Il ‘lecca-lecca’, la nuova moda di dimagrire

Questa, in effetti, mancava: leccare una caramella attaccata ad un bastoncino per tentare di mandare giù qualche chilo di troppo. La chiamano ‘Lollipop diet’ l’ultima bizzarra modalità con la quale i personaggi dello spettacolo contrastano il rotolino di troppo e negli Stati Uniti  pare che ormai ‘vip’ non sia chi non va in giro ciucciando miracolosi lecca-lecca spezza fame, dotati di sedicenti proprietà energizzanti e pure di un sapore niente male.Prodotti dall’azienda canadese Power Pops ai gusti di cheese-cake, torta di mele e cappuccino, questi prodotti hanno solo 10 calorie e contengono 3 ingredienti che l’azienda sostiene essere dimagranti, ovvero l’hoodia, estratto di una pianta tipica del Sudafrica usata da alcune comunità di indigeni per sopravvivere, il Citrimax, estratto da un raro frutto tropicale della giungla asiatica, la garcinia cambogia e il guaranà, fonte naturale di caffeina. I produttori sostengono siano privi di zucchero e che, per sortire l’effetto sperato, ne vanno mangiati 3 al giorno, uno prima di ogni pasto.Assolutamente scettici sono i nutrizionisti, perché tutto questo prodigio snellente non è supportato da prove scientifiche, al contrario dei dentisti che iniziano a fregarsi le mani in vista dei pazienti in aumento, dato che l’assenza di zucchero così sbandierata non sembra essere reale per quanto dichiarata: sarebbe questo, infatti, sostengono i detrattori della Lollipop Diet, il motivo per il quale si mangerebbe di meno, cioè assumere zucchero continuamente e, di conseguenza, ridurre l’appetito.

Un alimento che non va a male

Questo fatto risulta essere fantastico poiché il miele è composto in gran parte da zucchero, ambiente in cui i batteri si propagano con molta semplicità. Il miele è composto da una bassa quantità d’acqua e un gran livello di acidità: il suo pH medio varia dai 3,2 ai 4,5. Questo rende difficile la vita di batteri o altro microrganismi, che vanno così a morire. Il miele ha tantissime ottime proprietà che sono state studiate e usate a scopo medico per lungo tempo, forse più a lungo di quanto si pensi. Archeologi hanno trovato all’interno di tombe Egizie vasetti di miele vecchi di 2.000 anni. Si pensi che Erodoto riferì che i Babilonesi seppellivano i loro morti nel miele e si avanza l’ipotesi che Alessandro Magno potrebbe essere stato imbalsamato in una bara colma di miele. Forse perché  già allora si pensava che il miele fosse l’alimento eterno? Quando il miele diventa solido non significa che è scaduto, significa soltanto che alcuni elementi del glucosio, di cui il miele è composto, si stanno cristallizzato. Basta prendere il vasetto e immergerlo in una pentola di acqua calda per circa un minuto. Inoltre dobbiamo considerare il fatto che il miele è così composto al suo stato grezzo. Pertanto se mischiato con altri elementi non potrebbe mantenere questo suo lungo stato di conservazione.

I segreti della schiacciata con l’uva

L’autunno si avvicina ed è tempo di vendemmia. Qual è il dolce più adatto a questo periodo? Sicuramente la schiacciata con l’uva, prodotto tipico della Toscana. Un dolce povero ma gustosissimo La cucina Toscana, come quasi tutte quelle tipiche, è composta principalmente da piatti poveri. In tal senso, anche la schiacciata con l’uva non fa eccezione. Ricetta fiorentina e chiantigiana tipica del periodo autunnale, la schiacciata con l’uva è un dolce strettamente legato al periodo della vendemmia. Questo pan dolce è diffuso, talvolta con piccole varianti, in molte altre zone della Toscana, una regione dove la coltivazione dell’uva ha una tradizione antica e radicata. La sua origine contadina è testimoniata dalla semplicità degli ingredienti: pasta lievitata, olio d’oliva, zucchero e uva. Un prodotto stagionale gustoso, che viene preparato solo durante un breve periodo dell’anno, seguendo i ritmi della natura, proprio come si faceva una volta. La preparazione di questa schiacciata è legata ad un particolare tipo di uva, molto diffusa in Toscana, conosciuta come uva canaiola. La schiacciata con l’uva è un dolce semplice e composto da pochi ingredienti, che dunque si adatta bene anche ad una produzione casalinga.

Piccoli segreti in cucina

Piccoli segreti in cucina che possono semplificare la vostra vita  e renderanno migliore la cattura  delle vostre pietanze Scopriamolo insieme! Provate a legare il risotto con 50 grammi di crescenza, al posto del burro: il risultato sarà cremosissimo! Per alleggerire il sapore forte dell’aglio, lasciatelo immerso nel latte per almeno un’ora prima di utilizzarlo. Per evitare che la casa si riempia di cattivo odore quando si cucina il cavolo, fissate della carta come quella delle buste per il pane appena sotto il coperchio oppure appoggiatevi sopra un batuffolo di cotone imbevuto di aceto. Per evitare che una torta in forno cresca a forma di cupola, abbiate cura che il composto crudo non superi la metà dell’altezza della tortiera. Per ottenere un soffritto meno amaro aggiungete due cucchiai di acqua calda alla cipolla e all’olio in cottura: in questo modo gli zuccheri presenti nella cipolla non bruceranno. Per ammorbidire l’arrosto massaggiatelo con sale, pepe e aromi e cuocetelo avvolto nell’alluminio. Una mela sbucciata e ridotta a dadini, grazie alla pectina in essa contenuta, può aiutare una marmellata in cottura ad addensare. Un pizzico di sale grosso sulla superficie dei dolci ne esalta il sapore, soprattutto se sono ricoperti di

Dolce zucchero quanto ci costi?

Rispetto a suo “cugino” il caffè, sui banconi di bar e ristoranti è spesso lo zucchero a passare inosservato. Punta su quest’ultimo i riflettori uno studio della Fipe che ha comparato i consumi della versione in bustina a quella in zuccheriera nei locali pubblici. Gli appassionati del dolcificante non riescono a dosare perfettamente il contenuto delle bustine creando di fatto uno spreco pari a 46,3 milioni di chili, nettamente superiore a quello che si ha con il saccarosio in zuccheriera Tradotto in percentuali, le bustine determinano  in più i costi a carico dei consumatori. Lo zucchero in bustina fu introdotto nel 2004, nel rispetto di una Direttiva europea, che prevede la somministrazione del prodotto solo preconfezionato. Tuttavia il Ministero delle Attività Produttive ha permesso nei pubblici servizi le dosatrici con beccuccio al posto delle zuccheriere con coperchio. Non ci sono ad oggi evidenze che dimostrino che l’uso delle tradizionali zuccheriere comporti rischi sul piano della sicurezza alimentare la norma le vieta solo per far aumentare il consumo, anzi lo spreco di zucchero; Fipe ribadisce la responsabilità sociale contro lo spreco e per la salute dei consumatori, fermo restando che gli esercenti devono essere liberi di scegliere le modalità di servizio da offrire ai clienti.

Bevande all’aceto

Avete mai assaggiato qualche bevanda all’aceto? Sappiamo tutti ormai che esistono vari tipi di aceto che si possono utilizzare in cucina: ma oggi andiamo oltre scoprendo delle bevande. Non si tratta di mescolare semplicemente l’aceto all’acqua ma di veri e propri drink ai sapori più diversi frutta, spezie, erbe…. Molte marche americane hanno lanciato le loro linee di bevande proprio quest’anno. Ma non vengono comprate e bevute solo dai singoli, i drink sono approdati persino nei menù dei ristoranti. Ovviamente conosciamo l’aceto di sidro di mele, molto popolare e molto salutare perché contiene vitamina C, aiuta il sistema cardiovascolare, la digestione e rafforza il sistema immunitario. Potrete farvi anche un infuso di tè miele e aceto di mele è una ricetta molto semplice ideale per l’inverno ma questa bevanda si può anche consumare fredda durane l’estate. Non dovrete fare altro che preparare del tè, aggiungere nella tazza due cucchiaini di miele e 2 di aceto di mele.Si può sorseggiare al mattino ma anche in qualsiasi momento della giornata, quando lo desiderate e a vostro piacere. Secondo studi recenti, tutti gli aceti sono utili per il nostro benessere. Ovviamente se aggiungiamo erbe benefiche, allora l’effetto “sano” è moltiplicato alcune contengono anche degli integratori. Prima di comprare e bere una bevanda all’aceto occorre leggere bene l’etichetta. La nutrizionista Chloe Elgar ha spiegato “Quando guardate l’elenco degli ingredienti dovete stare attenti ai tre principali: la frutta, il dolcificante e l’aceto“. Invece dello zucchero è meglio scegliere bevande che utilizzano dolcificanti alternativi come miele e sciroppo d’acero. E il gusto? Elgar dice di scegliere il sapore basato sulle personali esigenze di salute.