Risotto con le mele

Il frutto più classico, diffuso e comune è anche uno dei più benefici e salutari: la mela è davvero un concentrato di benessere che non dovrebbe mai mancare dall’alimentazione. Verde, rossa, gialla, la mela è protagonista di miti e leggende, simbolo utilizzato nella mitologia, nell’arte, nelle narrazioni popolari, nelle favole, da Biancaneve a Guglielmo Tell, da Adamo ed Eva a Isaac Newton. Frutto per antonomasia, è anche un’alleata della salute tra le più efficaci in natura Ideali anche per speciali primi piatti tra questi  il risotto alle mele, come  si realizza?  Sbucciando le mele privandole del torsolo e tagliandole a dadini per poi cuocerle con il riso insaporito da vino aglio e cipolla, al termine si uniranno panna e parmigiano grattugiato. Ecco i passaggi per il risotto alle mele. Mondate le mele, sbucciandole ed togliendo il torsolo con l’apposito strumento. Tagliate a dadini e sbollentatele brevemente. Irroratele con il vino bianco. Preparate un trito fine con cipolla e aglio, fatelo imbiondire in burro e olio. Aggiungete il riso e mescolate, tostandolo un po’. Unite i dadini di mela con il vino e il limone. Mescolate finché il vino risulti totalmente evaporato. A parte, tenete in bollore il brodo. Aggiungete il brodo a poco a poco, mescolando ad ogni aggiunta. A due terzi di cottura mantecate con la panna e il parmigiano reggiano grattugiato. Regolate di sale, spolverizzate con il pepe di Caienna e servite su piatti caldi, decorando con fettine di mela.

Un antipasto sfizioso dolmadakia…… foglie di vite ripiene

Le foglie di vite ripiene, in Grecia, terra d’origine di questa ricetta, vengono chiamate dolmadakia . Ecco come realizzare questo antipasto Sbollentate le foglie di vite fresche e lasciatele sgocciolare. Se sono conservate, invece, sciacquatele in acqua calda ed asciugatele. Mescolate accuratamente la carne tritata, il riso, la cipolla pulita e finemente tritata, il sale, una macinata di pepe, il prezzemolo, l’aneto, l’olio ed un paio di cucchiai di acqua. Stendete quindi su un telo le foglie di vite con il lato lucido rivolto verso il basso, e ponete una cucchiaiata di ripieno su ciascuna foglia, ripiegatene i bordi ed arrotolate Sistemate quindi questi involtini in una teglia, bagnateli con una tazza di acqua calda e con il burro fuso, schiacciate con un piatto, coprite e tenete in forno a 150° per circa 1 ora. Per la salsa di accompagnamento: unite alle uova il succo di limone, mescolando fino ad ottenere un composto spumoso ed aggiungete, poco alla volta, una tazza di acqua calda a fuoco lento sino a quando la salsa si sia addensata. Unire infine il prezzemolo tritato. Quando sarete pronti coprite i dolmadakia con la salsa e servite con il vino. Una variante di questa ricetta prevede l’uso delle foglie di lattuga che andranno preparate allo stesso modo delle foglie di vite.

Hai bevuto un bicchiere di troppo attenzione potresti finire in “cella”

Attenzione a bere qualche bicchiere di vino o qualche cocktail di troppo, potreste finire una notte in cella per far passare la sbronza…Non capita in Italia ma in qualche parte del mondo si. Non capisco dice il commissario capo perché il sistema sanitario o la polizia devono accollarsi la spesa per occuparsi di qualcuno che ha scelto di sbronzarsi fino a non essere più in grado di badare a se stesso”. In un momento di tagli feroci anche ai bilanci della polizia, molti graduati colleghi in tutto il paese hanno appoggiato la proposta di Lee. Il primo ministro Cameron è d’accordo con le celle dei ciucchi, già funzionanti negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei, ma finora non ha mai detto di voler fare pagare il conto agli ospiti. Spinto dalla nuova popolarità il commissario capo Lee incalza: “Perché non affidare queste celle per ubriachi a una azienda privata che si prenda cura di loro finché non sia passata la sbronza? All’uscita dovranno pagare una multa e i costi alla compagnia, che spesso non sono bassi. La cosa funzionerebbe anche come deterrente”: Si calcola che tenere una persona sbronza in cella per una notte costa alla polizia dalle 300 alle 400 sterline, più che una notte al grande Hotel, mentre la multa che si applica di solito in questi casi è di 80 sterline. L’anno scorso hanno pagato la penale 31 mila persone, anche non si sa quanti di loro hanno dovuto passare dormire in cella. La cella per i ciucchi è stata inventata in America. Chick Rose, in California, che lavora con il comune, ha detto alla Bbc che da loro non ci sono celle, “abbiamo stanze dove bisogna rimanere per almeno 4 ore. Coperte, cuscini e materassi sono sul pavimento in modo che nessuno possa farsi male cadendo”. La polizia è molto contenta perché portare un ubriaco, o un drogato, al centro è un affare di dieci minuti, mentre portarlo in carcere è una lunga procedura burocratica che può durare delle ore, del resto la causa di centinaia di incidenti con anche cause mortali spesso è lo stato di ubriachezza

 

 

Chianti Classico in festa

Il Chianti Classico è uno dei vini più nobili al mondo e si fregia del nome della terra da cui nasce, nel rispetto di norme severe che ne tutelano e garantiscono la qualità. È prodotto in 70 mila ettari di territorio compreso tra le città di Siena e Firenze, in un’area che abbraccia 8 Comuni: La produzione del Chianti Classico è regolamentata dall’ultimo disciplinare di produzione Ogni anno, durante il secondo fine settimana di settembre, tutti produttori del ‘Gallo Nero’, il simbolo del Chianti Classico DOCG, presentano i loro prodotti nella piazza principale di Greve in Chianti. Ogni azienda vitivinicola dispone del proprio stand espositivo per la presentazione dei propri vini e degli altri prodotti tipici come ad esempio l’olio d’oliva. E’ naturalmente possibile degustare i vini in esposizione acquistando un particolare bicchiere all’ingresso della manifestazione.Nel corso della manifestazione sono solitamente previsti molti eventi correlati come mostre d’arte e concerti. Questa manifestazione, è una vetrina a cielo aperto ed è un appuntamento imperdibile che attira nella scenografica piazza di Greve turisti ed estimatori del buon vino “Gallo Nero”.Oltre ai padiglioni di degustazione il sabato e la domenica saranno presenti diversi banchi ambulanti di generi alimentari che andranno ad aggiungersi ai ristoranti, alle trattorie ed ai punti di ristoro fissi. Con ancora queste giornate di sole è un appuntamento imperdibile

I nuovi gentleman

Quello che si profuma troppo, quello attillato, quello che si rimira allo specchio, quello che ordina per primo al ristorante. Quelli cioè passati di moda, perché «l’uomo cafone ha i minuti contati», L’«egoiste», esemplare millenario maschile, viene demolito a colpi di nuove regole. l nuovi gentleman ai tempi dell’ i Phone telefonino: c’è ma non si vede. «Il cellulare è come gli occhiali scuri: a tavola non è tollerato». Stesso vale per i social: all’uomo moderno non si vieta di esserci, ma di esserci troppo. «I social sono come il nudo: se si svela tutto, l’interesse cala». Altra regola: mai presentarsi snobbanti e nevrotici su Facebook twitter e simili. Non raccogliete le provocazioni, ma allontanate chi vi ha mancato di rispetto». Tra gli uomini che salgono ci sono quelli che rassicurano ma non soffocano, tra quelli che scendono i maschi che parlano troppo di denaro. «Al ristorante un vero gentiluomo non sceglie mai il vino più costoso, ma quello più ricercato», E a proposito: a una cena galante, chi paga il conto? «Dipende, ma comunque al primo incontro tocca sempre a lui». Aprire o no la portiera dell’auto, versare oppure no l’acqua e il vino: va detto, l’uomo vive spesso nel incertezza tra essere vintage o in alternativa maleducato. «In parte è vero, i maschi moderni sono un po’ schiacciati dalle aspettative contrastanti delle loro signore, ma a volte fanno i furbetti e si costruiscono l’alibi della confusione». Dove non ci può essere incertezza è il lavoro: «Il gentiluomo sa che i colleghi sono persone con cui costruire un rapporto di rispetto, ma che non diventerà mai confidenza.

Una super uva resistente ai parassiti

La prima vendemmia sui Colli Euganei di uva resistente ai parassiti  e che dunque non necessita di trattamenti con pesticidi è stata fatta grazie alla oculatezza dell’azienda Parco del Venda, che ha piantato 4mila “super viti” nei propri vigneti. Le piante sono di varietà selezionate dagli scienziati dell’Istituto di genomica applicata, che attraverso centinaia di incroci hanno ottenuto viti in grado di resistere a fitopatologie diffuse come l’oidio o “mal bianco” una malattia causata da funghi ascomiceti e alla peronospora causata da protisti. Il risultato è un vino sostenibile e amico dell’ambiente, dato che non necessita di alcuni tipo di intervento con antiparassitari. Un progetto che ha avuto inizio qualche anno fa e che oggi si concretizza nella raccolta delle prime uve a bacca rossa…Ad annunciarlo con orgoglio la stessa azienda sui propri profili social, ma anche la Coldiretti che ha rilasciato un comunicato stampa per celebrare l’evento. Gli scienziati dell’ateneo di Udine hanno sviluppato dieci varietà di queste viti, tutte coperte da brevetto europeo; quelle coinvolte nella prima grande vendemmia di successo in Veneto sono le Merlot Khorus e Cabernet Volos, contraddistinte da uve a bacca rossa. Toniolo ha dichiarato che per stappare le prime bottiglie di vino sarà necessario attendere il 2019, tuttavia l’uva raccolta nella terza settimana di agosto “sta già regalando i primi profumi e un colore molto intenso”. Insomma, ci sono tutti i presupposti per un buon vino “nel totale rispetto della natura