Pizza con zucchero filato

La pizza è sicuramente l’alimento più diffuso e amato di tutto il mondo. L’abbiamo inventata noi italiani, Napoli è la patria di questa squisitezza che vanta tantissime varianti diverse. Nel nostro paese i menù delle pizzerie sono ricchi di proposte gustose e attraenti, mentre all’estero ci provano a copiare l’originale, ma non ce la fanno. E allora cosa fanno? Si inventano i gusti più assurdi. Se pensavate che fosse un abominio la pizza all’ananas amata dagli statunitensi,  Schmatz Beer Dining è un ristorante di Tokyo che offre ai suoi clienti la pizza. Ma non una classica margherita o una capricciosa loro fanno molto di più e hanno deciso di mettere su una base classica della pizza niente di meno che dello zucchero filato ai sakura. e che in Giappone servono la pizza con lo zucchero a velo. L’immagine è carina, sembra un dolce soffice e morbido, ma in realtà si tratta di un piatto salato: la sakura cotton candy pizza è stata inventata per onorare la primavera, la stagione più amata da tutti i giapponesi. E infatti viene servita soltanto tra la fine del mese di marzo e l’inizio del mese di aprile. Ma è già abbastanza per gridare allo scandalo. Come si fa a mettere lo zucchero filato sopra una pizza… Passi la variante alla Nutella, passi quella con la frutta sopra che ancora ci fa venire la nausea, ma lo zucchero filato, perché? Non avevano altri modi per rendere omaggio alla primavera? No, la sakura cotton candy pizza non ci convince proprio: che non vi salti in mente di servirla anche in Italia. Vi prego, no! Margherita sempre!!

 

Stirare camicie perfette

Stirare, che stress. Soprattutto le camicie e soprattutto se il ferro da stiro non è il vostro forte. Niente paura: ci sono una serie di trucchi utili e pratici per come stirare le camicie perfettamente, senza più pieghe, in poche, mosse. La stiratura delle camicie non avrà più segreti, soprattutto con la primavera e con l’estate, quando usare il ferro da stiro, a causa del caldo, può diventare un incubo ancora più grande. Sicuramente l’ora migliore per stirare è la mattina presto o la sera tardi almeno che non siate fortunate e possedete una veranda o un giardino ben areato, in qualunque caso prima di armarvi di asse da stiro e ferro caldo, c’è una tappa da non sottovalutare: l’asciugatura. Se usate la lavatrice, preferite una modalità di lavaggio adatta per le camicie, e non usate l’asciugatrice. Una volta fatto il bucato, prendete le camicie, appendetele su di una gruccia. Tirate bene le maniche, fate la stessa cosa anche con il dorso, così da rendere più facile la vostra stiratura. Non stirate mai le camicie perfettamente asciutte. Tra le parti di una camicia più difficili ci sono le spalle, le maniche e il colletto. Infilate una spalla nell’estremità dell’asse da stiro e stendete con le mani per non avere pieghe. Con il ferro partite dall’esterno verso l’interno, usando il vapore in caso di pieghe. Una volta arrivati all’estremità delle maniche, stirate i polsini, Levate la gruccia con cura, sfilandola da sotto, afferrate la camicia dalle spalle e posizionatela sull’asse da stiro, o su di un tavolo pulito, con la parte superiore verso l’alto. Piegate il primo lato della camicia arrivando poco prima della metà e riponete al di sopra la manica, nello stesso senso. Fate la stessa cosa con l’altra parte della camicia. Partendo dal basso, piegatela in due e riponetela  nel cassetto del mobile

Le coccinelle

Tarassaco Calendula Fiordaliso Geranio Menta sono le piante che più attirano le coccinelle, a sua volta sono una delle migliori armi nella lotta biologica ai parassiti dell’orto e del giardino, le varietà preferite dalle coccinelle sono il simbolo dell’agricoltura biologica e sono gli insetti più amati dai giardinieri e dai contadini che non utilizzano pesticidi. Nel loro ciclo vitale si calcola possano nutrirsi di più di 5000 prede. Il famoso entomologo Giorgio Celli le paragonava ai leoni del giardino. Evidente quindi la loro importanza nella lotta biologica ed integrata e inoltre quante volte vi è capitato che si è posata sulla mano una coccinella e avete immediatamente pensato che poco dopo avreste vinto 10 milioni di euro alla lotteria ?Nei racconti mitologici le coccinelle sono legate alle dee della fortuna e dell’abbondanza, grazie al loro colore rosso, considerato di buon auspicio. Nel nord Europa si dice che quando una coccinella ti sfiora si avvera un desiderio. In Italia se entra in camera da letto porta fertilità; se si posa addosso porta fortuna per un numero di mesi pari a quello di punti neri presenti sulle sue elitre rosse. Se invece si posa sulla mano di una ragazza nubile, si sposerà presto. L’aspetto gradevole delle coccinelle è in realtà un’arma di difesa contro i predatori che associano i colori brillanti al veleno: quelle adulte infatti emettono dalle zampe sostanze di un odore sgradevole, che possono risultare tossiche per i piccoli carnivori come lucertole o uccelli.

 

 

Dall’antipasto al dolce a base di pizza

Arriva la primavera e con le le belle serate da condividere all’aria aperta in giardino con amici o colleghi, l’idea potrebbe essere inventarsi una serata a tutta pizza dall’antipasto al dolce….Con l’aiuto del forno a legna . Oltre alla pasta per la pizza munitevi di ottime birre artigianali bevanda per eccellenza da accompagnare alla pizza. Si cominci dall’’antipasto che  prevede una classica focaccia e altre tre specialità. Pizza farcita con cipolla caramellata, olio e sale. Seguita da Pizza al prosciutto, crescenza e rucola. E ancora: Pizza zucca e gorgonzola, tanto per iniziare. Con due diversi abbinamenti di birra da degustare. Il tutto servito a buffet nel tavolo centrale del giardino, tra due bracieri accesi e l’aria frizzante della primavera sul far della sera. Per i primi piatti, un tris di assaggi una Pizza con pasta di salame  germogli di luppolo e mozzarella, seguita da una Pizza con pomodoro farcita di burrata, pancetta fresca e basilico, più un triangolo di Pizza napoletana.. Il prosieguo della serata è un crescendo si passa ai secondi. Ancora, una sinfonia di sapori. Pizza con, formaggio e pancetta croccante. Pizza con broccoli, ricotta e noci. Pizza con cotechino, crema di asparagi e burrata. Con altre due birre artigianali. Per Il dolce una bellissima sorpresa, anch’esso a base di pizza: pizza diplomatica farcita con nutella e crema di yogurt….rigorosamente accompagnata dalle ultime due birre da assaggiare

La pratolina…

In primavera i prati si coprono spontaneamente di migliaia di margheritine. Forse non tutti sanno che tale fiore, detto anche “pratolina” e così comune dalle nostre parti, ha una storia molto antica. Il suo nome scientifico è “bellis” e deriva da una leggenda. Bellis era la figlia del dio Belus. Un giorno, mentre danzava con il suo fidanzato, attirò l’attenzione del dio della primavera a causa della sua bellezza. Il dio tentò di strapparla al fidanzato; quest’ultimo reagì con violenza e la poveretta, per salvarsi da entrambi, si trasformò in una margheritina. La pratolina fu molto amata nei tempi antichi. Quando Margherita di Valois, sorella di Francesco I, sposò Emanuele di Savoia, fu presentata a corte con un cesto di margherite. San Luigi IX, Re di Francia, amava così tanto questo fiore che si era fatto fare un anello a forma di margherita. Margherita d’Angiò, moglie del re Enrico VI d’Inghilterra, era solita far ricamare delle margheritine sulle vesti dei cortigiani: aperte indicavano la vita; chiuse, la purezza. In inglese la margherita si chiama “daisy” e deriva dall’espressione “day’s eye”, che significa “occhio del giorno”. I fiori della margherita hanno proprietà benefiche usate in erboristeria: sono depurativi ed antinfiammatori ed aiutano a curare la pelle in caso di piccoli arrossamenti. La margherita è stata spesso ritratta nelle opere di grande artisti come Sandro Botticelli e Domenico Ghirlandaio, che l’hanno raffigurata in dipinti e affreschi con la sua corolla giallo sole e i suoi petali candidi. Proprio per il suo colore giallo oro circondato dai fragili petali bianchi e per la sua forma rotonda, la margherita rappresenta anche la primavera, ed invade giardini e aiuole, aprendosi la mattina con il sorgere del sole per chiudersi al suo tramonto.

 

Romantici vialetti

I vialetti del vostro giardino che con tanto amore avete fatto di pietre e ciottoli acquistano sicuramente un aspetto romantico molto bello tipico delle case di campagna, quando li illuminate con lanterne e candele nelle belle serate di primavera, prima di iniziare a goderci questo spettacolo dobbiamo però pulirli E’ normale chiedersi come intervenire per pulire le piastrelle e i ciottoli, perché queste pavimentazioni vanno pulite nel modo giusto affinché conservino intatto tutto il loro fascino. La pulizia di pietre e ciottoli potrebbe inoltre risultare difficile a causa della conformazione particolare di questi materiali, ma con gli strumenti adatti e con un po’ di pazienza il vialetto tornerà come nuovo. Innanzi tutto usate una scopa dura per esterni che vi aiuterà a raccogliere lo sporco che si deposita nelle intercapedini tra un ciottolo e l’altro. Queste infatti sono piuttosto spesse e rialzate, è quindi la parte più difficile da pulire lavateli poi con un forte getto d’acqua. L’acqua è senza dubbio il metodo di pulizia migliore per questo tipo di pavimentazione e certamente quella da cui cominciare. Usate l’idropulitrice a vapore che riesce ad eliminare anche lo sporco più persistente In caso di macchie particolarmente resistenti occorre intervenire con qualcosa di più efficace: la candeggina. Usatela pura sullo sporco più ostinato, strofinandola con una scopa a setole dure, e poi risciacquate abbondantemente con un getto d’acqua fredda. Una volta completata l’operazione di ripulitura potete passare a ricollocare poltrone, salotti divani, decorazioni nani e vasi e finalmente godervi il vostro giardino ordinato e pulito

 

Fior di gelato

A piccoli passi sta arrivando la stagione calda e cresce la voglia di gustarsi un buon gelato. Una gelateria artigianale di ha deciso di fare un passo avanti rispetto al presentare stravaganti gusti, e soddisfare anche l’occhio, grazie a bellissimi gelati a forma di fiore. Servire il gelato a forma di fiore, anziché delle classiche palline, richiede molto più tempo e manualità da parte dei gelatai, dato che il fiore viene costruito a mano con il semplice aiuto di una spatola che sostituisce il classico cucchiaio da gelato: un procedimento che può durare qualche minuto, anziché i pochi secondi che servono per preparare il cono tradizionale. Ma vista la notorietà che questa gelateria di Sidney sta ottenendo a livello mondiale, verrebbe da dire che lo sforzo è giustificato.Li facciamo petalo per petalo”, ha spiegato uno dei soci della gelateria, “Devi fare gli angoli giusti. Ognuno di queste dolcezze gelate richiede un bel po’di tempo per essere terminato, e il negozio tende ad essere affollato nelle ore di punta. Ma le persone sembrano essersi abituate e chiedono il classico cono solo quando sono di fretta oppure quando vedono che la fila dietro di loro diventa troppo lunga sono però incuriositi a vedere come si forma il loro fiore di gelato…..”