I crudisti cosa c’è da sapere

I crudisti sostengono che gli alimenti crudi, o trattati a non più di 42-45 gradi, conservano intatti i principi nutritivi: vitamine, minerali, oligoelementi e soprattutto enzimi. Consiglio sempre di mangiare almeno una porzione di verdura e ortaggi crudi durante il giorno perché tutto ciò che è crudo è più vivo, spiega Nemi, nutrizionista. Nel cibo crudo ritroviamo integre tutte le sostanze nutritive e vitali, le vitamine, i composti fitochimici, i sali minerali che consentono al nostro corpo di mantenere la completa salute. Anche chi non è crudista mangia frutta e verdura cruda. La principale misura preventiva riguardo il loro consumo  è il lavaggio accurato in acqua potabile, magari spazzolandole bene ed eliminando parti deteriorate o scure che possono nascondere batteri. È consigliabile usare dei taglieri diversi da quelli usati per carne e pesce, proprio per evitare contaminazioni .Mentre sui benefici per la salute del mangiare verdure e ortaggi crudi non ci sono dubbi, qualche perplessità sorge in merito a pesce e carne. Consumare la carne cruda può essere piacevole soprattutto d’estate, ma tartare, carpaccio e altri tipi di carne cruda possono nascondere insidie per la salute La cosa più importante da verificare al momento dell’acquisto della carne è che sia stato mantenuto il rispetto delle temperature, ovvero che non sia stata interrotta la catena del freddo necessaria alla conservazione del prodotto. Bisogna limitare l’esposizione dei cibi a temperatura ambiente prima del consumo, è importante mantenere separato il crudo dal cotto anche nel frigorifero per evitare contaminazioni batteriche, proprio perché parassiti e batteri si moltiplicano più facilmente con le alte temperature della stagione calda . Inoltre, meglio consumare le tartare immediatamente senza farle rimanere troppo a temperatura ambiente o magari sotto il sole.Infine il pesce Anche chi non è crudista, ma ama la cucina etnica lo mangia crudo tant’è vero che in Italia sono sorti tanti ristoranti Sushi.  Il rischio del pesce crudo è legato alla presenza di Anisakis, un parassita presente nelle viscere di alcuni pesci  che può trasferirsi nelle carni dopo la morte dell’animale e trasmettersi così all’uomo Combattere l’Anisakis non è facile perché si tratta di un parassita piuttosto resistente. Che fare, dunque, se si vuole mangiare pesce crudo? “Il primo passaggio da effettuare per limitare la presenza di Anisakis è eviscerare il pesce il prima possibile, bisogna effettuare il dovuto trattamento di bonifica, tenerlo, cioè, a una temperatura di -20°C per almeno 24 ore.

Dedica un po di tempo a te

Rilassarsi, oramai è diventato difficile e spesso, anche se abbiamo del tempo disposizione, non riusciamo a staccare la mente da bollette, appuntamenti, lavoro, famiglia, ecc. Dedicare a noi stessi almeno 30 minuti al giorno, ci rende persone migliori e la nostra vita migliora di conseguenza. Fermati in un luogo silenzioso e se possibile all’aperto a contatto con la natura. Vai in giardino e  prenditi un po’ di sole. Ne basta veramente poco. 20 minuti di sole al giorno ci permettono di produrre vitamina D indispensabile per le ossa e il cervello. Bevi qualcosa di buono e nello stesso tempo rilassante, come una gustosa tisana alla malva, un the. Evita i mezzi pubblici e l’automobile. Cammina!Circondati di cose belle e frequenta luoghi tranquilli. Ascolta la tua musica preferita. Se lo stress è molto, chiudi gli occhi e concentrati sul respiro e sulla pancia che si sgonfia e gonfia. Dopo pochi minuti noterai che la mente incomincerà a liberarsi, principalmente nel momento dell’inspirazione. Colora. Compra un libro di Mandala indiani e colorali. Spegni il telefono, fisso e cellulare, spegni tv e ogni oggetto che potrebbe disturbare la tua quiete. Impara ad ascoltare il silenzio. Ricordati che i problemi non si risolvono sempre pensando ininterrottamente e quasi sicuramente stressarti  dietro ad ogni cosa non migliorerà la situazione. Quindi lascia andare i pensieri. Cerca di vivere una vita di qualità la vita è una… ora….adesso

 

Fermatevi e respirate per un’attimo

A volte le tecniche più semplici sono anche le più efficaci.  È il caso della “pratica dei tre respiri“. In condizioni normali, la nostra mente si allontana  e perdiamo del tutto il contatto con il nostro corpo e con il qui e ora. Quando ce ne accorgiamo, possiamo solo arrestarci per qualche istante e fare tre respirazioni, con calma.Tutto qui. L’interessante di questa pratica è la sua facilità: è breve e semplice e la si può ripetere molte volte, nel corso della giornata, a prescindere dall’umore, senza ricorrere a uno sforzo intenso o prolungato. Si può praticare in varie situazioni.  Ogni volta che stai per compiere una certa azione cucinare, recarsi in ufficio, entrare in casa, sederti a tavola per mangiare, andare in giardino, fermati un attimo, e per tre respiri completi riprendi semplicemente il contatto con il tuo corpo e la tua mente.Ogni volta che “riprendi coscienza” per un attimo  cioè che emergi dai pensieri e dalla distrazione formula l’intenzione di restare lì almeno per la durata di tre respiri completi. Porta la cognizione sull’ intera esperienza del momento, comunque essa sia. Se è ad esempio una condizione di impazienza, limitati a sentire la qualità intensa dell’esperienza del momento presente, inclusa l’impazienza, senza volerla cambiare. Abita solo l’esperienza per la durata di tre respiri completi.Ogni volta che ricadi in una delle tue solite abitudini compulsive, come fantasticare, navigare in internet o tenerti molto occupato, vieni a patto con l’io, stabilendo di tornare alla realtà solo per tre respiri, per poi essere disponibile  a riprendere il comportamento abituale. Se ad esempio sei davanti al computer, passando distrattamente da una cosa all’altra e ingannando il tempo con attività compulsive. Se ti “svegli” per un attimo e ti accorgi di cosa stai facendo. Fermati e, per la durata di tre respiri completi, fai piena esperienza della compulsione. È un’esperienza fisica, che comporta un senso di accelerazione e di energia nel corpo. Ma non devi spezzare la compulsione, bensì sentire il disagio che motiva il comportamento compulsivo. Quando ti trovi nel mezzo di un’esperienza dolorosa e angosciosa, vieni a patti con le resistenze dell’io, dicendogli che starete con il disagio solo per la durata di tre respiri, dopodiché potrete decidere a cosa rivolgere l’attenzione. Il “patto” si può rinnovare più volte. Più entriamo volutamente in rapporto con questi attimi di sofferenza, più comprendiamo che rifiutare l’esperienza è più doloroso che sentirla appieno. Questi insegnamenti sono tratti dai monaci del monastero zen di Plum Village.

Foglie di banana come incarto

L’iniziativa arriva dalla Thailandia: un supermercato di Chiang Mai ha deciso di confezionare i prodotti del reparto ortofrutta fasciandoli nelle foglie di banana. Un’idea “eco friendly” che ha ricevuto immediato successo: le foto di frutta e verdura imballate nelle foglie verdi che sono finite sui social, ottenendo i “mi piace” entusiasti degli utenti. Le immagini sono belle da vedere e i prodotti acquistano maggior freschezza. Le foglie, inoltre, sono senza pesticidi, come riportato sull’etichetta. L’idea è stata ripresa anche in Vietnam, dove alcune grandi catene di supermercati , hanno iniziato a confezionare gli ortaggi con le foglie di banana. Un portavoce della catena Lotte Mart ha spiegato alla stampa che i nuovi imballaggi sono ancora in fase di prova, ma il progetto è quello di sostituire definitivamente la plastica in tutti i punti vendita del Paese. Oltre a confezionare frutta e verdura, Lotte Mart ha intenzione di usare le foglie di banana anche per la carne

Gli involucri della birra diventano commestibili

Un’idea geniale e innovativa. Un birrificio americano ha trovato un modo davvero innovativo di produrre imballaggi  che pur essendo biodegradabili e non inquinanti per l’ambiente sono resistenti e funzionali al trasporto delle lattine di birra Si tratta degli anelli, solitamente realizzati in plastica, che tengono insieme le confezioni di lattine di birra da sei. Un’azienda della Florida che produce birra artigianale, la Saltwater, ha deciso di realizzarli in grano e orzo, un materiale biodegradabile al 100% e commestibile dagli animali, che all’apparenza assomiglia ai cartoni delle confezioni di uova.Si chiamano “Edible Six Pack Rings” gli anelli prodotti dalla Saltwater che, se dovessero finire in mare, possono essere mangiati dai pesci e dalle tartarughe, senza causare i danni dell’inquinamento da plastica. Gli stessi involucri, se non dovessero essere mangiati, si scioglieranno comunque nel giro di due o tre mesi, sia che finiscano in acqua sia che rimangano sulle rive del mare Gli anelli di plastica delle confezioni spesso finiscono nell’oceano, creando un vero pericolo per uccelli, pesci e tartarughe. Questo tipo di imballaggi, infatti, possono ferire e uccidere gli animaliEvitare la dispersione della plastica nell’ambiente è dunque un’esigenza molto sentita, specie negli Stati Uniti, visto l’elevato consumo di lattine di birra, anche in spiaggia.Utilizzare confezioni ecologiche e biodegradabili è una tendenza che si sta affermando sempre di più in tutto il mondo. Ricordiamo il caso dei supermercati in Asia che hanno sostituito sacchetti e confezioni di plastica con le foglie di banana

 

Prescrizioni di natura

Siete convinti che una passeggiata nella natura sia un vero rimedio? Non siete i soli. I medici scozzesi hanno iniziato a prescrivere attività nella natura, a partire dalle passeggiate, come cure e trattamenti per i loro pazienti. A partire dall’inverno scorso, i benefici che la natura offre all’uomo sono stati riconosciuti come una vera medicina. Succede a nord della Scozia. Grazie all’esito positivo di una sperimentazione dell’anno scorso, è stato firmato un accordo che permette ai medici di prescrivere attività a diretto contatto con la natura come vera e propria cura per i loro pazienti. Ora il sistema sanitario scozzese può prescrivere per alcuni pazienti le cosiddette “prescrizioni di natura”. Così, per chi è affetto da malattie croniche come ansia, depressione, diabete e ipertensione, i medici potranno prescrivere “dosi” di natura insieme alle terapie tradizionali. Giardinaggio, ascolto dei rumori dell’ambiente naturale, passeggiate nei boschi o sul mare, raccolta delle conchiglie sulla spiaggia, o andar per funghi… sono solo alcune delle naturali prescrizioni. Le “pillole di natura” non sostituiscono i farmaci tradizionali. Tutte le attività prescritte sono pensate per affiancare le terapie classiche, con lo scopo di migliorare la salute fisica e mentale dei pazienti.Il progetto punta al riconoscimento dei benefici sul piano fisico che le persone traggono dalla vicinanza con la natura. Dalla riduzione della pressione sanguigna all’abbassamento dei livelli d’ansia, i numerosi vantaggi che si riscontrano dal contatto con l’ambiente circostante aiutano a renderci più felici. Come vi abbiamo già raccontato, il verde ha effetti positivi anche sullo sviluppo delle nostre capacità celebrali! “Perché non lasciarsi aiutare dalla natura? Una regolare vita all’aria aperta aiuta a ridurre il rischio di gravi patologie come tumori, diabete e ictus e a migliorare le condizioni psicologiche di persone che soffrono di ansia, insonnia e depressione. “Tutto questo è a libero accesso e gratuito.