Cucinare ci rende tranquilli e rilassati

Cucinare è un piacere, a volte una vera e propria passione. Ma qual’è il vero motivo per cui ci piace preparare piatti prelibati? In passato preparare il pranzo e la cena era considerato un dovere. Ma anche in quel tempo le donne si dilettavano a cucinare cibi speciali per poi farsi onore durante feste e banchetti. Saper cucinare era considerato una grande dote che ogni donna sognava di avere. Oggi la società è cambiata. Gli uomini sanno cucinare quasi più delle donne. Il lavoro non permette di spendere molto tempo alla preparazione degli alimenti ma quando si tratta di invitare amici e parenti bisogna esibire le nostre doti culinarie. Allora si sfogliano libri e siti di cucina per dare il massimo di noi . In realtà saper cucinare è una dote innata che ognuno di noi ha. Il motivo è molto semplice. Quando noi gustiamo un piatto ne apprezziamo a primo impatto l’aspetto, l’odore, il sapore, l’emozione che evoca. Quando cuciniamo succede la stessa cosa. Cerchiamo di produrre l’aspetto che noi vorremmo, di creare il gusto che a noi piace e di trasmettere l’emozione che noi proviamo. Forse non tutti siamo in grado di dosare in maniera esatta tutti gli ingredienti ma quando lo facciamo con il cuore i risultati sono per la maggior parte dei casi positivi. Ci piace cucinare perché ci piace gustare prima di tutto e poi ci sentiamo soddisfatti quando gli altri apprezzano le nostre specialità. E’ un modo per sentirci apprezzati e valorizzati. Aumentiamo la nostra autostima e ci allontaniamo dai sintomi della depressione.

Tutti fritti….

Davanti a un bel fritto gli occhi si illuminano, le papille gustative si agitano e lo stomaco a qualunque ora e condizione manda messaggi di ampia disponibilità. Non c’è dubbio: le fritture in tavola hanno una marcia in più, che le colloca ai vertici delle preferenze di bimbi e adulti. Ma non sempre sono leggere e digeribili, al punto che i nutrizionisti più severi le vorrebbero totalmente bandite dal menu. Con alcune attenzioni in cucina e un po’ di moderazione nel consumo non è però necessario essere tanto drastici. Il segreto è semplice ed è tutto nel fatto che, rispetto alla cottura in acqua, la frittura avviene a temperature molto più alte.Il calore elevato provoca due eventi importanti: avvia una serie di reazioni chimiche che producono sostanze particolarmente saporite, e determina la formazione di una crosticina superficiale sul cibo che trattiene all’interno tutte le componenti aromatiche, impedendone la fuoriuscita e la dispersione. Purtroppo il grasso usato per la cottura, che permettendo di cuocere ad alta temperatura determina il pregio gastronomico dei fritti, è anche alla base dei loro difetti. Per prima cosa i residui di olio assorbiti dal cibo ne aumentano l’apporto calorico: 1 grammo di olio fornisce ben 9 kcal. In secondo luogo i grassi subiscono delle profonde modificazioni con il riscaldamento: prima si formano composti poco digeribili che poi, raggiunta la temperatura a cui l’olio comincia a fumare, si separano nei loro costituenti fondamentali, sviluppando una sostanza acre e irritante  che si volatilizza lasciando a contatto col cibo degli acidi grassi liberi dei quali è accertata la potenziale nocività.La resistenza al calore varia da un grasso all’altro secondo la composizione chimica e la prima cosa da fare per ottenere un fritto leggero è orientarsi sui grassi che resistono di più. Contrariamente a quanto molti credono, la scelta migliore è l’olio extravergine d’oliva: non solo contiene grassi più resistenti, ma è anche ricco di sostanze antiossidanti che proteggono l’olio dagli effetti negativi del calore. Se il gusto dell’extravergine disturba il palato, si può ricorrere senza problemi al normale olio d’oliva, casomai miscelandolo con dell’olio di arachide. Tra tutti gli oli di semi quello di arachide è il più simile nella composizione all’olio d’oliva e il più resistente al calore.

Antipasti sfiziosi per Pasqua

I muffin  Sono perfetti pure per Pasqua e anche nell’aperitivo. Anche voi sarete in grado di preparare quest’ultimi in mezz’ora. Prendete il tempo e iniziate a mescolare 300 g di farina, due cucchiai di parmigiano, una bustina di lievito e un pizzico di sale. Unite 250 g di ricotta, 100 g di salmone affumicato tagliato a listarelle e 30 g di rucola sminuzzata. Mescolate e aggiungete al composto 2 uova a temperatura ambiente, 200 ml di latte e 60 ml di olio di semi. Amalgamate bene tutti gli ingredienti e versate l’impasto dei muffin salati con ricotta, salmone e rucola nei pirottini. Infornate in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti. Fatto! Fermate il cronometro e scoprirete che avevamo ragione a dirvi che ci vuol poco tempo per cucinarli.Tra le ricette facili di finger food veloci e sfiziosi vi consigliamo anche delle simpatiche palline salate alla ricotta che non necessitano di cottura. Potete insaporire solo con erbe aromatiche varie, olive, prezzemolo, sott’oli e pomodori secchi, per creare un antipasto invitante da mangiare con le mani per un aperitivo in compagnia di amici. Basta montare la ricotta a mousse con una frusta insieme a un pizzico di sale e di pepe e riporla in frigorifero per circa mezz’ora. Nel frattempo scegliete con che alimenti guarnirla, tra gli ingredienti che vi abbiamo consigliato prima, e una volta deciso metteteli nel mixer per poi lavorarli insieme alla mousse di ricotta. Con le mani formate tante palline e fatele rotolare bene bene nei vari ingredienti. Disponete le vostre palline di ricotta ed erbe aromatiche tritate, ricotta e olive sminuzzate e altro, in dei piccoli piatti, distanziandole tra di loro.

Il carciofo straordinario!

Forse non ne eravate a conoscenza, ma il carciofo, oltre ad essere buonissimo e protagonista di molti piatti della tradizione italiana, come il celebre carciofo alla giudia, protegge il fegato perché aiuta ad eliminare le tossine e favorisce la diuresi. Altra caratteristica del carciofo: è ricco di fibre e favorisce la regolarità intestinale. Come si può mangiare, il carciofo può essere mangiato crudo, tagliato molto finemente e condito con olio, sale, pepe e succo di limone. Ad altre soluzioni, ci penserà la fantasia: fritto, ripieno e passato al forno, lessato e come protagonista di sughi e lasagne.

‘Mood food’ il cibo ci aiuta a superare lo stress

Un’alimentazione impropria e poco equilibrata può portare anche a stress e depressione, e se non si seguono i giusti consigli degli esperti ci si può ritrovare anche a non saper gestire quelle situazioni più complicate che si possono presentare anche quotidianamente in molti contesti. Per affrontare tali situazioni, arrivano i mood food, ovvero quei cibi che portano buonumore e che combattono lo stress, anche quello da rientro. Con la supervisione della Sisa, sono stati  diffusi una serie di consigli sul mood food, che consente di scoprire che le virtù terapeutiche di alcuni principi nutritivi contenuti in alcuni alimenti aiutano a combattere lo stress e che influiscono sullo stato d’animo, influenzando positivamente l’umore.Prima di tutto bisogna non trascurare nella propria alimentazione quegli alimenti ricchi di vitamina B12, considerata la vitamina dell’energia, e di acido folico. Questi  si trovano soprattutto nel pollo, nel salmone, nei broccoli, nel manzo e nei fagioli, senza trascurare il fegato e le lenticchie, considerate da tempo come un anti depressivo naturale.In quanto alla frutta, si consigliano uva e banane, ottime perché contengono dopamina, ovvero l’ormone del piacere: non abbiate paura a consumarne una al giorno, poiché non è vero che contengono troppe calorie solo 135 contro 100 di una mela. Non scordiamoci di consumare quotidianamente agrumi quali ad esempio limoni e arance, perché ricchi di vitamina C, che rinforza le difese immunitarie.È necessario consumare costantemente il pesce, soprattutto salmone e sardine, perché ricche di Omega 3, Prediligere inoltre alimenti contenenti vitamina D, poiché è un potente antistress, quali ad esempio pesci grassi, fegato di manzo, rosso d’uovo e formaggio. Infine, per colmare la vostra voglia di dolce è possibile mangiare un po’ di cioccolata fondente, che ha una potente azione antidepressiva e tonica ed è pertanto in grado di dare una sferzata all’euforia e indurre una sensazione di benessere nell’individuo che la assume.In definitiva, se si seguono i giusti consigli e non si eccede con alimenti pesanti, ricchi di grassi e magari fritti, è possibile aiutare il nostro organismo a combattere al meglio quelle situazioni più stressanti per corpo e mente.

 

 

Kimchi

Kimchi è il nome coreano delle verdure fermentate, solitamente piccanti, ma non sempre, preparate in una miriade di modi. Le verdure vengono immerse nella salamoia per creare un ambiente favorevole ai batteri acidolattici presenti in esse. Per fare il kimchi si immergono le verdure in genere cavolo cinese, ravanelli e altre in salamoia forte per varie ore o giorni, affinché perdano l’amaro e si rendano più flessibili e perciò più facili da sommergere. Una volta scolate, vengono poi mischiate con spezie, una crema di riso, zucchero, salsa di pesce, pesce e/o crostacei. Il più delle volte il kimchi è piccante, con una presenza di aglio, peperoncino, zenzero, oltre a scalogni, cipolline, porri e cipolla. Queste fanno parte dei tanti prodotti fermentati, per molte persone il problema maggiore non è tanto come preparare le verdure fermentate, quanto come usarle. C’è chi suggerisce il consumo crudo della verdure fermentate, perché il loro più importante beneficio nutrizionale è dato dalle comunità batteriche vive che contengono, e che con la cottura altrimenti vengono distrutte. Tuttavia, in alcune tradizioni culinarie sono spesso utilizzate anche in cottura con risultati deliziosi. Crauti, kimchi, verdure in salamoia e i loro succhi possono poi essere facilmente aggiunti in condimenti per insalate, salse e creme spalmabili.

Il salmone affumicato un aiuto in cucina

Poche e semplici mosse e sfiziosi crostini al salmone affumicato sono pronti per essere serviti ai vostri ospiti come aperitivo o antipasto finger food. Dischetti di pane nero dorato in forno accolgono una farcitura di cremoso formaggio aromatizzato al finocchietto e scorza di limone e fettine di profumato salmone affumicato. Il risultato? Un piccolo capolavoro per far bella figura, con poco.Il salmone affumicato è uno degli alimenti che meglio si presta, grazie alla sua consistenza morbida ma compatta, alla creatività in cucina. Qualche suggerimento per usarlo in modo originale nelle vostre ricette? Tagliate a forma di stella delle fette di pane morbido, passatele su una piastra per arrostirle su entrambi i lati e tagliate magari anche con una formina una fetta di salmone affumicato. Spalmate la fetta di pane con del burro morbido, adagiatevi sopra il salmone e sistematelo nel piatto da portata guarnito con 1 cucchiaino di caviale nero. Oppure realizzate degli involtini di salmone ripieni di formaggio morbido, ad esempio ricotta o caprino, chiudeteli con uno stuzzicadenti e sistemateli in un vassoio lungo e stretto con riccioli di insalata verde, una manciata di prezzemolo e pomodorini a colorare il piatto. Le possibilità sono infinite, largo alle idee!