Perchè è difficile dire “ti amo”

Ma perché è così difficile, anche per una coppia consolidata, che vive l’amore con passione e trascorre insieme con serenità la vita quotidiana, dirsi “Ti Amo”? Secondo l’analisi degli esperti in psicoterapia, questa piccola frase rappresenta un archetipo, qualcosa che si scrive nel nostro inconscio prima che venga detto, una forma universale del pensiero, dotato però di un contenuto affettivo. Una di quelle ricerche che ti tocca nel profondo. Un segno tangibile di qualcosa che sta cambiando. Nel profondo. Nel bene e nel male. Perché, secondo quanto sottolineato da un recente studio nelle coppie si impiega più tempo a dire “Ti amo” rispetto a 4 anni fa. Ma perché? Che cosa è successo? Pensiamo al cinema, il momento della confessione sentimentale era il momento più atteso. Un po’ come nelle favole, che da piccoli ascoltavamo e leggevamo. E si pensava che quelle due parole che avrebbero potuto cambiare la propria vita. E ora? Qualcosa è successo. Forse questo è l’ennesimo frutto della nostra cultura basata su date e incontri post chat. Secondo questa ricerca si impiega quasi un mese in più rispetto a quattro anni fa. Analizzando oltre 2.000 adulti, gli inglesi aspettano 137 giorni in una relazione per dire “ti amo” per la prima volta. La psicologa Emma Kenny è intervenuta in merito. E ha sottolineato che se le app di appuntamenti ci hanno fornito una maggiore gamma di scelta, dall’altra parte è diventato tutto più competitivo. Troppo competitivo. “I single si trovano di fronte a un” paradosso della scelta “, causato dagli appuntamenti online e delle app”.. Questo può voler dire che le persone hanno paura di correre il rischio e dire Ti amo “per il timore che farlo troppo presto possa ritorcersi contro e allontanare un partner, anziché cementare la relazione. È fondamentale avere coraggio nelle proprie convinzioni quando si confessano i propri sentimenti”, ha detto Kenny. “Se senti che è il momento giusto e sospetti che il sentimento sia reciproco, allora sii audace. Rivelare un amore è una fase necessaria per costruire una stretta connessione a lungo termine. Quindi amate, e non abbiate paura. Perché il rischio di rendere il vostro cuore di ghiaccio è sempre più alto. E quando questo non sarà più in grado di battere, non potrete più tornare indietro.

Come essere felici

In passato alcuni ricercatori avevano valutato il comportamento di persone che avevano vinto alla lotteria, stabilendo che tali persone, un anno dopo la vincita, non erano affatto più felici rispetto alle persone che non avevano mai vinto nulla. Questo suggerisce che ognuno di noi ha un suo livello base di felicità. Non importa cosa succeda, nel bene o nel male, l’effetto di certi eventi sulla nostra felicità è momentaneo e si tende poi a tornare sempre al proprio livello base. Il motivo per cui alcuni hanno un più alto livello di felicità di base rispetto ad altri, pare essere dovuto in parte alla genetica, in parte all’atteggiamento nei confronti della vita. Già, ma si può imparare a diventare ottimisti? Alcuni sostengono di sì, con un po’ di sforzo e tanta determinazione. L’obiettivo resta quello di riuscire a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto. Si è perso il lavoro? Bene, sarà una buona occasione per trovarne uno migliore! Si è stati lasciati dal proprio partner? Stiamo calmi, la nostra anima gemella è là fuori che ci aspetta. Serve entrare nell’ottica che le cose belle possono capitare anche a noi e che se c’è la possibilità che qualcosa vada bene, quella cosa andrà bene sicuramente. Sembrerà banale, ma stare bene dovrebbe essere già di per se’ motivo di felicità. Al mondo non vi è nulla di più prezioso della propria salute, in mancanza della quale tutto l’oro del mondo non servirebbe a nulla.L’amore rende felici, principalmente quando è condito dal rispetto reciproco e dalla voglia di muoversi insieme uno stesso cammino, a prescindere da dal fatto che esso coincida con le abitudini sociali. Avere qualcuno accanto con cui poter condividere i momenti belli, ma anche e anzitutto quelli meno belli, riempie la propria vita, dando un senso ad ogni piccola cosa e ad ogni momento della giornata. Troppo spesso le coppie tendono a trascinare i rapporti, celando malumori o sforzandosi di far funzionare le cose per proteggere la propria immagine sociale o eventuali bambini. Un rapporto che non poggia su solide basi finirà per inquinare la propria anima, aggravando sensibilmente la qualità della vita. L’amore è un sentimento che va coltivato con impegno e volontà, ma non deve diventare un lavoro.

Una super uva resistente ai parassiti

La prima vendemmia sui Colli Euganei di uva resistente ai parassiti  e che dunque non necessita di trattamenti con pesticidi è stata fatta grazie alla oculatezza dell’azienda Parco del Venda, che ha piantato 4mila “super viti” nei propri vigneti. Le piante sono di varietà selezionate dagli scienziati dell’Istituto di genomica applicata, che attraverso centinaia di incroci hanno ottenuto viti in grado di resistere a fitopatologie diffuse come l’oidio o “mal bianco” una malattia causata da funghi ascomiceti e alla peronospora causata da protisti. Il risultato è un vino sostenibile e amico dell’ambiente, dato che non necessita di alcuni tipo di intervento con antiparassitari. Un progetto che ha avuto inizio qualche anno fa e che oggi si concretizza nella raccolta delle prime uve a bacca rossa…Ad annunciarlo con orgoglio la stessa azienda sui propri profili social, ma anche la Coldiretti che ha rilasciato un comunicato stampa per celebrare l’evento. Gli scienziati dell’ateneo di Udine hanno sviluppato dieci varietà di queste viti, tutte coperte da brevetto europeo; quelle coinvolte nella prima grande vendemmia di successo in Veneto sono le Merlot Khorus e Cabernet Volos, contraddistinte da uve a bacca rossa. Toniolo ha dichiarato che per stappare le prime bottiglie di vino sarà necessario attendere il 2019, tuttavia l’uva raccolta nella terza settimana di agosto “sta già regalando i primi profumi e un colore molto intenso”. Insomma, ci sono tutti i presupposti per un buon vino “nel totale rispetto della natura

Primo giorno di scuola

Si avvicina l’evento più importante, amato ma anche odiato  dal mondo degli studenti: il primo giorno di scuola. Il ritorno a scuola è il momento più traumatico dell’anno perchè, dopo tre mesi di lunghe dormite e giornate spensierate trascorse al mare o in montagna, gli studenti delle scuole elementari, medie e superiori devono riprendere in mano borse,zaino, libri e quaderni per tornare a lezione. Il rientro a scuola poi è un momento fondamentale perchè spesso si incontrano nuovi professori e insegnanti, e quindi il primo giorno di scuola diventa determinante per dare ai professori  la giusta immagine di noi stessi. Vi sentite pronti?  Se parliamo di scuola primaria il momento è ancora più delicato, perché sarà la prima volta che il bambino si allontanerà dalla madre e dalla casa, rappresentando quindi un momento cruciale del suo percorso evolutivo, è la sua prima … entrata in società. Per la buona riuscita di questa che è una vera e propria piccola iniziazione, la collaborazione dei genitori è fondamentale. Saranno loro, infatti, i primi a dover dimostrare al bambino di considerare la scuola un luogo sicuro, in cui potersi sentire a proprio agio. Se iniziate un ciclo scolastico passando dalle elementari alle medie, ad esempio  innanzitutto fate attenzione alla prima impressione che date. Da quel momento in poi infatti sarà difficile che i professori cambino opinione, quindi attenti a come vi muovete sin dall’inizio! Curate il look, non siate provocatori o polemici…Quindi domani mattina fate una colazione completa e nutriente Un primo pasto ricco e sano non è da sottovalutare, in quanto può essere un fattore determinante per l’andamento della giornata. Mangiate frutta e verdura: vi daranno energia, e poi via verso una nuova avventura…Buon anno scolastico a tutti!!

 

Il nostro cervello memorizza dove si mangia bene

Ricordate ancora il ristorantino in riva al mare in cui avete mangiato un pesce favoloso? Niente di strano. Gli scienziati hanno visto che il nostro cervello funziona come un GPS: è in grado di memorizzare i posti in cui il cibo è migliore, per poterci ritornare. Forse per un retaggio primigenio. Provate a pensare dove avete assaggiato l’hamburger più gustoso, la sacher torte migliore o la pizza più buona. Presumibilmente ricorderete con precisione il luogo, l’arredamento e forse anche il tavolo dove eravate seduti: perché accade?Il cibo, per il nostro cervello, funziona un po’ come i satelliti per il Gps: gli consente di memorizzare il luogo esatto in cui si sta mangiando. Lo sostiene uno studio condotto su animali, appena pubblicato su Nature Communications. A rinforzare questo tipo di memoria sarebbe il nervo vago che collega i nostri due cervelli: quello che abbiamo sempre… conosciuto, che abbiamo in testa, e l’altro, di cui si sente sempre più spesso parlare, che si trova nell’apparato gastrointestinale e che di recente è stato anche osservato teoricamente. Una delle funzioni principali del nervo vago è quella di trasmettere infatti i segnali biochimici dallo stomaco al tronco cerebrale: da questo nervo, quando lo stomaco è pieno, passa ad esempio il messaggio di “sazietà”.

Tipi dolci o salati

Negli ultimi anni che gli psicologi sociali hanno fatto del rapporto con il cibo materia di studio. Scoprendo fino a che punto creatività, severità, aggressività, ansia, fiducia in noi stessi abbiano buone probabilità di rivelarsi a tavola. I ricercatori della North Dakota University di Chicago hanno dimostrato il legame scientifico tra i gusti e il carattere delle persone. Dall’analisi dei risultati di test condotti su un campione di studenti universitari, hanno scoperto che la propensione per i cibi dolci rispecchia un carattere disponibile e collaborativo. Esiste un “effetto bontà”: chi mangia un pezzo di cioccolato è subito più disponibile a offrirsi come volontario per un lavoro non retribuito rispetto a chi mangia un cibo salato.Anche per Ferdinando Dogana, ordinario di Psicologia, la preferenza per dolce e salato ha un preciso collegamento caratteriale: i tipi “dolci“, che vanno pazzi per pasticcini, torte e frutta, sono più emotivi e propensi ad avere cura degli altri, i tipi “salati”, ghiotti di pasta, pizza e cracker, sono invece estroversi e indipendenti.Secondo lo psicologo del cibo Leon Rappoport, le motivazioni alla base dei nostri acquisti al supermercato sono collegate alle teorie sulla struttura della personalità. Di tipo freudiano sarebbe, per esempio, l’intima relazione esistente tra cibo, sesso e violenza. Come il bimbo succhiando dal seno materno sperimenta per la prima volta il piacere dei sensi, l’adulto trova soddisfazione in cene smisurate.

 

Avere gli stessi gusti a tavola per una coppia crea affinità

Quanto conta il cibo nelle nostre vite? Sicuramente dopo aver passato un estate tra cene, aperitivi, e feste in molto, ma oltre al peso, il cibo è anche sinonimo di salute, gusti, abitudini, passione e perché no, per alcuni arte. Quindi è così assurdo pensare che il cibo influenzi anche l’affinità nella coppia? Se reagite così all’odore del vostro piatto preferito, certamente influenzerà anche la vostra relazione, guardate: Secondo una recente indagine condotta da Knorr, il 78% degli innamorati ha dichiarato di avere una relazione stabile e felice, basata anche sulla condivisione dei gusti a tavola. Inoltre a quanto pare se si ordinano le stesse cose al primo appuntamento, si ha più possibilità che ci sia un seguito, perché gusti affini creano più complicità e fiducia. Non sarebbe solo una questione di DNA, in cui chiaramente se a uno piace più il salato e all’altro il dolce, c’è poco da fare. Si tratterebbe anche di avere una relazione di valori, tradizioni e abitudini che saldano il rapporto. Per cui si capisce che un vegano e un carnivoro potrebbero avere valori molto diversi, che chi ama mangiare fuori si annoi alle cene sempre in casa, così come chi ama sperimentare non si divertirebbe con un tradizionalista consapevole. Dunque il momento dei pasti non è fine a se stesso, ma una scusa quotidiana per condividere molto altro, nonché può essere un preludio ad una serata sexy e intrigante. D’altronde siamo ciò che mangiamo, testualmente e spiritualmente