Cosa mangiare sotto l’ombrellone

Arriva l’estate i week end al mare la fanno da padrone. Cosa si può mangiare in spiaggia, sotto l’ombrellone? Lo abbiamo chiesto ad un esperta di alimentazione. L’ideale è consumare un piatto unico: un mix di pasta preferibilmente integrale, pomodorini e mozzarella oppure di riso, salmone affumicato e zucchine; un cuscus di ceci e verdure crude o cotte; un’insalata di farro con pollo grigliato, carote e cavolo… L’importante è associare sempre una fonte di carboidrati a una di proteine e poi unire ortaggi a volontà. Meglio invece limitare sott’olio, formaggi e würstel, che spesso sono primi attori dei piatti freddi: procurano troppi grassi e affaticano la digestione. Un altro errore in spiaggia, è  puntare sulla frutta come sostituto del pranzo. Spesso si finisce per mangiarne troppa, perché è poco saziante, incamerando più calorie di quelle apportate da una porzione di pasta. Inoltre, essendo molto ricca di zuccheri, fa impennare la glicemia. Bisogna perciò limitarsi a un frutto a fine pasto o come spuntino.Quanto al gelato, 2-3 palline di gusti alle creme possono essere consumate a pranzo non più di una volta alla settimana dopo un mix di verdure crude, mentre a merenda è consigliata una coppetta piccola di sorbetto alla frutta.

Sushi che passione…ora arriva anche gelato !

Per i patiti del cibo giapponese c’è una ghiotta novità, un dolce inganno per gli occhi e le papille gustative. Perché parliamo di inganno? Perché si tratta di piccole delizie che, nell’aspetto, imitano perfettamente gli uramaki, i nigiri, i gunkan, gli hosomaki, i California roll, insomma tutti i piatti iconici della cucina nipponica. Il pesce, il riso e le alghe, però, non c’entrano nulla. Un altro trend dei foodie dal palato più inclinato alle bizzarrie sui generis è il Sushi Ice Cream tra le gelaterie che lo sfornano con più frequenza, è da annoverare la Gelarto: è una gelateria situata a Manhattan, New York, considerata fra le migliori della Grande Mela e specializzata nella preparazione di delizie salutari e biologiche un’originale versione proprio delle specialità giapponesi. Gli ingredienti? Gelato alla crema e alla frutta e una serie di dettagli fondamentali per un’imitazione perfetta. Le alghe sono sostituite da strati di cioccolato fondente, le uova di pesce da semi di papavero e piccolissime scaglie di cioccolato bianco; il gelato alla fragola fa le veci del salmone e il tonno lascia il posto al gelato al lampone. Il riso e il formaggio spalmabile, invece, cedono il passo al gelato alla vaniglia oppure fior di latte. E il wasabi? Gelato alla menta. Alcune proposte fanno venire l’acquolina in bocca già dal nome: uramaki con umeboshi ripieni di mango e semi di sesamo tostato; uramaki al cocco e miele con croccante al cioccolato e nocciole; gunkan di cioccolato e wasabi con sfere di ace e rosa canina.!

I panini piu’ celebri del mondo !

Il panino, o sandwich, è un evergreen in tantissime cucine del mondo: risolve un pasto veloce o uno spuntino energetico meglio e più in fretta di tante altre preparazioni più elaborate. Ognuno ha le propri favoriti: c’è chi ama il pane croccante, chi ama il pane morbido al latte; chi lo preferisce fresco ricco di verdure e chi lo ama caldo, pieno di salse e formaggio filante. Vediamone insieme  alcuni dei più famosi e amati di tutto il mondo, simbolo di tradizione, cultura e tanto gusto!Il Croque Monsieur è un panino caldo, filante e goloso tipico della Francia. Si tratta di un toast “rinforzato”, ben imbottito di prosciutto e formaggio e ricoperto di altro formaggio fuso. Alcune varianti prevedono anche la besciamella oppure un uovo all’occhio di bue; in Norvegia lo amano, manco a dirlo, con il salmone affumicato. Sloppy Joe: è il panino più diffuso negli States, è il seguace del classico hamburger. Due fette di pane morbido, carne tritata, cipolla, generoso ketchup e passa la paura! Bahn Mì: molto consumato nei paesi in Estremo Oriente. Se lo volete assaggiare preparatevi a gustare pane tipo baguette farcito con carne di maiale alla griglia, sottaceti, salsa di pesce, coriandolo e altre spezie. Alcune versioni prevedono anche il foie gras. Reuben Sandwich: detto anche il “panino degli immigrati d’America”. E’ preparato con pane di segale, manzo salato, emmenthal, crauti e salse varie. Il Doner Kebab ormai è diffuso dappertutto e apprezzato in modo trasversale. E’ preparato con pane arabo farcito con carne mista agnello, manzo, pollo, verdure, harissa e altre salse a scelta.

Piccoli food blogger

Sapete chi è la food blogger più giovane al mondo? Si chiama Elise Chang, nata nel New Jersey, con una malattia congenita, chiamata microtia, per la quale le avevano dato solo un anno di vita, ma per fortuna a dispetto delle aspettative, oggi ha due anni ed è già una cuoca provetta! Ha manifestato sin da subito delle doti culinarie particolari, ed è così che con l’aiuto della sua mamma i suoi giochi ai fornelli sono diventati dei veri e propri video che spopolano sui social. Ci sono video che mostrano come Elise sa fare la pizza. Elise fa l’impasto fatto di acqua, lievito e farina, e con l’aiuto delle fruste amalgama il tutto fino ad avere un composto molto soffice, come dice immergendoci il dito! Una volta pronto, lo divide a metà così da ricavarne due forme, e lo mette a riposare nel forno.Da un’altra parte prepara la salsa di pomodoro cui aggiunge una spolverata di origano. Infine stende l’impasto e lo ricopre con la salsa e molto formaggio. A questo punto la pizza è pronta, la inforna e Voilà: il piatto è pronto. La piccola Elise, con le guance sporche di farina, addenta la sua pizza ancora bollente, e la mangia con gusto, soprattutto perché le piace tanto il formaggio!E voi, avete insegnato ai vostri bambini a cucinare qualche piatto in particolare? Chissà che non si rivelino anche loro dei cuochi provetti!

Shish Kebab lo conosci?

Il shish kebab è una preparazione propria araba in cui la carne esclusa quella di maiale viene insaporita con spezie e poi cotta sullo spiedo o sulla brace. Il nome del piatto può essere tradotto come cubetti di carne su spiedo cotti alla griglia. Non meraviglia che per la preparazione sia indispensabile lo spiedo: la parola “shish” indica infatti il particolare metodo di cottura, mentre “kebab” si traduce solitamente come “carne cotta o fritta”.Sembrerebbe che già nel IV secolo a.C., i cavalieri persiani adoperassero le loro spade per arrostire la carne. Il kebab è sostanzialmente di origine persiana: la tradizione araba vuole che il piatto sia stato inventato proprio dai soldati in guerra. In India il kebab veniva servito nei palazzi reali durante il Sultanato di Delhi, ma il popolo lo consumava per colazione accompagnato dal pane naan. In Libano, Siria e Turchia, è diffuso lo “Shish taouk” o spiedino di pollo. La carne viene marinata con yogurt o succo di pomodoro, infilzata negli spiedi e poi grigliata sui carboni ardenti. Lo shish kebab è spesso servito anche dai esercenti ambulanti con la carne tagliata a cubetti o macinata e impastata e poi infilzata nello spiedino. Piatto storico e cibo da strada, viene abitualmente cotto all’interno di particolari griglie in cui gli spiedini sono posti orizzontalmente. Solitamente si aggiungono le salse, ma non è raro trovare anche aggiunte di verdure e insalate come il fattouche. Come intingolo è possibile utilizzare il labneh libanese, una salsa a metà strada tra lo yogurt e il formaggio arricchita da olio, timo e menta

Come semplificarsi la vita in cucina

A volte il trucco giusto può salvare un piatto, una cena oppure l’umore in cucina: vediamone insieme alcuni tra i più utili!  Acqua di cottura della pasta: quando scolate la pasta non buttatela via, è ricca di amido e ottima per sgrassare i piatti da lavare prima di metterli nella lavastoviglie. Uova: per mantenere più a lungo montati gli albumi, aggiungete verso la fine della preparazione qualche goccia di succo di limone. Cenci o chiacchiere: per averle fragranti aggiungete all’impasto due cucchiai di grappa e due di aceto. Pure’ di patate: se volete evitare di scottarvi le mani pelando le patate bollite, mettetele nello schiaccia patate con la pelle. Patate lesse: per evitare che al momento di condirle assorbano troppo olio, una volta lessate e ancora calde, spruzzatele con del vino bianco. Pasta: quando possibile non utilizzate lo scolapasta ma utilizzate la schiumarola per la pasta corta o il forchettone per la pasta lunga per trasferirla dalla pentola in cui l’avete cotta alla padella con il condimento. In questo modo la pasta tratterrà una piccola parte di acqua di cottura che, ricca di amido, servirà per amalgamarla perfettamente al condimento. Mele al forno: per cuocere le mele al forno senza che si raggrinziscano in superficie lavatele, asciugatele e ungetele con poco olio di oliva. Grattugia: ecco un metodo veloce per pulire la grattugia del formaggio: metterla in freezer per dieci minuti e poi sotto l’acqua e voilà, pulita in un batter d’occhio. Sostituire il burro nelle ricette: 100 grammi di burro corrispondono a 100 g di ricotta, 80 g di olio, 125 g di yogurt intero. Pastella per fritto senza uova: 100 g di farina 00, 1 cucchiaio di olio extra vergine, 130 ml di birra fredda, 1 pizzico di sale. Sostituire lo zucchero con il miele: 100 g di zucchero corrispondono a 80 g di miele. Birra ghiacciata in pochi minuti: avvolgete la lattina in un panno bagnato e mettete in freezer per 5 minuti. Evitare schizzi durante la frittura: mettete qualche stuzzicadenti nell‘olio. Assorbire l’odore del cavolo mentre cuoce: mettete 2 noci intere nell’acqua di cottura

Yogurt un alleato in cucina e oltre

Lo yogurt, classico o vegetale, non è soltanto un alimento da gustare a colazione o a merenda, ma anche un valido alleato in cucina e per prendersi cura della propria bellezza in modo naturale. Preparazione del gelato: aggiungendo ¼ in peso di latte e altrettanto di panna allo yogurt cremoso, insieme a una piccola quantità di zucchero o miele, è possibile preparare un gelato senza dover ricorrere alla pastorizzazione ma procedendo direttamente al passaggio in gelatiera. Si ottiene un gelato cremoso e lievemente acido, perfetto da accompagnare a frutta fresca e, in particolari modo, ai frutti di bosco Formaggio fresco: lasciando scolare per una notte lo yogurt attraverso un telo a maglia molto stretta, si separa la parte di siero da quella più solida, ottenendo così una massa più densa ma pur sempre morbida. Questa sorta di formaggio, noto come labneh, è tipico del Medio Oriente e può essere lavorato a forma di palline e condito con erbe tritate o spezie prima di essere condito con un filo di olio di oliva. Il piatto è di solito servito come antipasto oppure in aggiunta a piatti di verdura.. Ghiaccioli: frullando la frutta di stagione con yogurt bianco, e in caso di necessità aggiustando la dolcezza con un cucchiaino di zucchero o di miele, si ottiene un composto perfetto per i ghiaccioli. Occorre colarlo negli appositi stampi e lasciarli solidificare in freezer per ottenere una merenda sana e leggera. Frappè e smoothies: per alleggerire la componente grassa e calorica dei frullati, siano essi frappè o smoothies, basta sostituire il gelato o il latte con lo yogurt bianco aggiungendo, casomai, due cubetti di ghiaccio nel bicchiere del frullatore. Lievitazione: l’aggiunta di yogurt all’impasto per la pizza favorisce la lievitazione e ne riduce i tempi grazie alla presenza dei microrganismi naturalmente contenuti. Preparazione yogurt: come un’araba fenice lo yogurt serve per produrre in casa altro yogurt, poiché risorge dalle sue ceneri dando luogo di volta in volta a un prodotto più saporito e di corpo più piacevole. Questi sono alcuni spunti per utilizzare lo yogurt in cucina, oltre ai più semplici e intuitivi che lo vedono protagonista di coppe di frutta al posto di un dolce a fine pasto o di una merenda Nel caso in cui la data di scadenza fosse superata da 2 o 3 giorni, assaggiando preventivamente il prodotto, lo yogurt è consumabile senza alcun problema, se è stato conservato correttamente. Se la data di scadenza fosse stata superata da più tempo non gettate via il vasetto: potrete usarlo per preparare un impacco esfoliante per il viso unendo un’albicocca schiacciata e un cucchiaio di crusca di avena; si massaggia su viso e collo e si lascia agire 15 minuti prima di sciacquare con acqua tiepida. Chi impiega l’henné come riflessante oppure per coprire i capelli bianchi, può aggiungere lo yogurt insieme a un cucchiaio di olio di mandorle e tè nero caldo alla polvere di henné: in questo modo i capelli riacquistano lucentezza e setosità.