Curcuma, lo zafferano dell’india

La curcuma, definita anche lo zafferano dell’India, è una pianta che cresce prevalentemente in India e in altre aree di Asia e America Centrale di cui si utilizza il rizoma. Sin dall’antichità rappresenta un componente della medicina Ayurvedica che la utilizza per trattare problemi respiratori, reumatismi, dolore e fatiche. Ma se le proprietà medicinali di questa spezia sono note da millenni, una fioritura di studi è stata in particolar modo osservata in tempi recenti . In particolare, sembra che la maggior parte delle proprietà della curcuma siano da attribuire alla curcumina, un polifenolo presente in questo rizoma. Grazie soprattutto alle proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie della curcumina, la curcuma è entrata a far parte anche della medicina occidentale  che si rivelano utili nella gestione di problemi È utile anche per gli sportivi, poiché aiuta a gestire l’infiammazione e la fatica A tavola la curcuma è molto versatile, si accompagna a diversi piatti rappresenta la componente che conferisce al curry il caratteristico colore giallo, ma è poco biodisponibile, ovvero l’organismo fa fatica ad assimilarla . Come ovviare al problema? Aggiungendo alla curcuma un po’ di pepe: grazie alla piperina in esso contenuta la biodisponibilità della curcuma aumenta anche del 2000% Si può consumare in aggiunta allo yogurt, negli infusi o nel latte, preparando il celebre golden milk o latte d’oro. Può essere aggiunta in polvere nell’impasto del pane o nella frolla dei biscotti, nel preparato di hamburger vegetali e persino nella crema pasticcera

Un albero di Pasqua.

Visti Gli ultimi DPCM in tempo di coronavirus saremo costretti a passare anche la Pasqua in casa. Prepariamoci allora a rendere il nostro ambiente ancora più confortevole e cerchiamo un po’ di allegria facendoci aiutare da decorazioni e complementi. Non solo a Natale si può addobbare un albero! Potete a punto pensare a decorare un bel alberello che porterà lo spirito di Pasqua all’interno della vostra abitazione, e vi aiuterà a tenere impegnati i vostri ragazzi

Arriva l’inverno dove collocare le piante

Non tutte le parti di una stanza sono uguali, così come non tutte le piante da appartamento hanno le stesse esigenze. Meglio non acquistare specie del tutto inadeguate all’ambiente che si può mettere a disposizione, perché si sciuperebbero anche se innaffiate e concimate con regolarità. In luoghi in cui c’è poca luce scegliete specie che tollerano una certa scarsità di luce come potos, schefflera, filodendri, sansevieria, aralia, monstera, anturio, spatifillo. L’aspidistra, una delle piante più adatte per le zone poco luminose, ha bisogno di un ambiente fresco, sotto i 18 °C, altrimenti il fogliame ingiallisce. Nelle stanze poco luminose le piante tropicali vanno collocate a non oltre 1 metro dalla finestra, mentre la distanza sale a 3 metri se la finestra è esposta a sud ed è colpita dal sole per alcune ore.Le piante da appartamento che hanno bisogno di molta luce sono indicate per esposizioni a est, sud e ovest, avendo cura di evitare i raggi diretti del sole. Se ciò non fosse possibile, interponete tra il vetro e le piante una tenda leggera bianca. Le piante da interno di taglia grande ficus o filodendri, ad esempio vanno invece posate per terra o meglio su una piattaforma con ruote, se si desidera ruotarli spesso, senza però spostare la pianta. Le piante da appartamento più piccole possono invece essere posizionate a livello delle finestre, in modo da raccogliere bene la luce. L’importante è non spostarle spesso, né collocarle in luoghi in cui possano venire urtate.La stanza da bagno, se ben illuminata, è il luogo ideale per molte specie di piante tropicali. In ambienti con elevata umidità prosperano felci, anturio, spatifillo e alcune orchidee La cucina è invece un ambiente difficile: non posizionate le piante in prossimità dei fornelli o degli elettrodomestici per via del calore eccessivo.Non è vero che le piante verdi da interno non possono essere collocate nella stanza da letto, e stato infatti dimostrato l’infondatezza della credenza che le piante assorbano di notte l’ossigeno. Al contrario lo emettono, arricchendo l’ambiente di umidità naturale e benefica.

 

Quel magnifico aroma

Che cosa c’è di più eccitante dell’intenso aroma dello zafferano, che stuzzica l’olfatto prima ancora del gusto? Di più intrigante della sua storia, visto che già lo si consumava a Babilonia due millenni prima di Cristo? Di più energetico del suo colore acceso, giallo con una sfumatura ocra, che dà allegria solo a vedere il piatto che lo ospita? Di più unanimemente amato da tutti i palati in tutto il mondo?Dati gli indubbi pregi, se non costasse come l’oro, probabilmente se ne userebbe molto di più. Nell’opinione comune, infatti, lo zafferano è in genere confinato in alcuni piatti fortemente connotati, come la bouillabaisse francese, la zarzuela e la paella spagnole, il riso pilaf indiano, il cous-cous arabo, la pasta con le sarde siciliana, i brodetti marchigiani e il mitico  risotto alla milanese. Eppure, il sapore vellutato, aromatico e amarognolo, lo straordinario profumo e il colore invitante sono capaci di migliorare qualunque preparazione. Si può infatti aggiungere un pizzico di zafferano al semolino e agli gnocchi, alla salsa di pomodoro, alla carne di manzo, pollo e coniglio, ai pesci come tonno, rombo e pesce spada, alle uova, ai formaggi e alle verdure ceci, cavolfiore, patate, melanzane e asparagi. Ma non è finita: questa spezia si difende bene anche abbinata ai dolci, quali crépes e meringhe, ma soprattutto ciambelle e il saffron cake della Cornovaglia.

 

Anguria che passione

Anguria: emblema d’estate. Le sue fette succose danno idea di refrigerio, fanno sognare il mare le spiagge assolate mentre si assapora la polpa zuccherina. Avete mai pensato all’anguria come ingrediente a tutto tondo per l’estate? Noi sì e lo pensiamo in fresche e originali ricette con un morbido sorbetto, con golose tartellette, in una scenografica torta fredda, un rinfrescante gazpacho. Sono solo alcuni spunti per trasformare questo prezioso frutto, con pochi semi, in qualcosa di ancora più speciale per rendere unica la vostra estate, ovunque vi troviate!

Cocomero ecco come conservarlo

Non siamo ancora entrati formalmente entrati nell’estate 2020, ma tra la frutta e la verdura di stagione i cocomeri hanno già iniziato ad attrarci Del resto le angurie un po’ come ciliege non mancano mai sulle nostre tavole durante la bella stagione! Ma mentre una ciliegia tira l’altra, le notevoli dimensioni dei cocomeri rendono il consumo più difficoltoso, dunque è bene conoscere tutti i trucchi per conservarle al meglio evitando sprechi: ecco l’errore più comune. Spesso dopo aver comprato una anguria, la mettiamo subito in frigo: sbagliamo, va mantenuta a temperatura ambiente: solo dopo averla aperta, la poniamo in frigo ma coperta sempre con della pellicola trasparente. Possiamo anche congelare il cocomero togliendo la buccia, facendolo a pezzetti e conservarlo nei sacchetti da freezer oppure usare il cocomero negli antipasti, nelle insalate fredde, come sorbetto o come ghiaccioli per grandi e piccini.

Peperoncino contro la depressione

È una ricetta classica tanto facile da fare quanto sempre gradita da tutti. È il piatto ideale da preparare quando si hanno commensali imprevisti a casa oppure quando non si ha voglia di stare ai fornelli, ma non si vuole rinunciare a un piatto gustoso e ricco di ingredienti di qualità, stiamo parlando degli spaghetti aglio olio e peperoncino,ma in particolar modo stiamo parlando di lui il peperoncino I popoli la cui cucina impiega molto peperoncino sono raramente tendenti alla depressione. Questa spezia piccante, infatti, stimolerebbe il sistema nervoso a rilasciare endorfine naturali. Migliora la circolazione, libera le vie respiratorie grazie al contenuto di vitamine A, C, E e del gruppo B e riesce a dare una sferzata di allegria, merito del suo inconfondibile gusto spicy.I ricercatori messicani dell’Università di Colima hanno rilevato che la capsaicina, la sostanza contenuta nel peperoncino che è responsabile del suo sapore piccante, riduce sensibilmente i sintomi della depressione, equilibrandone l’umore.