A tavola meglio pasta e pane integrali

Anche in Italia, ormai, è ampia l’offerta di pasta e pane integrali. La produzione aumenta in modo proporzionale alla richiesta. La pasta e il pane vengono prodotti con la farina ricavata da diverse tipologie di cereali, in primis grano, farro, segale, avena, miglio. Raffinare significa privare i cereali di elementi costitutivi quali la crusca, l’endosperma e il germe. Nei prodotti integrali, invece, tale sottrazione non avviene. Il che significa che restano intatti i naturali contenuti di fibre, vitamine, sali minerali. Nel caso dei prodotti raffinati, invece, le quantità diminuiscono. I vantaggi derivanti dal portare in tavola un cestino di pane o un piatto di  pasta integrale sono riconducibili soprattutto all’elevata quantità di fibre che li caratterizzano. Le fibre favoriscono un’ottimale funzionamento dell’intestino, aumentano il senso di sazietà, ostacolano parzialmente l’assorbimento di zuccheri semplici e grassi,e proteggono il cuore. Se sono di qualità, la pasta e il pane integrali hanno un sapore deciso ma leggero, un po’ legnoso. Se però sono carenti dal punto di vista qualitativo, il sapore risulta poco percettibile. Anzi, diciamolo: in alcuni casi nemmeno s’avverte. Non è necessario abolire del tutto pasta e pane raffinati, ma sarebbe opportuno alternarli con quelli integrali.

Un avocado al giorno toglie il…..

Un avocado al giorno toglie il grasso di torno. È questo il risultato della ricerca condotta dall’Università dell’Illinois negli Stati Uniti. L’avocado ha tantissime proprietà benefiche: è ricco di omega 3, grassi buoni, contiene minerali come magnesio e potassio e anche vitamine dei diversi gruppi, è anche un potente antiossidante e riduce il colesterolo cattivo, per questo moltissimi nutrizionisti consigliano di integrarlo nella propria alimentazione. L’obiettivo della ricerca era stabilire se il frutto avesse degli effetti su grasso addominale e in generale sul metabolismo. I partecipanti allo studio, tra i 25 e i 45 anni (61% donne), con sovrappeso o obesità, sono stati divisi in due gruppi, al primo gruppo è stato somministrato per circa 3 mesi un piatto che comprendeva un avocado al giorno al secondo un piatto  simile per quantitativo calorico ma senza avocado. Dopo dodici settimane dall’inizio dello studio si è visto che nelle donne l’avocado aveva effettivamente migliorato la distribuzione del grasso addominale, e che il grasso si era significativamente ridotto e ridistribuito in maniera positiva lontano dagli organi come il fegato. Un risultato importante se pensiamo che un eccesso di grasso addominale può essere fattore di rischio di malattie cardiovascolari, come infarto o ictus. Come si legge nello studio questo risultato “suggerisce che l’assunzione di avocado impartisce un profilo di adiposità addominale benefico. Le prossime ricerche saranno incentrate proprio su come differenziare le diete a seconda del genere per ridurre il tessuto adiposo e migliorare la salute del metabolismo”.

Fai anche tu la tua parte

Pasta pane carne verdura, più di 3 miliardi di persone non sono in grado di garantirsi una dieta sana: si tratta di quasi il 40% della popolazione mondiale. Allo stesso tempo, sono 2 miliardi gli individui obesi o sovrappeso, il 14% del cibo va perso a causa di carenze e difetti durante la produzione, lo stoccaggio nei magazzini e il trasporto e il 17% viene sprecato dai consumatori finali che riempiono le credenze di cibi che piano piano si deteriorano e vanno buttati Anche l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) lo ricorda  in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione del 16 ottobre, che quest’anno prevede celebrazioni di diverso genere una spesa attenta e intelligente serve oltre che a risparmiare a dare una mano ai sistemi sostenibili come ricorda lo spot della FAO “le nostre azioni sono il nostro futuro … cerchiamo ognuno di fare la nostra

Il vero amore fa ingrassare

Fortuna in amore, sfortuna sulla bilancia, si potrebbe dire: il vero amore fa ingrassare. A dirlo è la scienza, secondo cui una coppia che vive una relazione stabile e felice sarebbe più predisposta all’aumento di peso. Anni di studi condotti da  ricercatori dell’Università del Queensland, su un campione di donne di età compresa fra i 20 e i 30 anni è emerso che quelle che hanno una relazione stabile e soddisfacente tendono a ingrassare circa due chili all’anno, a differenza delle donne single. I motivi dell’aumento di peso sono tanti, legati appunto alla vita di coppia: all’inizio di una relazione, le cene fuori si moltiplicano in cucina ci si diletta in piatti speciali, cosa dire poi di torte e dolcetti, e quando si capisce di aver trovato il vero amore, ci si rilassa di più, per non parlare del fatto che dopo anni di storia, le coppie conducono una vita sedentaria delle persone single, che invece stanno più attenti all’alimentazioni e spesso sono più stressati, per cui hanno meno appetito.

La cena perfetta

Secondo il team di scienziati di L-Nutra, a cena e in generale sarebbe consigliato “ridurre il consumo di cibi contenenti grassi cattivi, ossia i grassi saturi, tagliando anche la quota di zuccheri semplici. Il tutto in favore dei grassi buoni, o grassi insaturi, e dei carboidrati, non facendosi quindi mancare cereali integrali, pomodori, broccoli, carote e altri ortaggi di stagione. Per dimagrire e mantenere robusto ed efficiente l’organismo, il consiglio è quello di mangiare nell’arco di 12 ore al giorno, iniziando dopo le 8 di mattina e terminando prima delle ore 20. Regola d’oro: ricordate di mangiare almeno 3-4 ore prima di andare a letto, così la digestione non risulterà difficile. La cena ideale? Leggera, ma completa, ad esempio associando a un minestrone di ceci con pasta un’insalata fresca, oppure consumando un filetto di salmone con asparagi e insalata in foglia. Peso sotto controllo, sonno sereno e, sul lungo termine, una qualità di vita decisamente cambiata in meglio”. All’inizio potrebbe risultare faticoso, specie per chi è da sempre abituata a cenare tardi. Ma i risultati valgono bene lo sforzo.

Il cibo più consumato al mondo

l riso, presente con centinaia di varietà nella dieta di tutti i giorni dei popoli di ogni continente, è il cibo più consumato al mondo. L’uso gastronomico di tale pianta erbacea ,una graminacea, è attestato per la prima volta in Asia, dove era consumata già 10.000 anni fa e dove è ancora oggi l’alimento base per miliardi di persone. Dopodiché, attraverso la Grecia, il riso si diffuse anche in Europa, facendosi amare per le proprietà nutritive e la facile digeribilità. L’adattabilità a luoghi e temperature diverse ne ha quindi assicurato il successo in ogni angolo del mondo. L’aumento delle emissioni di anidride carbonica riduce il valore nutrizionale del riso. Oltre al riso e ai cereali, tra i cibi cotti più diffusi spiccano pasta e pizza, specialità italiane riproposte  e a volte discutibilmente rielaborate dalle cucine dei cinque continenti. E se a mangiare più piatti di pasta di tutti siamo noi italiani con una media di quasi 30 kg annui a testa, la pizza va invece per la maggiore negli Stati Uniti, dove se ne sfornano quasi 900 milioni l’anno 13 kg a testa, contro gli 8 kg scarsi degli italiani.

Per favorire il sonno occorre mangiare bene e seguire alcune regole

A cena preferire cibi leggeri e cucinati in modo semplice perché un pasto abbondante o ricco di grassi aumenta i tempi di digestione, influenzando negativamente il sonno. Consumare alimenti che favoriscono il sonno come uova, pesce soprattutto tonno, latte, yogurt, formaggi, legumi e frutta secca. Questi cibi contengono triptofano, un aminoacido che stimola la produzione di serotonina, una sostanza che, tra tante funzioni, regola anche il ciclo sonno-veglia. Oltre a questi alimenti, è utile consumare cereali come orzo e riso, frutta, verdura ed in generale cibi che contengono carboidrati ovviamente prestando attenzione a non esagerare con le quantità perché contengono la vitamina B6 che favorisce l’assorbimento del triptofano Mangiare cibi ricchi di potassio e calcio che favoriscono un soddisfacente sonno fisiologico. Come consigliato dalle Linee Guida alimentari, diventa particolarmente importante consumare 5 porzioni tra frutta e verdura e 3 di latte e/o yogurt al giorno. Bere una tisana rilassate dopo cena: camomilla, valeriana, verbena, passiflora, tiglio o fiori d’arancio Evitare gli alcolici e le bevande eccitanti come caffè, tè. In generale tutte le bevande che contengono sostanze come caffeina, teina, taurina, sono eccitanti del sistema nervoso e quindi vanno moderate Non mangiare troppo tardi la sera. Sarebbe meglio andare a dormire dopo almeno 2 ore dal pasto e possibilmente sempre allo stesso orario. Abitudini regolari aiutano a mantenere un corretto ciclo sonno-veglia.

Le sfide

Che si tratti di cambiare la casa, di tornare all’università a 40 anni di cucinare una cena a base di piatti esotici, di mantenere un giardino in perfetto stato, tutti noi abbiamo sfide personali da affrontare. Non c’è bisogno di viaggiare in tutto il mondo per superare se stessi. Ogni giorno è pieno di piccole sfide, più o meno pesanti da affrontare. Per alcuni, la sfida può essere chiedere un aumento, per altri cambiare lavoro, per qualcuno affrontare una sfida significa avere il coraggio di uscire dalla nostra zona di confort , interrompere la nostra routine e assumerci un rischio spingendo noi stessi oltre il nostro limite. Perché a volte  non siamo in grado di fare quel salto? Quelle voci dentro di noi che sussurrano «Sei troppo vecchio» oppure «non ce la farai mai». A volte siamo noi a creare degli ostacoli causati da paure o blocchi che derivano dal nostro passato. Ci  rendiamo conto della nostra incapacità o mancanza di tempo i figli, il nostro lavoro e in questo modo non proviamo nemmeno a fare il primo passo. Eppure tutti potremmo essere capaci perché ognuno di noi ha le proprie qualità interiori: il coraggio, la perseveranza e il perdono. Il trio vincente per affrontare una sfida. Possiamo vederli nella nostra vita professionale, personale e amorosa. Come dice il proverbio: “La fortuna sorride agli audaci”. Oltre alla soddisfazione e all’orgoglio, affrontando un rischio, sarà a nostra autostima a giovarne. Infatti, quando abbiamo il coraggio di fare qualcosa, la nostra autostima cresce e scopriamo qualità dentro di noi che non credevamo di possedere. Molte sono le ragioni per vivere una sfida, non ultima la possibilità di raccontarla. Di essa rimane un ricordo significativo e il desiderio del confronto. Di fronte una sfida si prova ad arrivare sino in fondo dando il massimo naturalmente si vince nella misura in cui ci si mette in gioco.

Mangiare con gli occhi

Mangia con gli occhi’ non è solo un modo di dire: il meccanismo che lo permette è molto concreto, si trova nel cervello e stabilisce una comunicazione diretta fra i centri che controllano la vista e quelli che regolano l’appetito. Si spiega così perché a volte basta vedere un pezzo di pizza un piatto di pasta o qualsiasi altro cibo invitante per avere voglia di morderlo. Il meccanismo, osservato in azione nei pesci zebra, è descritto nella rivista Nature Comunications Il risultato è  importante per capire il modo in cui il cervello controlla l’appetito e può aiutare a capire meglio i disturbi alimentari. ”Nei vertebrati  il comportamento alimentare è regolato dalla struttura del cervello chiamata ipotalamo, una sorta di centralina che controlla ed elabora le informazioni relative ai bisogni energetici dell’organismo e quelle sulla disponibilità di cibo”. Proprio come gli esseri umani, i pesci utilizzano soprattutto la vista per riconoscere il cibo e finora sapevamo che l’ipotalamo riceve le informazioni visive sulle prede. Non era però chiaro come le informazioni visive sulle prede venissero trasmesse all’ipotalamo. Grazie alle tecniche che usano la luce per attivare le singole cellule del cervello, i ricercatori hanno osservato in tempo reale l’attività delle cellule nervose nelle larve del pesce zebra. Hanno visto così che la vista delle prede attiva l’ipotalamo e hanno dedotto che esiste un circuito nervoso che collega la vista del cibo a questa centralina Lo studio dimostra che la percezione visiva del cibo è legata al comportamento alimentare. Questo è un passo importante per capire come viene regolato l’appetito, sia in condizioni normali, sia nei disturbi alimentari

Il Buon dì si vede dal mattino…..

Al giorno  d’oggi preparare la prima colazione è diventato un lusso che pochi si possono permettere. Con la fretta che c’è la mattina in casa, la classica colazione che un tempo si viveva a tavola, oggi è rimpiazzata da un caffè e una pastina presi al volo in piedi magari al bancone del bar. Ma attenzione, la fretta è nemica del benessere e del buonumore. Anche saltare la colazione del mattino non fa affatto bene alla salute, poiché è proprio in questo momento che necessitiamo di fonti di energia essenziali come il glucosio, le vitamine, i minerali e altri ancora. Come si cattura questa energia? Prendendo l’abitudine di alzarsi qualche minuto prima La mattina e riservarsi il tempo per prepararsi una colazione sana e nutriente magari in compagnia di partner e figliprima-colazione_650x447