La tavola di pasqua come decorarla

La tavola del pranzo di Pasqua in tempo così particolare di coronavirus può diventare una vera e propria tela in cui ‘dipingere’ la primavera tutta e i simboli festivi in particolare, quest’anno più che mai che saremmo costretti a festeggiarla in casa per alcuni, lontano da nonni figli e amici. Quest’anno non possono mancare i simboli della Pasqua per eccellenza, ovvero le uova colorate. Potete per esempio dipingerle tono su tono rispetto, oppure optare per uova variopinte, magari attribuendo ad ogni commensale  un segnaposto con l’uovo del colore corrispondente. Ma un’idea potrebbe essere quella utilizzate dello smalto per unghie per colorarle, facendo colare dosi abbondanti di tonalità diverse sul guscio in modo che una volta essiccato l’effetto sia quasi ‘marmorizzato’. Potete scegliere di riunire le uova in un unico piatto come centrotavola, distribuirle qui e là sul tavolo, assegnarne una ad ogni posto tavola.Ma le uova si possono utilizzare anche in altri modi, meno scontati, come ad esempio svuotandole ed utilizzandole per preparazioni culinarie rompendone il guscio solo in cima, in modo che l’uovo rimanga perlopiù intatto, e usandolo come piccolo vaso in cui mettere acqua ed un fiore. Potete posizionare una confezione da 4 o da 6 a centro tavola, oppure mettere ognuno in un porta uovo a commensale. Anche i fiori sono un ottimo elemento decorativo, e oltre a metterne un grande mazzo a centrotavola, potete creare dei segnaposto mettendo un vasettino con dell’acqua di fronte ad ogni posto con un fiore che galleggia dentro, magari una bella narcisi colorati. Ma oltre ai bouquet floreali, perché non pensare alla verdura come elemento decorativo? Prendete per esempio un bel mazzo di carote con il loro ciuffo e mettetele in un vaso trasparente, arricchite da grosse margherite. Oppure un grande mazzo di cime di rapa, inframezzate da fiori colorati, o di carciofi. Ancora, pulite e asciugate bene un ravanello rosso, o una carota, e legatela al tovagliolo con dello spago  per un originale segnaposto che si potrà consumare come antipasto.

Amore al tempo del coronavirus

Nel 1980 uscì al cinema La moglie in vacanza…l’amante in città, commedia sexy con Renzo Montagnani, Lino Banfi, Tullio Solenghi e le meravigliose Edwige Fenech e Barbara Bouchet. Oggi potremmo intitolarla La moglie in casa… l’amante in quarantena. La riflessione nasce spontanea in questo clima da Coronavirus. In questi giorni ci si barrica in casa con i propri «cari» a tempo indeterminato e vince chi impazzisce per ultimo. Chi sarà così incauto o temerario da mettersi a fare un gioco del genere? Noi.. coppie infrangibili che si addentano  con liti sempre più frequenti e altre fragilissime che scoprono affinità mai pensate prima. La reclusione della famiglia ristretta è un esperimento sociale, uno dei tanti in corso. Come se dentro ogni casa andasse in onda un’edizione straordinaria del Grande Fratello,  senza telecamere e tra persone che si conoscevano da prima e fin troppo bene. O almeno così credevano. Costrette a viversi addosso, quante si lasceranno appena sarà possibile uscire? La Cina, che ci precede di alcuni mesi anche in questo, segnala un’impennata dei divorzi. E per gli amanti come cambia la vita dei traditori, dei coniugi annoiati? Innanzitutto l’amore pazzo tra colleghi è a rischio. Scuole chiuse e ditte che fanno lavorare da casa, dove magari anche il coniuge è spesso presente, certo non agevolano gli inciuci. Concentratevi quando siete sdraiati sul divano con il vostro smartphon a non premere il tasto viva voce, sennò son guai. Fate soprattutto attenzione alle conversazioni erotiche; la distanza fa aumentare il desiderio, quindi la voglia di scrivere e sussurrare frasi sexi che se scoperte, addio. In tutto questo cogliete il lato buono della separazione la lontananza aumenta o fa tornare  il desiderio, facendovi  riscoprire  in realtà quanto vi mancate. Attenzione però costretti a rinchiudervi tra le pareti domestiche con il partner che tenevate a bada da tempo, potete ritrovare l’isola del tesoro sperduta in mezzo al mare, là dove avevate smesso di cercarla: a casa propria. Una signora milanese ha scritto che la riscoperta del marito l’ha indotta finalmente a liquidare l’amante

 

Giornata dedicata all’autismo

Il 2 aprile si celebra la giornata dedicata all’autismo, un disturbo che colpisce decine di milioni di persone in tutto il mondo. E la scienza lancia l’appello per dire basta a pregiudizi e informazioni errate.Voglio usare una metafora enologica: il vino lo possiamo versare in una bottiglia e nelle damigiane. Se con bambini ‘normodotati’ possiamo fare come con la damigiana, cioè versare il liquido in abbondanza, anche velocemente, con i bambini autistici dobbiamo farlo come con la bottiglia, cioè con maggiore cura, pensando bene quanto liquido ci sta dentro e dosando con calma. La regola indispensabile quando si ha a che fare con un bambino autistico? Non serve fare tanto e tutto insieme. Bisogna fare poco per volta. La cosa più importante è la serialità dell’apprendimento e la sua costanza. Gli autistici sono bambini e ragazzi molto delicati, perché sono spesso iper-sensoriali: il loro cervello è fatto in modo da percepire tutti gli stimoli udito, gusto, olfatto, vista insieme e questo genera in loro una grande confusione: è fondamentale non presentare attività in parallelo, per non mandare in tilt il loro cervello”¸ spiega Lucio Moderato, psicologo e psicoterapeuta.L’importante è fare una cosa alla volta: usare poche parole, solo quelle assolutamente necessarie. Aspettare con calma e pazienza la loro risposta, verbale o non verbale. Non affrettare mai il processo. Dire a un ragazzo una frase come ‘Mi ascolti? Allora, guardami in viso e ascoltami’ è un non-sense: sono troppe informazioni tutte insieme. Un bimbo autistico, anche lieve, non è in grado di fare due cose contemporaneamente. Essendo individui iper-sensoriali, cioè con uno sviluppo di tutti i sensi che è molto più ampio rispetto al nostro e che va in cortocircuito, gli autistici sono ragazzi molto delicati, spesso nervosi e agitati. Sanno essere anche violenti. Spetta a noi evitarle. Come? Cominciando a ripulire il mondo intorno a loro”. Per un autistico il mondo esterno ‘è troppo’: non a caso spesso tendono a mettere le mani sulla fronte o sugli occhi per ripararsi dalla luce oppure si mettono le mani sulle orecchie per attutire i suoni. Il lavoro dei genitori dovrebbe essere quello, almeno in casa, di ridurre l’intensità di tutti gli stimoli esterni”.Dunque la casa “va ‘bonificata’: via tutti gli ornamenti inutili, via i soprammobili, via i giocattoli, via le ceste piene di peluche. L’ideale per un autistico sarebbe vivere in una celletta monastica, mi si passi il paradosso. La cameretta dei bambini deve avere colori neutri, tenui, luce soffusa, mai troppo abbagliante e mai al neon. No ai giochi con suoni forti e ai display che emettono luce molto forte, ai giochi elettronici e digitali in genere”.

Pesce d’Aprile…

ll primo giorno di aprile è secondo la tradizione dedicato agli scherzi. L’espressione che viene utilizzata per descrivere questa usanza è “Pesce d’aprile”, ma non è chiaro perché avvenga all’inizio di questo mese né tanto meno perché si faccia riferimento ai pesci. Negli anni sono state tante le spiegazioni che si sono susseguite, ma nessuna di queste ha raccolto l’unanimità dei consensi. Quel che è certo è che si tratta di una tradizione molto diffusa, soprattutto nel Vecchio continente dove, come spiega l’Enciclopedia Treccani, gli scherzi consistono in false e ridicole commissioni o in richieste di oggetti impossibili, fantastici e inventati, quali la corda del vento, il lievito per le salsicce,la neve asciugata, il rasoio per rasare le uova e la pietra per affilare i capelli La spiegazione più credibile sul perché si festeggi il primo di aprile porta alla seconda metà del 1500 e sarebbe legata a una tradizione francese. Nel Paese, infatti, nel XVI secolo, il calendario prevedeva i festeggiamenti per il nuovo anno tra il 25 marzo e il primo aprile. Per l’occasione venivano organizzati feste, brindisi e ci si scambiava dei regali. Nel 1582, però, entrò in vigore il calendario gregoriano che spostava l’inizio dell’anno al primo gennaio. Così, negli anni successivi, chi continuava a festeggiare il primo aprile, rispettando la vecchia tradizione, veniva preso in giro. Per prima cosa bisogna sapere che la ricorrenza ha a che fare con i “pesci” solo in Italia e in Francia mentre ad esempio nella tradizione anglosassone si fa riferimento agli “sciocchi di aprile”. Per spiegare questa usanza in molti pensano che si siano utilizzati i pesci per dare corpo all’ingenuità con la quale si crede ad uno scherzo, proprio come questi animali abboccano l’amo. A tal proposito, secondo la tradizione fiorentina, questo nome sarebbe dovuto all’usanza di mandare il primo d’aprile innocenti vittime a comprare, in una particolare piazza, del pesce che però era solo disegnato sui muri. Per altri infine si sarebbe scelta questo termine per celebrare l’uscita del Sole dalla costellazione dei Pesci, che di fatto segna la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. Domani in tempo di coronavirus non si potrà attaccare alle spalle di ignari amici il tradizionale pesce cercheremo di festeggiare questo giorno comunque con i nostri genitori i fratelli e sorelle.

 

Quando tua mamma non ci sarà più ti accorgerai quanto era speciale

Può una mamma essere anche la nostra migliore amica? Può senz’altro e succede più spesso di quanto crediamo ma a volte, è difficile rendersene conto. Perché quando il rapporto è così stretto, tendiamo a darlo per scontato, perlomeno finché non lo perdiamo. Le mamme diventano amiche quando, al di là del legame di sangue, esiste una relazione positiva con loro. D’altronde ci conoscono dalla nascita e noi conosciamo loro fin da piccole, se c’è sintonia reciproca è facile capirsi al volo, può bastare un cenno del capo, una smorfia, una parola per capirsi, con loro muoviamo i primi passi in cucina, ci sediamo a prendere un caffè,ci confidiamo, ci confrontiamo, magari anche discutiamo,per poi scoppiare a ridere per quel tipo di battute che nessun’altro sarebbe in grado di capire. Questione di amicizia sì, ma anche di conoscenza reciproca. Certo, non tutte le relazioni con la propria madre sono così aperte, fiduciose e oneste, ma quando si ha la fortuna di vivere una relazione speciale, questo rapporto diventa un po’ magico. Perché lei è quel tipo di persona pronta a starci accanto nei momenti belli e meno belli, e magari è anche una delle poche persone in grado di tollerare i nostri nervosismi, sapendo che a volte succede. Ecco perché è importante accorgersi della sua importanza, al di là del ruolo di mamma. Una persona così speciale ha bisogno di sentire che la amiamo con la stessa intensità ed è bene dimostrarglielo con piccole e grandi attenzioni, senza darle per scontate. Perché se con un’amica tendiamo a essere più coscienti dell’importanza di rispettarne gli spazi e, in generale, la persona, con la mamma che è anche amica, a volte ce ne dimentichiamo. Ma una persona che ci accetta per quello che siamo, che ci accoglie con pregi e difetti, a prescindere  dal legame di parentela, è speciale.

 

E’ arrivata la primavera

Stamani mattina mentre ancora dormivamo e precisamente alle ore  4.49 è iniziata ufficialmente la primavera, l’equinozio di primavera, cioè l’evento astronomico che segna l’inizio della stagione. Convenzionalmente diciamo che la stagione comincia il giorno 21 di marzo, ma in realtà le date esatte di equinozi e solstizi dipendono dalla rivoluzione della Terra. L’equinozio è il momento preciso in cui il Sole si trova allo zenit dell’equatore della Terra, cioè esattamente sopra la testa di un ipotetico osservatore che si trovi in un qualsiasi punto sulla linea dell’equatore: durante i giorni in cui cade l’equinozio d’autunno o di primavera il dì cioè l’insieme delle ore di luce ha la stessa durata della notte anche se poi non è esattamente così, a causa di alcune interazioni della luce con l’atmosfera terrestre. Quest’anno, forse per la prima volta nella storia, milioni di italiani passeranno il giorno dell’equinozio di primavera in casa, a causa delle restrizioni per limitare la diffusione del coronavirus. Sicuramente è meglio passare questo periodo con il sole che entra dalla finestra, soprattutto per chi ha un giardino o una terrazza, che uscire fuori, magari approfittiamo del suo arrivo  per prendere qualche ora di sole seduti sopra un comodo divanetto

 

Equinozio di primavera addio all’inverno

Conto alla rovescia per l’addio all’inverno, con l’equinozio di primavera previsto il 20 marzo. Quest’anno l’equinozio di primavera è infatti in anticipo di qualche ora rispetto allo scorso anno perché il 2020 è un anno bisestile. L’evento astronomico, che segna l’inizio ufficiale della primavera nell’emisfero settentrionale e dell’autunno nell’emisfero meridionale, accade quando “il Sole nel suo moto apparente tra le stelle lungo l’eclittica, ovvero la proiezione in cielo dell’orbita della Terra, incrocia da Sud verso Nord l’equatore celeste ovvero la proiezione in cielo dell’equatore della Terra” dice l’astrofisico Gianluca Masi,. “Lo scorso anno l’equinozio di primavera  si è verificato il 20 marzo alle ore 22,58 italiane, quest’anno cadrà il 20 marzo alle ore 4,50 italiane, ma quando nel 2024 avremo di nuovo l’anno bisestile l’equinozio di primavera sembrerà ancora più in anticipo rispetto a quest’anno perché sarà alle 4,07 italiane”.Se la data oscilla tra il 19 e il 21 marzo questo accade proprio per ‘colpa’ degli anni bisestili che hanno introdotto un giorno in più ogni 4 anni grazie alla riforma del calendario voluta da papa Gregorio. L’equinozio di primavera si verificherà il 20 marzo fino al 2047 mentre nel 2048, a causa di questi slittamenti, cadrà il 19 marzo e da quell’anno in poi si alternerà tra il 19 e 20 marzo, finché nel 2102 non tornerà a essere il giorno 21 marzo.L’equinozio di primavera corrisponde ad una uguale durata del giorno e della notte perché quando il Sole si trova all’equinozio rimane 12 ore sopra l’orizzonte e 12 ore sotto.