Cosa non lavare in lavastoviglie

La lavastoviglie è senza dubbio un elettrodomestico indispensabile che spesso ci rende la vita più semplice. Grazie alla lavastoviglie non siamo costretti a passare ore a lavare i piatti e a sgrassare le pentole. Non tutto però può essere inserito in lavastoviglie, ci sono alcuni utensili e oggetti che devono essere lavati a mano poiché le alte temperature  potrebbero rovinare la loro superficie e non solo. Coltelli Sarebbe meglio lavare i coltelli, soprattutto quelli più affilati, poiché lavaggi frequenti in lavastoviglie potrebbero danneggiare questo tipo di posate andando ad intaccare le lame. Bicchieri di cristallo  I bicchieri di cristallo, devono assolutamente essere lavati a mano, perchè le elevate temperature della lavastoviglie potrebbero rovinarli. Oggetti e utensili di legno  Il legno può rovinarsi se entra a contatto con l’acqua. Oggetti ed utensili in legno devono senza dubbio essere lavati ma è meglio evitare di lasciarli a lungo a mollo. Pentole e altri oggetti in rame Questi oggetti vanno lavati a mano, magari lucidati con del limone. Evitate di inserire nella lavastoviglie pentole in rame poichè i detersivi più aggressivi e le alte temperature dell’acqua possono rovinare la loro superficie. Ceramica e porcellana Solitamente ceramica e porcellana possono essere inserite in lavastoviglie, se però avete piatti o tazzine decorate con disegni e ghirigori questi ultimi potrebbero rovinarsi. Barattoli di latta I barattoli di latta sono resistenti e possono essere utilizzati in svariati modi ma è bene evitare di lavarli in lavastoviglie poichè l’acqua calda potrebbe far staccare le etichette incollate sulla superficie dei barattoli. Tali residui potrebbero rovinare il vostro elettrodomestico.

Se la musica ti suscita emozioni allora hai un cervello speciale

Se hai la pelle d’oca ascoltando musica hai un cervello speciale.  Quando seduto su un divano, in macchina mentre guidi, o semplicemente quando ti trovi in un luogo dove si diffonde della musica questa reazione è legata ad una particolare caratteristica fisica dell’apparato neuromuscolare. Non è raro provare delle emozioni ascoltando musica, ma alcune persone sperimentano addirittura una reazione fisica che si manifesta con un nodo alla gola, con dei brividi o con la pelle d’oca. Questo fenomeno delle reazioni fisiche ha anche un nome: è detto “frisson”. Un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università della California del Sud, esaminando un campione di persone, ha scoperto che soltanto il 50% degli individui è in grado di provare queste sensazioni derivanti dall’ascolto di musica. Secondo gli studiosi, chi sperimenta il frisson ha un cervello molto diverso da quello degli altri che non lo provano e lo hanno dimostrato sottoponendo dei volontari ad una risonanza magnetica. Secondo le analisi, chi prova queste sensazioni ha un cervello dotato di un numero maggiore di fibre che collegano la corteccia uditiva alle aree del cervello in cui si elaborano le emozioni. In altri termini: tra le due parti c’è una comunicazione più attiva. Visto che in natura tutto ha uno scopo, resta da capire quale sia quello del frisson…Un’altra ricerca sulla stessa tematica aggiunge ulteriori informazioni. Secondo questo studio le persone capaci di provare il frisson e cioè quelle dotate di un numero maggiore di collegamenti fibrosi tra le aree del cervello risulterebbero anche più intelligenti, più aperte a nuove esperienze, oltre che più curiose e creative.

Delizie di stagione….i fichi

Sono il frutto settembrino per eccellenza e, forse, uno dei più succulenti e goderecci prodotti della natura. Parliamo dei fichi, che in questa stagione offrono il meglio e si prestano a deliziare il palato non solo nella loro versione dolce, ma anche come protagonisti di golose ricette salate. Il fico infatti, nonostante il sapore zuccherino, si sposa egregiamente con ingredienti salati perché da vita ad un contrasto di sapore anche stimola le papille gustative più esigenti. Non a caso, l’abbinamento di prosciutto e fichi è abbastanza ‘classico’, specialmente in certe regioni italiane a Roma ci si condisce la pizza, per esempio. Ma anche uniti al formaggio questi frutti danno grandi soddisfazioni persino in versione arrosto. Ecco una ricetta facilissima per gustare il fico in versione salata. Bruschetta con i fichi. Un antipasto semplicissimo. Sbriciolate del formaggio tipo feta, schiacciatelo con una forchetta, unite dell’olio d’oliva e dell’origano. Spalmatelo su fette di pane tostato, disponete dei fichi a rondelle sul formaggio, una spolverata di sale e una di pepe. Per rendere il crostino ancora più ricco, provate ad aggiungere del salmone affumicato, magari optando per un formaggio caprino più leggero della feta. La dolcezza del fico e l’affumicato del pesce, uniti al salato del formaggio, garantiscono un’esplosione di sapore.

Sassi viventi

Chiamati anche “sassi viventi” o “pietre vive”, le piante del genere Lithops sono insolite piante grasse di piccole dimensioni che assomigliano veramente a sassolini, di colore grigio o verde scuro. Sono piante che hanno sviluppato un vero e proprio mimetismo: il loro nome significa proprio “somiglia ad una pietra”, ed in natura vivono nelle zone desertiche, tra i sassi, dove si confondo per evitare di essere mangiate. Si “animano” solo quando fioriscono, producendo fiori gialli, bianchi o rosa, sproporzionati rispetto alle dimensioni della pianta: arrivano a misurare fino a 5 cm di diametro. Compaiono in giugno-luglio, se la pianta ha già 5-6 anni d’età. Amano il sole, che non causa bruciature alle piantine pertanto possono essere collocate anche in vasi o aiuole in giardino In inverno devono essere alloggiate al chiuso: tollerano anche l’ambiente caldo dell’appartamento, ma in questo caso non andranno a riposo e non fioriranno l’estate seguente. Il substrato ideale è quello per piante grasse, oppure costituito da metà sabbia, metà lapillo e un pochina di terra ricca di humus. Si concimano con un prodotto per piante succulente fra marzo e luglio. Sono molto decorative se posizionate in gran numero in un vaso anche di vetro basso e largo, a 4-5 cm di distanza, coprendo il terriccio nudo con sassi veri di colore e forma diversa rispetto a quella delle piantine, ideali anche  un idea regalo originale

Vero o falso…..

Molte volte è davvero difficile riconoscere una borsa di marca da un’imitazione. Hanno la stessa forma, lo stesso colore, la stessa trama, la stessa dimensione e a volte l’etichetta della marca totalmente uguale. Però ci sono piccoli dettagli che la smascherano con il passar del tempo. Le borse d’imitazione si distinguono quando vengono bagnate o esposte al sole, perché, ad esempio, si consumano all’interno, oppure perché la loro tracolla dopo poco diventa scomoda. E cosa fate? Anche se si rovinano le continuate a portare perché vi dispiace buttarle oppure perché sono “belle da vedere”, anche se dopo aver scoperto che non sono originali non gli darete più la stessa importanza. Lo stesso succede nelle relazioni con i falsi amici. Sembrano perfetti per voi e per le circostanze, anche se non vi spiegate per quale strana ragione con il passare del tempo, queste persone vi deludono e causano più problemi di quelle che dovrebbero delle persone con le quali dovreste condividere delle conversazioni interessanti.  Sembrano scolorirsi con il tempo. Inizia a sembrarvi strano discutere per delle stupidaggini e  sentirvi tesi per determinate reazioni. Quando vi  succede  ci pensate parecchio. Il suo comportamento lascia a desiderare, però voi non volete aprire gli occhi del tutto, del resto, eliminare amici dalla propria vita non fa piacere a nessuno figuriamoci gli  “amici del cuore”

La meraviglia delle tapas.

Tapas ovvero, stuzzichini per accompagnare lo sherry, il cui nome deriva dall’esigenza di coprire il bicchiere…Questa parola è una sorta di formula magica che vi farà accedere a un universo di gusto: Se ancora avete un week end libero o ancora qualche giorno di ferie, abbandonate ogni indugio e prenotate un volo per la Spagna; se non vi bastano paesaggi, arte, folclore, lasciatevi convincere dalla meraviglia delle Tapas. Migliaia di preparazioni, tutte da provare in piccole, variegatissime portate. Di solito, si parte con l’idea dell’aperitivo e si aggiungono piatti fino a comporre una cena magnifica. Si può anche fare un pasto itinerante, ordinando due tapas in ogni bar della città e continuando il giro all’infinito è quello che tradizionalmente si chiama Tapeo o Ir de Tapas. L’origine è ottocentesca, in Andalusia, come varietà di stuzzichini per accompagnare lo sherry; il nome deriva proprio dall’esigenza di coprire, tappare il bicchiere, per non far avvicinare le mosche. Ancora adesso l’abbinamento obbligato è con qualcosa da bere, come vino tinto o birra. Nei tapas bar troverete sicuramente fette di jamòn serrano o di chorizo, olive, noccioline, cipolle sotto aceto, cubetti di formaggio. Ma tutti i piatti spagnoli, serviti in porzioni ridotte, posso diventare tapas.

E’ una vera e propria realtà l’ uovo vegano

E’ una vera e propria realtà: parliamo di Next Egg, l’uovo vegano realizzato da un azienda giapponese Next Meats. Il Next Egg è molto simile alle uova, salvo per il fatto che non presenta alcuna traccia di proteina animale; il prodotto è stato lanciato inizialmente in Giappone, fra i maggiori consumatori di uova a livello mondiale, ma è pronto a essere esportato anche in altri Paesi. Non sono ancora noti gli ingredienti che compongono l’uovo vegano, ma, sapendo che tutti i prodotti del brand sono realizzati con la soia, è piuttosto facile ipotizzare che anche Next Egg sia stato realizzato utilizzando proprio proteine della soia. Shirai ha però chiarito che, oltre a accontentare la richiesta di vegani e intolleranti alle uova, c’è un altro aspetto importante dietro la produzione non solo di Next Egg, ma in generale di tutto il loro lavoro, che è quello della consapevolezza dei problemi ambientali ed etici nascosti dietro la produzione di uova e carne. Sulla produzione di uova, ad esempio, si conosce la situazione sia dei pulcini maschi, che spesso vengono uccisi alla nascita perché considerati “scarti” a livello industriale, sia la fine delle galline ovaiole, destinate al macello una volta terminata la produzione. Va detto che Next Egg non è comunque il primo esperimento di “uovo vegano” in commercio, visto che negli USA esiste, da tempi, l’Eat Just Egg, un’alternativa a base di fagioli .

Un irresistibile voglia di dolce

Un improvvisa e irresistibile voglia di dolce? Ecco la ricetta di un tiramisù rapido: un classico della pasticceria italiana. Calcolate una coppetta per ognuno e per ciascuna calcolate tre biscotti tipo lingue di gatto pavesini o savoiardi mezzo barattolo di yogurt bianco dolce, una tazzina di caffè. Alternate biscotti, caffè e yogurt e completate con del cacao amaro in polvere. Tempo di preparazione? Bastano 3-4 minuti a meno che non dobbiate preparare 100 coppette, e la vostra voglia di dolce sarà soddisfatta

Agrodolce

Crema inglese salata

Crema inglese salata, peperoni grigliati e scaglie di pecorino. È la rivisitazione della più classica versione da dolci: la crema inglese salata è composta di panna fresca, latte, tuorli d’uovo, parmigiano grattugiato, sale e pepe. Per prepararla portate quasi a ebollizione, scaldandoli a bagnomaria, il latte e la panna. In un recipiente versate i tuorli, aggiungete sale e pepe e mescolate bene. A questo punto aggiungete il latte e la panna, ben caldi, mescolate e rimetteteli sul fuoco, sempre a bagnomaria, finché la crema non sarà cotta. Togliete quindi la crema dal fuoco e aggiungete del formaggio  parmigiano, mescolando fino a incorporarlo del tutto. Quindi fate freddare. Una volta a temperatura ambiente, usate la crema per spalmare il pane e stratificate con dei filetti di peperoni rossi grigliati e conditi e scaglie di pecorino.