Fritto che passione

Cosa c’è di più sfizioso e appagante che qualcosa di fritto, cucinato a regola d’arte? Carne di ogni tipo, accompagnata da verdure avvolte da una pastella croccante, ideali per un antipasto o da usare come contorno. Abbiamo curiosato però e trovato una ricetta dal sapore orientale.Questa  ricetta, è adatta anche a chi è intollerante al glutine, oltre che, ovviamente, ai vegetariani. Ingredienti: una patata, una carota, una cipolla rossa, un cavolfiore, 250 g. di farina di ceci e 50 di farina di riso, un pizzico di lievito in polvere, un peperoncino fresco, qualche spezia esempio coriandolo curry acqua frizzante, olio di semi. Tagliare le verdure a fettine e cuocerle per 5 minuti in acqua bollente salata. Preparare la cipolla ad anelli. Setacciare le farine e aggiungere lievito, peperoncino, coriandolo e curry, il sale e  acqua frizzante fredda. Mescolare con una frusta fino a ottenere una pastella. Scaldare l’olio di semi in una padella e immergere le verdure. Sgocciolare con un mestolo forato e raffreddare su carta assorbente.Prima di servire: mettere in un piattino accompagnata da un cucchiaio di purea di frutti esotici mango, papaya o ananas frullati, oppure da un cucchiaio di yogurt greco mescolato con erba cipollina, oppure da yogurt intero diluito in acqua e aromatizzato alla curcuma.

Gazpacho

Quando fa caldo la voglia di mettersi ai fornelli è ai minimi termini. E gli spagnoli, che di rimedi alle temperature caldissime ne sanno eccome, hanno nella loro tradizione il piatto perfetto per rinfrescarsi con il gusto e sapore e quella dose di vitamine che non guasta mai: è il gazpacho, al zuppa fredda con verdure crude. Da provare subito, questa versione del gazpacho all’ anguria: toccasana per l’idratazione grazie alla sua composizione divisa al 92 per cento di acqua e 8 per cento di zuccheri, l’anguria ha il super potere di stimolare la diuresi, con il magnesio e la vitamina B6 sintetizzatore della dopamina, neurotrasmettitore del benessere mette subito di buon umore!Ecco come farlo. Pulite l’anguria togliendo i semi e la buccia, tagliate il peperone a pezzetti togliendo i semini, pelate il pomodoro e tagliate a cubetti il cetriolo e il peperoncino. Frullate l’anguria con il peperone e il pomodoro aggiungendo se volete uno spicchio d’aglio tritato e un po’ di sale. Mettete in frigo per almeno 1 ora. Servite decorando con i cubetti di cetriolo e peperoncino, il resto dell’anguria tagliata a pezzetti, un po’ di olio e le foglie di basilico.

La farina di quinoa

La farina di quinoa si ottiene dai semi di quinoa dal particolare colore amaranto, che derivano da una pianta che appartiene al genere chenopodium, per intenderci, lo stesso genere a cui fanno parte spinaci e barbabietole. I semi di quinoa, di facile coltivazione, non sono cereali, anche se in modo sbagliato vengono considerati tali per via dell’alto contenuto di amido.La farina di quinoa è uno tra i prodotti più usati in cucina, è facilmente reperibile nei supermercati e nei negozi alimentari ed è uno degli ingredienti base per la preparazione di tantissimi piatti. Una delle sue caratteristiche è quella di essere senza glutine e il suo sapore deciso la rende adatta alla preparazione di torte salate, pane, pizze, crêpes, crackers e prodotti da forno.

Un’eccellente idea per il pranzo o per l’aperitivo

Chi non cede alla tentazione di fermarsi davanti ai food trucks che tapezzano molte nostre città e divorare panini, polpettine, hamburger, piadine, trapizzini, gaufre? Negli ultimi tempi, in tutt’Italia sono sorti anche locali che riproducono il cibo, che un tempo, si poteva comprare e degustare solamente per la strada, con estremo successo di pubblico. Oggi, visto che ancora non sono concesse le riaperture causa coronavirus vi suggeriamo alcuni di questi stuzzichini per organizzare in casa o in giardino o ai bordi della piscina uno street food party. Crocchette. Una ricetta di crocchette di pesce e patate. Perfette per far mangiare il pesce ai bambini e gratificare il palato degli adulti. Sandwich. Il classico sandwich di pollo d’ispirazione USA con prosciutto cotto, lattuga, formaggio e maionese: una passeggiata tra le vie di New York!Wrap. Una ricetta ultra semplice di wrap di pollo, “italianizzato” con l’aggiunta delle immancabili verdure della dieta mediterranea. Un’eccellente idea per il pranzo o per l’aperitivo. Panzerotto. Mettete una spennellata di rosso nel tipico calzone o panzerotto e tante verdure,potete preparare anche i panzerotti dolci, una leccornia farcita con mandorle e cioccolato. Trapizzino. A metà strada tra la pizza e il panino, o meglio una pizza imbottita a forma di panino, ultimo nato come cibo di strada. Comunque sia non potrà mancare il trapizzino nel vostro street food party. Noi ve lo  consigliamo imbottito con cavolo, maionese e tonno. Piadina. Un viaggio in Emilia Romagna con un profumo di Francia: la piadina rapida aggiungete  del formaggio brie per renderla più saporita e gustosa. Con queste ricette e spunti abbiamo voluto coniugare lo street food con i gusti e i sapori della tradizione italiana. Ci siamo riusciti? Che ne pensate? In questi giorni ancora di quarantena concedetevi queste delizie

Lavorare con le mani allevia lo stress

Che fare lavori manuali faccia bene è risaputo, da molto tempo ormai si dice che stimoli i sensi, sviluppi la creatività, riduca lo stress, considerato poi che facciamo una vita sempre più sedentaria. Benefici evidenti per tante persone, tant’è che è in crescita il numero di chi decide, per esempio, di curare il proprio giardino, di lavorare a maglia, di dedicarsi alla realizzazione di oggetti artigianali, di dedicarsi alla cucina facendo piatti gustosi per tutta la famiglia. Tutte attività che implicano l’utilizzo delle mani e che in qualche modo ci fanno stare bene, perché attraverso le mani diamo forma alla nostra creatività, ai nostri desideri, e ci riconnettiamo con parti di noi. Anche perché quando eseguiamo quei lavori siamo costretti alla concentrazione, che può essere letta come una forma di meditazione e quindi di “terapia” per la mente C’è anche chi sostiene, come la dottoressa Kelly Lambert che l’attività manuale aiuti a ridurre il rischio di depressione perché attiva un cambiamento cerebrale che, associato a un percorso psicologico adeguato, può migliorare decisamente le condizioni del paziente, la dottoressa Lambert è giunta a questi risultati dopo aver eseguito esperimenti che hanno dimostrato come lavorare con le mani migliori il benessere delle persone, al contrario dei lavori più sedentari. E questo perché, secondo lei, lavorare manualmente aumenta il senso di controllo sull’ambiente, ovvero le persone riconoscono di avere un “potere” creativo rispetto all’ambiente circostante, consapevolezza che fa bene al cervello, come riportato in un’intervista rilasciata a Cbs News.La cosa bella è che, anche grazie al web, oggi è facile imbattersi in video-tutorial che insegnano le attività manuali, ed è così che tante persone imparano a fare con le mani qualcosa di nuovo o di dimenticato. E tutte queste attività utilizzandole possono trasformarsi in piccoli rituali che ci fanno stare bene, che ci rendono più consapevoli di quello che siamo in grado di creare, impregnandosi di significato, e dando un senso così alla nostra vita. Insomma, il lavoro manuale, che si tratti di fare a maglia, farsi il giardino o fare un dolce, va rivalutato!

La fonduta

La fonduta di formaggio è un piatto tipicamente svizzero, conviviale, pensato per riunire le persone intorno ad una pietanza collettiva gustosa e molto stuzzicante. La fonduta prevede la fusione di due o più formaggi in un pentolino apposito cioè un contenitore in ceramica, ghisa, rame o acciaio dal fondo molto spesso, per evitare che il contenuto bruci. Sul fondo della pentola infatti si forma sempre una crosta assai prelibata che viene gustata per ultima. Le ricette per la fonduta sono numerose anche se le due più classiche sono quella svizzera, appunto, con groviera, vino e liquore, oppure quella valdostana, con la fontina. 400 g di formaggio fontina doc.30 g di burro 4 tuorli d’uovo 25 cl di latte intero fresco. Pan carrè oppure verdure facoltativo: olio al tartufo bianco o tartufo bianco in scaglie. Tagliate a pezzetti la fontina, ponetela in una ciotola e mischiatela al latte: lasciatela riposare per 4 ore circa, fuori dal frigo. In seguito in una pentola dal fondo spesso fate sciogliere il burro e unite la fontina con il latte. Tenete la fiamma bassa, mischiate con delicatezza e quando il formaggio è sciolto aggiungete i tuorli d’uovo, incorporandoli velocemente per evitare che solidifichino. Mescolate con calma e lasciate cuocere a fuoco bassissimo per 20 minuti. Aggiungete due cucchiaini di olio al tartufo bianco oppure qualche scaglia, se vi piace. Tagliate il pan carrè a quadratini oppure le verdure che preferite, cotte o crude, che poi potrete inzuppare nella fonduta. La fonduta può anche essere versata sulla polenta. Nel caso che decidiate di fare una cena a base di fonduta potete poi finire in bellezza con una fonduta di frutta sciogliete del cioccolato fondente e inzuppate spicchi di arance e mandarini, ma anche mele banane e chi più ne ha ne metta nell’apposito recipiente….  Buon appetito!

Mangiare senza glutine fa dimagrire?

Non sono poche le persone che scelgono la pasta senza glutine, il pane preparato con farine gluten free e persino biscotti e merendine adatti ai celiaci con la convinzione che siano meno calorici rispetto a quelli tradizionali. In realtà è forse vero il contrario: questi alimenti sono preparati di solito con farine con un indice glicemico più alto per esempio quella di mais o riso di quella di frumento, nonché un quantitativo di grassi maggiori per motivi legati alla preparazione degli impasti. Se un dimagrimento c’è, avviene per lo più per la totale eliminazione di pasta, pane, biscotti e panificati in generale, ma è compensato da un aumento di peso nel momento stesso in cui questi alimenti vengono reintrodotti nella dieta. Naturalmente se si segue un regime alimentare corretto e bilanciato, questo effetto collaterale non sussiste, ma il tutto va controllato assieme ad un esperto del settore alimentare

a gluten free breads on wood background

Arriva la Befana e con lei le “Fantocce”

Una tradizione locale, caratteristica proprio del Valdarno aretino, che da generazioni si rinnova stiamo parlando della Fantoccia della Befana.Si tratta di un dolce che fonda le sue basi nelle tradizioni di zona, accortamente preparato nelle vecchie famiglie come dono da far trovare ai più piccoli in concomitanza con l’arrivo della Befana, coincidente con l’ultima festività del periodo natalizio.La Fantoccia nasce nelle campagne di Montevarchi e Terranuova Bracciolini, diffondendosi nei paesi limitrofi come un grande biscotto a forma di Befana per le bambine e di Cavallo per i maschietti, decorato con cioccolatini ed altri dolciumi inizialmente disponibili in casa, oggi divenuti confetti e praline di zucchero colorato La sua preparazione consiste nella sapiente lavorazione di un impasto a base di uova e farina, ingredienti semplici. Dopo il procedimento di stesura dell’impasto, attraverso le due forme tipiche si ottengono  basi da decorare, prima di passare da una cottura in forno di circa trenta minuti Le antiche origini di questo simpatico e invitante dolce dell’Epifania, come detto, risiedono in tempi lontani, quando le famiglie di contadini dovevano letteralmente inventarsi dei doni per i propri piccoli da inserire nelle cosiddette “calze della Befana”.Nella sua versione primordiale infatti, la Fantoccia non nasceva con la sua consistenza di biscotto dal cuore morbido e la superficie croccante, bensì veniva ricavata dallo stesso impasto con cui quotidianamente si otteneva il pane. Per quelle famiglie che non potevano permettersi l’acquisto di regali ai propri figli, la mattina della Befana nei forni comuni si cuocevano queste variazioni dalla forma simpatica, arricchite con qualsiasi cosa fosse disponibile.Si tratta quindi di una tradizione unica che resiste da decenni, sapientemente portata avanti,ancora oggi nelle cucine e ora anche nelle pasticcerie del Valdarno conservando un sapore unico e gustoso, se vi capita di passare in Valdarno in questo periodo non mancate di assaggiare questa tipicità