Cosa si può congelare

Non sempre si ha tempo di preparare la cena con alimenti freschi, o semplicemente a volte viene un irresistibile desiderio di prodotti fuori stagione, i motivi per congelare gli alimenti sono molti, ma non sempre lo si fa in modo giusto. Prima di tutto, occorre tenere a mente che un alimento scongelato non va ricongelato, perché potrebbe sviluppare batteri e sostanze tossiche I liquidi si possono ad esempio congelare in cubetti, le fettine di carne vanno divise l’una dall’altra i grandi filoni di pane si possono conservare a fette e via dicendo. E’ importante che ciò che viene congelato sia pulito verdure lavate ed asciugate, pesce senza lische e viscere, specialmente se si tratta di pesci grandi, e che i liquidi non riempiano i contenitori fino all’orlo perchè ghiacciandosi il loro volume si espanderà. Ogni alimento deve essere avvolto da uno strato che lo isoli dal ghiaccio del freezer: sacchetti, carta alluminio, pellicola trasparente .La carne si può congelare, privata del grasso dove possibile; il pesce anche, ma tenente a mente che i pesci più magri si conservano più a lungo di quelli grassi e devono essere puliti, desquamati, privati delle interiora, e, in caso di pesci grandi, tagliati in tranci. La verdura fresca si può conservare se non è troppo acquosa, tagliata in pezzi o intera, lavata e sbollentata per qualche minuto, quindi ripassata in acqua gelata e asciugata prima di essere messa nei sacchetti da freezer: si conservano fino a 12 mesi gli asparagi, i carciofi, i cavoli, le carote, mentre non sono per nulla adatti al congelamento i pomodori, le cipolle, la lattuga, la zucca perché contengono troppa acqua. La frutta andrebbe conservata in freezer solo sotto sciroppo acqua e zucchero ma alcuni frutti piccoli come fragole, more, mirtilli si prestano anche al congelamento diretto sempre in un sacchetto apposito. Come per la verdura, anche la frutta non deve essere troppo acquosa, meglio evitare di congelare l’anguria per esempio, ma anche la banana che tende ad annerire. I latticini si possono congelare, specialmente burro, panna, formaggi freschi, mentre quelli stagionati possono essere congelati ma tendono a rompersi quando li si scongela parmigiano e pecorino grattugiati in sacchetto invece si conservano molto bene nel freezer. Meglio evitare le preparazioni grasse come la besciamella. I cibi cotti si possono congelare praticamente tutti, negli appositi contenitori e ben isolati, mentre è meglio evitare di congelare uova sia crude che cotte e salse come la maionese

Come conservare le uova?

Il dilemma è comune, e riguarda la temperatura a cui vanno mantenute. C’è chi sostiene la necessità del frigorifero, chi caldeggia la temperatura ambiente. La maggior parte degli europei tiene le uova in frigo, ma hanno ragione? I sostenitori della refrigerazione pensano che senza di essa si rischi la formazione di batteri. Diversi produttori, scienziati, chef sostengono che se un uovo è contaminato, la temperatura ambiente permetterà al batterio di moltiplicarsi, mentre il colore, l’odore non cambieranno, per cui capirlo ad occhio nudo sarebbe impossibile. C’è anche uno studio americano, a sostenere questa tesi. Più di 2000 uova provenienti da allevamenti intensive sono state conservate a temperature diverse per 4 settimane. Le uova più danneggiate erano quelle conservate a temperature più alte. Non mancano tuttavia le opinioni inverse: le uova si conservano perfettamente al di sotto dei 20 gradi per anche un mese. E’ per questo che i supermercati le espongono fuori dal frigo. Per una settimana a qualsiasi temperatura ambiente se l’uovo è biologico e fresco. Militari impiegati in spedizioni sottomarine affermano di mantenere le uova in una stanza non refrigerata e consumare tranquillamente le uova per settimane. Inoltre qualcuno afferma che il posizionarle in frigo nello scomparto sulla porta rovina le uova a causa dei continui scossoni. Infine, le uova a temperatura ambiente migliorano anzi, a volte sono la chiave del successo la pasticceria. Alcune sono state tenute alla temperatura media di un frigo, altre a temperatura ambiente. Con cadenza regolare sono state testate le uova, cercando presenze batteriche. Dopo 1 settimana le uova apparivano identiche, dopo 2 settimane i risultati continuavano ad essere uguali. Tutte le uova erano perfettamente sane. Il campione è piccolo naturalmente, ma i risultati, a detta di Jay Tolley, manager dei laboratori, dimostrano che conservare le uova dentro o fuori dal frigo non influisce sulla loro sicurezza.

I gusti strani del gelato

Il gelato piace al 95% delle persone e ormai si consuma tutto l’anno con ovvi picchi di gradimento estivi. Molte persone addirittura nelle giornate più calde sostituiscono un piatto di pasta  con un ricco gelatone. I gusti più amati sono i grandi classici. E tra frutta e creme sono le seconde ad ottenere la palma d’oro difficile non mettere in coni e coppette  almeno un gusto cremoso. Nella classifica il cioccolato è in testa seguono nocciola limone la fragola e, solo dopo, arrivano crema stracciatella e pistacchio ciò non toglie che ogni anno qualcuno inventi varietà nuove e bizzarre. Ecco qui una carrellata delle più strane Proprio in questi giorni a Napoli si può gustare il gelato alla pizza. L’idea è di due giovani imprenditori . Il gelato gusto pizza è a base di fior di latte confettura di pomodoro San Marzano pezzetti di pizza bianca tostata a base di farina e una spolverata di basilico disidratato. Nelle scorse settimane  Antonio Morgese, ha prodotto la bruschetta gelato tricolore mettendo insieme i gusti pomodorini, lardo di Colonnata e pesto. Dall’Iran, si può gustare il gelato al gusto tartufo e zafferano. È un gelato da record, per il prezzo. Viene classificato tra i più cari del mondo: si chiama Black Diamond, lo vendono a 817 dollari. È decorato con scaglie commestibili di oro 23 carati ed è in eleganti coppette di porcellana. Il gelato del Papa è stato ideato un paio di anni fa ed è a base di crema e dulce de leche. Mentre il sorbetto Don Bosco, nato quest’anno per il bicentenario della nascita del santo, è un sorbetto fatto con soltanto con acqua, zucchero, frutti di bosco, rosa canina e Freisa d’Asti. Altra stravaganza, il gelato al parmigiano, anche il sito ufficiale del Parmigiano Reggiano DOP ne parla, si consiglia di gustarlo con qualche goccia di aceto balsamico e prosciutto Il gusto spaghetti o quello prosciutto e formaggio possono fare effetto, Si servono più di 800 gusti, tra cui l verde e piccante wasabi: E’ per appassionati dello stile giapponese, a dispetto della stravaganza del gusto presentato, ce ne sono anche di classici e dietetici, oltre a insoliti con uova di pesce e nero di seppia.

Uova …. a nuvola

La nuova tendenza in cucina in fatto di uova? Le uova-nuvola, o l’ “uovo in una nuvola”. Su Instagram è davvero il piatto del momento! Scopriamo allora com’è nato questo trend e la ricetta per cucinare le uova in questa maniera. La prima a mettere online una foto delle uova-nuvola è stata Kate Morgan Jackson del sito Framed Cooks: “Ho recuperato una classico che custodivo nei miei ricordi di bambina è sempre interessante scoprire come puoi adoperare di nuovo un vecchio vestito”. La foto ha fatto davvero impazzire i suoi follower che si sono precipitati a chiederle la ricetta. E poi via, tutti a sperimentare e a postare foto del piatto. Ma come si preparano le uova-nuvola? Rompete le uova una per ogni uovo nella nuvola che volete fare e dividete gli albumi dai tuorli, quindi montate i bianchi e collocateli su un foglio di carta forno cercando di creare delle piccole nuvole. Cuocete per tre minuti a 230° gradi, quindi posizionate sopra al centro alla nuvola un tuorlo e cuocete di nuovo per tre minuti. Non servono olio, né burro, dunque il piatto rimane leggero, ma si possono associare altri ingredienti per personalizzare la ricetta come parmigiano, erbette varie, prosciutto, avocado o una fetta di pane tostato come accompagnamento.

Pasqua tra colombe e uova di cioccolato

Sarà per i dolci sfiziosi e gustosi, sarà per l’aria e il sole primaverile ma la Pasqua, dopo il Natale, è una delle festività più attese e gioiose dell’anno. Come per ogni ricorrenza della religione cristiana anche questa si porta dietro secoli di tradizioni e ricette, per ogni singola regione, tramandate di generazione in generazione, addizioni che si distribuiscono lungo i pasti della giornata, partendo dalla colazione di Pasqua. Dopo aver passato le festività natalizie mangiando pandori e panettoni, a Pasqua arriva la colomba. La storia narra che sia nata grazie ad una nota e storica ditta di panettoni per riutilizzare l’impasto e i materiali. Ma questa vanterebbe anche di una seconda storia, dove si dice che il dolce sarebbe invece nato dall’antica tradizione siciliana, dolce, il cui valore simbolico è legato alla pace, e viene consumato nel corso della giornata di Pasqua, dalla colazione fino al dolce di pranzo e cena, ed è frutto di una lunga lavorazione e sebbene bene non ci siano veri e propri regali da scartare, la mattina di Pasqua è comunque il momento più atteso dai bambini perché finalmente si possono aprire le uova di cioccolata che magari per settimane sono state lasciate sulle mensole della cucina per non essere aperte. Tuttavia questa tradizione è cambiata nel corso degli anni, perché anticamente questa voleva che le uova scambiate fossero effettivamente vere e dipinte, come valore simbolico e segno della Resurrezione.

 

 

Perche’ le uova di Pasqua

Le uova di Pasqua sono una tradizione pasquale nota in tutto il mondo. Ogni anno, i bambini (ma anche gli adulti) aspettano solo il pranzo del giorno di Pasqua per potere mangiare le uova di cioccolato e per scoprire le sorprese contenute al loro interno. Ormai se ne fanno di tutti i tipi: grandi e piccole, con il cioccolato al latte o fondente, con la sorpresa o senza, industriali o artigianali…l’importante averne almeno uno sul tavolo! La tradizione delle uova di Pasqua è antichissima. Fin dall’antichità nelle credenze pagane e mitologiche, l’uovo è stato un simbolo di vita e sacralità. Nel corso degli anni, con l’avvento del Cristianesimo, questa tradizione venne pressoché mantenuta: l’uovo, oltre che simbolo di rinascita, divenne l’emblema della Resurrezione. La tradizione delle uova pasquali ha così preso sempre più campo, fino ad arrivare ai giorni nostri. L’usanza dell’uovo di cioccolato risale al ventesimo secolo. Questa tradizione ebbe un successo così grande che importanti brand dolciari iniziarono a organizzare grosse produzioni industriali, trasformando le uova di Pasqua in un grande successo commerciale. Ultimamente, a testimonianza dell’ unione sempre più stretta tra le uova e il marketing, in qualsiasi supermercato si possono trovare centinaia di esemplari marchiati con il cartone animato del momento, con i colori delle squadre di calcio, con i film più famosi…E la sorpresa…? Di questa usanza dobbiamo ringraziare l’orafo russo Fabergé. Nel 1883 lo zar di Russia gli chiese di creare un dono  speciale per sua moglie. Il gioielliere ebbe una “preziosa” idea: un uovo bianco di platino contenente a sua volta un ulteriore uovo . L’uovo d’oro aveva al suo interno due sorprese: la riproduzione della corona dell’impero e un pulcino. Un’idea che la zarina apprezzò sicuramente, tanto che da allora si sviluppò la tradizione di regalare uova con una sorpresa al loro interno!

Sono arrivate le rondini

Volete vedere tanti nidi e tante rondini? Andate a cercare nelle vecchie stalle, magari nel Chianti dove potrete fare un bel pic-nic, degustare un ottimo vino ed ammirare questi uccelli che tanto ci fanno capire che è arrivata la primavera. Uno studio, durato più di un anno, è stato condotto in 125 fattorie e ha stabilito un rapporto tra la presenza di alcune variabili ecologiche e le rondini Queste variabili sono la presenza di mucche o maiali nella fattoria, di campi di foraggio intorno alla cascina, di stalle costruite seconde tecniche tradizionali. E i risultati hanno stabilito che le rondini, che sono molte legate al luogo in cui sono nate e ritornano al nido in cui hanno deposto le uova, sono tradizionaliste anche per quanto riguarda le strutture dove costruire il nido. Le rondini preferiscono infatti le vecchie stalle in cui abitano da alcuni anni mucche o maiali, con molti campi di foraggio che circondano la cascina. In più, nelle fattorie dove ci sono animali da allevamento ci sono molte più prede di quelle prive di animali. Lo studio ha stabilito che le vecchie stalle sono calde e confortevoli; in questi ambienti i genitori depongono prima le uova, e i nidiacei crescono meglio.