Matrimonio quanto mi costi….

Mettere a tavola almeno 100 persone, vestito, fotografo, dj, fiori … Chi decide di sposarsi in modo tradizionale sa di andare incontro ad una spesa davvero alta. A Firenze in media si spende poco meno di 16 mila euro, la città è una tra le più belle  d’Italia ma anche tra le più costose in cui convolare a nozze. Lo rivela uno studio di Compass Pertanto sposarsi a Firenze costa quanto un’automobile sportiva oppure 2 anni di retta massima all’Università Bocconi. E pensare che la ricerca esclude l’affitto della location della festa, le bomboniere e il viaggio di nozze. A Firenze la spesa che incide di più è quella per il catering, per il quale gli sposi arrivano a spendere fino a 8 mila euro per un banchetto nuziale per 100 persone.L’abito è l’altra voce impegnativa da mettere in conto per le spose locali circa 4.500  euro, seppur più economica rispetto a quello di romane e milanesi che scelgono modelli sartoriali che costano attorno ai 5 mila euro.E poi c’è l’intrattenimento musicale: ingaggiare una band costa in media 800 euro mentre un DJ almeno 600 euro.Infine, costi altissimi a Firenze anche per i fiori, dove bouquet e allestimento con decorazioni e centrotavola prevedono un budget di mille euro. Mentre per fotografare i momenti più belli del matrimonio i fiorentini spendono almeno mille e 100 euro.

 

Il vento

Da questa notte la nostra penisola è attraversata da forti venti ma quando parliamo dei venti, ci riferiamo di base all’origine storica dei loro nomi, anche se poi ogni vento ha le sue caratteristiche tipiche e riconoscibili che cambiano dà luogo a luogo, oltre alla loro direzione, forza e temperatura. A noi piace molto la frase che ormai risuona durante le nostre uscite negli anni, che il vento è come l’amore, prima o poi cambia! E’ un po’ come fosse l’umore di Eolo che ci regala giornate meravigliose con piacevoli venti in riva al mare o dure sfide incappucciati o accucciati difronte ad un scoppiettante camino. I nomi dei nostri venti giungono dalla storia, si basano sulle abitudini di navigazione dei Veneziani che utilizzarono l’isola di Malta come il centro di riferimento per tutti i venti del Mediterraneo e ne attribuirono i nomi in base alla loro direzione rispetto a questa isola. Si capisce così perché alcune delle direzioni suggerite non sono esattamente corrispondenti alle nostre che ci spostiamo un pò di longitudine rispetto a Malta. Ecco allora la Tramontana che è il noto vento che soffia da Nord è il vento di terra. Freddo e secco. Si chiama tramontana perché passava, tra-i-monti Balcani e raggiungeva l’isola di Malta da Nord. Grecale: vento di terra; Freddo e secco. Facendo sempre riferimento all’Isola di Malta, è il vento che arrivava dalla Grecia che si trova a Nord Est. Levante: il vento che viene da dove “leva” il sole, cioè da dove sorge ad Est. Scirocco: Rispetto all’Isola di Malta, è il vento caldo e spesso umido che arriva dalla Siria che si trova a Sud Est. Libeccio: il vento che soffia dalla Libia. Che sarebbe esattamente a sud ma per gli antichi navigare in Libia significava soprattutto puntare Tripoli quindi Sud Ovest. Ponente: il vento dove pone, cioè dove cala il sole ad Ovest. Maestrale: è il vento tipico, quello che soffia più spesso e che ha caratteristiche molto variabili. È il nostro vento principale, appunto il Maestro, quello che per i Veneziani nel mar Mediterraneo arrivava da Roma.

Tendenze moda per i matrimoni del 2019

Sta per arrivare la stagione dei matrimoni, se volete un matrimonio super attuale, allora è la moda che dovete seguire con le tendenze 2019! Gli stili delle cerimonie di nozze evolvono ogni anno: ovviamente sono compresi i fiori, le decorazioni, il buffet, i tavoli e anche gli abiti degli sposi per tante idee tutte da copiare.. ogni anno cambiano alcuni piccoli dettagli che possono rendere originale il vostro grande giorno. Come ogni anno, anche il 2019 ha un colore: stavolta è stato eletto il “Living Coral“, ovvero una tinta corallo solare e brillante. Un arancione influenzato da delle note rosa la perfetta sfumatura per un matrimonio primaverile o estivo. Potete usarlo nelle decorazioni, nella torta, nelle composizioni floreali e persino nel make-up. Le decorazioni moderne sono ancora di moda, ma c’è una tendenza verso il ritorno a elementi tradizionali quando si tratta dei tavoli e della sala. Questo significa un ricevimento dal tema elegante, con candelabri alti, tovaglioli con le iniziali, sovrapposizioni di pizzi e calici di cristallo. Le tendenze del 2019 vogliono una sposa stupenda, in una combinazione di abiti semplici. L’ispirazione arriva da Meghan Markle, con l’abito liscio che aveva indossato al Royal Wedding e un trucco delicatissimo. Continua il tema della semplicità anche per scegliere la sala dove farete il ricevimento. Ultimamente le star stanno lasciando le location esotiche preferendo qualcosa di più casalingo: Gwyneth Paltrow e Mandy Moore, ad esempio, si stanno sposando nel giardino di casa. Può essere un’idea per mantenere basso il budget: non dovrete pagare la location e limiterete il numero degli invitati per un matrimonio più intimo. Per le decorazioni, sono due i trend del momento che renderanno il vostro matrimonio non solo attuale, ma anche divertente. Anche qui sono le star a dettare le regole, come Miley Cyrus che alle nozze con Liam Hemsworth ha fatto installare un arco di fiori per avere un bellissimo sfondo per le foto e per i selfie. In fine quando si trattava di animare il proprio matrimonio, in passato si sceglieva tra una band e un cantante più tradizionale oppure un dj per scatenarsi. Nel 2019 la tendenza è unire le due cose: scegliete un dj che abbia come spalla un violinista, un chitarrista che suoni sopra ai dischi, in modo da avere sia la musica live che un artista che dia una scossa al ricevimento.

Cos’è la tristezza?

Potremmo definire la tristezza come una reazione emotiva di passività e ritiro associata a un vissuto di perdita un oggetto, una persona cara, la  salute, scopi o valori esistenziali ecc.. Vivere un lutto, una mancanza, una privazione di qualche tipo è dunque direttamente connesso all’emozione della tristezza.Si tratta per altro di un’emozione primaria, dunque innata e adeguata agli aspetti più basilari della nostra sopravvivenza. Tuttavia, poiché le vicende della nostra vita di homo sapiens sono molto più complesse e sofisticate di quelle dei nostri antenati delle caverne, la tristezza può associarsi ad altri stati emotivi dando luogo a emozioni più ampie come il tradimento ad esempio quando si unisce alla rabbia o l’ansia quando si unisce alla paura.Può anche essere il primo gradino di un più complesso processo di lutto che porta la tristezza iniziale e sfumare in altre emozioni e in sentimenti e stati d’animo via via più vari. Rimpiazzare una perdita con qualcos’altro senza darci tempo di fare esperienza del vuoto e dell’assenza ci impedisce di risanare quella perdita condannandola a rimanere paradossalmente davvero incolmabile. Passare attraverso emozioni come la tristezza e il dolore psichico a esse associato ci rende invece più forti, ci aiuta a far tesoro delle piccole e grandi perdite o delusioni della vita e ci insegna che è anche grazie ad esse che possiamo andare avanti. In Giappone è l’arte del Kintsugi: “Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, valorizzano la crepa riempiendo la spaccatura con dell’oro. Essi credono che quando qualcosa ha subito una ferita e ha una storia, diventa più bella.”

La vellutata di zucca gialla

La vellutata di zucca è un primo piatto vegetariano caldo e nutriente. Ideale da preparare in questo momento dell’anno, può essere servita dentro la zucca stessa, per un risultato scenografico e colorato. La vellutata di zucca è un primo piatto gustoso, che possiamo cucinare anche in versione light senza patate, per assaporare tutto il gusto di questo ortaggio tipicamente autunnale. La zucca fresca di stagione ha numerose qualità, è ricca di antiossidanti, favorisce la sazietà, è poverissima di calorie e contiene calcio, fosforo, pro-vitamina A e un buon contenuto di amminoacidi. Via libera anche a quella surgelata, che mantiene quasi del tutto i valori nutrizionali e si apprezza per la praticità, riducendo i tempi di preparazione della ricetta.Per aromatizzare la vostra vellutata di zucca potete aggiungere dello zafferano o del curry, grattugiare dello zenzero a fine cottura e guarnire con un filo d’olio extravergine di oliva e rosmarino. Per un gusto lievemente dolce, invece, spolverizzate con abbondante parmigiano grattugiato e qualche amaretto sbriciolato.Le creme e le vellutate di verdure, come la vellutata di porri o quella di carote, sono piatti nutrienti e allo stesso tempo delicati; hanno il privilegio di poter essere preparate anche con un giorno di anticipo: prima di servirle basterà riscaldarle a fuoco dolce.La vellutata di zucca è un primo piatto leggero, che si può realizzare in numerose varianti, come la vellutata di zucca alla paprica, cumino e mele, con patate e amaretti.

 

Quadri come appenderli al meglio

Uno dei classici modi per decorare le pareti della propria casa, in qualsiasi ambiente, è arricchirle con dei quadri. Che siano oli, stampe, litografie ristampe di opere celebri, o portafoto con i vostri ritratti o quelli dei vostri cari, ognuno esprime con l’arte che sceglie di appendere in casa propria il suo gusto e personale senso estetico, raccontando attraverso il quadro qualcosa di sé ai suoi ospiti. Per questo è importante sceglierli con cura e appenderli con altrettanta attenzione. Appendere un quadro a prima vista potrebbe sembrare facile. Basta un chiodo ed un martello e il gioco è fatto. In realtà non è così. Bisogna valutare molti aspetti quali, da un punto di vista pratico, il peso e la tipologia, i supporti di cui è dotato, il tipo di parete su cui andremo ad attaccarlo. E, da un punto di vista squisitamente estetico, lo stile e i colori del dipinto o della stampa e dell’eventuale cornice in relazione all’ambiente in cui la andremo a collocare. Ed, ovviamente, alla eventuale presenza di altri quadri o elementi decorativi nella stanza.Da un punto di vista operativo, il quadro potrà essere appeso con chiodi e martello oppure con altri mezzi. Per le stampe o le tele molto leggere, come sono solitamente quelle senza vetro e senza cornice, si può avvalersi anche di nastro biadesivo da parete o le paste adesive. Entrambi questi metodi ci consentiranno di appendere il quadro senza bucare il muro. Per i quadri molto pesanti, invece, occorrerà prendere in esame l’eventualità di utilizzare veri o propri stop da muro. O appositi tasselli da fissare con il trapano. Quando si appendono i quadri, è molto importante anche osservare l’illuminazione. Se il quadro ha un vetro non antiriflesso, è bene che non sia sottoposto a fonti di luce diretta. In caso contrario o quando il vetro è assente, l’illuminazione può invece valorizzare l’opera, come avviene ad esempio nelle stesse gallerie d’arte, con faretti che puntano direttamente sulla tela. Circa il posizionamento di quadri vicini, infine, sarà bene utilizzare un criterio unico per tutti: solitamente i quadri vengono allineati rispetto alla base o, in alternativa, all’immaginaria linea centrale.

Come riconoscere la frutta fresca

Come riconoscere la frutta fresca. Al supermercato o dal fruttivendolo è impossibile resistere alla tentazione dei colori sgargianti e del profumo dolce della frutta. Spesso ci si trova a fare scorte di queste delizie. Il problema è che molte volte è difficile che la frutta duri a lungo, specialmente se la acquistiamo non proprio fresca e ci si ritrova a dover buttare via alcuni prodotti che marciscono prima del tempo. Scopriamo insieme alcuni consigli e segreti che permettono di riconoscere e mantenere la frutta fresca nel miglior modo. Come riconoscere la frutta fresca? Prima di tutto è fondamentale acquistare la frutta da negozianti di fiducia che siano in grado di garantire la freschezza del prodotto. Se possibile, optare per la filiera corta rivolgendosi direttamente ai produttori o ai mercati giornalieri.E’ importante controllare sempre il tono della frutta: al tatto e alla vista la polpa deve essere soda e non devono essere presenti ammaccature o zone scure. Osservate bene il colore della buccia, potrete così rendervi conto se il frutto è abbastanza maturo oppure troppo acerbo. E’ possibile capire se si tratta di frutta fresca anche guardando le foglie: nell’ananas, ad esempio, più sono verdi e più il frutto è fresco. Le foglie, quindi, se presenti, devono essere verdi e lucenti. Non lasciatevi condizionare dalle dimensioni del frutto: il gusto ed il sapore della polpa non cambiano con l’aumento delle dimensioni.