Mangiare fuori casa

Mangiare un panino per pranzo? E’ possibile ed è anche un alimento sano e nutriente se si rispettano alcune semplici regole e si usa un pizzico di creatività. Tante sono le persone, che durante la giornata, hanno una pausa pranzo veloce, devono mangiare fuori casa e un panino può essere spesso un’alternativa pratica da trasportare. Vediamo alcune semplici regole, per spezzare la monotonia, dimentichiamo il solito panino bianco con prosciutto, formaggio, maionese e insalata e diamo sfogo alla creatività. ll pane è importante che sia integrale, Evitare il più possibile gli affettati, perchè contengono una quantità di sale eccessiva, che sommata a quella contenuta nel pane bianco, supera quasi il fabbisogno di sodio dell’intera giornata. Utilizzare tanta verdura, cotta, cruda o grigliata. Asparagi, crauti, verza, spinaci, carote, poi qualcosa di veramente vario e gustoso: melanzane, zucchine, peperoni, cetrioli, pomodori, cipolle … solo per dirne qualcuna. Anche le conserve sott’olio, in quantità minima, possono andare bene: pomodori secchi, funghi, cetriolini, olive, carciofini, che, grazie all‘olio contenuto, possono prendere il posto di un’eventuale salsa, contribuendo alla morbidezza del panino. Per dare un gusto più saporito molto meglio utilizzare qualche scaglia di un buon formaggio stagionato, per esempio il parmigiano, che abbondare invece con più fette di un formaggio di qualità non meglio definita, magari già porzionato . Utilizzare fonti di proteine in alternativa al formaggio, per esempio il pesce: tonno, gamberetti, oppure le uova: sode, strapazzate o in frittata, oppure i legumi: piselli, fagioli o ceci. Questi ultimi possono dar vita anche ad una salsa perfetta per condire il nostro panino, non servono inoltre ketchup, burro o maionese, ma ci sono così tante salse! Oltre l’hummus, la salsa Tzatziki: una salsa tipica greca a base di yogurt e cetrioli , oppure il guacamole a base di avocado, alimento ottimo, il pesto di basilico, il pesto di rucola, pasta di olive…E poi via alla fantasia, ben venga anche la frutta secca: noci e miele o burro di arachidi fatto in casa…

Pigri in movimento

A sentirlo dire sembrerebbe infattibile, eppure in Italia esistono i sedentari in movimento. Di chi stiamo parlando? Si tratta di 16 milioni di italiani. Non sono sportivi, in senso stretto, perché evitano palestre e non praticano una vera attività sportiva, ma neanche sedentari, perché trovano sempre un’opportunità per tenersi in forma senza fare sport. Cerchiamo di capire qual è il modo di fare sport per i più pigri. Gli italiani sedentari calano di anno in anno: secondo i dati sui fattori di rischio e la sedentarietà il 28% della popolazione svolge attività fisica, pur non facendo sport. I sedentari in movimento non perdono una sola occasione per muoversi, in particolare la mattina (dopo un abbondante colazione ), prima di andare al lavoro, rigorosamente a piedi o in bici. Stanno lontani dalle palestre, ma trovano ugualmente il modo di tenersi in forma senza fare sport, privilegiando, anzitutto, il movimento all’aria aperta. E si muovono davvero sempre! Anche in casa, giocando con i figli o con la scusa di fare le pulizie a passo di musica, approfittano per un allenamento, come il miglior Freddie Mercury nello storico video di I want to break free. La ricerca mostra, infatti, come una parte di essi sia solito passare l’aspirapolvere o pulire il bagno a tempo di musica, mentre il 30% ingaggia inseguimenti casalinghi e partite di calcetto con i propri figli. Pur non essendo degli sportivi, anche i sedentari in movimento sanno che salute e forma fisica passano dall’alimentazione, alla quale queste persone danno molta importanza. Simile ragionamento vale per l’eccesso di zuccheri e sale e, in generale, per l’attenzione a una dieta equilibrata come buona regola per vivere sano. Nella dieta di chi sceglie di tenersi in forma senza fare sport, abbondano, invece, frutta e verdura, senza rinunciare ai carboidrati. Lo sport per pigri sembra divertente e alla portata di tutti, ma sarà davvero efficace? Per 16 milioni di italiani lo è. Voi cosa ne pensate?

Percorsi salutari

Molto spesso nei quartieri più poveri delle città americane i cibi più acquistati sono di bassa qualità e poco salutari, il cosiddetto junk food, a scapito di prodotti più buoni. Le campagne di persuasione non sempre riescono a cambiare le abitudini d’acquisto, anche perché a volte frutta e verdura sono difficili da vedere negli scaffali, poco disponibili e di costo elevato. Alcuni studiosi americani hanno quindi sperimentato un metodo più diretto, che ha funzionato. Spostare l’attenzione dei consumatori verso cibi più salutari, in poche parole, più mele, meno merendine. Hanno quindi collocato sul pavimento di alcuni ipermercati grosse frecce verdi che indicano la direzione degli scaffali dove si possono acquistare i cibi più sani. Le frecce avevano anche scritte ed emoticon che favorivano l’approvazione collettiva. Il risultato è stato un aumento dell’acquisto di prodotti più salutari, senza una sostanziale modifica del budget per la spesa da parte dei clienti. In altri supermercati, usati come controllo e privi di segnaletica, le abitudini di acquisto sono rimaste invariate.

Ri-assestamento d’autunno

Come ogni anno, dopo il caldo, le vacanze al mare, la vita all’aria aperta e le mille attività delle lunghe giornate estive, l’arrivo dell’autunno impone all’organismo un ri-assestamento tutt’altro che banale, sul fronte delle richieste energetiche ma su quello del fabbisogno nutrizionale. Per non patire troppo gli effetti del cambio di stagione e non ritrovarsi più fragili di fronte a virus e batteri responsabili delle malattie da raffreddamento è necessario scegliere con cura che cosa mangiare, per soddisfare il fabbisogno di tutte le sostanze che esercitano un indispensabile ruolo di base del sistema immunitario, e seguire uno stile di vita sano, che permetta al corpo di mantenersi il più possibile efficiente.  Una delle vie più efficaci per farlo passa dalla cucina: basta scegliere i cibi giusti, favorendo sempre alimenti freschi e di stagione, ed evitare alcuni errori nella conservazione, nella preparazione e nelle modalità di consumo. Frutta e verdura di stagione, anzitutto se acquistate entro pochi giorni dal raccolto, contengono vitamine in quantità nettamente superiori a quelle degli stessi prodotti proposti sugli scaffali dei supermercati, magari dopo viaggi di migliaia di km e soste più o meno lunghe in magazzini e celle frigorifere. Frutta e verdura devono essere presenti in tutti i pasti, ossia a colazione e nello spuntino di metà mattina o pomeriggio sotto forma di frutti interi, spremute o centrifughe, a pranzo e a cena preferibilmente, come insalate miste o verdure e frutta fresca, ma anche come zuppe, passati e minestre preparati al momento con ortaggi freschi.Più in generale, la dieta dell’autunno, come negli altri periodi dell’anno, deve essere varia, per permettere di recuperare tutte le sostanze di cui l’organismo ha bisogno Sul piano delle calorie, nella stagione autunnale non è il caso di seguire diete troppo restrittive nell’intento di dimagrire, D’altro canto, attraverso un’alimentazione varia, sana ed equilibrata e la giusta dose di sport e attività fisica, si dovrebbe cercare di prevenire condizioni di sovrappeso.

Se fai la dieta sei meno intelligente

Fare la dieta potrebbe essere sintomo di scarsa intelligenza. A dirlo uno studio, che dimostra come i soggetti a dieta hanno, con maggiore frequenza, ridotte capacità mentali rispetto a coloro che mangiano liberamente. La spiegazione di questa minore intelligenza? La dieta, nonostante ci faccia sentire meglio con noi stessi, stancherebbe il cervello, rendendolo meno performante. Per arrivare a questa conclusione sono stati effettuati diversi esperimenti su l’ atteggiamento di alcune persone, analizzando le differenze tra chi era a dieta e chi, invece, mangiava in modo regolare. In uno dei test è stato messo a disposizione uno snack al cioccolato. I soggetti non a dieta lo hanno mangiato senza esitazione, chi era a dieta, invece, ha esitato, chiedendosi quante calorie avessero assunto. Sempre alle prese con insalate insipide, sedano e carote  attenti alla cura maniacale per grammi e porzioni e sostenitori accaniti della tipica espressione «Non bevo alcool, fa ingrassare»? Beh, se fate tutto ciò potresti essere meno intelligenti. Proprio questo conteggio continuo delle calorie, secondo lo studio, non permetterebbe al cervello di concentrarsi in altri compiti e funzioni. Da una parte, dice il professore, la dieta ci fa sentire meglio con noi stessi, dall’altra affatica il cervello e lo rende meno efficace. Come rimediare  correndo  ai ripari con una spaghettata aglio olio, e peperoncino.

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La zucca gialla

Buona, dolcissima e amica della dieta: è possibile? Certo che sì: la zucca è uno degli ortaggi più amati e preziosi per il nostro organismo, anche se siamo a dieta o soffriamo di diabete. Vediamo quali sono le caratteristiche della zucca! Della zucca non si butta nulla, nemmeno i semi che, seccheremo oppure li  arrostiamo in forno con una  leggera salatura, e possono essere consumati come snack o per accompagnare un aperitivo.Dai semi di zucca si ricava un olio ricco di acido oleico e linoleico: secondo recenti studi, l’olio di zucca sarebbe un utile alleato anche in concomitanza con l’insorgere della menopausa e dei suoi caratteristici sintomi. L’assunzione di olio di zucca aiuterebbe ad abbassare il colesterolo e diminuire la pressione arteriosa, oltre a ridurre le vampate di calore, i mal di testa e i dolori articolari. La polpa della zucca si presta in modo eccellente a tantissimi impieghi e preparazioni: può essere cotta a vapore, bollita, arrostita in forno oppure cucinata in umido. E’ buonissima tagliata a tocchetti come le patate, lasciando anche la buccia, disposta in una pirofila e condita con olio, sale e pepe e cotta nel forno. Può essere impiegata in ricette salate, come sughi per risotto, ripieni, contorni, oppure in ricette dolci, per preparare torte oppure biscotti. La zucca è una miniera di caroteni e pro-vitamina A; è inoltre ricca di minerali e ha pochissime calorie

 

Il giorno più giusto per pesarsi? Il mercoledì

Il giorno giusto per pesarsi è mercoledì: lo sostengono alcuni ricercatori statunitensi e finlandesi che hanno studiato un campione di persone in sovrappeso il mercoledì è il giorno della settimana che intercetta meglio il peso medio, ma controllare i propri chili con continuità è sicuramente la soluzione ideale. Mai lasciar passare più di una settimana tra una pesata e l’altra, durante la settimana il peso varia, con un minimo il venerdì o il sabato mattina e un massimo di domenica sera o lunedì. Esiste cioè un considerevole effetto weekend: nel fine settimana, complici il relax  qualche piatto di pasta in più , mettiamo su peso che poi pian piano smaltiamo nei giorni lavorativi. La ricerca sottolinea inoltre che occorre fare attenzione al carrello della spesa, se vogliamo tener fede ai buoni propositi di dimagrimento e secondo la ricerca a gennaio si acquistano tre volte di più prodotti sani, come frutta e verdura, rispetto al periodo delle feste, dove ci sbizzarriamo con dolci e piatti pesanti; però tendiamo a comprare ancora troppi cibi ipercalorici, tanto che l’«onda lunga» degli eccessi alimentari si «spegne» in media solo verso marzo.