Il giorno più lungo

Da domani e nei giorni a seguire, la durata delle ore diurne sarà massima, mentre quella delle ore notturne minima. Esattamente il contrario di quello che succede nei giorni intorno il solstizio d’inverno. Il 21 giugno i raggi solari arriveranno sull’emisfero settentrionale del nostro pianeta, quello in cui si trova l’Europa, con il minimo dell’inclinazione e per più tempo: avremo quindi maggiore irraggiamento. Questo è dovuto all’inclinazione dell’asse terrestre rispetto al piano di rivoluzione della Terra: l’asse terrestre è inclinato infatti di 23,5° rispetto al piano di rivoluzione. Nel giorno del solstizio d’estate il Sole raggiunge l’emisfero boreale con il minimo dell’inclinazione. Questo significa raggi “più forti” e maggiore insolazione, pronti per le vacanze il mare la montagna borsa, cappello, protezione e si può partire per un estate TOP!

Ecco come fare la pizza fatta in casa senza lievito.

Buona e gustosa  ugualmente, anzi alcuni la trovano addirittura più buona dell’originale, di sicuro è più leggera. Ma cosa sostituisce il lievito? Il bicarbonato. Ne basta un cucchiaino e il gioco è fatto. Per preparare la deliziosa e leggerissima pizza fatta in casa, senza lievito, bisogna versare in una ciotola la farina, il bicarbonato, lo zucchero e mescolarli, per poi aggiungere un bicchiere d’acqua con un pizzico di sale e qualche cucchiaio d’olio. Dopo aver lavorato il tutto e ottenuto un impasto, va tenuto a riposo per un’ora, steso all’interno di una teglia oleata e fatto riposare per un’altra ora. Quindi si condisce la pizza con la salsa di pomodoro e si inforna e, poco prima di fine cottura, si aggiunge anche la mozzarella a pezzetti. Ecco tutti i passaggi. Farina 00 400 g Passata di pomodoro 300 ml Mozzarella 200 g Zucchero 2 cucchiaini Bicarbonato di sodio 1 cucchiaino Acqua 200 ml Olio extravergine d’oliva qualche cucchiaio Sale 1 pizzico Basilico q.b. Preparazione Setacciate la farina in una ciotola e aggiungete bicarbonato e zucchero. Versate l’acqua, lolio e aggiustate di sale. Impastate per 15 minuti e poi coprite e tenete da parte per un’ora. Tagliate la mozzarella a pezzetti. Ungete una teglia con poco olio e stendete l’impasto e fate riposare per un’ora. Condite la pizza con la salsa di pomodoro e infornate a 190° per 10 minuti. Aggiungete la mozzarella e fate cuocere altri 5 minuti. Buon appetito!

Basilico in casa

ll basilico è una delle erbe aromatiche più amate nella cucina, ed è anche una delle piante più comuni da vaso su terrazzo o in giardino per garantire l’approvvigionamento quotidiano del suo sapore, magari per concederci un piatto di spaghetti pomodoro e basilico. Tuttavia, se si prova a coltivare il basilico in casa, è probabile che si incappi nel declino della piantina dopo pochi giorni, o comunque nella mancata ricrescita delle foglie. Ecco alcune indicazioni che potrebbero risolvere i dubbi sul perché questo accada. Innanzitutto, il basilico è una pianta annuale, ossia il suo ciclo di vita consiste nel nascere a primavera, fiorire ed essere rigogliosa durante i mesi caldi, appassire pian piano da ottobre/novembre fino al febbraio successivo. E’ quindi del tutto normale che esso, rispettando il proprio ciclo naturale, non produca foglie a dicembre. Inoltre, è una pianta che preferisce la vita all’aria aperta, che ha bisogno di molta luce, ma non diretta, di temperature dolci, di aria fresca: insomma è tendenzialmente una specie che in vaso può stare tranquillamente, ma sul terrazzo. Se si acquistano i semi per farli germogliare a casa è preferibile farlo nei mesi di marzo e aprile, mentre se si acquista una piantina questa va subito travasata, possibilmente cambiando il terriccio con uno di qualità senza dimenticare il sempre utile strato di argilla espansa sul fondo del vaso. La piantina va posta in un punto della casa molto esposto alla luce, non diretta, avrà bisogno di luce 6-10 ore al giorno. Il terriccio deve essere sempre umido ma senza ristagni, quindi va annaffiata 1 volta al giorno ma in maniera molto moderata. Riguardo alla temperatura, si deve tener presente che il basilico non ama il freddo e difficilmente resiste sotto i 10 gradi: sono da evitate quindi sbalzi di temperatura repentini, come anche la vicinanza ai termosifoni.La pianta va potata quando raggiunge circa i 15 cm di altezza e quando sopraggiungono le infiorescenze vanno tagliate. Con questi accorgimenti la piantina sarà più rigogliosa e forte.

Il riccio

Il riccio è un mammifero notturno che si muove attraverso siepi e altri sottoboschi alla ricerca del suo cibo preferito. I ricci si nutrono di piccole creature e parassiti come insetti, vermi, millepiedi, lumache, topi, rane, lucertole, uova e serpenti. Questo tipo di dieta ha rivendicato al riccio di terra la reputazione di “amico del giardiniere”. Infatti, in questo modo il riccio svolge un ruolo cruciale nella bellezza dei nostri giardini. Spesso il cibo distribuito per cani e gatti nei giardini fornisce anche un pasto per il nostro simpatico animale. Il riccio è un mammifero che ama bacche, ghiande, frutta e soprattutto le mele come alimentazione. Inoltre, i ricci sono intolleranti al lattosio. Dunque per poterlo dissetare, è sufficiente lasciare una ciotola con dell’acqua e rispettare alimentazione del riccio. Prestate molta attenzione troppo spesso, infatti, i ricci e i porcospini muoiono investiti dalle auto, in particolare nelle ore notturne, quando gli automobilisti se li ritrovano improvvisamente davanti

I veri polmoni della terra

È facile pensare alle foreste terrestri come ai “polmoni verdi” del pianeta. Gli alberi producono ossigeno, il gas che tutti noi respiriamo, ma in realtà non sono gli unici organismi a fare la fotosintesi clorofilliana. Otre la metà dell’aria respirabile non proviene dalla terra, bensì dai mari e dagli oceani e ciò è possibile grazie ad alcuni tra gli organismi più piccoli al mondo: le alghe e i cianobatteri. Potremmo dire che i veri polmoni della Terra non sono solamente verdi…ma anche blu! Gran parte dell’ossigeno atmosferico proviene dai mari, non dalla terra Sapete da cosa è composta l’aria che respiriamo? È data da un mix di gas presenti in quantità variabile e, nello specifico, dal 78% di azoto, dal 21% di ossigeno e dalla restante parte di altri i gas – tra i quali l’anidride carbonica. Ma vi siete mai chiesti da dove deriva l’ossigeno che respiriamo? Chi lo produce e come? Tutti gli organismi che fanno la fotosintesi clorofilliana producono ossigeno: non solo piante, quindi, ma anche alghe e cianobatteri e tutti gli esseri viventi in grado di auto-prodursi il nutrimento di cui hanno bisogno tramite questo processo. Usano l’energia del Sole per trasformare l’anidride carbonica atmosferica e l’acqua che assorbono dall’ambiente in zucchero e ossigeno, grazie ad un complesso processo che coinvolge le molecole di clorofilla.Con lo zucchero si alimentano e si mantengono in vita ma l’ossigeno per loro è uno scarto, ecco perché viene rilasciato nell’ambiente. Oggi sappiamo che più della metà dell’ossigeno del pianeta proviene dai mari e dall’oceano e, più precisamente, dal suo strato più superficiale chiamato “zona fotica”. Rispettiamo questa vastità di acqua che ci fa vivere meglio

Tradizioni irrinunciabili

Classica, contemporanea o colorata, quella del pic nic è una tradizione irrinunciabile fin dal primo tepore primaverile. Dal più autentico dei cestini in vimini, al pratico zaino porta pranzo termico realizzato con materiali riciclati, disponibile in tanti colori; passando per il bauletto con il separatore interno per dividere i cibi e conservarli L’allestimento all’aperto si può completare con i set per la tavola dai colori vivaci ma anche con accessori in vetro e tanti altri materiali adatti per l’uso quotidiano in cucina o in tavola, indoor e outodoor. Se poi ci si attarda verso le ore serali, si può illuminare  con la lanterne in vimini o ceramica  . Mangiare all’aperto è anche sinonimo di barbecue: allora via a mega grigliate con carne e verdura a volontà un buon bicchiere di vino e tanta allegria … che l’estate abbia inizio

La pizza è calda, appiccicosa, deliziosa e… pericolosa

Calda o fredda, rossa o bianca, farcita o semplice, se ne parla in tanti termini, ma probabilmente mai di pizza pericolosa. E invece, il piatto forte del Bel Paese che fa impazzire anche gli americani è anche questo. Sembra infatti che ben 2.400 cittadini statunitensi siano finiti in ospedale a causa della pizza. Perche’ parliamo di pizza pericolosa La Commissione sulla sicurezza dei prodotti dei consumatori degli Stati Uniti mette in guardia gli americani. La pizza è calda, appiccicosa, deliziosa e… pericolosa. Ebbene sì, non bisogna mai dimenticare che anche le cose migliori della vita possono essere rischiose. E non stiamo parlando di pericoli legati alla linea o al colesterolo, come si potrebbe intuire. Ma di veri e propri rischi per la salute, con conseguenze anche importanti. Nella sua ultima serie di dati, la CPSC esplora ogni tipo di danno impensabile. Ne deriva una stima per molti versi sorprendente. Ad esempio, sembra che migliaia di persone siano state vittime di lesioni legate alla pizza. Dunque i motivi principali per cui la pizza ha inviato persone al pronto soccorso sono stati i tagli e le ustioni. la sicurezza alimentare. Quando parliamo di “sicurezza alimentare” di solito intendiamo il modo in cui la carne e i prodotti vengono gestiti nei ristoranti e nei negozi di alimentari. Non ci verrebbe mai in mente di pensare ad una pizza pericolosa, capace di provocare ustioni e lesioni. E invece, in America, molte persone si sono ferite tagliando o afferrando e mordendo un pezzo di pizza bollente. Altre scivolando e cadendo mentre trasportavano pizze, oppure entrando e uscendo da pizzerie,un dato buffo, ma non troppo,è innegabile che pensare alla pizza come un alimento capace di ferire può apparire buffo. E alcuni potrebbero ritenere i risultati di questa ricerca inverosimili. In realtà, se pensiamo a quante persone mangiano la pizza, questo numero di incidenti appare persino basso.