Quanto è impegnativo bere un bicchiere di vino

Bere un bicchiere di vino impegna il nostro cervello  più di ogni altro comportamento umano.Questa affermazione è spiegata da Gordon Shepherd, professore di neuroscienze  ha indicato che  da una serie di osservazioni sui vari meccanismi che si attivano quando stiamo per bere e beviamo poi un bicchiere di vino. “C’è una straordinaria gamma di sistemi cerebrali sensoriali, centrali e motori implicati nella degustazione dei vini”, ha sottolineato lo studioso. Oltre alle funzioni sensoriali più evidenti, come il gusto, l’olfatto e la vista, a rendere l’attività cerebrale particolarmente vivace durante la degustazione vi sono anche i movimenti fatti con la lingua, il lavoro della corteccia cerebrale che fissa i sapori nella memoria, il linguaggio particolare che viene utilizzato per identificare le caratteristiche dei vini e l’importanza del cosiddetto olfatto retro nasale, che crea nel nostro cervello il sapore. A tutto questo vanno aggiunti la componente biomeccanica legata alla deglutizione e gli effetti scaturiti dall’ingestione del fluido.

 

Ci sono giorni che va tutto storto….

Ci sono giorni in cui sembra che ci siamo alzati dal letto con il piede sbagliato. Abbiamo un appuntamento di lavoro aspettato da tempo e salta; avevamo fissato di mangiare una pizza con il nostro amico,ma la cosa risulta  impossibile, litighiamo con nostra moglie,in ufficio non va bene niente. In questi momenti, tutto risulta troppo complicato e sembra che nulla possa andare bene. Non solo: ci guardiamo intorno e sembra che tutti si siano messi d’accordo per peggiorare ancora la nostra giornata. Scordatevi che la vostra vita sia perfetta. Non lo sarà mai e questo è bene, perché così avete la possibilità di progredire. Quando tutto va male, è perché vi state concentrando solo sui vostri fallimenti. Forse è ora di valutare le aspettative che avete. Le persone che vivono aspettandosi solo cose positive trovano molte disillusioni lungo il loro cammino Non lasciatevi abbattere dalla tristezza e dallo sconforto. Di certo è difficile sorridere quando tutto va male, ma in che altro modo potreste mai migliorare la vostra visione delle cose? Invece di passare le notti preoccupati per quello che dovete fare, usate il vostro tempo per realizzare un piano che vi permetta di risolvere ciò che potete risolvere. Se oggi tutto va male, concentratevi sulle cose che possono migliorare. Tutto il resto lasciatelo scorrere; anche se non ci credete, poco a poco le cose si metteranno nel giusto posto della vostra vita. Ricordatevi che nessuna vita è perfetta Quanto tempo passate a confrontare la vostra vita con quella degli altri? A un primo sguardo, può sembrarvi di avere una vita complicata, piena di problemi e per nulla perfetta. Ebbene, sappiate che non siete gli unici. Quando tutto va male, pensate a dove vi trovate e a dove volete arrivare Smettete di fare paragoni con gli altri e di credere che a loro le cose vadano meglio. Forse quell’amica che sembra avere sempre fortuna o forse quel cugino che cambia macchina ogni anno ha così tanti debiti che non riesce mai ad andare a dormire tranquillo. Ciò che fanno gli altri non dev’essere al centro dei vostri pensieri.

Le bottiglie di birra rigorosamente scure.

Le bottiglie di birra rigorosamente scure. A parte rare eccezioni, le bottiglie di birra sono scure: non è per moda né per tradizione o perché c’è un risparmio a farle così. La bottiglia ha quel colore per un preciso scopo: quello di proteggere il suo contenuto. Il sapore della birra esposta al sole si altera infatti rapidamente. I raggi Uv danneggiano gli isomuloni, le molecole del luppolo che conferiscono alla bevanda il caratteristico sapore amaro. La loro reazione produce un odore di uova marce e un sapore molto sgradevole. Il vetro marrone o verde protegge la bevanda dagli Uv e ne conserva inalterato il sapore.

L’infelicità del giorno dopo

Pare che alla fine delle grandi eclissi milioni di persone si siano ritrovati provati, quasi depressi, inondati da un senso di vuoto e di tristezza. Che cosa l’ha provocato? Secondo gli psicologi la depressione del giorno dopo è un fatto del tutto normale che si verifica a seguito di eventi, anche positivi, particolarmente coinvolgenti. Può succedere il giorno successivo alla laurea, alle nozze, alla fine di un progetto di lavoro che ci ha impegnati per lungo tempo, ma appunto anche dopo un evento come l’eclissi, o i mondiali di calcio, fortemente atteso e pubblicizzato per settimane. Secondo gli esperti questo stato d’animo è provocato dalla diminuzione improvvisa del livello di cortisolo nel sangue: questo ormone, chiamato anche ormone dello stress, è responsabile del senso di euforia, di onnipotenza e grande energia che caratterizza i momenti particolarmente intensi della nostra vita. Il fenomeno sembra legato a un comportamento inconscio noto come effetto di contrasto: finito il momento speciale, tendiamo a valutare la nostra quotidianità rapportandola a ciò che abbiamo appena vissuto. Ecco perché quando rientriamo dalle vacanze al mare dalla montagna ci sembra tanto più duro quanto più ambita e piacevole è stata la vacanza, o perché la solita riunione con i colleghi ci sembra spaventosamente noiosa se paragonata al fascino di un fenomeno astronomico come l’eclissi.

Perdere tempo

Perdere tempo è un concetto molto relativo. Così tanto che converrebbe rivedere un po’ questa idea e persino applicarla da un altro punto di vista: quello di un valido strumento di benessere. Pensiamoci bene: viviamo in una società che ci ha convinti che il tempo è “oro” e che ogni secondo della nostra vita deve essere vissuto per trarne un vantaggio, un profitto. Accettare questo approccio alla lettera ci avvicina senz’altro a quel labirinto familiare e ricorrente di disturbi quali stress e ansia. Si tratta di quelle condizioni che, come un termometro, riflettono una malattia latente del nostro mondo, ovvero quella di trascurare noi stessi. D’altra parte, il tempo non è oro, né argento né rame: il tempo è vita. Saperlo gestire e permetterci ogni tanto di non fare nulla, limitandoci invece a “essere, sentire e stare”, ci consente di guadagnarci in salute. Tuttavia, ci costa molto mettere in pratica questa idea. Quando passiamo tante ore della nostra vita in modalità “produttività”, persino la mente arriva a interpretare che sdraiarsi sul divano e riposare è perdere tempo.D’altra parte, il Dottor Alex Soojung-Kim Pang, esperto in gestione del tempo,  spiega nel suo libro Rest: why you get more when you work less che è il momento di fare una profonda revisione del nostro stile di vita e di lavoro. Dobbiamo prendere coscienza del fatto che, a volte, perdere tempo significa guadagnarlo; è permettere a noi stessi di ricaricarci e di trovare la calma nel disordine. Lavorare meglio non significa lavorare di più, bensì lavorare meno, con maggiore produttività e riposare meglio.

Cucinare in estate con il top della fantasia

Con il caldo mettersi ai fornelli è un’impresa epica. A casa o in vacanza, in città o al mare, gli alimenti freschi sono l’ideale per un pranzo leggero e anti-afa. Ma per un’idea diversa dal solito e incredibilmente sana, al posto dei classici pomodori e mozzarella perché non provare un gustoso carpaccio di frutta? Un piatto unico per un pranzo leggero, oppure una merenda gustosa o, perché no, un aperitivo a basso contenuto calorico. Si può realizzare sia in versione dolce che salata, perché moltissimi frutti si prestano ad essere conditi con un emulsione: provare per credere. Carpaccio di frutta dolce Se preferite una versione ‘classica’, ovvero dolce, potete procedere in questo modo. Preparate un condimento, uno sciroppo che renderà la frutta più gustosa. Basterà frullare dello zucchero di canna con abbondanti foglie di menta fino ad ottenere una sorta di granella profumata. Spremete quindi un limone grande, filtratelo, mescolateci la granella di zucchero. Lavate e tagliate a fettine sottili, molto sottili, un mix di frutta di stagione. Pesche, melone, anguria, prugne, albicocche. Aggiungete anche un tocco tropicale, magari con ananas, mango, kiwi, banane. Distribuite la frutta su un piatto come preferite e irroratela con lo sciroppo di menta e limone. Se volete dare un tocco ‘esotico’ unite una grattugiata di zenzero e qualche granello di pepe rosa pestato. Per una versione salata potete utilizzare frutti che ben si abbinano all’aceto balsamico. Parliamo per esempio di fragole, mele, pere, avocado, pesche, melone. Unite al piatto misto anche qualche foglia di lattuga e qualche ‘sfoglia’ di carota tagliata con il pelapatate. Insaporite la frutta con una vinaigrette, che otterrete mescolando bene in una ciotola: olio extravergine di oliva, sale, pepe, aceto balsamico. Versate il condimento sul carpaccio di frutta e lasciate insaporire per una mezz’oretta prima di mangiare.