e pensieri distraenti. Non è affatto facile, ma con tempo, costanza e pratica, potrebbe diventare la tua nuova abitudine !

Come investi il tuo tempo

Come investi il tuo tempo? Potrebbe iniziare così una riflessione importante, è stato scritto che un aspirazione, una voglia, un obiettivo senza un piano resta soltanto un sogno. E’ importante pertanto  quindi, a partire da ora farsi qualche domanda: per quale obiettivo sto investendo il mio tempo? Dare forma a desideri obbiettivi, è fondamentale, immaginati su una spiaggia in riva la mare con il rumore delle onde, immaginati disteso in un immenso prato di margherite a guardare il cielo azzurro senza nuvole con un vento caldo che ti accarezza la pelle, immaginati mamma, immaginati lavoratore, immaginati imprenditore a capo di un azienda, immaginati … dagli forma e immaginati …tra qualche anno dopo aver raggiunto il tuo sogno, il tuo obbiettivo: ne saresti orgoglioso? Sceglieresti di investire ancora di nuovo il tuo tempo e le tue energie per quegli stessi obiettivi? Quando decidi di investire su un sogno, quando prendi una decisione non dimenticare di essere determinato, ma anche coerente con i tuoi desideri, con il tuo equilibrio e con i tuoi bisogni affinché tu possa davvero applicare al meglio l’arte di pianificare e di prendere decisioni!

Il tuo cervello è davvero capace di cose incredibili….

È composto per il 70% di acqua. Riceve un quinto del sangue che circola nel tuo corpo e usa circa il 20% dell’ossigeno che ti serve per vivere. Contiene quasi 86 miliardi di neuroni e produce 70.000 pensieri al giorno. Il tuo cervello è davvero capace di cose incredibili. Ti fa ricordare l’ora dell’appuntamento, le camminate in riva la mare, il piacere di mangiare un piatto di pasta con i tuoi amici, … ha un nome si chiama memoria, ma ti fa anche fare calcoli matematici, ti fa imparare a leggere un bel libro, ti insegna a parlare e capire si chiama  apprendimento, e poi ci sono le emozioni, che provi nell’ abbracciare tuo nipote, tuo figlio, un amico la tua mamma, nella attesa di un arrivo, nel  pensiero di un incontro e in tutte le attività volontarie e involontarie. Ma la cosa più straordinaria è che risulta più attivo quando dormi rispetto a quando sei sveglio. Perché proprio in quel momento produce quelle cose meravigliose che chiamiamo sogni. Sogni, visioni e idee! Merce che l’Italia deve tornare produrre. Perché, mai come in questo momento, ne abbiamo bisogno per ritrovare questo Paese. E allora ricominciamo farlo. A sognare ad alta voce

Quando i ricordi riaffiorano

Uno dei momenti più tristi della nostra vita é quando la porta della casa dei genitori  si chiude per sempre. Una volta chiusa quella porta non ci saranno più i pomeriggi felici con zii, cugini, nipoti, i nonni i fratelli e sorelle. E’ successo anche a voi? Non era necessario andare al ristorante la domenica. Si andava a casa dalla mamma. A Natale la mamma trivellava l’ozono con le sue fritture mentre il babbo  si dedicava all’arrosto girato facendo arrivare il profumo fino al cielo. La tavola era lunghissima e veniva apparecchiata nella stanza più grande. Ora la casa è chiusa non è  rimasto più nessuno. Un cartello vendesi appeso alla porta. Nessuno la vuole quella casa. È vecchia. Va ristrutturata. Costa troppo. Nessuno sa quanto vale quella casa . La casa dei genitori non ha un valore. E così passano gli anni. Non ci sono più regali di compleanno di Pasqua di  Natale da scartare tutti insieme. Pappardelle da mangiare. Ceste di verdure da pulire. Quando la casa dei genitori  si chiude ci ritroviamo adulti senza capire quando abbiamo smesso di essere bambini. Certo per loro rimarremo saremo sempre piccoli e indifesi. Sempre. La mamma avevano sempre il caffè pronto. La pasta. Il babbo il vino in cantina. Le caramelle. Poi un triste giorno finisce tutto. Non ci sono più le canzoni. Non si fa più la pizza nel forno a legna La mamma non friggerà più le patatine. Con loro era rimasto ancora  da fare la salsa di pomodoro ancora una volta. Il vin santo. I cenci. In giardino da a accatastare la legna, che solo insieme stava in piedi alta anche due metri.  Grazie per gli insegnamenti sulla vita. E sulla campagna. E sul giardinaggio. Capita di parcheggiare ancora oggi davanti a  quella casa e  la tentazione sarebbe di correre a  suonare il campanello. E di sentire la mamma  gridare che porco miseria non sono modi quelli. Non suonerò più il campanello. Al massimo quando mi capiterà di pensarvi di nuovo, come ora, canterò una canzone. La nostra quella preferita…… Un amore così grande……

Una cosa meravigliosa !!

È composto per il 70% di acqua. Riceve un quinto del sangue che circola nel tuo corpo e usa circa il 20% dell’ossigeno che ti serve per vivere. Contiene quasi 86 miliardi di neuroni e produce 70.000 pensieri al giorno. Il tuo cervello è davvero capace di cose incredibili. La memoria, l’apprendimento, le emozioni, il pensiero e tutte le attività volontarie e involontarie. Ma la cosa più eccezionale è che risulta più attivo quando dormi rispetto a quando sei sveglio. Perché proprio in quel momento produce quelle cose meravigliose che chiamiamo sogni. Sogni, visioni e idee! Merce che l’Italia deve tornare produrre. Perché, mai come in questo tempo, ne abbiamo bisogno per trasformare questo Paese. E allora cominciamo nuovamente farlo. A distenderci su un prato di margherite, a dondolarci su un amaca, a sedersi in riva al mare, a sognare ad alta voce. Com’è il Paese che vorresti? Qual è il tuo sogno?

Cambiare o migliorare la vita si può

Cambiare o migliorare la propria vita sembra ci voglia un’impresa o un’azione talmente eclatante, come aprire un resort a Cuba e dire ciao ciao a tutti, e invece no! Puoi farcela con molto meno. Cambiare vita significa anche trasformare le azioni che fai ogni giorno, significa avere il giusto stimolo per cambiare ciò che non ami più: vecchie abitudini, relazioni ormai fredde e scegliere di vivere la vita che vuoi. Perché, in fondo, la vita non è altro che un viaggio verso i tuoi sogni che, sì, sono raggiungibili anche se richiedono tanto sforzo, anche se richiedono continue sistemazioni. Se hai imparato ad essere resiliente, sai cosa stiamo dicendo: che la strada può prendere percorsi in salita, ma tu sai attrezzarti ogni volta per continuare il tuo percorso. Le buone abitudini potranno migliorare la tua vita in ogni aspetto. Sono proprio i piccoli rituali quotidiani, le azioni ripetute giorno dopo giorno a creare una grande libertà. Abitudini quotidiane che ti aiutano ad aumentare la creatività, il livello di produttività, l’efficienza e l’efficacia oltre a darti molto più tempo da dedicare alle persone che ami e alle tue passioni. L’autostima sale eccezionalmente e la forza di volontà e l’autodisciplina si fortificano gradualmente. Ognuno di noi ha già tantissime buone abitudini che mette in pratica ogni giorno e la domanda è: sono consapevole di quali siano le mie routine quotidiane? Aggiungono valore alla mia vita? Mi permettono di vivere la vita che desidero, di andare incontro ai miei obiettivi mentre mi godo il viaggio? Questo è quello che conta davvero. Come il mare è fatto da gocce d’acqua, così la tua vita è fatta di piccole abitudini quotidiane che possono renderla piena ed appagante, in ogni sua sfaccettatura. Migliorare la vita si può !

 

La più coraggiosa decisione…essere di buon umore

Perché essere di buonumore non è così facile ? Del resto come recita la famosa frase di Voltaire ci vuole coraggio. Sai che ci sono dei cibi che possono migliorare l’umore? In sostanza avere un umore alto è possibile, ma ci vuole anche un po’ d’impegno da parte tua. La cosa positiva, però, è che il buonumore è contagioso, perciò circondati di persone gioiose e regala un po’ della tua gioia agli altri. Ecco alcuni consigli Hai presente la ginnastica facciale, quella che impiega un certo numero di piccoli muscoli del viso per sollevare le tue labbrucce in un sorriso? Provala, non ti scoraggiare. Cura il tuo sonno. Se sei riposata, il buonumore verrà da sé. Stikazzi è una parola bellissima: ti permette di scaricare tutta la negatività in un angolo intorno a te, uno di quelli che poi non guardi più. Il sole aiuta: cercalo, esci, in giardino vai al parco corri al mare respiralo. Certo, quando piove è difficile, ma c’è un lato positivo anche nella pioggia: trovare un rifugio e bere una tazza di thè con dei biscottini non è poi male. E se non lo trovi, crealo a tua immagine e somiglianza stando seduta sul tuo divano . Cioccolato = serotonina. Ciò non significa diventare tutta ciccia e brufoli, ma se ti concedi un po’ di cacao amaro o una tazza di cioccolata calda fondente, più qualche dolcetto sostanzioso una volta a settimana, non fai un  danno e non rovini la tua alimentazione. Anzi. Concediti pause e coccole. In fondo è per quelle che affrontiamo le difficoltà di tutti i giorni. Circondati di belle cose e di colori positivi, vitaminici, energetici. I caldi sono perfetti giallo, arancione, rosso. Oppure i freddi rilassano blu, viola, azzurro. E ovviamente non dimenticare il verde speranza. Circondati anche di belle persone. Che abbiano i tuoi valori, il buonumore che a volte ti manca, la tua stessa voglia di mordere il mondo, il tuo entusiasmo e la tua visione delle cose. L’energia che scorre fra le persone è alla base di tutto: cercala e troverai quelle che ti faranno star bene. Puoi imparare a gestire le tue reazioni al mondo esterno. Se alimenti la tua autostima, il buonumore verrà da sé. Trova te stessa. Non è una frase da monaco buddhista, ma è l’unico modo per avere sempre il sorriso dietro l’angolo: ciò che ti fa star bene sarà sempre con te, se capisci davvero chi sei.

 

I sentimenti vanno coltivati

Le emozioni passano i sentimenti vanno coltivati, parola del grande sociologo Zygmunt Bauman, ogni relazione è unica: “non si può imparare a voler bene”. Amarsi e rimanere insieme tutta la vita, ovvero ciò che oggi è una rarità. Non conosciamo più la gioia dei legami durevoli e lasciarsi disconnettersi  è facilissimo. Cos’è che ci spinge a cercare sempre nuove storie? Il bisogno di amare ed essere amati. L’amore fluido è questo: viviamo nel nostro tormento tra la voglia di provare nuove emozioni e il bisogno di un amore vero. Un amore separato tra il desiderio di emozioni e la paura del legame. Dunque siamo costretti a vivere relazioni brevi o all’infedeltà. “Nessuno è “prigioniero”. Sta a noi decidere. Alcune scelte sono più facili e altre più rischiose. Quelle a prima vista meno impegnative sono più semplici rispetto a quelle che richiedono sforzo e sacrificio. L’amore non è un oggetto preconfezionato e pronto per l’uso. È affidato alle nostre cure, ha bisogno di un impegno costante, di essere ri-generato, ri-creato e resuscitato ogni giorno, l’amore ripaga quest’attenzione meravigliosamente. Il mercato ha fiutato nel nostro bisogno disperato di amore e ci alletta con la promessa di poter avere tutto senza fatica: soddisfazione senza lavoro, guadagno senza sacrificio, risultati senza sforzo, conoscenza senza un processo di apprendimento. L’amore richiede tempo ed energia. Ma oggi ascoltare chi amiamo, dedicare il nostro tempo ad aiutare l’altro nei momenti difficili, andare incontro ai suoi bisogni e desideri più che ai nostri, è diventato superfluo: comprare regali in un negozio è più che sufficiente a ricompensare la nostra mancanza di compassione, amicizia e attenzione. Ma possiamo comprare tutto, non l‘amore. Non troveremo l’amore in un negozio. L’amore è una fabbrica che lavora senza sosta, ventiquattro ore al giorno e sette giorni alla settimana”.

Il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo

Non dire che non hai abbastanza tempo. Hai esattamente lo stesso numero di ore al giorno che venne dato a Galileo, Michelangelo, Pasteur, Madre Teresa, Leonardo da Vinci, Thomas Jefferson e Albert Einstein”. È vero, come ognuno di noi, ha avuto tutto il tempo necessario per diventare uno scienziato, un artista, un grande statista o almeno una persona migliore. Di sicuro, tutti noi abbiamo il tempo per migliorarci, per mettere un punto e iniziare ognuno di noi a del tempo a disposizione non ci sono scuse dipende solo da noi le lancette dell’orologio girano uguale per tutti Il tempo è il nostro bene più prezioso. È ciò che una volta perso non ci verrà restituito, per questa ragione bisogna sfruttarlo nel miglior modo possibile, cogliendo tutta la bellezza e l’importanza del presente, senza farsi ossessionare e perseguitare dal passato o da cosa potrà avvenire nel futuro. Se facessimo così, ci perderemmo momenti preziosi, attimi destinati a diventare piacevoli ricordi. In virtù di tutto questo, andrebbe riconsiderato il modo in cui impieghiamo il tempo nel corso della vita. Troppe volte ci lasciamo travolgere dagli impegni, dalla frenesia di raggiungere mete ambiziose, arrivando a sacrificare ore di libertà e quelle che si potrebbero passare con le persone che si amano o a fare ciò che davvero piace. Non va neanche sottovalutato a chi scegliamo di dedicare il nostro tempo. Esso va concesso solo a persone meritevoli. Certo, può capitare di darlo a chi non si dovrebbe e tale errore, sebbene non sia riparabile, aiuta a comprenderne l’importanza e a non ripetere lo sbaglio.

Le tipologie degli eterni indecisi

Le cause di questo pantano mentale? Diverse. Riconoscerle è il primo passo per uscire dal tunnel e diventare decision maker efficaci. Ecco allora, secondo Angela Fabio , psicoterapeuta, le principali categorie di eterni indecisi. Procrastinatori Quelli che hanno la tendenza a rimandare qualsiasi scelta e scappano da ogni obbligo decisionale. Tendenzialmente sono persone pigre che evitano lo sforzo di compiere una scelta. La frase tipica del procrastinatore seriale è: Ci penserò in un altro momento. Nell’istante in cui la pronuncia riceve un feedback positivo immediato, si sente bene perché ha rimandato lo sforzo e, quindi, nel tempo continuerà a non prendere decisioni. Ansiosi Hai voglia a spiegare a queste persone che sbagliando s’impara. Il timore di prendere una decisione errata innesca uno stato ansioso paralizzante. Il circolo vizioso si alimenta di prospettive catastrofiste Se non azzecco la strada giusta, finirà molto male e di crolli dell’autostima  Se la mia scelta è sbagliata, significa che non sono in grado di farla. Scontenti Per loro nessuna opzione si prospetta mai come soddisfacente. Quando sono in casa distesi sul divano vorrebbero uscire e non appena usciti vorrebbero, invece, stare a casa. Alcuni hanno i tratti del perfezionista maniacale, altri soffrono troppo per le rinunce che immancabilmente ogni scelta comporta. Se si ordina una pizza margherita, non si avranno tutte le altre del menù. I consigli per gli eterni indecisi. L’aiuto degli altri. Se è utile lavorare su stessi, altrettanto utile è farsi dare una mano dalle persone vicine. Amici, partner e familiari dovrebbero intervenire in una fase lontana dal dilemma e dichiarare apertamente quello che ritengono possa essere un atteggiamento spropositato. Per esempio, potrebbero porre domande del tipo: Che cosa pensi possa succedere se imbocchi questa strada? Controproducente, invece, sostituirsi al dubbioso cronico nella scelta. L’eterno indeciso finirebbe per diventare dipendente dalle decisioni altrui.