Come togliere i graffi dal vetro

Può capitare a tutti di graffiare un paio di occhiali, il vetro di un mobiletto, della finestra o altro, ma non è il caso di disperare, prima di sostituire il vostro vetro o gettar via il vostro oggetto, è possibile mettere in atto qualche trucchetto per cercare di eliminare il “guaio” fatto, vediamo allora come togliere i graffi. Per graffi davvero di piccole entità possiamo provare ad utilizzare del comune dentifricio, mettendone una piccola quantità su di un panno, il quale dovrà essere strofinato dove si trova il graffio e sciacquate via con acqua i residui. Se necessario ripetere più volte l’ operazione. E’ possibile rimuovere dei graffi anche unendo 15 ml di ammoniaca in mezzo litro di acqua, poi all’ interno di questa soluzione immergetevi un panno, poi strizzatelo e passatelo più volte sul graffio, quindi risciacquate solo con acqua, poi dopo questa operazione potreste passare una pasta  anti-graffio. Se il graffio interessa i fornelli della cucina realizzati in vetro-ceramica, in questo caso si consiglia di creare una pappetta con acqua e bicarbonato di sodio ed applicatela con l’ aiuto di un panno sui graffi e strofinate delicatamente con movimenti circolari, eseguite però sempre una prova preliminare, per evitare di danneggiare ulteriormente il vostro vetro. Se tutti i rimedi elencati non hanno dato i risultati sperati è il caso di rivolgersi da un professionista del settore

Alzati prima e trasforma la tua vita

Ti sembra di iniziare la giornata come se stessi sempre in ritardo? Di corsa per far uscire i ragazzi mentre ricordi a tuo marito che avete un impegno per cena, tutto mentre ti prepari per la giornata che ti aspetta? Non sei l’unica. E’ così per la maggior parte, una volta che si inizia in questo modo, è difficile assestarsi a un buon ritmo per il resto della giornata. Quindi, vediamo in che modo mettere l’orologio 30 minuti prima e alzarsi effettivamente dal letto subito, può trasformare la tua vita. Innanzi tutto, resettando il modello di sonno potresti ritrovarti semplicemente ad essere una persona più simpatica. Numerosi studi hanno riscontrato che le persone mattiniere mostrano tratti caratteriali come l’ottimismo, la piacevolezza e la coscienziosità. I nottambuli, invece, sono spesso dotati di creatività e intelligenza ma sono più inclini a depressione, pessimismo e nevrosi. Secondo gli esperti ciò è dovuto al fatto che chi va a letto e si alza prima è più in sintonia con i ritmi della terra, di conseguenza sperimenta un sonno più ristoratore. Secondo il biologo di Harvard, chi si alza presto è più probabile che si senta “responsabile di far succedere le cose” nella propria vita. La ricerca condotta da Randler ha inoltre rivelato che le persone mattiniere sono più proattive e più inclini a prevedere i problemi e ridurli al minimo in modo efficace. Interessante, no? Alzarsi 30 minuti prima significa avere quel momento di quiete, quel momento incredibilmente fruttuoso per pianificare la giornata, sbrigare qualche incombenza e prepararsi fisicamente e mentalmente per qualsiasi cosa ci aspetti. Se parti in vantaggio sul resto del mondo, avrai meno difficoltà a fare e rispettare la tabella di marcia. Molte persone di successo si alzano la mattina presto per fare ginnastica prima di iniziare la giornata, sostenendo di sentirsi così rinvigoriti non solo nel corpo ma anche nella mente. Studi confermano tale tesi, sostenendo che allenarsi di prima mattina stimola la produttività, aumenta i livelli di energia e migliora il benessere a lungo termine,.. Che tu faccia del leggero stretching sul tappetino da yoga in camera da letto, esca per correre nel parco, segua un mini-allenamento di 15 minuti nel soggiorno o ti fermi in palestra prima di andare a lavoro, fare attività favorisce il rilascio endorfine, aumenta l’apporto di ossigeno al cervello e ti regala un senso di soddisfazione generale che ti accompagnerà per il resto della giornata, Aggiungi una sane e  nutriente colazione…..  E allora…..buongiorno sia !!!

Un piatto che non esiste…..

Eppure è buonissimo. Il risotto alla carbonara è un piatto che non esiste ma lo sappiamo bene che in cucina vince la fantasia  La carbonara, piatto icona della cucina nazionale, e romana in particolare, è anche uno dei piatti che più fa salire un embolo, se non è fatto come si deve. Non parliamo di ingredienti poco canonici come panna, prosciutto, cipolla: i più fissati addirittura non transigono sul tipo di pasta, solo spaghetti. Figuriamoci allora se si parla di riso, o peggio ancora di risotto: bandiera invece della cucina milanese. È possibile unire l’Italia a tavola, nel nome della tradizione e anche della sperimentazione? Oppure si rischia di rovinare due piatti eccezionali solo se lasciati separati? Noi siamo per le prove, i tentativi: provate anche voi questo risotto alla carbonara e non ve pentirete. In questa ricetta si usano i classici ingredienti della carbonara – guanciale, pecorino non molto stagionato, uova, pepe – e quelli del risotto alla milanese – riso, cipolla, vino bianco. Tagliare il guanciale a strisce lunghe e sottili, , e porlo in una larga padella antiaderente già caldissima. Il guanciale presto comincerà a “sudare”: man mano che il grasso liquido si separa dai pezzi, toglietelo e ponetelo in una tazzina. Quando il guanciale è asciutto e croccantissimo, porre i pezzettini su tanta carta assorbente e non coprire. Utilizzare parte del grasso per far soffriggere lentamente la cipolla tritata in una pentola, alzare un po’ la fiamma e mettere a tostare il riso, dopo qualche minuto sfumare con il vino bianco. Poi con un mestolo iniziare a versare il brodo un po’ alla volta. Mentre il risotto cuoce lentamente, preparare la salsa. Un tuorlo per ogni commensale più un uovo intero “per la pentola”, abbondante pecorino e abbondantissimo pepe. Sbattere aggiungendo il pecorino un po’ alla volta, se si addensa troppo aggiungere un po’ di grasso liquido del guanciale. La consistenza finale dovrà essere cremosa, densa in modo tale che si attacchi alla forchetta, forse giusto un po’ meno densa della carbonara della pasta. Quando il riso è cotto, spegnere il fuoco e mantecare con un po’ di pecorino. Mescolare e far raffreddare qualche minuto, per evitare che l’uovo con un calore troppo elevato cuocia, e si crei l’effetto frittata. Per questo stesso motivo l’amalgama non deve essere troppo solido. Versare quindi e mescolare bene; impiattare e solo a questo punto aggiungere il guanciale croccante, senza mescolare per conservarne la consistenza fino all’ultimo. Scodella pronta per l’impiattamento, assaggiate e dite se non le valeva la pena.

Respiriamo l’aria……è la primavera

Respiriamo l’aria…… è la primavera, sfruttiamo al massimo le possibilità di vivere all’aperto. Facciamolo con stile, facciamolo con un set da picnic elegantissimo e funzionale. Un delizioso cestino in vimini che racchiude l’eleganza necessaria per quattro persone: stile e finezza tradotti in materiali altamente funzionali. All’interno del cestino, ordinati e tenuti al loro posto da una serie di laccetti in pelle, troviamo i piatti. Lo stesso gioco di estetica e funzionalità si ritrova nelle posate. Anche la trasparenza dei bicchieri, che farebbe temere una delicata fragilità, custodisce un’anima robusta: si tratta di resina dalle elevate prestazioni termiche. Adesso cercate nella Vostra cassettiera una tovaglia che si abbini all’occasione salite in macchina e via mare, montagna, collina qualunque meta va bene per riassaporare serene giornate spensierate

La Toscana

Se l’Italia è davvero terra di poeti, santi e navigatori, la Toscana ne offre la crème de la crème: basti citare Dante e Amerigo Vespucci. La Toscana è da sempre una terra ricca di cultura, e di bellezze naturali. Nelle aree montane, l’agricoltura si contraddistingue per marginalità produttiva caratterizzata dalla raccolta di funghi, castagne e tartufi. La collina si caratterizza essenzialmente per oliveti e vigneti. Per i vini si segnala l’importanza mondiale dei vini toscani che annoverano ben 6 DOCG La bassa collina e anche la pianura si caratterizzano per vivaismo ,orticoltura, colture cerealicolo-foraggere, girasoli, mais, barbabietole e zafferano.Dove esperti agricoltori trattano i propri terreni come degli artisti La Toscana è lambita anche da uno splendido mare  Il porto di Livorno è il più importante della Toscana ed uno dei maggiori porti italiani e dell’intero Mar Mediterraneo, per il traffico passeggeri e principalmente per quello merci. La navigazione costituisce una delle fondamentali modalità di trasporto, grazie ai numerosi porti presenti in Toscana. Da Porto Santo Stefano partono i traghetti per l’Isola del Giglio e Giannutri; da Piombino sono assicurati i collegamenti con l’Isola d’Elba, la Corsica e la Sardegna, mentre da Livorno numerose rotte di navigazione collegano la Toscana alle isole di Corsica, Sardegna, Sicilia, Capraia e Gorgona.

Gli spazi aperti

Il giardino non è solo uno  spazio esterno per rilassarsi, è una palestra per la tua mente, cerca tante idee per organizzare gli angoli per il fai da te, per ricreare un angolo per gli aperitivi o per le grigliate, o per la piscina con comodi lettini, acquista vasi di fiori da disseminare il ogni spazio In un ambiente esterno, così come accade per quelli interni, bisogna organizzare gli elementi per avere il massimo comfort e funzionalità, per un arredo visivamente armonico. Dallo stile moderno al classico, dallo stile marino al campestre, tanti sono gli stili da cui attingere idee per organizzare gli arredi del proprio giardino, che potrà così essere vissuto al meglio

Il rosso e il verde

Vi siete mai trovati seduti in macchina accanto a qualcuno fermo a un semaforo e dopo che la luce è cambiata dal rosso al verde la persona non si muove, e agisce come fosse addormentata al volante o quantomeno non si comporta in modo esattamente “reattivo”? Ebbene, c’è una semplice spiegazione per questo evento. Per la mente cosciente il colore rosso quando viene utilizzato in un segnale stradale significa “stop”! Il colore verde, utilizzato sempre in un segnale stradale, significa invece “via”!  Però, per il subconscio, il rosso significa energia, movimento, andare avanti! Pensate ad un torero che agita il mantello rosso ad un toro … cosa accade? Succede che il toro carica .Al contrario, il colore verde parla al nostro subconscio come calmante, “rilassati”, stop prati verdi giardini fioriti relax ! Coloro che inizialmente hanno progettato i segnali stradali, hanno scelto il colore rosso per ‘stop‘ identificandolo come segnale di pericolo, inducendo a fermarsi, e così è in effetti per la mente cosciente, ma il subconscio vede nel rosso “l’andare”.  Lo stesso vale per il verde, ancora una volta la nostra mente cosciente interpreta con “vai”, “procedi”, ma il nostro subconscio ci parla come di un segnale per riposare o stop!

Il bubble tea è uno snack drink in piena regola non si beve soltanto, si mastica !

Si chiama bubble tea ed è una bevanda ideata a Taiwan negli anni Ottanta. Il suo nome di certo attrae, perché come tutti sanno bubble significa bolla ed è un termine generalmente associato alla gomma da masticare con cui fare palloncini. Cosa a che fare allora con il ? Presto detto: il bubble tea originario è a base di nero, latte e perle di tapioca, di densità gelatinosa, caratterizzate da un gusto che per certi aspetti ricorda approssimativamente la liquirizia. La tapioca è gluten free, quindi via libera anche per i celiaci. Rispetto agli esordi sono state aggiunte numerose varianti, tuttavia il comune denominatore è sempre quello: il bubble tea non solo si beve, ma si mastica. È uno snack drink in piena regola. Gli occidentali l’hanno scoperto da poco e ne sono già innamorati: gli americani sembrano non poterne più fare a meno e adesso anche i tedeschi sono sulla buona strada. A Milano, numerosi bar lo servono (covid permettendo)  tra le proprie scelte di caffetteria e ci sono anche locali dedicati; anche a Roma, all’Esquilino, si può provare il bubble tea da YoYou

I giardini a primavera

In questa stagione gli appassionati di giardinaggio si mettono all’opera con particolare impegno: è il periodo ideale per preparare il terreno, eseguire alcuni lavori di manutenzione, collocare piante, semi o bulbi. All’inizio della primavera il giardino presenta le tracce dell’inverno, che lo ha messo a dura prova. Il suolo è coperto di foglie secche. Dovremo quindi rimuovere questi residui. Avremo anche cura di estirpare le piante infestanti spontanee. Una volta liberato il terreno, iniziamo a rinvigorirlo zappettandolo ed arricchendolo di sali minerali, grazie all’aggiunta di concime. La primavera è anche il momento di rinvasare o collocare a terra alcune specie. Inoltre, cerchiamo di capire se ogni pianta necessiti davvero di più spazio, osservando anche lo sviluppo delle radici. Potremo valutare l’idea di creare vere e proprie aiuole, scegliendo oltre alla vegetazione i materiali della cosiddetta bordura.. Eseguite queste fasi di preparazione, passiamo a quella che è probabilmente la parte più piacevole dei lavori primaverili: scegliere e collocare semi e piante che coloreranno il giardino! Tante sono le piante da seminare o mettere a dimora a primavera. Tra queste troviamo dei classici come le viole del pensiero, le begonie, i ranuncoli, i gigli, le dalie e i gladioli. In genere, la scelta delle piante da coltivare dipenderà non solo dai gusti estetici, ma anche dal nostro grado di esperienza. Se non abbiamo un “pollice verde” formidabile, esistono specie relativamente semplici. Tra queste troviamo ad esempio le molte varietà di geranio, le primule, i tulipani  Otterremo però il massimo effetto estetico abbinando colori e forme differenti. Davanti disporremo magari piante piuttosto basse, dietro varietà che svettano verso l’alto come le elegantissime calle. Una parte del nostro giardino può essere dedicata alle piante grasse, che contano un gran numero di estimatori, molte sono le varietà che aggiungono un tocco esotico all’ambiente; alcune regalano anche fioriture affascinanti. Completate il tutto con un comodo salotto, delle lanterne con al loro interno delle candele, un tavolo dove poter apparecchiare con piatti bicchieri colorati … e che la stagione abbia inizio

Giornata internazionale della danza

La danza accompagna la storia umana da sempre , dai primi, rudimentali balli tribali, fino alle forme più raffinate del balletto classico e delle coreografie moderne. A questa forma eloquente, che combina la dimensione artistica e quella motoria, è stata dedicata una ricorrenza: la Giornata internazionale della Danza, che si celebra il 29 aprile. Venne istituita nel 1982 dal Comitato internazionale per la Danza. La Giornata vuole abbracciare tutte le sfumature della danza, che hanno in comune un originario, antichissimo impulso al movimento ritmico. Inutile dire che, nella situazione odierna legata all’emergenza Covid-19, la celebrazione dovrà svolgersi in una dimensione diversa, più intima. Una dimensione che penalizzerà la fisicità: non ci saranno lezioni dal vivo, né spettacoli da ammirare comodamente seduti in platea se la nostra regione sarà ancora rossa, ci dovremmo accontentare di stare seduti magari se è bel tempo, su un comodo divano in giardino, o  davanti alla tv o attraverso il web che ci aiuta ad affrontare queste giornate. Alcune realtà si sono organizzate affinché la magia della danza non si fermi e tocchi i nostri cuori, sebbene in via virtuale. La quarantena in alcuni casi si è rivelata addirittura una fonte d’ispirazione: ne è un esempio la produzione con un  coreografo da una parte , e registi video dall’altra, hanno allestito un singolare spettacolo a distanza, coordinando danzatori che partecipavano alle prove ognuno dal proprio domicilio Anche le musiche proverranno “da remoto”, addirittura da Londra. Lo show esordirà nella Giornata della Danza, 29/04, in TV: l’appuntamento è su Rai 5 alle ore 20:55 e alle 24:00. Non volete limitarvi ad essere spettatori? Potete imparare a muovere qualche passo grazie a “Ondance”, il progetto della star Roberto Bolle: lezioni ad accesso libero trasmesse su YouTube, Instagram e Facebook da insegnanti qualificati, con livelli di difficoltà vari, anche basilari. La danza continua quindi a pulsare ed emozionare, anche attraverso le distanze del web che, mai come oggi, ci fanno sentire più uniti e vicini.