Tu lui e voi due

È il sogno di molti: trovare un partner che, oltre a ricambiare l’amore che proviamo per lui, abbia tante affinità con noi; modi di ascoltare, di vivere il tempo, di guardarsi dentro, di divertirsi e di cercare. Ma non è solo un sogno: in tanti casi, all’inizio di una storia, la cosa sembra realizzabile. L’entusiasmo dei primi tempi fa volare i due innamorati, che si sentono in grande armonia. Tuttavia spesso basta attendere qualche tempo per ritrovare questa stessa coppia in grande difficoltà: subentrano scontento, insofferenza e indifferenza reciproca, in uno sforzo di adattamento che può farsi pesante. Ma perché le cose vanno così? Pur nella gran diversità delle situazioni, molti commettono un semplice errore “tecnico”, cioè non sono capaci di variare la condivisione del tempo e dello spazio all’interno della vita di coppia. Ci sono quelli che fin dai primi tempi fanno tutto insieme: condividono qualsiasi cosa e dove c’è l’uno c’è anche l’altra,da recarsi al ristorante,al mare,a fare acquisti Ma questa condivisione totale si trasforma in breve tempo nel fatto che si fa solo quello che si può fare insieme, cioè si segue una sorta di minimo comune denominatore, da cui vengono escluse tutte le attività che non interessino a entrambi, tagliando così fuori un bel pezzo della realtà individuale di ognuno. E ci sono quelli che fanno l’esatto contrario, soprattutto dopo che iniziano a vivere insieme e nascono i figli: gli interessi personali vengono separati nettamente dalla vita in comune e si condividono soltanto le cose funzionali, legate ai doveri familiari, con l’inevitabile conseguenza di diventare quasi due estranei l’uno per l’altra.Alcuni attuano una variante a quest’ultimo atteggiamento: condividono fra loro solo quel che vivono con gli amici, in compagnia, dando origine al contempo una realtà parallela a parte, strettamente individuale e talvolta segreta, di cui l’altro non sa niente e in cui viene sviluppata una nuova personalità che contrasta con quella presente in coppia. In pratica gli amici diventano via via l’unico ambito nel quale i due trovano dei punti di contatto e di unione. Si tratta di strategie che prima o poi producono una crisi di coppia, perché almeno uno dei due inizia a sentire la mancanza del giusto equilibrio fra vita condivisa e vita individuale. Saper condividere è un’arte che richiede intelligenza e dedizione e che va applicata di volta in volta ai cambiamentiUn’arte che, per funzionare, deve dedicarsi con uguale passione a tre ambiti: le due vite personali e quella di coppia.I riti individuali e quelli condivisi, le passioni, gli interessi, dovrebbero trovare spazio adeguato, così da nutrire le diverse esigenze dei tre organismi presenti nella coppia: io, tu e noi due. Perciò è importante decidere insieme quali sono le cose irrinunciabili, indispensabili a far sentire vivi questi tre organismi, tutti da amare e proteggere allo stesso modo. La vera affinità è la  capacità di dividere e di condividere.

 

 

L’amore con la A maiuscola

È la cosa più desiderata al mondo. Nessuno è in grado di quantificarlo o definirlo ma…tutti sappiamo cosa significa. Tutti vogliamo l’amore, tutti volgiamo essere amati. Ci sono molti tipi d’amore. Si può amare da amanti, da amici, da genitori, da figli, da marito o da moglie, da fratello e sorella.Si può amare da migliore amico, da amico intimo o da ammiratore segreto. Si può amare da fan o da artisti, da nonni, da zii, cugini. Si può amare da singoli individui o essendo parte di un gruppo. Ed esistono molti modi di amare. Si può amare con una canzone, con una poesia, con un abbraccio, un bacio, un mazzo di fiori, un messaggio, una mail. Si può amare con uno sguardo, un sorriso, una parola, un gioiello, un viaggio al mare in montagna…Si può amare con un tono di voce, con un biglietto, una lettera. Si può amare con un apprezzamento, una battuta, uno scherzo. L’amore può farci sentire al settimo cielo e può anche farci sprofondare nel mare degli abissi…Può esaltarci o deprimerci. Può riempirci l’anima di gioia e spezzarci il cuore in infiniti pezzettini. A volte le relazioni possono apparire difficili. Le probabilità che qualcuno si innamori di te e te di lui quando si è single non sembrano molto alte Le possibilità che tutti e due proviate le stesse cose, non possono essere così elevate. Eppure il mondo è pieno di persone che hanno una relazione…Non c’è alcun dubbio che certi si accontentano, mentre altri hanno avuto la “fortuna” di aver trovato una delle loro anime gemelle: qualcuno da amare, onorare ed adorare. I trucchi mentali che spesso “turbano” le relazioni si basano in prevalenza sulle diverse aspettative e regole che portiamo all’interno della relazione. Tutti noi abbiamo le nostre preferenze, convinzioni e sensibilità riguardo alle cose e, quando il nostro partner ha idee diverse dalle nostre, questo può causare degli scontri. La cosa migliore per per portare avanti una relazione è prendere coscienza che ci saranno dei momenti meravigliosi e momenti “bui” in ogni manifestazione d’amore, ma che le cose meravigliose sono indubbiamente più forti.

Le delusioni…diventano le cicatrici del cuore

Le delusioni sono le cicatrici del cuore. Alcune grandi, alcune piccole altre antiche e profonde, ma ognuna di esse porta un nome. Il nome di un amico, di un genitore, di un compagno, di un parente segni di prove e dolori superati che ogni tanto ancora fanno male, come le ossa rotte quando cambia il tempo. Ma le delusioni sono anche le medaglie del cuore, che affermano la vostra capacità di amare e di dare fiducia alle persone anche se queste vi hanno feriti, traditi e ingannati. Sono le medaglie che dimostrano quanto coraggio abbiate per riuscire a credere ancora nell’amore nonostante sappiate quanto male può fare.Una delusione diventa una cicatrice del cuore quando smettiamo di provare risentimento verso chi ce l’ha provocata, allora la ferita si chiude non sanguina più, ma noi siamo diventati più forti e un po’ più prudenti .Come quando da bambini cadevamo con la bici o giocando a pallone e tornavamo a  casa con le ginocchia sbucciate, così doloranti da farci che non saremmo mai più saliti su qualsiasi cosa avesse avuto le ruote, ma poi quando ancora non era nemmeno caduta la crosta e il richiamo degli amici in strada diventava troppo forte, correvamo di nuovo verso un’altra avventura. Certo il cuore non è un ginocchio, ma il processo di ripresa è più o meno lo stesso e le delusioni fanno male quanto noi glielo consentiamo. Pensate, se da bambini invece che le carezze e le coccole della mamma, aveste buttato sale sulle vostre sbucciature, cosa sarebbe successo? Il dolore sarebbe diventato insopportabile e sicuramente la voglia di tornare a giocare vi sarebbe passata del tutto. E’ così anche per le vostre ferite del cuore, se continuate a torturarle con pensieri angosciosi e sensi di colpa seguiteranno a sanguinare e allora tornare ad amare sarà veramente difficile. Curatele, invece, e tenetevele strette, saranno i vostri piccoli campanelli d’allarme che vi avvertiranno ogni volta che sarete in pericolo, per ricordarvi che amare si può, ma senza dimenticare di difendere se stessi.

Facciamo un pic nic …..terapeutico

Esistono due forme di “depressione” legate in qualche modo alle vacanze. Quella di chi è appena rientrato e deve fare i conti con il ritorno alla quotidianità e quella di chi non è mai partito e magari ha passato le ferie ad annoiarsi a casa. Bastano un´area verde e un minimo di organizzazione per dare la svolta a una giornata noiosa. In entrambi i casi, abbiamo un eccezionale rimedio da suggerire: si chiama picnic, non è un farmaco, agisce e ha sorprendenti facoltà terapeutiche! Del resto la stagione dei picnic si apre in primavera, con il consueto weekend lungo di Pasqua, per poi continuare fino a settembre inoltrato. La fine dell’estate è uno dei momenti migliori per riunire la famiglia o qualche amico, armarsi di cestino e coperta e uscire all’aria aperta. La filosofia del picnic esclude quindi piatti elaborati o grandi invenzioni culinarie. In fondo quello che conta è stare in compagnia immersi nel verde e nel relax, beneficiando dei piccoli piaceri che la vita ci riserva: qualche chiacchiera, la fresca ombra di un albero, osservare le nuvole, ascoltare i suoni della natura…Certo è che se per il tuo picnic non ti accontenti di un menu a base di semplici piatti freddi panini, tramezzini, insalate di pasta o di verdura, frutta… insomma cose da preparare velocemente a casa, incartare e mettere nel cestino già pronte all’uso  ma se volete dare vita ad una vera e propria grigliata, dovete scegliere con cura la location. Ricordate che non in tutti i parchi o le aree verdi è possibile accendere un fuoco.

 

Oggi in particolar modo baciatevi…ma fatelo sempre!

Passionale, torrido, romantico, dolce. Oppure finto, ipocrita. Addirittura traditore. Dietro un bacio non c’è solo il lavoro di 35 muscoli facciali, ma anche molta storia della letteratura e del cinema. Non si poteva, dunque, che celebrare questo straordinario scambio di sentimenti, microbi e ferormoni tra esseri umani, dedicandogli dal 1990 la Giornata mondiale del bacio, quella del 6 luglio. Il bacio è una manifestazione di amore, di devozione, di tenerezza ed è il simbolo di tutto quello che può avvenire di buono nel mondo, tanto da saper spezzare anche il più potente degli incantesimi. E’ anche uno dei gesti più antichi che si conoscano, trasversale a molte culture e può essere praticato in modi diversi, ma il significato è sempre lo stesso: comunicare un messaggio di affetto e di vicinanza. E contribuisce a mantenerci in buona salute. Baciare è importante, e non lo si fa mai abbastanza. La più romantica espressione di amore, affetto e passione, infatti, non solo migliora umore e autostima, ma che è anche un vero e proprio toccasana per la nostra salute. Pertanto baciatevi per salutarvi alla stazione quando salite in treno, stretti tra le braccia del vostro lui nel vostro letto, sulla sabbia in riva  al mare in una baita in montagna, quando partite per una vacanza, quando tornate da una vacanza, baciate, vostra mamma, i vostri figli, vostro marito i vostri nonni i vostri amici…..insomma baciate tutti e più possibile sarà solo pura energia per il vostro cuore e la vostra testa

Cosa significa “Amare”

Amore. La parola più usata e abusata Canzoni, libri, poesie sono piene della parola amore. Ma cosa vuol dire essere innamorati? In una società in cui la parola amore è a dir poco inflazionata, e spesso usata a sproposito, capirne il vero senso è importante per vivere con felicità le relazioni e farle durare di più. Potremmo affermare che amare significa accettare la persona che amiamo così com’è, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Tuttavia anche questa definizione è discussa.Amare significa scegliere: scegliere una persona, decidere di stare con lei rinunciando agli altri, accettando i suoi difetti e standogli vicino nei momenti di gioia e in quelli di dolore o di difficoltà. Forse in molti conoscono la sensazione che da l’amore, anche se poi spiegarlo a parole diventa davvero difficile. Eppure la frase “cosa significa amare” è molto cercata sui motori di ricerca di internet. Il significato dell’amore dipende senz’altro molto da chi siamo, dal nostro passato, dai tempi in cui viviamo e dalle nostre paure. Cosa significa amare se non desiderare che l’altro sia felice? Ma per felicità non si intende soddisfare tutti i suoi capricci, né entusiasmarlo con gesti o regali eclatanti. Rendere felice qualcuno significa essergli fedele, supportarlo nei periodi difficili, rispettare le sue idee anche quando sono diverse dalle nostre. Rendere felice qualcuno vuol dire cercare sempre di costruire dei ponti e mai dei muri. Quando ami davvero, il sacrificio diventa quasi un piacere. Se è utile lo si fa con il sorriso, anche se ci costa fatica. Se ami qualcuno vuoi passare quanto più tempo ti è possibile in sua compagnia e non sentila necessità di evadere con gli amici o per conto tuo. Lo stare insieme deve essere una scelta condivisa, non un obbligo … e costringere qualcuno ad amarci, beh, è impossibile! Quindi amare, a volte, può voler dire rinunciare a chi amiamo, se questa persona non ci ama a sua volta.

 

La solitudine

Per molti di noi stare soli è difficile, è causa di angoscia o sofferenza. Un po’ forse per noia, un po’ per il senso di isolamento e anche perché siamo obbligati a contrapporsi con i nostri pensieri più intimi si vive quel senso di distacco come solitudine e spesso non si sa come fare per affrontare queste sensazioni. Ma c’è differenza tra essere soli e sentirsi soli. Passare del tempo in compagnia di noi stessi soltanto, senza altre persone intorno, è qualcosa di molto diverso dal senso interiore di profonda solitudine, dolorosa e totalizzante. “Si può essere soli e felici, oppure essere soli e sentirsi soli. Dipende dall’idea che tu ti fai dello stare da solo” Dietro alla paura di rimanere da soli, alla fine di una relazione amorosa, dopo un importante litigio con la migliore amica, o la perdita di qualcuno di caro, c’è sicuramente una poca considerazione di se stessi e molto a che fare con le proprie radici. La solitudine è una limitazione naturale dell’essere umano. Ma di per sé non è dolorosa, siamo noi che la viviamo così, spesso perché non riteniamo noi stessi in grado di soddisfare i nostri bisogni e desideri Insomma, non riconosciamo il piacere della nostra compagnia. Crediamo che qualcun’altro possa intrattenerci meglio, alzi la qualità del nostro tempo passato a fare qualsiasi cosa: un film è più divertente con l’amica, la cena è più piacevole se c’è lui, andare a correre è più pesante se non c’è qualcuno con noi. Questo avviene nella nostra testa quando non ci piace stare in compagnia di noi stessi. Abbiamo tutti una cara amica, una collega o una persona della nostra famiglia che è uscita dopo una lunga storia d’amore e ora fatica a stare bene da sola. 10 anni di convivenza, 2 anni di relazione a distanza, non importa quanto, dove e come. Perché avere qualcuno accanto ci dà sicurezza e quando ci viene tolta questa sensazione, ci sentiamo persi, vuoti, soli. Magari infondo siamo proprio noi quell’amica. E se è così lo sappiamo ancora meglio…