Una piscina sul terrazzo

L’estate è arrivata, fa parecchio caldo in città e la voglia del mare e dell’acqua dove rinfrescarsi  sale ogni giorno di più, e così qualcuno ha pensato bene di trasformare il proprio terrazzo in una piscina. Stiamo parlando dell’incredibile foto che sta facendo impazzire il web e che in breve tempo è divenuta virale. Nell’immagine vediamo un bambino che si diverte nel balcone di casa trasformato ad hoc in una piscina, con tanto di fondo in plastica e acqua introdotta tramite un tubo.La foto probabilmente è stata scattata da un vicino divertito e allarmato per lo scenario che si è trovato davanti affacciandosi alla finestra. Nello scatto il piccolo sembra divertirsi parecchio nella sua piscina improvvisata e in breve tempo il fotogramma si è diffuso sui social. Tanti i commenti da parte degli internauti che hanno intavolato dei veri e propri dibattiti intorno alla foto. C’è chi trova l’idea di modificare il balcone in una piscina una “genialata” e chi invidia il bambino che sguazza nell’acqua. Molti si sono chiesti se si trattasse di un fake o di uno scherzo, ma nessuno è riuscito a dare una risposta concreta.In tanti si sono domandati se davvero sia possibile trasformare il terrazzo di casa in una piscina senza rischiare che crolli. Non è semplice rispondere alla domanda e così gli utenti di Twitter si sono scatenati con calcoli e supposizioni. Hanno tentato di misurare in qualche modo la superficie del terrazzo e la quantità d’acqua per capire se il bambino rischiava di fare una brutta fine oppure no. Per risolvere l’enigma è intervenuto anche un noto architetto e costruttore di San Josè che ha spiegato come i balconi realizzati in edifici residenziali nuovi riescano a reggere sino a 200 kg al metro quadrato. Considerando che un metro cubo d’acqua pesa mille chili il fatto che il balcone non sia ancora crollato è un vero e proprio miracolo.

Si fa presto a dire insalata…

Asparagi, erbe spontanee, piselli, pomodori, zucchine, insalate, indivie, finocchi, carote, cipolle…in queste settimana c’è una presenza piuttosto variegata e abbondante di prodotti di stagione di buona qualità, spesso anche locali. Ma oltre a questi “grandi classici” possiamo curiosare tra le pieghe della biodiversità stagionale alla ricerca di qualche sapore più ricercato e meno banale. Bruscandoli, s-ciopeti, rosoline, tarassaco, barbe … le erbette e i germogli di primavera fanno bella mostra della loro freschezza sui banchi dei fruttivendoli e, per chi le sa vedere, anche in campagna. Molte di esse spuntano infatti spontaneamente  in quegli angoli di verde dove la Natura può ancora manifestarsi liberamente senza l’intervento domatore dell’uomo: come le siepi lungo i fossi, nei giardini,dove si possono trovare i bruscandoli; i prati lasciati a erba, dove si raccolgono tarassaco e s-ciopeti; i campi incolti in attesa di essere lavorati, dove crescono rigogliose le rosoline. Altre erbe commestibili  vengono fatte crescere appositamente da accorti agricoltori che, vista la crescente richiesta in questo periodo dell’anno, si sono ingegnati nel seminarle per tempo: come le barbe di frate, e i carletti. Del resto è sempre più difficile prendere una cesta e andare a avere tempo per andare a cercarli e coglierli in libertà nella campagna…

 

 

I posti dove dormono i gatti

I gatti dormono la maggior parte del tempo… beati loro! Noi spesso compriamo le cucce più morbide, i lettini più all’avanguardia, le ceste più adatte a loro, ma chissà perché i gatti non vanno mai a dormire dove abbiamo pensato di allestire il loro punto notte? Ci sono dei posti della casa dove tutti i gatti amano dormire: scommettiamo che anche i vostri felini dormono spesso qui? Sul nostro letto, non c’è niente di meglio che ronfare e fare il pane sul proprio amico umano. Così al mattino sono già pronti per svegliarci, all’alba, per mangiare! Sul termosifone, in inverno è caldo, in estate è fresco, quale posto migliore per addormentarsi? Sui ripiani alti e sui mobili, così possono dominare tutta la casa… e ovviamente si stancano a farlo e si addormentano! Nelle scatole abbandonate per casa Mai e dico mai lasciare una scatola in giro per casa: diventerà subito il suo rifugio… e poco importa se la scatola è troppo piccola! Sopra la biancheria pulita Non c’è niente di meglio di addormentarsi annusando il profumo dell’ammorbidente e immergendo le zampette nei capi ancora morbidi appena stirati e poggiati in una cesta. Sulla tastiera del computer o sopra i nostri libri sui quali stiamo sudando per dare un esame… Loro ci ricordano che ogni tanto è bene prendersi una pausa! Altre volte li scoviamo in bagno soprattutto d’estate, che è bello fresco, non c’è niente di meglio del lavandino per schiacciare un pisolino. Chissà perché non dormono mai nelle loro cucce…

La pasta del futuro….

Qual è il nostro tipo di pasta preferito? Presto potremmo non essere più chiamati a scegliere. Due ricercatori del MIT, hanno progettato una pasta che cambia forma una volta immersa nell’acqua. L’obiettivo è quello di risparmiare sugli imballaggi, dato che il formato piatto sarebbe più comodo ed economico da trasportare. Una domanda, però, è legittima: quando arriverà nel nostro piatto sarà buona e davvero commestibile? Combinando stampa 3D e gastronomia molecolare, i due studiosi sono riusciti ad ottenere un prodotto innovativo: il gusto, dunque, almeno al momento non sembra essere dei migliori. La pasta, però, si comporta come i ricercatori speravano: riesce a cambiare forma, una volta a contatto col liquido. Ciò dipende dalla capacità del cibo di assorbire acqua ed espandersi. Alla fine sono arrivati a progettare un tipo di pasta formato da due strati di gelatina, di diversa densità: la parte superiore è fatta apposta per assorbire più acqua. Ciò consente alla pasta di trasformarsi. Per controllare la quantità di acqua in entrata, i ricercatori sono ricorsi alla cellulosa, da inserire sulla gelatina. “Abbiamo fatto molteplici esperimenti e stilato un database, in cui appuntare le diverse forme, insieme alle istruzioni per ottenerle”Insieme allo chef Matthew Delisle del ristorante L’Espalier di Boston, i ricercatori hanno creato due piatti: dischi trasparenti di gelatina aromatizzati al plancton all’inchiostro di seppia e strisce di fettuccine realizzate con due strati di gelatina fusi insieme a temperature diverse. Dietro ad un progetto così stravagante, c’è anche l’intenzione di fare del bene all’ambiente, riducendo gli imballaggi. Abbiamo fatto dei semplici calcoli – ha spiegato Wang -. Se imballiamo perfettamente un tipo di pasta corta, avremo il 67% del volume costituito da aria. Crediamo che in futuro la nostra pasta possa essere imballata così com’è, ossia piatta, e quindi portare ad un risparmio di spazio”.

 

 

Avete mai sentito parlare dell’ananas rosa?

La natura sa regalarci colori e stranezze davvero uniche. Se siamo soliti portare sulle nostre tavole questo frutto tropicale che pare sia anche un ottimo brucia grassi, quindi mangiamolo di più, che si presenta con un bel giallo intenso nella sua polpa, sappiate che possiamo stupire i nostri amici scegliendo per la variante rosa. Che è assolutamente naturale! L’ananas rosa arriva dal Costa Rica ed è prodotta dalla Del Monte, un colosso quando si parla di frutta. Nel 2005 l’azienda ha avviato lo sviluppo di questo nuovo frutto, il Rosé Pine apple, che ultimamente è stato anche approvato dalla Fod and Drug Administration, l’ente americano che certifica il commercio di cibi e farmaci. Ma come mai il frutto dentro appare rosa? Perché sono stati modificati alcuni enzimi con il licopene, una sostanza naturale che troviamo nei pomodori e che non solo è commestibile e non fa male, ma fa anche bene per la nostra salute. Gli ananas rosa sono buoni come quelli gialli, e se in queste calde sere d’estate vorrete stupire i vostri amici con una cena in giardino illuminati da lanterne e candele, vi darà una grossa mano questo è il frutto che fa al caso vostro, servitelo nell’antipasto accompagnato da gamberetti , nel dolce o semplicemente come frutta, il suo gusto è più dolce, l’aspetto è più simpatico e carino, soprattutto per tutti gli amanti del rosa: e sono davvero tanti non solo noi donne!

 

Curiosità sulle vacanze

Come devono essere le vacanze per farci davvero bene? Ci sono trucchi per conservare più a lungo l’effetto positivo della pausa estiva? Meglio distribuire le ferie e farle tutte assieme? Vediamo se e come le statistiche possono darci una mano Alcuni ricercatori olandesi hanno provato a misurare l’effetto che le vacanze hanno sulla felicità e per quanto tempo dura. Lo studio ha dimostrato che i livelli di felicità sono influenzati e crescono sensibilmente  già dal momento in cui organizziamo la vacanza. L’effetto di previsione  ci renderebbe felici già otto settimane prima del viaggio. Dopo la vacanza, la felicità scende rapidamente per tornare ai livelli di base per la maggior parte delle persone. Chi ha passato una brutta vacanza, normale o rilassante, non registra una grande felicità post-vacanza. Non sono più felici rispetto alle persone che non sono state in vacanza spiega, Jeroen Nawijn. Gli unici vacanzieri che sperimentano un aumento di felicità dopo il viaggio, sono quelli che si sono sentiti molto rilassati. Per loro l’effetto felicità  da vacanza dura fino a due settimane dopo il viaggio e poi torna ai livelli iniziali. Inoltre soffriamo di meno se facciamo vacanze brevi e frequenti: almeno due o tre periodi di vacanza di tra otto e dieci giorni all’anno, alcuni scienziati sostengono che il week-end è meglio di una lunga vacanza, fare qualcosa di intenso poco prima della fine delle vacanze aumenta il tempo di relax successivo al ritorno dalle vacanze, infine nei primi giorni di rientro pianificate delle ore del giorno da passare in tutto relax distesi su una amaca o comodamente seduti in giardino a leggervi un buon libro o a sorseggiare un buon drink contornati da splendidi fiori e piante vi riporterà con la mente alle trascorse vacanze e vi farà sentire meglio

La macchina che fa il brodo in cialde

Posso offrirti un caffè? Oppure un Brodo? Sfruttare la macchinetta del caffè  per fare il brodo, probabilmente a molti italiani l’idea farà storcere il naso, dato che siamo un popolo di amanti e intenditori del caffè e tutto sommato preferiamo una tazzina di caffè a una di brodo vario. Negli Stati Uniti però la Campbell, famosa marca di preparati per brodi e di cibi in scatola, ha realizzato delle cialde per brodo da utilizzare con la macchinetta del caffè. Le cialde della Campbell sono composte di due parti: la cialda vera e propria ed una confezione contenente la pasta e la verdura tutto ovviamente precotto da mettere poi nel brodo. Al momento le cialde funzionano solo con alcune macchine da caffè  della Keurig, che tra l’altro si caratterizzano per essere autopulenti, e quindi evitano il problema di “passaggio di sapori” tra brodo e caffè.