Scacco matto al re….sfuggire per vincere

L’amore è proprio come una partita di scacchi. Chi sa giocare meglio, grazie ad abilità ed astuzia, può vincere. E si sa che in amore vince sempre chi fugge. Allora, come tenerlo sulla corda, se è lui quello che volete portare a casa? Scacco matto dritto al suo cuore.Tra una pennellata di mascara e un filo di eyerliner , pensate a quale strategia adottare. Anche se sapete benissimo, che è lui, al momento a tenervi in pugno. Perché, vi manca. La sua assenza si percepisce quando siete a cena fuori con gli altri amici, oppure in palestra, o in ufficio. Lui è tutto quello che cercate in uomo: sensualità, dolcezza, amore e sicurezza. Ed anche quel pizzico di pazzia che non guasta.E lui sfugge. Impegni dell’ultimo minuto lo portano spesso fuori città e le sue presenze sono sempre meno rispetto alle sue assenze. Ma quando siete insieme, nessuno può entrare nei vostri discorsi, parlate sempre, vi scrivete spesso, c’è alchimia.Ma, come vi è stato consigliato dalle vostre amiche, adesso è venuto il momento di sfoderare la vostra astuzia ed capacità. E per farlo dovrete essere voi quelle sfuggenti e poco presenti. Vi costerà non vederlo o sentirlo qualche volta, ma se lui ricambia noterà la vostra assenza e vi cercherà. Perché in amore vince sempre chi fugge. Tenerlo sulla corda: questa è la regola. Quindi se vi chiama non rispondente subito o sempre. Idem se vi invia sms. Se sapete che sarà presente ad una cena, andate ma sedetevi lontano, parlate con altre persone ed andate a fumare senza di lui. Come se fosse naturale.Noterà la vostra assenza. E se proprio volete giocare d’astuzia, per tenerlo maggiormente sulla corda, inventante una scusa dell’ultimo minuto e mancate all’aperitivo con gli amici. Lui, noterà di nuovo la vostra assenza, e sospetterà, come fareste voi del resto. Vi cercherà appena possibile e vi farà notare sicuramente la vostra assenza e, questa volta, vi chiederà di essere presenti a cena. Ma solo per voi due. Scacco matto al re!

Vi commuovete guardando un fil…. siete più forti

A casa comodamente seduti su una poltrona con vicino un camino con la legna che scoppietta, oppure al cinema,o magari a teatro, ci sono persone che piangono facilmente davanti a un film, o a una commedia altre si vergognano di mostrare le proprie emozioni, soprattutto gli uomini, perché pensano che le lacrime indeboliscano, una sciocchezza machista senza alcun fondamento. La verità è che piangere vedendo un film non è un segno di debolezza, al contrario, indica che la persona è psicologicamente più forte.Piangere non è motivo di vergogna, ma un segno di umanità che indica un’emozione, sia essa tristezza, felicità, rabbia, nostalgia, e al di sopra di tutto è un sintomo di empatia. Le persone che lo fanno tendono anche ad avere più successo a livello sociale.  Quando i personaggi di un bel film sono ben interpretati, siamo portati a metterci nei loro panni, a vedere la realtà attraverso i loro occhi. Tutti noi, a vari livelli, cerchiamo l’identificazione con il cinema. Alcuni studi realizzati usando la neuroimmagine funzionale hanno rivelato che il nostro cervello si collega quasi al personaggio con cui ci identifichiamo, nella misura in cui attiviamo le stesse aree del cervello, collegate a ciò che il personaggio sta facendo, le stesse aree che sta utilizzando per svolgere i suoi compiti, come camminare, saltare o battere le mani.Questa risorsa permette anche di comprendere la sua situazione e il suo punto di vista, e di sperimentare gli stessi stati emotivi. Ovviamente l’empatia è intimamente legata al modo in cui è strutturato il nostro cervello, soprattutto con i neuroni specchio, i principali responsabili del fatto di metterci nei panni degli altri. Uno studio realizzato presso la Claremont Graduate School lo ha spiegato in modo molto chiaro.In quell’esperimento, gli psicologi hanno chiesto ai partecipanti di assistere a un video dell’Ospedale Pediatrico La metà delle persone ha visto una parte del video che mostrava un padre che parlava del cancro in fase terminale del figlio, l’altra metà una parte in cui il bambino e il padre visitavano lo zoo e non si accennava alla malattia. Com’era prevedibile, il passo in cui il padre parlava della malattia del figlio ha suscitato una risposta emotiva più intensa: i partecipanti hanno mostrato un aumento del 47% dei livelli di ossitocina nel sangue.Ogni partecipante ha dovuto poi prendere una serie di decisioni collegate al denaro e ad altre persone. I risultati hanno mostrato che chi aveva assistito al video dal contenuto più emotivo è stato più generoso con gli estranei e più propenso a donare denaro e chi ha donato del denaro ha detto anche di sentirsi più felice.

Guarire dal mal d’amore

All’inizio sembra di morire. Poi invece passa.  Sembra il contrario: alla fine di un amore si continuano a passare in rassegna i ricordi. Si piange per ore, non si vede una via d’uscita a nulla. Recarsi in ufficio  diventa difficile, lavorare quasi impossibile. Difficoltoso staccare la testa dal pensiero del fallimento. Si passano intere ore al telefono o difronte ad una tazza di caffè a parlarne con gli amici che stanno lì a dire “vedrai che passa”. Si, ma quando? Il tempo fisico prima che passi è di circa due anni. O almeno: alcuni  metabolismi ci mettono due anni a farsela passare. Calendario alla mano e agende dei ricordi. Spulciando le delusioni peggiori,  guardando  per quanto tempo ci ricamate sopra e quando a un certo punto smettete di rimuginarci. Possono sembrare un’eternità, ma se ci fate caso è un lento scemare del dolore. Ogni giorno si attutisce e la vita torna a riempirsi di altro. Non che passi mai del tutto. Non che quel dolore svanisca come d’incanto. Ma passa. Un po’ alla volta passa. Passa. Anche gli amori che sembravano eterni passano. E il trucco non è sempre avere qualcun altro. Il trucco è avere degli interessi. E un’amica a cui telefonare e dire “ti ricordi in che stato stavo due anni fa?!” e tornare davanti a quella tazzina di caffè guariti dal mal d’amore…E voi quanto ci avete messo  a guarire dall’amore?

Come dimenticare un grande amore

Dire addio all’amore di una vita, al fidanzato storico con cui hai condiviso un pezzo importante della tua vita, è una delle cose più difficili che ti capiterà di affrontare. Molte relazioni di questo tipo finiscono per indebolimento: si disgregano, in un certo senso, con buona pace di entrambi. Forse non vi amate più, o siete cresciuti, o le vostre strade pian piano hanno preso direzioni diverse. In ogni caso ricominciare da soli dopo aver avuto lui o lei accanto per tanto tempo può essere traumatico. Datti tempo. Può sembrare un consiglio banale, ma c’è poco altro da fare. Vi siete lasciati e ne siete convinti, ora non ti resta che vivere la vostra vita con l’entusiasmo e la curiosità di ciò che vi aspetta. Pensa al tuo prossimo primo bacio, al prossimo grande amore anche se per adesso non ha ancora un volto né un nome. Ripesca i contatti di qualche vecchio amico che ti è sempre piaciuto: ora che sei single puoi uscire con lui e capire se scatta la scintilla. Ma soprattutto conosci gente nuova organizza aperitivi, pranzi o cene contornati di persone nove e tieni sempre gli occhi e il cuore aperto.

 

Segreti e tradimenti…attenzione ai cellulari

Forse per paura inconscia della solitudine, oppure soltanto per noia, in ogni caso utilizziamo continuamente lo smartphone e lo abbiamo messo al centro della nostra vita sociale. Ci permette di stare in contatto con persone lontane, di condividere all’istante i nostri pensieri con qualcuno, o semplicemente di giocare a Candy Crush nelle sale d’attesa prima di un appuntamento. Non è importante la marca, il colore o il costo, tutti ne possediamo uno e forse senza questa piccolo oggettino ormai le nostre giornate sarebbero davvero vuote. Teniamo lo smartphone continuamente in mano o in tasca e viviamo una vera e propria ansia da separazione se lo dovessimo scordare da qualche parte.A sorprendere non è soltanto questo morboso rapporto di dipendenza con il cellulare, ma anche la paura che qualcuno riesca a entrare nella nostra identità segreta. E’ infatti finita l’era del caro vecchio diario segreto accuratamente chiuso con il lucchetto e nascosto per bene sotto al materasso; i segreti oggi si nascondono nel cellulare. Secondo recenti studi emerge che nove italiani su dieci fanno molta attenzione a custodire il proprio cellulare con cura, cercando di fare in modo che non finisca nelle mani di familiari o amici.Ma siamo veramente arrivati al punto in cui tutta la nostra vita è custodita in un cellulare? Negli archivi dei nostri cellulari c’è quasi sempre un intero mondo di relazioni, di sentimenti, emozioni, spesso o in gran parte celati ai propri partner. Tradimenti, bugie e omissioni si scoprono sempre di più, frugando nella memoria dei cellulari e soprattutto ora, nell’era degli smartphone, che segnalano ogni nostra attività e spostamento, nascondere un tradimento al partner diventa sempre più complicato. E non si tratta solo di adolescenti. Stiamo parlando soprattutto degli gli over 40. D’altra parte non sarà un caso se, secondo i numeri forniti dall’Ami, in Italia il 30% delle separazioni giudiziali avviene per colpa di internet e di tradimenti che nascono tra social network, chat e simili.Messaggi hot, appuntamenti in qualche parcheggio, “book” di foto sexy inviate tramite Whatsapp. Al giorno d’oggi la metà delle infedeltà di coppia è tecnologicamente assistita e le dinamiche sono le stesse, sia per gli uomini che per le donne, anche se c’è una differenza sostanziale tra uomo e donna, infatti mentre la donna è più attenta a non lasciare tracce equivocabili, l’uomo è più distratto e ciò spesso lo porta a lasciare sul cellulare cronologie di chat o materiale compromettente. E voi? Sareste disposti a lasciare il vostro cellulare a qualcuno, lontano dalle vostre tasche o dalla vostra borsa, affinché chiunque possa leggere qualsiasi cosa vi arrivi? Verrebbero alla luce tradimenti o insospettabili vite segrete?

I grandi amici sono storie d’amore mancate

L’amicizia è misteriosa almeno quanto l’amore. Anche degli amici ci s’innamora, così come a volte “ci si lascia” quasi senza motivo, a meno che si litighi per soldi o per amore le due principali ragioni per cui si litiga. Spesso cambiamo amici, o ce li dimentichiamo, perché cambiamo città, cambiamo partner, cambiamo mentalità, cambiamo stile di vita, diventiamo più selettivi o paranoici, o semplicemente un giorno ti rendi conto che quell’amico te lo sei perso senza ragione. Ci sono amici che ci portiamo dietro dalla scuola, dall’infanzia, dal  ufficio, e che non lasceremo mai. Altri che sono durati una stagione, magari collegati al lavoro o a un periodo specifico della nostra esistenza la fase yoga, la fase botanica, la fase calcistica, la fase disperata.Credo di poter contare su un buon numero di amici, e ognuno è speciale a suo modo:quello che sento quasi solo al telefono; quello con cui posso parlare di sesso; quello con cui posso parlare di soldi; quello cui posso dire un segreto; quello che incontro ogni mattina per fare colazione insieme,quello che mi fa ridere e basta; quello che è disposto ad ascoltarmi; quello che è amico solo su Facebook; quelli generoso; quello tirchio ma irresistibile; quello che mi fa innervosire ma alla fine mi piace così;quello che quando lo vedo mi chiedo come ho fatto a non chiamarlo prima.Ciò che è interessante è che il volto dei nostri migliori amici può anche cambiare, ma il loro numero resta sostanzialmente invariato. Come se il nostro cuore potesse confidarsi solo con un certo numero di persone e basta. E’ quanto dimostra uno studio pubblicato in Gran Bretagna. Per rendersene conto, basta pensare a quante persone presteremmo volentieri dei soldi a patto che ne abbiamo abbastanza, oppure confideremmo il codice del Bancomat. Pensateci. Quelli sono gli amici di cui ci fidiamo pochi, eh?. Le amicizie sono tante piccole love story, e ognuna è una storia a sé. Una delle cose più belle è mischiarle, perché ti danno più gioia che pensieri a differenza di certi amori e non ti fanno mai sentire incompreso.

Rimettersi in forma

Dopo un lungo periodo di relax assoluto, con tanto di pranzi e cene senza controllo, è il momento di rimettersi in forma: ecco qualche consiglio.Relax totale, pochissimo movimento, forchetta mai tirata indietro, dolci a volontà e magari qualche cocktail di troppo. Durante le ferie è davvero molto difficile controllarsi a tavola e, non a caso, uno dei propositi più comuni in riva al mare sotto l’ombrellone negli ultimi giorni di vacanza è sempre lo stesso: da settembre dieta e palestra. Ma ci sono anche altre indicazioni utili per rimettersi in pista dopo aver accumulato qualche chilo in più, e facilmente pure qualche tossina, al rientro dalle ferie. E i primi, certamente, trovano fondamento nelle buone intenzioni di fine estate, perché la cosa migliore da fare per dimenticare purtroppo i rilassanti momenti di ozio e divertimento sfrenato, è svolgere un bel po’ di attività fisica. Basterebbe persino camminare a passo discreto almeno un’ora al giorno per tre volte a settimana e bruciare in questo modo circa 500 calorie. Se, poi si decide di correre a tutti gli effetti, ancora meglio: un’ora di sport può consentire di bruciare fino a 820 calorie, mettendo in moto anche il metabolismo aerobico che brucia i grassi. Respirare bene, in modo profondo iniziando dalla parte bassa dell’addome, poi, è un altro buon metodo per ritrovare uno stato di forma ottimale per affrontare di nuovo i ritmi della propria quotidianità, mentre per tornare in cucina e a tavola in modo equilibrato, fermo restando che parlarne prima con un esperto è sempre la cosa migliore  ci sono diverse buone pratiche da tenere a mente, tipo bere tanta acqua almeno un litro e mezzo al giorno, Poco sale Il sale integrale può essere una valida alternativa: ne bastano poche dosi per avere comunque sapori invitanti limitare lo zucchero al posto dello zucchero si potrebbe usare il miele o lo sciroppo d’acero, Frutta e verdura a volontà.E’ importante scegliere frutta ricca di vitamina C, frutti di bosco, mela e ananas. Tra le verdure più depuranti, invece, ci sono le cicorie, il radicchio, il carciofo e i cavoli, oltre ai peperoni rossi e la lattuga, con un alto potere saziante. Cibi crudi.Mangiare per qualche giorno frutta, verdura, pesce, uova e derivati del latte, se crudi e non pastorizzati, può favorire senso di sazietà e dimagrimento. Poco caffè.Meglio evitarlo per la prima settimana post-vacanze. Pur di non rinunciare al suo aroma, però, il decaffeinato va sempre bene.