Carbonara day

Il 6 aprile, è il Carbonara Day, sul web gli utenti impazziscono alla ricerca delle infiniti interpretazioni, salvo poi proteggere sulla versione ortodossa.Su Facebook, Instagram e Twitter la mobilitazione è già cominciata e si preannuncia un successo almeo pari allo scorso anno: il #CarbonaraDay, evento mediatico creato dai pastai di Unione Italiana Food, ha mobilitato sui social 270 milioni di pasta lover. Anche l’edizione 2019 parte con ottime premesse con cuochi, blogger,  esperti e appassionati pronti a seguire il #CarbonaraChallenge. Un evento virtuale in cui condividere opinioni, foto e consigli a proposito di questo piatto e, più in generale, sul rapporto tra tradizione e contaminazione in cucina.Non poteva che essere social un tema così amato dai millennials: la Carbonara è la loro ricetta del cuore, secondo un’indagine Doxa. Ed è anche il piatto di pasta più richiesto per quanto riguarda il food delivery. Dai loro dati la carbonara è la pasta più richiesta a domicilio con oltre 6mila chili consegnati.  Con un dato interessante: la carbonara non è solo un primo, è diventato un “gusto”, nel senso che poi sposa anche polpette e hamburger, pizza e arancini, pollo e bruschetta. E, tra i formati di pasta, va a condire mezze maniche, rigatoni e spaghettoni, bucatini, tonnarelli, ma anche bigoli e linguine. Ma gli spaghetti restano al top.

Grassi nemici della dieta? Non proprio!

Se pensate che demonizzare i cibi grassi ed eliminarli per sempre dalla vostra alimentazione sia il miglior modo per dimagrire, vi sbagliate. I grassi sono infatti importantissimi da assumere: bisogna soltanto cercare di evitare i grassi trans, quelli cioè davvero nocivi per la nostra salute. Ma vediamo quali sono, nello specifico, i cibi grassi amici della dieta: Formaggi grassi – fra i cibi grassi più amati ma spesso considerati poco sani: in realtà, non tutte le leggende che ruotano intorno ai formaggi grassi sono completamente vere. Pare infatti che assumerne 5 porzioni a settimana faccia addirittura dimagrire di più rispetto a chi i evita, grazie alle proteine contenute nei latticini che aiutano il senso di sazietà e al calcio che, legandosi agli acidi grassi, riduce l’assorbimento dei grassi. Olio di cocco – come tutti gli oli, è calorico e ricco di grassi, ma pare che sia un portentoso acceleratore del metabolismo e che aiuti a bruciare fino a 20 calorie in più al giorno. Tra l’altro, si presta molto bene alle fritture: è infatti l’olio meno calorico e più sano per cucinare. Cioccolato fondente – non solo il cioccolato fondente sarebbe l’ideale da inserire nelle diete, ma favorirebbe addirittura il dimagrimento e l’assorbimento delle calorie, se assunto due ore prima dei pasti. Questo grazie al burro di cacao puro che contiene, fonte di acido stearico che aiuta a rallentare la digestione. Uova – I tuorli delle uova sono spesso accusati di essere troppo ricchi di grassi, causa poi del colesterolo cattivo. In realtà, sempre più studi hanno dimostrato come non ci siano delle relazioni precise tra il mangiare uova e l’insorgenza di malattie cardiache o aumento del colesterolo. Anzi, le uova farebbero addirittura dimagrire, visto che favoriscono il senso di sazietà. Olio d’oliva – molto calorico ma in ogni caso sano, grazie alla presenza di polifenoli e grassi monoinsaturi, utili nel prevenire il cancro e le malattie cardiache. Sempre più studi, inoltre, avrebbero dimostrato come una dieta in cui sono presenti le giuste dosi di olio d’oliva favorisca il dimagrimento, che risulta maggiore rispetto a quelle che invece lo eliminano.

Farfalline in dispensa

Capita, a tutti, di aprire la dispensa dove riponiamo il cibo e di trovarvi quelle noiosissime farfalline. Si tratta di piccoli insetti che attaccano principalmente le confezioni di farina, riso, pasta, biscotti, cereali e cacao. A volte non ci si accorge della loro presenza, ma ci sono. Per individuarli è necessario controllare se, tra gli scaffali della dispensa, vi sono formazioni filamentose molto simili alle ragnatele. Se ci sono significa che sono state depositate le uova e che si sono trasformate in larve.A quel punto la prima azione da svolgere è quella di pulire a fondo tutti i ripiani e buttare via le confezioni aperte. Inoltre non bisogna mai mescolare gli alimenti vecchi con quelli acquistati  da poco, e inoltre è necessario pulire a fondo i recipienti in plastica prima di riutilizzarli. I rimedi naturali per eliminare dalla dispensa piccoli insetti e parassiti ed evitare sprechi di cibo sono semplici ed efficaci:l’odore dell’alloro allontana le farfalline. Sarà sufficiente posizionarne qualche foglia nella dispensa per tenerle lontane;il profumo dell’arancia “chiodata” con chiodi di garofano fa lo stesso effetto dell’alloro. Le farfalline non lo gradiscono e si tengono lontane dalle confezioni di pasta e farina;è necessario pulire periodicamente la dispensa con una soluzione preparata con acqua e aceto; procuratevi dell’olio essenziale di lavanda e dopo averne imbevuto un fazzoletto, posizionatelo tra gli scaffali, oppure, se preferite, al posto della lavanda utilizzate l’olio essenziale di menta, citronella o eucalipto.

 

 

Un aiutino da internet ma fate attenzione

Spesso cerchiamo modi per risparmiare tempo, modi per risolvere in fretta e furia il piatto che vogliamo preparare da soli, con il solito aiutino di internet, ma ci sono alcuni casi in cui questi consigli sono, letteralmente, pericolosi. Uno dei tanti è quello della preparazione “rapida” del famoso dolce di latte. Secondo molti il trucco sarebbe un gioco da ragazzi, basta prendere il barattolo di latte condensato e lasciarlo in una pentola d’acqua bollente. Al nostro ritorno, aprendo il barattolo di latta, il dolce di latte sarebbe già pronto. Giusto? No, per niente. Si rischia l’esplosione del barattolo, e il latte e l’acqua bollente, sporcando dappertutto, potrebbero ferire qualcuno. Ecco un altro trucco da cucina che può riservare brutte sorprese: il toast al formaggio fatto direttamente con il tostapane. Ci sono video e articoli che consigliano di fare una cosa all’apparentemente sensata. Grigliare pane e formaggio insieme mettendo il tostapane su un lato e poi inserendo il pane già ben farcito di sottilette Cosa potrebbe andare storto? Potremmo causare un incendio. Tant’è che è successo Oppure, perché non cuocere una omelette in modo velocissimo? Basta sbattere le uova e metterle dentro a una busta di plastica trasparente e ben chiusa, e farla bollire nell’acqua. In questo modo, mettendo più buste nella stessa pentola, otteniamo tante “omelette” in meno tempo. Peccato che la plastica, bollita, rilasci sostanze cancerogene e dannose per l’organismo. Ma il trucco più pericoloso in cucina, tra tutti quelli diventati virali online, è sicuramente aprire il vino con la fiamma ossidrica. La teoria sostiene che riscaldando il collo della bottiglia all’altezza del tappo di sughero, questo si espanderebbe e verrebbe fuori da solo, un po’ come succede quando la pressione fa saltare il tappo di uno spumante. E invece non succede e  con grande sorpresa di chi ha provato questa combinazione di vetro, vino e fuoco  la bottiglia esplode. C’è anche chi ha provato a fare la stessa cosa coi fornelli, piazzando il collo della bottiglia sulle fiamme su cui di solito si fa il caffè, ma il risultato è uguale: vetro e vino dappertutto. Il più diffuso tra i trucchi pericolosi è quello diventato virale con un video intitolato “come si usa davvero lo scolapasta”. Che, ovviamente, è un video che mostra un modo sbagliato di usare lo scolapasta. Anziché poggiarlo all’interno del lavello della cucina, il trucco starebbe nell’inserire lo scolapasta nella pentola e poi, tenendolo dentro, piegare la pendola facendo fuoriuscire l’acqua si rischia però di bruciarsi nel caso lo scolapasta, sotto la pressione della pasta, scappi via dalle mani. Ma non solo, c’è anche il rischio che la plastica si sciolga a contatto con la pentola.

Congelare si……ma non tutto…..

Il congelatore è indispensabile nelle nostre cucine. Ci permette di conservare i cibi a lungo e di consumarli in un momento successivo. Attenzione però  a conservare gli avanzi nella ghiacciaia. Alcuni alimenti infatti non dovrebbero mai essere congelati poichè al momento dello scongelamento risulterebbero immangiabili perché diventati mollicci.  Si tratta principalmente degli alimenti molto ricchi di acqua. Le patate non devono essere congelate, né crude né cotte. Conservatele invece nel loro sacchetto in un luogo fresco e asciutto. Evitate di congelare i formaggi morbidi come la ricotta. E’ possibile invece conservare in freezer i formaggi duri e semi-duri: avvolgeteli nella pellicola trasparente o inseritelo in una busta per congelatore e lasciatelo in freezer per non più di 6 mesi. Pasta e riso già cotti, dopo il congelamento, alterano il loro sapore e la consistenza. Le insalate  e le altre verdure a foglia verde sono molto ricche di acqua e, una volta scongelate, perdono croccantezza e sapore. Evitare anche di congelare finocchi, cetrioli e sedano. Se non riuscite a consumare dei pomodori ormai troppo maturi, utilizzateli per preparare un buon sugo per la pasta e congelare casomai quest’ultimo. Anche la frutta è composta in larga parte da acqua e quindi non può essere congelata, specie mele, uva, anguria, ananas e melone. Non è possibile congelare salse come la maionese o il ketchup. Sia il latte che la panna modificano la loro consistenza durante il congelamento. Se mettete le uova nel congelatore, il liquido interno, a causa delle basse temperature, si espande e il guscio si rompe, quindi meglio evitare

 

Belli e buoni

Magari siete abilissimi a preparare torte, biscotti e dolci al cucchiaio ma non sapete come impiattarli per servirli al meglio ai vostri ospiti. Non è poi così difficile, spesso basta riesumare gli antichi accessori, oltre che gli antichi sapori ! Provate, ad esempio, a presentare il vostro tiramisù non nella tipica coppetta ma in una barattolo di vetro, uno di quelli in cui la nonna metteva la marmellata appena fatta, con il tappo a chiusura ermetica: basterà decorare il contenitore con un nastrino e non vi servirà altro per rendere il vostro dessert davvero speciale. Un’altra idea? Sistemate una fetta di torta al cioccolato su un lato del piatto, guarnitela con un lampone e decorate l’altra metà del piatto con un ciuffo di crema chantilly, lasciando il centro libero per una spennellata di salsa alla frutta con cui potrete anche osare una firma d’artista o qualunque altra cosa vogliate scrivere o disegnare: il piatto sarà così bello da far venir voglia di lasciarlo intero! Se decidete di preparare le porzioni per ogni ospite scegliete sempre un piatto capiente e cercate di disporre le pietanze distanziate l’una dall’altra, con la vostra preferita al centro e le altre intorno, optando per quantità capaci di sfamare ma al tempo stesso senza esagerare per dare comunque un’impronta elegante al piatto. Bastano pochi elementi disposti in modo ordinato, il più possibile colorati e dalle forme varie e fantasiose. Adesso tocca a voi, buon divertimento!

 

In cucina con i bambini

Torniamo a parlare dei piccoli di casa e di come trovare le giuste ricette e i giusti giochi culinari per passare del tempo in cucina in loro compagnia. Tra educazione e divertimento. Cucinare insieme può essere un modo per imparare a scoprire le tradizioni degli altri Paesi e per aprirsi a nuovi mondi culturali. Perché quindi non provare a cucinare le chapati indiane o le tortillas di mais del Perù? Usate come sostitutive del pane, sono molto semplici da preparare e permettono di viaggiare anche solo con la mente. Per le chapati si usa la farina integrale: chiedete ai piccoli di versarla in una ciotola e pian piano di unire un po’ alla volta dell’acqua fredda. Poi insieme lavorate l’impasto con le mani, fino a farlo diventare una palla compatta. Lasciate riposare per 15 minuti e poi dividetevi i compiti. Gli adulti stendono l’impasto e i piccoli gli danno la forma. Con delle tazze chiedete ai bimbi di ricavare tanti dischi. Cuocete per pochi minuti in una padella antiaderente senza olio. Una volta pronti divertitevi a farcirli seguendo la fantasia e le voglie dei bambini. E nel frattempo? Cercate delle favole indiane: raccontatele e chiedete loro di inventarne di nuove, magari a partire dai chapati. Un esempio? “Quel giorno Sasha, tornando da scuola, sentì un profumo di chapati provenire dalla cucina…”.La cucina diventa così anche uno strumento di integrazione e di scambio, e soprattutto di apprendimento. Infine, perché non aggiungere alle specialità etniche un buon dessert della tradizione italiana? Cucinate con i bambini un ottimo Preparato per Bônet con granella e caramellato cameo e godetevi del tempo in famiglia!