Campionato del mondo sculture di sabbia

Nel cuore dell’estate mentre passeggiate lungo la riva del mare, fatevi un giro fra le più belle spiagge alla ricerca delle migliori sculture di sabbia. Non solo i classici castelli con le torri costruiti sulla cima di un’altura, ma anche riproposizioni di opere d’arte, scene del cinema e personaggi della televisione. Dai Simpson ai quadri di Picasso in 3D, dalle automobili agli animali della savana, un tour alla scoperta delle più fantasiose opere costruite rigorosamente in sabbia e acqua. C’è chi usa la sabbia per dipingere, chi per produrre energia solare, mentre in tutto il mondo bambini e adulti si divertono a sfidarsi per creare le sculture più belle, tutte da fotografare prima che l’acqua o il vento se le portino via oppure prima che qualcuno si diverta a distruggerli  Guglie, castelli, torrioni che “svettano” fra le nuvole, figure che sembrano voler prender vita da un momento all’altro. Non si tratta dell’ultimo film della Walt Disney ma a Cervia come ogni anno sul lungo mare si svolge il Campionato del Mondo di Sculture di Sabbia. Tutto rigorosamente in taglia maxi e di sabbia. I team avranno 3 giorni a disposizione per lavorare e realizzare le sculture. Dovranno rispettare i canoni internazionali secondo i quali la sabbia deve essere impastata solo con acqua e non può avere al suo interno nessun supporto rigido. Gli arnesi utilizzati sono a metà strada fra quelli da muratore e quelli che si trovano generalmente a casa degli scultori. Le opere raggiungono anche gli 8 metri di altezza e nascono dalla fervida fantasia e dalle mani abili degli artisti che provengono da ogni parte del mondo.

Pop Corn…come si formano

Al cinema  davanti alla televisione, in giardino in occasione di un party, alzi la mano chi di noi non ha sgranocchiato una ciotola di pop-corn  spuntino ideale. Ma quale reazione si cela dietro all’esplosione di un semplice, e apparentemente innocuo, chicco di mais? Esistono alcune qualità di mais che hanno chicchi sufficientemente robusti adatti alla preparazione del pop-corn. Al di sotto della buccia di ogni chicco si trova l’endosperma, una sostanza molto densa che nutre l’embrione del granello, una minuscola anima di colore bianco chiamato germe. L’endosperma è costituito da proteine, amido, glucosio e acqua. I chicchi più “robusti”, e quindi migliori per la produzione del pop-corn, posseggono un’alta quantità di proteine e un basso contenuto di zuccheri e una percentuale d’acqua che oscilla tra l’11 e il 14%.Quando il chicco di mais viene scaldato rapidamente, l’acqua presente nell’endosperma cuoce in parte le particelle di amido. Raggiunto il punto di ebollizione, l’acqua si trasforma in vapore aumentando rapidamente di volume. La rete fitta e solida costituita dalle proteine che racchiudono l’amido resiste alla crescente pressione, fino al raggiungimento del loro punto di rottura. A questo punto il chicco non è più in grado di resistere alla pressione creata dall’acqua e, repentinamente, esplode. L’improvvisa liberazione della pressione fa sì che l’intero endosperma si espanda, andando a costituire la parte bianca e spugnosa del pop-corn. In questi giorni  impazza sul web un video in cui in un campo di pannocchie…fioriscono i pop corn. Sarebbe proprio colpa del caldo. O almeno così dice l’agricoltore che ha postato il video. Ma ci sono forti dubbi che sia uno scherzo.

 

Cosa non fare sotto la doccia

Recarsi in bagno e fare la doccia è un gesto che, quotidianamente, si è soliti compiere. L’igiene personale conta, ma bisogna prestare le dovute attenzioni. C’è chi vede questo semplice rituale come un momento rilassante ma, in realtà, spesso ci si misura con errori in doccia che, anziché giovare al proprio fisico, potrebbero danneggiarlo.Dal lavare il viso sotto la doccia all’utilizzare una vecchia spugna vegetale o un rasoio, ecco gli  errori più diffusi che tutti dovrebbero accuratamente evitare al fine di non trasformare una piacevole pausa relax in qualcosa di nocivo per la salute.Mai lavarsi il viso mentre si fa la doccia. Secondo l’esperto di cura della pelle Kaye Scott, il calore dell’acqua, così come la pressione, sono tutt’altro che benefici. Il caldo è nemico dei capillari e il rischio è quello di andarli a dilatare rendendoli visibili, soprattutto sulle guance. L’acqua calda può anche privare il viso dei suoi oli protettivi naturali. La pelle risulterà così più secca e si andrà ad agevolare la formazione delle rughe. Meglio dunque lavarlo con acqua tiepida nel lavandino del bagno, e asciugarlo con un asciugamano morbido facendo attenzione a provocare graffi. Molte persone credono che utilizzando la spugna possono mantenere la pelle in splendida forma. Sbagliato. Spesso le cellule morte della pelle restano incastrate nella sua struttura porosa l’umidità che si crea nell’ambiente doccia è un vero e proprio ricettacolo di batteri e funghi. Inoltre se si lascia il rasoio in una zona umida, potrebbe infettare la pelle a ogni utilizzo. Una lama lasciata sotto la doccia, là dove ci sono anche capelli e pelle morta, può infatti causare peli incarniti e irritazioni.

Il pane a forma di cocomero

Sole mare estate, la  novità è il pane a forma di cocomero. Aspopola un coloratissimo pane da tagliare che ricorda nella forma e nei colori uno dei frutti più amati della bella stagione. La richiesta del pane a forma di cocomero da parte dei cittadini è così elevata che il panificio che lo ha ideato non riesce ad soddisfare tutti. Jimmy’s Bakery, fino a poco tempo fa era una comune panetteria. Ma ora il suo pane a forma di cocomero sta facendo il giro del mondo grazie alle fotografie pubblicate sul web e sui social network, soprattutto su Instagram. Così gli ideatori del pane a forma di cocomero stanno conquistando una fama inaspettata. Lee Wen-fa ha ideato il pane a forma di cocomero per incoraggiare i bambini a mangiare di più nonostante il caldo, nei mesi in cui per via delle elevate temperature si rischia di perdere facilmente l’appetito. Per realizzare il pane a forma di anguria si utilizzano soprattutto coloranti naturali come le fragole e il succo di fragole per la parte rossa e il tè verde in polvere, molto popolare in Oriente, per la parte verde che va ad imitare la buccia dell’anguria. I semini dell’anguria sono realizzati con bambù commestibile. Il pane a forma di cocomero è diventato così popolare che Jimmy’s Bakery si ritrova a sfornarne ben 100 pagnotte al giorno. Viene realizzato soprattutto sotto forma di pane in cassetta da affettare per realizzare toast e panini.

Come conservare le uova?

Il dilemma è comune, e riguarda la temperatura a cui vanno mantenute. C’è chi sostiene la necessità del frigorifero, chi caldeggia la temperatura ambiente. La maggior parte degli europei tiene le uova in frigo, ma hanno ragione? I sostenitori della refrigerazione pensano che senza di essa si rischi la formazione di batteri. Diversi produttori, scienziati, chef sostengono che se un uovo è contaminato, la temperatura ambiente permetterà al batterio di moltiplicarsi, mentre il colore, l’odore non cambieranno, per cui capirlo ad occhio nudo sarebbe impossibile. C’è anche uno studio americano, a sostenere questa tesi. Più di 2000 uova provenienti da allevamenti intensive sono state conservate a temperature diverse per 4 settimane. Le uova più danneggiate erano quelle conservate a temperature più alte. Non mancano tuttavia le opinioni inverse: le uova si conservano perfettamente al di sotto dei 20 gradi per anche un mese. E’ per questo che i supermercati le espongono fuori dal frigo. Per una settimana a qualsiasi temperatura ambiente se l’uovo è biologico e fresco. Militari impiegati in spedizioni sottomarine affermano di mantenere le uova in una stanza non refrigerata e consumare tranquillamente le uova per settimane. Inoltre qualcuno afferma che il posizionarle in frigo nello scomparto sulla porta rovina le uova a causa dei continui scossoni. Infine, le uova a temperatura ambiente migliorano anzi, a volte sono la chiave del successo la pasticceria. Alcune sono state tenute alla temperatura media di un frigo, altre a temperatura ambiente. Con cadenza regolare sono state testate le uova, cercando presenze batteriche. Dopo 1 settimana le uova apparivano identiche, dopo 2 settimane i risultati continuavano ad essere uguali. Tutte le uova erano perfettamente sane. Il campione è piccolo naturalmente, ma i risultati, a detta di Jay Tolley, manager dei laboratori, dimostrano che conservare le uova dentro o fuori dal frigo non influisce sulla loro sicurezza.

Uovo sodo piccoli trucchi

Sembra impossibile che una preparazione così elementare sia protagonista di tante discussioni di cucina, preparare delle uova sode non è difficile, ma ci sono decine di micro-passaggi e ‘trucchi’ per renderle più o meno cotte, più o meno sbucciabili. Prima di tutto, se siete incerti sulla freschezza dell’uovo, fate un test. Ponetelo in una ciotola con acqua fredda: se va sul fondo è fresco, se galleggia è meglio non mangiarlo. Se è un uovo di campagna potrebbe essere sporco, ma non dovrete lavarlo o permetterete ai batteri di entrare nel guscio, meglio strofinare via la sporcizia con un tovagliolino di carta. La diatriba più grande sta nell’acqua di cottura: l’uovo va immerso in acqua fredda o già bollente? Ebbene, la cottura funziona con tutti e due i metodi, ma è preferibile immergerlo in acqua fredda, perché l’acqua calda crea uno ‘shock termico’ che fa rompere il guscio più facilmente.  In molti consigliano di aggiungere mezzo cucchiaino di sale all’acqua, che farà rassodare l’albume più in fretta ed eviterà che esso fuoriesca eccessivamente in caso di rottura del guscio. A tale proposito, se evitate il passaggio del sale  ma vedete che il guscio si sta crepando, aggiungete all’acqua di cottura dell’aceto: farà rassodare subito l’albume che sta per fuoriuscire. I tempi di cottura variano a seconda della compattezza che volete dare al tuorlo: se vi piace ben sodo occorrerà cuocerlo per circa 7 da quando l’acqua comincia a bollire; se amate la consistenza più morbida, 6 minuti basteranno il tuorlo sarà compatto ma morbido al centro. Una volta passato il tempo di cottura, prendete l’uovo e immergetelo in acqua fredda, per far abbassare subito la temperatura e permettere al guscio di staccarsi facilmente dall’albume. Lasciatelo almeno 5 minuti, e poi sbucciatelo rompendo il guscio picchiettandolo su una superficie dura: cominciate dalla parte più grossa, la ‘base’ dell’uovo, dove troverete una piccola cavità con dell’aria che faciliterà l’operazione. Un metodo veloce per sgusciare diverse uova sode insieme o uno solo in mezzo minuto è quello di immergerle in un pentolino con acqua fredda, freddissima, tappare con un coperchio e agitare rapidamente il contenitore da destra a sinistra non dall’alto al basso per circa 20 secondi: quando toglierete il tappo avrete tutte le vostre uova sgusciate.

Il frappè goloso e i social

Forse in Italia non sono ancora conosciuti, ma è solo questione di tempo: i freakshake, un nuovo tipo di dessert nato in Australia, stanno totalmente spopolando anche negli Stati Uniti e in tutta Europa. Come si può dedurre dal nome, il freakshake è un particolare tipo di milkshake, ma decisamente più “freak”, cioè mostruoso.Avete capito bene: la particolarità di questi frappè australiani sta nel fatto che non si tratta della classica miscela di gelato, latte e frutta fresca che da sempre possiamo ordinare in gelateria, ma di una vera e propria accozzaglia di svariati ingredienti che rendono questa nuova invenzione culinaria tanto gustosa, quanto pesante per il nostro apparato digerente e una minaccia per la nostra linea! Se cerchi alimenti per abbassare la pressione o per combattere i trigliceridi, questo non fa per te! Freakshake: un cibo da social.L’idea del freakshake è venuta ai proprietari di una  pasticceria. Appena aperta l’attività, hanno pensato bene di creare un nuovo tipo di dessert molto colorato e accattivante per attirare da subito nuovi giovani clienti. Già, perché i principali consumatori di questo stravagante frappè hanno come denominatore comune la passione per i social network e per i selfie. Ciò che piace del freakshake non è tanto il gusto, ma l’aspetto stravagante ed originale che lo rende un soggetto perfetto da immortalare su Instragram e altre piattaforme condivise, al punto da essere definito un cibo da social, cioè un cibo perfetto per essere fotografato e condiviso sui social network. I freakshake sono dei veri e proprio frullati mangia-e-bevi, ai quali vengono aggiunti gli ingredienti più disparati: possono essere arricchiti con panna, fette di torta, biscotti, waffle, creme al cioccolato o al caramello, per non parlare di caramelle e marshmallow. Qualsiasi ingrediente va bene, purché sia gustoso, zuccherato e soprattutto contribuisca a rendere il frappè ancora più accattivante. Questo concentrato di zuccheri e grassi non si può certo definire un alimento salutare. Ma le tendenze moda sui social sono molto ….seguite…