Dagli unicorni agli arcobaleni

Dopo cibi e bevande ispirati a unicorni e sirene, è arrivata dalla California la luccicante e coloratissima rainbow glitter pizza. Uno dei trend dello scorso anno è stato quello degli unicorn e mermaid food ovvero cibi e bevande, per lo più dolci, i cui colori riprendevano le sfumature pastello delle mitologiche creature che ultimamente vanno tanto di moda. Anche quest’anno i “cibi arcobaleno” in quanto estremamente “instagrammabili” stanno avendo un grande successo, soprattutto se resi luccicanti dall’aggiunta di glitter, tanto che in California il locale DagWoods Pizza di Santa Monica ha realizzato la AFPizza ovvero una pizza margherita arricchita di coloranti pastello per un effetto arcobaleno e brillantini. Il successo del arcobaleno glitterato pizza  ha anche contagiato star come Holly Madison e Jimmy Kimmel che l’hanno “mostrata” durante i loro show. Per ora sul sito di DagWoods Pizza non ci sono recensioni sul gusto di questa originale creazione culinaria ma, data la sua bellezza, il sapore in questo caso passa in secondo piano.

All’inizio di una storia d’amore è tutto rose e fiori ma poi…

All’inizio di una storia d’amore è tutto rose e fiori ma poi… anche le piante più resistenti, se non vengono prestate le cure necessarie, tendono ad appassire. Spesso non succede per mancanza di sentimento o di volontà, ma per distrazione. Complice la quotidianità, ci si abitua a pensare che quella pianta meravigliosa che è la nostra relazione sarà sempre lì, resisterà alle intemperie e sarà sempre in fiore, in un’eterna primavera. Ma non è così: i rapporti di coppia hanno bisogno di nutrimento e attenzioni quotidiane per poter crescere, rafforzare le proprie radici, sbocciare, evolvere. Nella maggior parte dei casi, non sono grandi catastrofi a far morire la passione, ma piccole e cattive abitudini. Ad esempio…Gli egoismi individuali Il voler avere sempre ragione o la pretesa che le proprie esigenze siano sempre assecondate, escludendo di poter arrivare ad un compromesso e senza curarsi dei bisogni del partner: il classico “facciamo come dico io”. Con il tempo, tende a svilupparsi un atteggiamento apatico che porta a dare persone e sentimenti per scontanti, pensando che non ci sia bisogno o tempo di fare quel gesto romantico, di sedurre, di avere attenzioni particolari o di ritagliarsi dello spazio stare insieme… Ma l’amore non accetta l’indifferenza.Come contrastarla? Mettendo in atto una routine che faccia bene alla coppia, anche se costa un piccolo sforzo.La gelosia In una certa misura può essere persino sintomo della buona salute della coppia, ma più spesso diventa una spinta distruttiva, che affonda le sue radici nell’insicurezza e nella paura dell’abbandono di chi la prova. Stare sempre insieme All’inizio si ha voglia di passare molto tempo insieme, in qualsiasi occasione. Così oltre a infastidire gli amici, che non ci possono più vedere se non “accompagnati” si rischia di abituarsi ad un legame simbiotico, in cui mancano gli spazi individuali, e prima o poi la sensazione di asfissia arriva. Inoltre, la mancanza di spazi individuali porta a perdere di vista sé stessi e i propri obiettivi personali, con il risultato che piano piano il partner non vedrà più la persona di cui si è innamorato. Cosa fare? Ogni tanto chiedersi “cosa farei se non ci fosse lei/lui e farlo, vi aiuterà sicuramente a stare meglio insieme

 

E’ arrivato l’uovo vegano

È nato prima l’uovo o prima la gallina? Dimenticate questa domanda poiché da oggi non avrà motivo di esistere: è nato l’ uovo vegano. L’idea  frutto di un anno e mezzo circa di sperimentazione  è di quattro studentesse d dell’Università di Udine.L’uovo vegano è vendibile in negozi alimentari biologici, vegetariani e vegani, ma anche in qualsiasi supermercato, vista la sempre crescente richiesta di prodotti di questo tipo da parte dei consumatori. Nella messa a punto del prodotto le difficoltà sono state principalmente di carattere tecnologico e nella scelta degli ingredienti. Solo dopo molteplici prove siamo riuscite ad ottenere la formulazione ottimale in termini di compattezza e gusto del prodotto finito. L’uovo vegano sodo si presenta  nella sua veste estetica  uguale a un normale uovo di gallina, ma è interamente prodotto con ingredienti di origine vegetale. Consigliato a persone che soffrono di ipercolesterolemia o celiachia essendo privo di colesterolo e glutine, il suddetto uovo è stato ‘creato’ soprattutto  o facilmente  per essere un nuovo ingrediente eticamente idoneo a decorare i piatti vegani ed eticamente corretto al palato dei consumatori.

Paese che vai espresso che trovi..ecco alcune curiosità

Sappiamo che il caffè arrivò in Italia verso la fine del 500 e la prima bottega del caffè aprì a Venezia: da allora il caffè è entrato nella dieta occidentale, regalando all’Italia un primato nella diffusione e nella preparazione dell’espresso: siamo il secondo importatore al mondo e il secondo consumatore di caffè. Ma come è accaduto per la pizza, una volta preso il largo, il caffè ha perso le sue caratteristiche tipicamente italiane ed è diventato la base di bevande, che poco incontrano il nostro gusto. Per esempio… Caffè al carbone Un caffè servito con un bel pezzo di carbone fumante? Il Kopi Joss non è una novità: è stato inventato dal titolare di un bar di Jakarta negli anni ’60.Come la maggior parte del caffè da queste parti si prepara con una polvere di caffè e alcune cucchiaiate di zucchero a cui viene aggiunta acqua da un bollitore, seguita da un pezzo ardente di carbone preso da una stufa. Il motivo? Sembra che faccia digerire…Avolatte. “ultima moda hipster”, l’Avolatte è un caffè con latte servito in un guscio di avocado. È un’invenzione dei barman del Truman Cafè di Melbourne Ma i social e Instagram gli hanno regalato un quarto d’ora di celebrità in tutto il mondo. Asskicker. Ammettiamolo: per alcuni è impossibile svegliarsi senza un caffè. E c’è chi per raddoppiare la dose di caffeina lo prende doppio. Ma per provare un caffè esplosivo bisogna andare fino a Christies Beach, in Australia, al Viscous Cafe. Qui il piatto forte è l’Asskicker letteralmente “che ti dà un calcio nel sedere”, che secondo il suo inventore contiene 60 volte la quantità di caffeina di un espresso.

Il panino Italiano ora anche in accademia

Forse non molti sanno che è nata a Milano la Fondazione Accademia del Panino Italiano, con lo scopo di sostenere nel mondo il Panino Italiano, simbolo del Made in Italy. Adesso l’inaugurazione è ufficiale, le iniziative numerose. L’ Accademia del Panino Italiano nasce da un’idea di Antonio Civita e Elena Riva, già noti per essere proprietari del brand Panino Giusto uno spazio di 1.200 mq per accogliere convegni, mostre, eventi e progetti legati al mondo del panino Made in Italy, dove ha sede una Biblioteca del Panino, con oltre 1.500 libri e riviste sull’argomento. Se ci andate prenotate anche l’ingresso alla mostra adesso in corso “Panino, da natura a artificio” In pratica un viaggio tutto italiano, per conoscere di questa specialità tipica la storia, i migliori artigiani e più prestigiosi ambasciatori. Durante il percorso espositivo ci si può anche sbizzarrire a creare infinite combinazioni possibili con gli ingredienti, grazie a una sorta di video-istallazione. Dai panini agli spinaci a quelli al latte con semi misti le nostre ricette di pane e panini Scopo dell’Accademia è “promuovere e valorizzare l’unicità del Panino Italiano in Italia e nel mondo” e offrire al panino “un’icona del Made in Italy”, come la pasta e la pizza. L’Accademia ha già un suo Manifesto del Panino Italiano, e ha in programma a breve: la creazione di una Scuola del Panino Italiano, la definizione di un protocollo con le caratteristiche identificative del “Panino Italiano” in vista di una sua futura certificazione in Italia e nel mondo, protagonista indiscusso del panino, lo speck Alto Adige, leggermente affumicato e stagionato all’aria di montagna, e il pane nero. Si accompagna con buon bicchiere di vino, magari un Pinot nero o uno Schiava, vitigni tipici della zona. Gli ingredienti: 4 Vinschgerlen panino nero tipico, Speck Alto Adige , Formaggio Stelvio , Burro. Dividere il panino in due, spalmare uno strato sottile di burro e farcire a piacere con speck e due fette di formaggio. Scaldare il panino farcito nel forno a  200 gradi per 8-10 minuti finché diventa croccante. Una variante di questo panino allo speck prevede l’aggiunta di pomodoro oppure lattuga verde.

 

Perchè l’amore fa passare la fame

Quando ci innamoriamo il nostro cervello accresce la produzione di dopamina, noradrenalina e feniletilamina , neurotrasmettitori che inondano il corpo e scatenano reazione fisiologiche, quali il battito cardiaco accelerato, l’aumento di sudorazione, l’euforia, l’eccitazione, l’insonnia e anche… il minore appetito. È proprio la PEA, sostanza chimica con una struttura simile a quella delle anfetamine, che ci riempie di entusiasmo amoroso ma chiude lo stomaco. Non si sa esattamente come questo neurotrasmettitore agisca sull’inibizione della fame, ma la sua “esplosione” nel nostro organismo durante l’innamoramento ci regala moltissima energia ed eccitazione emotiva. A livello biologico, insomma, è tutta questione di chimica. Nella fase iniziale dell’infatuazione, quando si desidera focosamente l’altra persona, senza però che si sia ancora instaurata una relazione a due, l’organismo è inondato dagli ormoni dello stress. È il classico “sfarfallìo” del cuore, che chiunque ha sperimentato di fronte all’uomo o alla donna per cui ci si è presi una cotta, spesso seguito da vampate di calore, viso che arrossisce, mani che sudano. Reazioni repentine, irrefrenabili, spesso persino inaspettate, legate a momenti intensi vissuti insieme alla sospirata dolce metà. E se poi Cupido mette bene a segno le sue frecce, e colpisce dritto al cuore i tremiti lasciano il posto all’euforia: l’amore, ricambiato, è travolgente, folle, smodato. Energia allo stato puro che spazza via il sonno, la fatica e, appunto, la fame. Perché, in un certo senso, è come se ci nutrissimo solo d’amore. E anche Dante, pur non conoscendo la “chimica dell’amore”, è risaputo che soffrì di inappetenza, quando si innamorò di Beatrice.

 

I pesci hanno una memoria..tutto da rifare

Si parla di memoria e i pesci rossi ne hanno da vendere! Lo afferma una ricerca della School of Psycology all’Università di Plymouth, che afferma che questi non solo possiedono buonissima memoria, ma ricordano anche a distanza di tre mesi dall’accaduto. Gli scienziati hanno abituato i pesci a rispondere ad uno stimolo: ogni volta che spingevano una leva posta nella loro vasca ricevevano in premio del cibo. I pesci, in breve tempo, hanno imparato e non solo! I ricercatori hanno poi tarato la leva in modo che questa rilasciasse il cibo solo una volta al giorno e sempre alla stessa ora. I pesci rossi hanno ancora una volta risposto positivamente! Secondo Hamilton, «Questo è molto interessante perché dimostra che questa specie è capace di formare e rafforzare un’associazione tenendola a mente per un lungo periodo di tempo. Inoltre, questa traccia di memoria può essere dimenticata e sostituita da una nuova memoria a lungo termine. I pesci in mare hanno una dieta varia: mangiano lumache, piccoli pesci, insetti e piante e si pensa che imparino ad associare certi luoghi con i loro cibi preferiti, una caratteristica che potrebbe essere di vitale importanza per la loro sopravvivenza. La diminuzione della disponibilità di cibo potrebbe favorire la sopravvivenza delle specie che possono ricordare la posizione delle fonti di cibo.

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