Orti e giardini come pareti

Si chiama Yuu-Garden, è la nuova versione dello Yuu-System: un sistema che permette a ciascuno in casa propria di creare un giardino verticale sul terrazzo, pratica finora realizzata solo con l’aiuto di società specializzate. Si tratta della nuova proposta di una società fondata per metà da professori e ricercatori italiani delle università di Parigi e Grenoble, I cervelli “fuggiti” dall’Italia, insomma, si fanno spazio a Parigi, tra i viali e le aiuole del Louvre, con una proposta di design innovativa. Con Yuu Garden infatti ciascuno potrà costruire il proprio giardino a parete. Si tratta di una struttura montabile che si adatta ai piccoli spazi balconi, terrazzi per creare filari di colture sui muri di casa; la struttura è dotata di irrigazione automatica con recupero di acqua piovana. L’ultimo elemento progettato e prodotto è un vaso, che permetterà di coltivare una superfice orizzontale pari alla superfice del muro occupata dal sistema. Yuu in realtà è un giunto che è in grado di bloccare contemporaneamente tre barre di sezione rettangolare permettendo la creazione di librerie, pareti divisorie, cucine, cabine armadio, pareti-giardino, estremamente modulabili. Les Jardins de Gally società con circa 200 dipendenti  coltiva orti e giardini ha una lunga storia e una vocazione all’innovazione.

Ghiacciolo che passione

Siete alla ricerca di una merenda leggera, con poche calorie, rinfrescante nelle giornate afose, a base di frutta o yogurt e soprattutto senza zucchero? La risposta è: fate i ghiaccioli! Colorati, divertenti e perfetti per l’estate. Prepararli è un gioco da ragazzi. Basta decidere cosa metterci dentro tra frutta, yogurt, latte o verdure, frullare tutto e congelare. E con il caldo che si fa sentire, e la tua voglia di qualcosa di fresco aumenta, l’idea geniale è appunto realizzare i tuoi ghiaccioli con lo spumante saranno l’ideale da servire in occasione di un incontro con amici nel tuo giardino con quello sprint in più per dare il via alla tua estate . Tutto quello di cui hai bisogno è una fruttiera colma di frutti diversi tra cui fragole  lamponi, ciliegie, mirtilli e frutti rossi in generale e stampi per i ghiaccioli. Pulisci i frutti rossi  sistemali negli appositi stampi riempi con lo spumante aggiungi gli stecchi. Lascia in freezer per almeno 6 ore.

Uovo sodo piccoli trucchi

Sembra impossibile che una preparazione così elementare sia protagonista di tante discussioni di cucina, preparare delle uova sode non è difficile, ma ci sono decine di micro-passaggi e ‘trucchi’ per renderle più o meno cotte, più o meno sbucciabili. Prima di tutto, se siete incerti sulla freschezza dell’uovo, fate un test. Ponetelo in una ciotola con acqua fredda: se va sul fondo è fresco, se galleggia è meglio non mangiarlo. Se è un uovo di campagna potrebbe essere sporco, ma non dovrete lavarlo o permetterete ai batteri di entrare nel guscio, meglio strofinare via la sporcizia con un tovagliolino di carta. La diatriba più grande sta nell’acqua di cottura: l’uovo va immerso in acqua fredda o già bollente? Ebbene, la cottura funziona con tutti e due i metodi, ma è preferibile immergerlo in acqua fredda, perché l’acqua calda crea uno ‘shock termico’ che fa rompere il guscio più facilmente.  In molti consigliano di aggiungere mezzo cucchiaino di sale all’acqua, che farà rassodare l’albume più in fretta ed eviterà che esso fuoriesca eccessivamente in caso di rottura del guscio. A tale proposito, se evitate il passaggio del sale  ma vedete che il guscio si sta crepando, aggiungete all’acqua di cottura dell’aceto: farà rassodare subito l’albume che sta per fuoriuscire. I tempi di cottura variano a seconda della compattezza che volete dare al tuorlo: se vi piace ben sodo occorrerà cuocerlo per circa 7 da quando l’acqua comincia a bollire; se amate la consistenza più morbida, 6 minuti basteranno il tuorlo sarà compatto ma morbido al centro. Una volta passato il tempo di cottura, prendete l’uovo e immergetelo in acqua fredda, per far abbassare subito la temperatura e permettere al guscio di staccarsi facilmente dall’albume. Lasciatelo almeno 5 minuti, e poi sbucciatelo rompendo il guscio picchiettandolo su una superficie dura: cominciate dalla parte più grossa, la ‘base’ dell’uovo, dove troverete una piccola cavità con dell’aria che faciliterà l’operazione. Un metodo veloce per sgusciare diverse uova sode insieme o uno solo in mezzo minuto è quello di immergerle in un pentolino con acqua fredda, freddissima, tappare con un coperchio e agitare rapidamente il contenitore da destra a sinistra non dall’alto al basso per circa 20 secondi: quando toglierete il tappo avrete tutte le vostre uova sgusciate.

La sindrome del multitasking

Allattare il bimbo mentre si scrive un articolo, nel frattempo rispondere al telefono e mettersi d’accordo con un’amica per un caffè e, contemporaneamente, mandare un’e-mail. Il tutto mentre si ascolta uno splendido pezzo musicale appena scaricato. È l’era del multitasking, che secondo gli esperti porta alla disattenzione intermittente suscitata dal perenne bombardamento mediatico. Si fa una cosa e, grazie o per colpa di alle nuove tecnologie si possono portare avanti altri tre/quattro compiti. Ma la domanda è: fa bene? E se anche facesse bene, sarebbe naturale per l’essere umano. Il tipo di esperimento eseguito, su un campione di individui destri e nessun mancino e con due compiti da portare a termine che erano simili tra loro, dicono i ricercatori non consente di dire se la divisione dei compiti tra i due emisferi sia casuale o dipenda dal tipo di operazione e dalla dominanza di un emisfero su un altro. Ma i risultati dello studio suggeriscono che il lobo frontale, che ha funzioni esecutive, è limitato a svolgere al massimo due compiti nello stesso momento. «Ecco perché la gente prende spesso decisioni irrazionali quando fa più di due cose insieme», spiega Koechlin: «Possiamo cucinare e stare al telefono, ma non possiamo per natura provare a leggere anche il giornale». Lo studio suggerisce anche che non esagerare nel multitasking è una buona regola non solo per le cose da fare, ma anche per quelle da pensare. Fin dall’inizio della giornata: niente più colazioni brevi e frenetiche, si fa il caffè mentre si accende il computer e si controllano le e-mail sullo smartphone, per dire. Niente cene familiari con la tv accesa. Niente telefonate mentre si legge, si cucina o si lavora. Il nostro cervello non è fatto se non a un caro prezzo per fare troppe cose in una volta, così non è predisposto nemmeno per pensare a troppe cose: anche le scelte devono essere prese su due opzioni alla volta.

Lasciare la mente libera

Si dice che quando Archimede Pitagorico esclamò “Eureka!” fosse nella stanza da bagno dentro la vasca: l’idea ispiratrice del principio che avrebbe rivoluzionato la fisica dei fluidi gli venne infatti mentre si accingeva a lavarsi. Che le grandi intuizioni arrivino sempre nei momenti in cui non si è particolarmente concentrati su quel problema specifico è cosa nota. Ora uno studio statunitense suggerisce che non siano i momenti di pausa a favorire la creatività e l’ingegno, quanto i momenti in cui lasciamo che la nostra mente vaghi. All’ Università di  Santa Barbara, hanno sottoposto a 150 studenti due esercizi che richiedevano di elencare in due minuti il numero maggiore possibile di utilizzi alternativi di oggetti d’uso comune come stuzzicadenti, appendiabiti e mattoncini. Allo scadere del tempo, ai partecipanti è stato concessa una pausa di 12 minuti, durante la quale alcuni hanno riposato, altri hanno intrapreso un’attività che richiedeva l’uso della memoria, altri sono stati coinvolti in un’attività poco impegnativa . Un ulteriore gruppetto di volontari non ha avuto alcun momento di pausa. Alla fine del break gli studenti hanno dovuto compiere nuovamente il compito iniziale: coloro che avevano indugiato nell’attività che permetteva alla mente di divagare, questa volta hanno ottenuto nel 41% in più dei casi performance migliori rispetto ai compagni, mentre negli altri soggetti non è stato riscontrato alcun miglioramento. Sta di fatto che troppa concentrazione fa perdere di vista se stessi

 

Una sedia a 100 metri di altezza…

Una sedia innestata nella roccia per chi vuole “rilassarsi” a più di 100 metri di altezza. È la stravagante idea di un designer statunitense, Dallin Smith, e della sua ragazza Chelsea Katseanes, accomunati dalla stessa passione per le scalate. Per crearla hanno attorcigliato delle vecchie funi e poi legato il tutto alla roccia con due ganci di metallo. Hanno impiegato quattro mesi per realizzare la loro speciale sedia nel vuoto.“L’ho costruita perché avevo tante funi nel garage che non utilizzavo più per arrampicarmi. All’inizio avevo pensato di fare una sedia per il soggiorno di casa. Solo dopo ho pensato di posizionarla all’esterno su una parete rocciosa» spiega Dallin alla stampa. I due scalatori l’hanno installata su una parete del Rock Canyon nei pressi di Provo nello Utah. Chi volesse avere il brivido di provarla non può più farlo: è stata tolta dalla parete perché pericolosa per gli altri colleghi scalatori. Tuttavia, ci sono ancora speranze. Lasi potrà acquistare su eBay. Dallin ha intenzione di metterla all’asta e farci molti soldi.Per ora può accontentarsi della pubblicità che sta ottenendo sulla Rete.1379816_10151640459887060_716446343_n

 

Accatastare la legna creando un’opera d’arte

Le piovose giornate e le copiose nevicate di questi giorni ci hanno costretto a stare ben riparati in casa al calduccio di termosifoni, stufe e caminetti accesi. Ma per alimentare il fuoco ci vuole la legna; chi abita in collina o in montagna lo sa molto bene, ed è proprio in questo periodo che trasporta attraverso delle ceste, ciocchi di legna da accatastare vicino al camino da utilizzare durante tutta la giornata, attingendola dalle cataste precedentemente preparate. Le cataste di legna bene o male le conosciamo e le abbiamo viste tutti; si parte dal basso e poi via via si sale, accatastando ciocchi e rami tagliati tutti della stessa lunghezza; in cima alla catasta si mettono poi i rametti più piccoli, quelli ottimi per accendere inizialmente la fiamma. Possiamo dire che le cataste di legna sono solitamente molto precise e funzionali, disposte con precisione all’esterno della casa, in giardino, o comunque in luoghi protetti almeno dalla pioggia e della neve. Esiste però un modo creativo e artistico per accatastare la legna, riuscendo a raffigurare animali e oggetti, sfruttando diverse forme, dimensioni, posizioni e colorazioni della legna tagliata a vostra disposizione. Realizzerete delle Opere d’arte oltretutto effimere, che scompariranno man mano che il freddo reclamerà legna da ardere per il tepore della casa, ma forse questo aspetto di fragilità rafforzerà ancora di più la bellezza delle vostre opere d’arte, e le renderà sospese a metà tra l’ingegno costruttivo e la loro provenienza naturale, in cui tutte le cose nascono, vivono e periscono. Pertanto se anche voi, in questi giorni, siete alle prese con la scorta di legna per l’inverno, provate a cimentarvi nella realizzazione di una catasta di legna artistica, un modo divertente per introdurre un po’ di creatività anche in questa attività tradizionale, forse spesso un po’ pesante….hout-stapelen