I grandi geni erano vegetariani

Come mai Ippocrate Pitagora, e Socrate erano vegani? Molti eroi, filosofi, grandi uomini del passato continuano ad essere studiati nelle scuole, eppure nessuno si sofferma su come vivevano e cosa mangiavano? Vi sembra un dettaglio trascurabile che gente come Pitagora, Ippocrate, Aristotele, Platone, Galeno, Seneca e tanti altri mangiavano soltanto vegetali? Addirittura alcuni solo Frutta! Proprio lui, lo stesso Ippocrate, padre della medicina e oggi vivo ancora nelle nostre teste per il famoso giuramento, mangiava solo vegetali. Soffermiamoci, solo per un attimo, su una delle frasi, che, forse, dovrebbero essere appese alla porta di ogni casa. La frase è del medico greco Ippocrate:“La natura è Sovrana Medicatrice dei mali. Primo non nuocere. L’aria pura è il primo alimento e il primo medicamento. Nessun veleno serva mai a curare un malato!”E qui sul ” non nuocere e nessun veleno” si potrebbe aprire un delizioso dibattito. Per chi non lo sapesse la parola farmaco deriva dal greco pharmakon, che vuol dire Veleno. Ma non solo i greci seguivano la natura dell’uomo, la stessa naturale abitudine l’ avevano anche altre popolazioni come gli spartani e gli stessi romani che addirittura, secondo diverse fonti sono stati sani, quando il medico era vietato ai cittadini, per la bellezza di 600 anni con un’alimentazione prevalentemente di vegetali come le rape e il cavolo. Ma allora perché continuiamo a tradurre i versi di questi signori e a non approfondire chi erano veramente?

 

 

Il mare contro lo stress

Chi affacciandosi alla  finestra vede il mare potrebbe avere in tasca il rimedio definitivo contro ansia e stress. Un beneficio che parchi e aree verdi assicurano solo in parte e a determinate condizioni. Vivere in una casa vista mare riduce lo stress e sembra proteggere la salute mentale. Uno studio statunitense dimostra, che un soggiorno al mare ha il potere quasi immediato di rigenerare lo spirito. La ricerca di Amber, della Michigan University, è la prima a trovare un nesso  tra la possibilità di vedere il mare dalla propria abitazione  un parametro che gli scienziati chiamano blue space e il benessere mentale. I dati sono stati paragonati la vista del mare è considerata un accurato inibitore dei disturbi di ansia e dell’umore. A parità di età, genere, benessere economico, qualità dell’abitazione e del vicinato, la prossimità al mare è risultata un fattore protettore per la salute mentale. Lo stesso effetto benefico non è stato trovato per gli spazi verdi, forse perché lo studio non ha precisato il tipo di aree verdi considerate: «Potrebbe essere perché lo spazio blu è totalmente naturale, mentre quello verde include aree modificate dall’uomo, come campi sportivi, giardini e parchi giochi forse se avessimo considerato soltanto le foreste naturali avremmo trovato risultati diversi». Ma a cosa è dovuto l’effetto antistress del mare? La ricerca non lo chiarisce, ma studi passati hanno trovato un legame tra il rumore costante e calmante delle onde, e la migliore sincronizzazione delle onde cerebrali  una sorta di continua “ninna nanna” per il cervello. È poi noto che abituare l’occhio agli orizzonti sconfinati e non ai vicini schermi di cellulari e pc aiuta a ritrovare la concentrazione. Infine, la vicinanza al mare potrebbe favorire il movimento, le attività all’aria aperta e le occasioni di socializzazione.Pertanto anche di inverno una scappatina al mare

Alla ricerca di funghi

Trovarsi a contatto con la Natura nel immenso, curandola, rispettandola ed scrutando i suoi abitanti in tutte le forme: dai funghi ai tartufi, agli alberi, da piante e fiori agli animali che vivono al suo interno. Il tutto nell’attenzione delle regole del nostro ambiente, che è preziosa fonte di vita per tutti noi e che rappresenterà il futuro dei nostri figli e nipoti. In queste giornate di Ottobre tante sono le persone che si recano in cerca di funghi. La raccolta dei funghi porcini è una passione, come tale ha delle regole da seguire, fondamentali per conseguire una raccolta proficua del fungo porcino. Ecco alcuni suggerimenti, la prima cosa da fare è scegliere il periodo giusto per i porcini: le due buttate principali avvengono di norma tra la fine di maggio e giugno e tra fine agosto e ottobre inoltrato Occorre poi valutare bene l’altitudine in cui si cercano, non andare molto in basso come altitudine, i porcini si trovano infatti dai 500-600 metri a salire, magari anche un po’ più in basso, ma è sconsigliato scendere al di sotto di tale altitudine. Senza piogge, i porcini non crescono. Il bosco in cui cercare i funghi porcini deve avere alcune caratteristiche di base: innanzitutto non deve essere troppo buio e fitto, la luce solare deve poter filtrare tra i rami. ’ importante trovare una macchia di, quercia, di castagno ad altitudini maggiori, ma anche nei dintorni del faggio se ne trovano facilmente. Se si incontra anche una sola quercia, o un castagno, guardare comunque, si potrebbero avere piacevoli sorprese. E’ indispensabile dotarsi di un cesto, nel camminare è buona abitudine mantenere una distanza di sicurezza dal proprio compagno, e fare attenzione che un buca o una piccola collinetta sono già sufficienti per rendere impossibile la comunicazione.

Ecco i pomodori neri, che fanno bene!

Esiste al mondo una razza di pomodori davvero poco conosciuta e molto strana che, però, farebbe davvero bene alla nostra salute! Si tratta degli Indigo Rose, una varietà di pomodori di colore viola molto scuro, quasi nero. All’interno sono come un normale pomodoro, esternamente però somigliano più ad una melanzana. L’incrocio è stato appositamente sviluppato dai ricercatori americani della Oregon State University. Il tutto era nato come ricerca scientifica ma ecco il risvolto commerciale: un’azienda si è subito interessata alla nuova varietà ed ha deciso di acquistare i diritti per poterli commercializzare. Infatti questi pomodori avrebbero un gusto particolarmente buono, oltre ad essere ricchi di antiossidanti.Subito dopo il lancio sul mercato, il riscontro è stato buono e, nonostante le normali diffidenze iniziali, molte persone hanno cominciato ad usarli regolarmente negli Stati Uniti. Un vero e proprio gruppo di fan del pomodoro nero!

Il fiore che diventa trasparente se piove

A volte la natura ci regala fenomeni che sanno essere persino più incredibili della fantascienza che siamo abituati a vedere nei film. Uno di questi è quello che riguarda un fiore decisamente insolito.Il suo nome è Diphylleia Grayi ed ha una caratteristica incredibile: i suoi petali diventano trasparenti a contatto con l’acqua, regalando uno spettacolo unico  è un fiore che presenta una particolarità al quanto insolita, ovvero i suoi petali diventano trasparenti a contatto con l’acqua.Questo incredibile fiore cresce negli ambienti boscosi e umidi nell’Asia dell’est, in particolare Cina e Giappone. La pianta è riconoscibile da grandi foglie a forma di ombrello, costellati da piccoli gruppi di fiori bianchi. Questa meravigliosa pianta cresce negli ambienti boscosi e umidi dell’est asiatico, soprattutto in Cina e Giappone. Le sue foglie sono grandi e a forma di ombrello, ogni pianta è costellata da piccoli gruppi di fiori bianchi.Il periodo di fioritura va dalla tarda primavera all’inizio dell’estate ed è proprio in quel momento che è possibile assistere all’insolito fenomeno dei petali bianchi che, colpiti dalle gocce di pioggia, perdono lentamente i loro pigmenti fino a diventare trasparenti. Tra i fiori esotici il Diphylleia grayi è senza dubbio quello più particolare. I petali trasparenti del Diphylleia grayi, che sembra proprio un fiore di cristallo, sono molto insoliti e fanno di questo fiore un esemplare raro e unico nel suo genere.Proprio per la sua delicatezza e per la sua abitudine a climi caldi e molto umidi, sarà molto difficile importare il Diphylleia grayi in Italia, ma se durante un viaggio vi troverete davanti questo splendido spettacolo della natura, ricordatevi che non è un sogno, ma una meravigliosa realtà! Quando però la pioggia finisce, i petali si asciugano e diventano di nuovo bianchi

Natura e salute

Lavoro. Famiglia. Impegni. Stress. Responsabilità. La lista è infinita. E lo svago, il relax, il benessere, o semplicemente il ricordarsi di respirare ogni tanto vengono, inevitabilmente messi in secondo piano.E se si riesce a prendersi un po’ di tempo da dedicare a se stessi e al proprio benessere fisico e mentale, oggi come oggi, ecco che ci sono quasi sempre elementi che vanno a disturbare quello che dovrebbe essere il tanto atteso momento di puro relax e svago. Puntuali come un orologio, telefonate, messaggi, Facebook, Whatsapp, Instagram prendono il sopravvento e addio salute mentale! E delle volte basterebbe così poco per aiutare noi stessi e il nostro cervello. Anche semplicemente fare una passeggiata in un parco, almeno una volta a settimana, per soli 30 minuti o un pic-nic su un prato godendo ancora del sole di Settembre Un piccolo svago che riuscirebbe a fare davvero tanto. Come ad esempio diminuire il rischio di depressione e soprattutto di pressione alta. Alcuni studi hanno appurato che basterebbero piccole dosi Si, perché proprio di dose si parla. O meglio, di una “dose minima di natura” che garantisce benessere fisico e mentale a chi riesce a trascorrere una mezz’ora alla settimana in mezzo al verde. Il risultato di questo studio è stato raggiunto andando ad analizzare tre principali fattori: la frequenza media delle visite a contatto con la natura nel corso di un anno, la durata media di queste in una settimana e l’intensità della “natura” in questi spazi in proporzione alla quantità di verde presente. Un altro dato molto interessante scoperto grazie a questo studio riguarda la reciprocità. Sembra proprio che ad essere maggiormente solidali ed empatici con gli altri siano proprio le persone che trascorrono buona parte del loro preziosissimo tempo a contatto con piante fiori e animali, una cura meravigliosa a costo zero

Cosa si fa per amore…

L’arte della terra è un movimento artistico in cui il paesaggio e l’opera d’arte sono inestricabilmente legati. È anche una forma d’arte che viene creata in natura, utilizzando materiali naturali come il suolo, la roccia massi, i fiori le  pietre, gli alberi, l’ erba e l’acqua. Le opere spesso esistono all’aperto, ben distanti dalla civiltà, lasciate a cambiare ed erodere in condizioni naturali. La rottura delle aree agricole piatte della Pampa dell’Argentina è una chitarra formata interamente da piante, e cespugli. Lo strumento multicolore è stato creato da un agricoltore argentino per ricordare la moglie. Nel ricordo dalla perdita del suo amore, alcuni anni dopo Pedro Martin Ureta proprietario ha iniziato a lavorare alla progettazione di una chitarra nel suo campo che potesse essere vista dall’alto sorvolando il cielo magari da un  aereo. Realizzò così il disegno sulla terra, uno strumento che sua moglie amava, e iniziò a strutturare la vegetazione lungo le linee che aveva realizzato al fine di comporre quest’opera del tutto naturale, visibile dal cielo, in onore della moglie