La crema pasticcera

Uova, latte, zucchero e vaniglia. Pochi ingredienti per dare vita a una delle creme più amate: la crema pasticcera. Questa crema è tra le più usate in pasticceria, insieme alla chantilly, per farcire moltissimi dolci. Nei bignè, nei dolci di pasta sfoglia come cannoncini, vol-au-vent, millefoglie, ma anche tra gli strati morbidi del più classico Pan di Spagna la crema pasticcera è sempre la benvenuta! La crema pasticcera: è anche un piatto tipico in diverse regioni italiane. Quello che può cambiare è l’idea che si ha di questa ricetta. La crema fritta alla veneziana, per esempio, è un dessert, un fine pasto. Nelle Marche invece è considerata l’antipasto, da servire da solo o accompagnata da altri cibi fritti come le tipiche olive ascolane. Si crea così un interessante mix tra dolce e salato dove un boccone tira l’altro. In entrambi i casi, rispetto alla crema pasticcera tradizionale, si aggiunge un po’ più di farina in modo che rimanga più compatta.

 

 

Il guscio che ci fa da scudo

L’aragosta è un animale soffice, molle, che vive nel mare all’interno di un guscio rigido. Questo rigido guscio non si sviluppa. E allora come fa l’aragosta a crescere? Bé, con la crescita dell’aragosta quel guscio diventa estremamente limitante e l’aragosta si sente sotto pressione e a disagio. Così si nasconde nei fondali del mare sotto una roccia per proteggersi dai predatori, si libera del guscio e ne produce uno nuovo. E con il tempo e la crescita anche questo guscio diventa scomodo, così torna sotto la roccia e ripete questo processo più volte. Lo stimolo che permette all’aragosta di crescere, nasce da una sensazione di disagio. Ora, se le aragoste avessero dei dottori non crescerebbero mai. Perché al primo segnale di disagio l’aragosta andrebbe dal dottore a prendersi un calmante o un antidolorifico. Si sentirebbe bene e non si libererebbe mai del suo guscio. Quindi credo sia ora di capire che i momenti difficili siano anche i momenti di crescita maggiore.Se è vero che, come dice lo psicologo Abraham J.Twersky, sono il disagio e la scomodità a spingere l’aragosta a cambiare e quindi a crescere, allora questo è il momento giusto. E se mettiamo a buon uso le ostilità potremmo  crescere anche grazie ad esse.

La panna che golosità!

Usate degli aromi nella panna montata fatta in casa per aggiungere ulteriore sapore ai vostri dolci. Aggiungete del caffè alla panna montata che servite con il cioccolato, oppure aggiungete della vaniglia alla panna che servirete con una torta alla frutta. Per dare ai dolci un sapore diverso. O semplicemente da gustare per gustarla da sola come dolce accompagnata al massimo dalla frutta. La panna profumata ha un gusto particolare: basta scegliere con la spezia giusta a cui accompagnarla. Ecco qualche idea Procedimento base: mettere la panna da montare ben fredda in una ciotola, sbatterla con un frullino finché non diventa soffice.Alle spezie: mentre si monta aggiungere gradualmente due cucchiaini di zucchero a velo e una spezia cacao, cardamomo, cannella, zenzero essiccato in polvere, menta essiccata in polvere.Alla vaniglia: aggiungere alla panna liquida un baccello di vaniglia, oppure una bustina di vanillina e montare. All’arancia o al limone: mentre si monta aggiungere gradualmente due cucchiaini di zucchero a velo, poi una volta montata aggiungere succo di limone o di arancia. Al caffè: intiepidire un terzo di panna liquida e sciogliere dentro un po’ di caffè solubile, metterla a raffreddare e intanto montare la panna restante. Aggiungere quindi quella con il caffè.

Un consiglio per chi soffre di diabete

Bere acqua mentre si mangiano dolci potrebbe far innalzare troppo i livelli di zucchero nel sangue, persino di più se si mangiassero più dolci contemporaneamente senza però sorseggiare nulla.A dirlo sono alcuni scienziati del Suriname, in Sud America, secondo cui l’acqua aiuterebbe il corpo ad assorbire il glucosio dal cibo.Se, dunque, una ricerca ci aveva detto che più si beve meno si mangiano cibi ricchi di zuccheri e grassi saturi, ora il nuovo studio evidenzierebbe piuttosto come il consumo di acqua su dolci soprattutto ciambelle riempite di gelatina aumenta significativamente i livelli di glicemia Sarebbe proprio il glucosio il responsabile. Quello contenuto nei dolci è in grado di rallentare il tempo impiegato dallo stomaco per svuotarsi: non arrivano liquidi all’intestino, dove possono essere assorbiti, e quindi si sente sete. Ma se si beve comunque la sete non va via: si avrà la sensazione di sete fin quando non finirà il tempo di assorbimento, ossia fino a che l’organismo non avrà utilizzato tutto il glucosio ingerito.Per questa nuova ricerca, gli studiosi hanno testato i livelli di zucchero nel sangue in un gruppo di 35 persone che hanno mangiato una ciambella con marmellata e bevuto acqua prima, durante o dopo aver mangiato, o non hanno bevuto affatto.Le persone che bevevano insieme allo snack avevano il più alto picco di livelli di glucosio nel sangue: i loro livelli erano infatti aumentati di quasi il doppio rispetto a quelli di altri gruppi. È per questo che gli scienziati suggeriscono di bere prima o dopo aver mangiato e in generale di evitare di bere nello stesso momento in cui si mangia, al fine di ridurre l’impatto del consumo di zuccheri.Un consiglio importante soprattutto per chi soffre di diabete.

Involtini di melanzane

Sugo di pomodoro, mozzarella, olive, melanzane e basilico… no, non stiamo parlando degli ingredienti di una pizza ma di un appetitoso antipasto: involtini di melanzane! Questi sfiziosi bocconcini dal ripieno filante sono ideali per accompagnare un aperitivo casalingo, ma possono essere serviti anche come ricco contorno o secondo vegetariano. Facili e veloci da preparare, gli involtini di melanzane diffonderanno al primo morso tutti i sapori e profumi che caratterizzano la cucina della nostra penisola, stuzzicando i sensi e l’appetito… limitarsi a un solo assaggio sarà impossibile, quindi preparatevi a sentirvi chiedere il bis e il tris! E se amate realizzare sfiziosi involtini di melanzane potete anche provare quelle a beccafico: un’esplosione di gusto! Per realizzare gli involtini di melanzane, per prima cosa preparate il sugo: scaldate l’olio, aggiungete uno spicchio d’aglio  e fatelo rosolare per 5 minuti a fuoco basso. Quando l’olio si sarà insaporito, versate la polpa di pomodoro , salate , pepate e lasciate cuocere per altri 15 minuti. lavate la melanzana e tagliatela a fette spesse circa 1 cm con dovrete ricavare 4 fette lunghe di spessore uniforme. Scaldate bene una piastra e grigliate su entrambi i lati 6, poi trasferitele su un piatto o un tagliere. Quando il sugo di pomodoro sarà pronto, togliete lo spicchio d’aglio . Spezzettate la mozzarella con le mani  e preriscaldate il forno a 180° Ora siete pronti per assemblare gli involtini: distribuite uno strato di pomodoro sulla superficie delle melanzane , aggiungete un po’ di mozzarella sfilacciata , un cucchiaino di olive  e una foglia di basilico . Arrotolate le melanzane così farcite  e stendetele in una piccola pirofila con la chiusura rivolta verso il basso. Infine ricoprite gli involtini con un po’ di sugo di pomodoro e qualche pezzetto di mozzarella . Infornate per circa 10 minuti, giusto il tempo per far sciogliere il formaggio. Una volta sfornati, i vostri involtini di melanzane sono pronti per essere mangiati ancora filanti

 

I frutti di bosco

Percorrere sentieri tra i boschi e medie altitudini è una delle attività più divertenti da fare in vacanza o nei weekend di relax. Quanto può essere di appagamento stare all’aria aperta, immersi nella natura con il cestino pronti a scovare e raccogliere i nostri amati frutti di bosco. Mirtilli, lamponi,more i piccoli gioielli del bosco che si portano dietro il silenzio e la cura tipici della montagna. I frutti di bosco sono buoni e salutari, sono ricchi di vitamina C e di antiossidanti. inoltre, i frutti di bosco sono divertenti da raccogliere e crescono in luoghi belli da vedere e da frequentare: per questo i frutti di bosco spesso arricchiscono le nostre gite in montagna con un’esperienza che coinvolge la vista, il tatto, l’olfatto e il gusto.

Fresh berries with mint leaves on a wooden background

#worldkissingday Giornata Mondiale del bacio

Arriva la Giornata Mondiale del Bacio o International Kissing Day, istituita nel 1990 in Gran Bretagna e da allora diventata una piacevole moda, anche social, festeggiata ogni 6 di luglio. Scatti di baci appassionati tra innamorati, baci famosi nel mondo dell’arte o del cinema campeggiano sulle pagine di tanti utenti in tutto il mondo con l’hashtag #worldkissingday.Un gesto dai mille significati, che oggi più che mai assume anche un carattere scientifico: scambiarsi un bacio, infatti, può portare molti benefici anche per la salute in tempi di coronavirus, la giornata mondiale del bacio porta con sé una riflessione su quello che è il nuovo concetto di amore ai tempi del Coronavirus. Bisogna fare i conti con l’esigenza, seppur momentanea, di vivere un sentimento senza baci, abbracci o gesti di affetto e di mantenere le distanze. Durante la pandemia, le coppie non conviventi hanno affrontato molti cambiamenti, che riguardano la possibilità di continuare a sentirsi in una relazione esclusiva, interessando in particolare la sfera della sessualità, e l’intimità, il bacio non solo ha un effetto benefico sulla salute, ma ha un valore intrinseco, si pensi al bacio su una  ferita che calma ogni dolore. Le labbra non sono solo una delle zone più erogene del nostro corpo, ma anche tra le più sensibili. Pensate a una notte stellata in giardino sdraiati su un comodo lettino a contemplare le stelle con il vostro partner che vi ricopre di baci, quale benefico effetto produce. Il bacio, che sia sulla guancia, sulla fronte o sulla mano, ci fa capire molto della persona a cui lo stiamo dando. È un gesto di una tenerezza infinita. Basti pensare a quello che dà un genitore al neonato. Tutti abbiamo ricordi associati al bacio. Il primo bacio della mamma, il primo bacio al proprio partner, i tanti baci quando incontriamo un amico. Il bacio è il primo contatto con cui formiamo e manteniamo i legami sociali e affettivi, è quel tocco che conosciamo fin dai primi istanti di vita che modella il nostro cervello. Ma non solo. Anche secondo la scienza, infatti, il bacio è un toccasana per la salute. Fa lavorare 35 muscoli facciali. Una meravigliosa ginnastica anti-rughe. Coinvolge 112 muscoli posturali. Aumenta l’autostima e le difese immunitarie. Riduce i livelli di cortisolo, ovvero l’ormone dello stress, e aumenta l’ossitocina, ovvero l’ormone dell’amore. Favorisce la circolazione sanguigna e contrasta l’invecchiamento della pelle. Addirittura allunga la vita di 5 anni. Ci sono ancora dubbi sui suoi effetti benefici?

 

 

 

 

Un abbraccio nel momento giusto

Essere abbracciati è uno dei gesti più dolci che una persona riceve e ricambia. Un abbraccio racchiude in sé tantissimi significati che vanno dall’esprimere amore, affetto, consolazione, comprensione. Stringere qualcuno fra le proprie braccia è una dolce manifestazione e può avvenire tra familiari, tra amici, tra innamorati o anche tra sconosciuti, ci si abbraccia quando ci incontriamo con un vecchio amico per un caffè, quando sulle spiagge in riva al mare ritroviamo gli amici degli anni precedenti ma anche quando vogliamo far sentire il nostro supporto in un momento difficile. Infatti abbracciarsi consente la produzione dell’ormone della felicità che manda via lo stress, fa abbassare la pressione sanguigna e il battito cardiaco, rendendo quindi migliore la qualità della vita; e proprio su questa ricerca scientifica è  stato creato un movimento, che si chiama “ Abbracci Liberi” ideato un ragazzo australiano, che abbraccia gli sconosciuti regalando loro affetto. Gli abbracci ricevuti dalle persone a cui teniamo di più non solo ci rendono felici ma ci fanno sentire protetti da tutto ciò che ci circonda o spaventa, non è un caso che da piccoli per sentirci sicuri correvamo tra le braccia della mamma per trovare conforto, un’abitudine che non si è persa neanche crescendo. Un abbraccio dato nel momento giusto fa sapere a chi abbracciamo che gli vogliamo bene, un bene sincero.

Antipasti

Servire un antipasto nel miglior modo possibile, vuol dire presentare in maniera eccellente il lavoro di preparazione che sta dietro la creazione dei piatti. Realizzare degli antipasti curiosi, divertenti e particolari che lasceranno a bocca aperta i vostri ospiti, è un utile esercizio per sollecitare la vostra fantasia Pinguini e coccinelle divertiranno i vostri bambini, crostini adagiati su un vero prato stupiranno gli adulti, nessuno rimarrà indifferente al vostro slancio di creatività! Distendete su un vassoio tanti fili di erba cipollina che daranno l’idea di un prato di fiori non ancora sbocciati facendo da sfondo a una serie di tartine e bocconcini che esprimono l’essenza del finger food. Semplice, raffinato e innovativo, questo aperitivo è adatto per una festa elegante o un aperitivo in giardino: i suoi colori vivaci e allegri della natura esaltano le tonalità del cibo con una naturalità infinita.