Dimenticare le chiavi di casa

A ciascuno di noi sarà certamente capitato di perdere tantissimo tempo a cercare le chiavi di casa o dell’auto. Convinti di averle lasciate, come sempre, nel portachiavi o sulla consolle di fronte alla porta, dove però non le abbiamo più trovate. E allora eccoci a cercarle disperatamente, nei cassetti sopra i mobili in borsa sforzandoci di fare un passo indietro con la memoria per ricordare quel momento. Un classico, come in fin dei conti anche le dimenticanze relative al parcheggio dell’automobile nei grandi centri commerciali. Dimenticare le chiavi di casa, come l’esatto parcheggio dell’auto, sono dimenticanze comuni non necessariamente legate alla scarsa memoria. E nemmeno alla vita frenetica e sempre di corsa. Almeno non esclusivamente. Dunque questo farebbe pensare ad un problema legato essenzialmente al buon funzionamento della memoria. Ma più che di memoria, si dovrebbe parlare di carenza di attenzione. Il problema nasce infatti a monte: ovvero nel momento in cui abbiamo lasciato l’oggetto. Non si tratta quindi di concentrarci sul recupero del ricordo, ma sul suo immagazzinamento. Non riusciamo a ricordare dove avevamo messo le chiavi di casa, poiché non abbiamo mai registrato quell’informazione. Studi recenti stanno ora suggerendo che le persone anziane non hanno più probabilità di perdere le loro chiavi di casa e altri elementi solo per via della scarsa memoria, ma anche a causa della mancanza di attenzione. E così come gli anziani, anche i giovani hanno questo problema. Pensate a quante volte vi è capitato di mollare le chiavi sul tavolino con le buste della spesa ancora in mano, parlando al telefono. Il trucco è, quindi, tutto alla base. Quando poggiamo le chiavi di casa o parcheggiamo la macchina, concentriamoci senza distrazioni su questo luogo. Prestiamo attenzione all’azione che stiamo facendo, fermandoci un minuto a pensare. Un buon metodo è associare il luogo ad un’immagine, o ancora meglio creare una rima o una filastrocca.

Una piscina sul terrazzo

L’estate è arrivata, fa parecchio caldo in città e la voglia del mare e dell’acqua dove rinfrescarsi  sale ogni giorno di più, e così qualcuno ha pensato bene di trasformare il proprio terrazzo in una piscina. Stiamo parlando dell’incredibile foto che sta facendo impazzire il web e che in breve tempo è divenuta virale. Nell’immagine vediamo un bambino che si diverte nel balcone di casa trasformato ad hoc in una piscina, con tanto di fondo in plastica e acqua introdotta tramite un tubo.La foto probabilmente è stata scattata da un vicino divertito e allarmato per lo scenario che si è trovato davanti affacciandosi alla finestra. Nello scatto il piccolo sembra divertirsi parecchio nella sua piscina improvvisata e in breve tempo il fotogramma si è diffuso sui social. Tanti i commenti da parte degli internauti che hanno intavolato dei veri e propri dibattiti intorno alla foto. C’è chi trova l’idea di modificare il balcone in una piscina una “genialata” e chi invidia il bambino che sguazza nell’acqua. Molti si sono chiesti se si trattasse di un fake o di uno scherzo, ma nessuno è riuscito a dare una risposta concreta.In tanti si sono domandati se davvero sia possibile trasformare il terrazzo di casa in una piscina senza rischiare che crolli. Non è semplice rispondere alla domanda e così gli utenti di Twitter si sono scatenati con calcoli e supposizioni. Hanno tentato di misurare in qualche modo la superficie del terrazzo e la quantità d’acqua per capire se il bambino rischiava di fare una brutta fine oppure no. Per risolvere l’enigma è intervenuto anche un noto architetto e costruttore di San Josè che ha spiegato come i balconi realizzati in edifici residenziali nuovi riescano a reggere sino a 200 kg al metro quadrato. Considerando che un metro cubo d’acqua pesa mille chili il fatto che il balcone non sia ancora crollato è un vero e proprio miracolo.

Evitare di stirare

Ogni volta che vi girate verso il cestino della biancheria vi sentite male, montagne di capi da stirare vi stanno aspettando e voi non avete il coraggio di iniziare. Seguite qualche semplice consiglio per evitare la tintoria e l’accumulo di vestiti in attesa di eliminare pieghe e pieghette. Prima di tutto comprate il più possibile capi elasticizzati e tessuti tecnici. Teneteli divisi già nel cestino, quando li mettete in lavatrice, oltre a dividerli per tipo di tessuto e colore, fate attenzione al programma che scegliete. Sceglietene uno breve e con pochi giri di centrifuga. Molte lavatrici, poi, hanno l’opzione “stiro facile”, che riduce sempre la forza della centrifuga, lasciando i capi meno spiegazzati. Non appena la lavatrice avrà finito di lavare, togliete subito i capi e cominciate a stenderli, questo per evitare che rimangano appallottolati e si spiegazzino ancora di più. Ma attenzione: la centrifuga deve essere sempre bassa per evitare che i capi siano troppo strizzati. Quella di stendere poi è un’arte: non fatelo a casaccio; risiede proprio qui il trucco per evitare il ferro da stiro. Ogni panno o capo deve essere “sbattuto” per bene e da tutti i lati, come se voleste già da bagnati, eliminare le pieghe. Le camicie vano sbattute e preferibilmente stese su grucce. Mettete un tappetino sotto i capi stesi, o stendeteli in bagno  dentro la doccia: potrebbero sgocciolare. Le lenzuola e gli asciugamani vanno tirati con forza, ben piegati e messi ad asciugare di modo che rimangano un pochino aperti. Mettete i capi in ordine sullo stendino senza usare le mollette per evitare che rimangano i segni. Potete stendere direttamente alcuni abiti come i vestiti direttamente sugli appendiabiti in modo da dare già la forma. Una volta asciutti, stirate gli indumenti con le mani. Metteteli su una superficie dura e mentre li piegate tirateli, senza eccedere ma dando la forma e la tensione desiderata. Questa operazione risulterà più facile dopo aver leggermente inumidito i panni. Poi riponeteli nell’armadio, e nei cassetti oppure sotto un peso che gli conferisca forma e stiratura che gli avete dato.

Giornata Mondiale dei cani in ufficio.

Venerdì 23 luglio potrete portare il vostro cane in ufficio e nessuno vi potrà dire nulla. Vi state chiedendo perché? Il motivo è presto detto: in questa data si celebra la Giornata Mondiale dei cani in ufficio, si avete capito bene, non in casa ne in giardino,ma in ufficio.L’evento ha come scopo quello di sensibilizzare dipendenti e aziende riguardo l’importanza di avere dei pet in ufficio. La vicinanza del proprio amico a quattro zampe infatti non solo riduce lo  stress,ma aumenta anche la produttività e la soddisfazione, come hanno dimostrato numerosi studi.Spirito di collaborazione, positività e voglia di fare: il  cane in ufficio sarebbe secondo gli studiosi un vero toccasana. Per questo il 23 giugno è stato indetta la Giornata internazionale dei cani in ufficio con lo slogan Take your dog to work day”. L’idea di portare il proprio animale in ufficio non è una novità. L’iniziativa infatti venne lanciata nel 1996 dall’associazione Pet Sitter International (Psi) nel Regno Unito. In seguito, nel 1999, aderirono anche Stati Uniti e Canada. In questi paesi portare il proprio cane sul posto di lavoro è ormai un’abitudine consolidata tanto che in base ad alcuni dati un’azienda su cinque è pet friendly.Tante le aziende che ogni 23 giugno aderiscono all’iniziativa. Fra queste Purina, che ha anche lanciato il progetto Pets@work e il Gruppo Nestlé. Per convincere il proprio capo e l’azienda a prendere parte alla Giornata Mondiale dei cani in ufficio, basta snocciolare i dati diffusi dagli studiosi del Banfield Pet Hospital che hanno realizzato una ricerca su un campione di oltre mille dipendenti.Secondo i risultati il 93% dei volontari aveva ottimi benefici per l’umore e una riduzione dello stress grazie alla vicinanza di un cane. Lo studio ha anche dimostrato come la presenza di un pet in ufficio contribuisca ad aumentare l’attaccamento nei confronti dell’azienda e la motivazione nel lavoro in team e individuale.

 

Una scoperta che nasce per amore.

E’ il ‘muscolo di grano’. Che per nome, aspetto, consistenza e gusto evoca la carne ma è realizzato con un impasto a base di grano, una qualità pregiata, legumi, spezie, erbe aromatiche rosmarino, alloro, menta olio extravergine d’oliva, sale marino. Arriva dal mare della  Calabria, per la precisione da Isca sul mar  Ionio. Ho scoperto una cosa che è sempre esistita, racconta  Enzo Marascio, commercialista in pensione e oggi nonno a tempo pieno. Il grano ha da sempre cotenna, pelle e muscoli. Noi lo abbiamo scoperto 25 anni fa, Tutto nasce da alcuni problemi di salute e dalla necessità di rivedere l’alimentazione. Fu un medico a parlarmi del cibo come medicina e del seitan, in un’epoca in cui quasi non c’erano vegetariani. Da lì la messa al bando di grassi saturi, formaggi, carne: sono diventato un erbivoro, adattandomi con legumi e frumento. Da questo momento inizia la ricerca che culminerà nella scoperta del ‘muscolo di grano’. Marascio parte dal seitan, cercando un alimento più completo grazie all’aggiunta di legumi. Poi l’ingrediente indispensabile: l’amore per i  figli. Affinché non si sentissero esclusi per via delle scelte alimentari della famiglia. Così, dopo vari tentativi, sono spuntate fasce e striature muscolari. E’ stato un passaggio. Anche gli americani stanno cercando questa ‘muscolatura’, che io ho trovato più di 20 anni fa, ma è solo per amore che nascono le cose. Il risultato è stato un prodotto con l’attrattiva della carne, per aspetto, consistenza e gusto, e i pregi di un alimento vegetale. Dal punto di vista nutrizionale, il ‘muscolo di grano’ è una preparazione alimentare proteica priva di grassi e di colesterolo, con poche calorie ma con tutti gli aminoacidi essenziali. E’ ricco di ferro, zinco, potassio, calcio e magnesio. Il ‘muscolo di grano’, poi, può essere servito sotto forma di bistecche, roast beef, porchetta, prosciutti, salumi.

La tendenza di stagione porta in casa il profumo dei fiori

Il nuovo modo di addobbare la casa prende spunto da fiabesche location matrimoniali, dove i fiori inebriano i sensi e invece di essere posizionati sulla tavola vengono sospesi e inglobati a candelabri mozzafiato. La convivialità privata si fa quindi sempre più suggestiva e numerose sono le idee per aggiungere un tocco di enfasi alle occasioni speciali. Cesti sospesi. Prendete dei cesti di vimini e adagiate dentro a dei colorati bouquet di fiori, che andranno fissati alle maglie dei cestini. Capovolgete quest’ultimi e posizionateli appena sopra la tavola, su diverse altezze e il gioco è fatto. Bottiglie di vetro Vi basterà una piccola struttura in ferro come base sulla quale costruire la vostra composizione floreale. Scegliete lunghi fiori privi di foglie per questo tipo di decorazione. Cassetta capovolta. Con questa soluzione potrete giocare con le lunghezze dei fiori, che sembreranno cadere sulla tavola con estrema delicatezza. Giocate con colori e forme differenti per dare movimento al vostro centrotavola sospeso e color pastello per una resa straordinariamente semplice ma romantica. Super size Quando si tratta di fiori non bisogna mai aver paura di esagerare. Esagerate! Se avete voglia di lasciare a bocca aperta i vostri ospiti scegliete una composizione floreale sospesa che superi le dimensioni del tavolo stesso, invitando i commensali a sentirsi dentro ad un bosco incantato. Se  avete già a disposizione sulla tavola un candelabro potete pensare semplicemente di abbellirlo con fiori e foglie per dare un tocco di colore e particolarità alla struttura. L’idea è semplice ma decisamente vincente. Trionfo di colore la struttura a cappello resta una delle più suggestive: ricopritela interamente con l’edera e decorate solo la parte inferiore con fiori di ogni colore, per un centrotavola sospeso decisamente poetico. Total white Nella sua semplicità anche il centrotavola decorato con fiori bianchi diventa speciale quando viene sospeso! La base più adatta a questa tipologia di decorazione è la classica ghirlanda, ancor più bello se posizionato su un tavolo rotondo. Struttura a campana Questa tipologia è ideale per le tavole da matrimonio, ma facilmente riproducibile anche tra le vostra mura di casa. Vi sembrerà di pranzare sotto a un giardino sospeso fiorito e profumatissimo.

Come riposare bene se l’afa non dà tregua

Se c’è un momento della giornata dove il caldo è davvero insopportabile è quello del riposo. Passare la notte a rigirarsi nel letto a causa dell’afa è una vera tortura. Tuttavia a volte ignoriamo alcuni piccoli accorgimenti che potrebbero fare la differenza, e permetterci di dormire col caldo senza soffrirlo troppo.Se state leggendo un articolo su come riuscire a dormire col caldo probabilmente non avete l’aria condizionata in casa. Non preoccupatevi: è l’aria naturale che vi serve. Un ventilatore comune, economico, anche piccolino,poggiato su un mobile che muove la brezza darà un immediato sollievo. Non puntatevelo addosso, o rischiate di svegliarvi con la schiena bloccata. Fatelo girare e direzionatelo verso l’alto, in modo che crei un circolo d’aria nella stanza. Se potete, lasciate le porte e le finestre aperte non solo nella vostra camera da letto, ma in tutta la casa. In questo modo l’aria circolerà. Per dormire con il caldo occorrono lenzuola adeguate. Questo significa rigorosamente di cotone o di lino. Niente tessuti sintetici, niente seta. Le fibre naturali sono le vostre migliori alleate. E’ altamente improbabile che con il calore estivo indossiate un pigiama, ma se lo fate usate lo stesso riguardo. Qualcuno consiglia di mettere gli indumenti da notte in frigorifero per qualche ora prima di andare a letto. Vi darà sollievo per alcuni minuti, magari il tempo di addormentarvi. Rimanere idratati è importante per subire meno gli effetti del caldo. Bisogna bere molto, ma evitare bibite zuccherata che disidratano, e stare alla larga dall’alcool, uno dei più grandi alleati della sudorazione. Al contrario, oltre a bere acqua fresca può essere utile sorseggiare una bevanda tiepida prima di dormire anche d’estate vanno bene e tisane. L’ingestione di una cosa calda non occorre che sia bollente creerà un iniziale calore, ma una volta che la temperatura corporea sarà stabilizzata avvertirete meno il caldo esterno. D’altronde se i popoli del deserto bevono tanto un motivo ci sarà! Fate una doccia prima di mettervi a dormire. Ma non fredda. Il contrasto tra acqua fresca e aria calda vi farà soffrire ancora di più. Meglio una bella doccia tiepida, che vi darà maggiore sollievo una volta chiusa l’acqua.