Vegetariani uccidono più dei carnivori

Chi diventa vegetariano perché non sopporta l’idea che un essere vivente venga ucciso e mangiato, forse dovrebbe cambiare punto di vista. Da uno studio australiano, infatti, emerge un curioso dato. I vegetariani ucciderebbero fino a 25 volte più animali di quanti non faccia un carnivoro, nonostante gli stessi ritengano che l’allevamento danneggi l’ambiente sprecando vegetali. A dimostrarlo sono stati i ricercatori dell’Università del New South Wales, in Australia. Mike Archer spiega che la produzione di frutta e verdura consumati dall’uomo, riesce ad uccidere un numero di animali 25 volte superiore per kg di proteine utilizzabili prodotte, rispetto a quanto avviene per produrre la carne.I bovini macellati, infatti, si nutrono per lo più di vegetazione spontanea, distrutta per la produzione di grano, riso e legumi per i vegetariani. Ciò comporta la morte di migliaia di animali. Un esempio? Per coltivare il frumento vengono uccisi almeno 100 topi per ettaro ogni anno, per difendere i raccolti!

Il sale affumicato

Il sale affumicato è ottimo per le ricette a base di pesce, per dare un tocco in più alle patate e per salare determinati primi piatti.Il sale affumicato ha un tipico aroma di legna e resine, utile anche per dare ulteriore spessore a selvaggina e cacciagione. Non solo, l’impiego del sale affumicato trova il suo impiego anche sulle tartare di tonno. Il sale affumicato inoltre trova il suo impiego tra i primi piatti, potete usarlo per salare le farfalle ai fiori di zucca oppure la classica carbonara. Ma come si fa?Come descritto, il sale affumicato vede molteplici usi, tuttavia, a causa del suo elevato costo, però, qualcuno potrebbe essere tentato a impiegarlo con parsimonia. E’ per questo motivo che vi daremo la ricetta del sale affumicato fatto in casa.In una ciotola, preparate una salamoia con acqua e sale. Aggiungete il sale fino a saturazione, cioè fin quando questo non riuscirà più a sciogliersi .In un barattolo o in una vecchia pentola, mettete dei trucioli di legno non trattato. Possibilmente impiegate trucioli di quercia, di ginepro, eucalipto, noce…. Assicuratevi di usare legno non trattato.Accendete i trucioli. Vi basteranno piccoli pezzetti di legno stagionato. Quando i trucioli inizieranno a bruciare, coprite il barattolo. Il fumo dovrà rimanere bloccato all’interno. Con un gioco di abilità dovrete velocemente porre la salamoia nel barattolo contenente il fumo. In alternativa, potete aspirare il fumo con una grossa siringa e iniettarlo nel contenitore contenente la salamoia. Tale procedura va ripetuta più e più volte. A questo punto, potete lasciare che l’acqua evapori spontaneamente al sole e recuperare i grossi cristalli di sale come avviene nelle saline. Oppure, potete riscaldare la salamoia in forno ed estrarre da li il sale affumicato. Basteranno pochi minuti a 180 °C.

La memoria è come un muscolo

La memoria è come un muscolo: l’esercizio ne migliora le performance. Ma gli esercizi in questo caso non bastano: bisogna accompagnarli con uno stile di vita sano, nel quale alimentazione, attività fisica e sonno regolare giocano un ruolo da primi attori. Molti alimenti sono in grado di rallentare l’invecchiamento cerebrale. Primo tra tutti il pesce azzurro, ricco di Omega-3, necessari per le funzioni cognitive, seguito dalle noci che contengono anche vitamina E, dalle proprietà antiossidanti. Nei cavoli, invece, c’è la vitamina C, che rinforza i vasi sanguigni, mentre il licopene del pomodoro ha un’azione antiage. La curcuma, l’ingrediente principale del curry, ha proprietà antinfiammatorie e ostacola l’arteriosclerosi. La colina del tuorlo d’uovo è essenziale per la fisiologia delle membrane cellulari. Infine è fondamentale l’idratazione: un apporto insufficiente di acqua indebolisce le capacità del cervello. Riducete drasticamente i grassi saturi di origine animale e quelli vegetali presenti nei prodotti industriali, responsabili dell’accumulo di colesterolo, che diminuisce l’efficienza delle cellule nervose e favorisce i processi di invecchiamento. Al pari degli zuccheri contenuti in merendine, dolci e caramelle. Approfittate dell’arrivo delle piogge e della riduzione delle ore di luce per dormire: ricerche e studi confermano che il poco sonno danneggia la memoria e che la carenza protratta di riposo limita le capacità di apprendimento. Avere un ritmo sonno-veglia regolare, concedersi una siesta pomeridiana di una ventina di minuti, dormire un numero adeguato di ore durante la notte aiuta a rigenerare le cellule cerebrali, tutela la salute della mente, serve a riordinare i ricordi. Non solo muscoli: fare sport, di qualunque tipo, giova anche alle cellule cerebrali. Attività soft come yoga e training autogeno migliorano la concentrazione e la memoria. Trascorrete le ore pomeridiane davanti al camino dedicandovi a esercizi per rinforzare la memoria e coordinare i due emisferi del cervello. Scrivere per una decina di minuti al giorno con la mano sinistra o con la destra se si è mancini o fatelo davanti allo specchio guardando l’immagine riflessa anziché il foglio di carta sono sistemi che aiutano ad innescare le funzioni cerebrali. Allo stesso modo lo è esercitarsi a ricordare le lettere dell’alfabeto al contrario, cioè partendo dalla “Z”.

Cambio stagione cambiano le regole

La notte tra il 28 e il 29  ottobre le lancette dell’orologio si spostano indietro di un’ora: si torna all’ora solare. Si perderà un’ora di luce al giorno e cominceremo a percepire l’autunno e il noto cambio di stagione, che per il momento ha tardato ad arrivare, regalandoci splendide giornate che ancora alcuni posso godersi in riva al mare. Del resto non è un segreto: una quantità di luce inferiore può influenzare la nostra salute mentale e fisica, facendo strada al rischio di disturbi stagionali: umore nero, pigrizia, sonnolenza, aumento dell’appetito e, spesso, accumulo di chili di troppo. Sono sintomi tipici che molte persone conoscono bene in questo periodo dell’anno, perchè la riduzione della luce naturale ha effetti sul nostro equilibrio psicofisico, infatti l’organismo ha bisogno di luce per produrre vitamina D la cui carenza, guarda caso, è associata a disturbi depressivi. Un rimedio che suggerisce Joel Young è quello di sfruttare il più possibile la luce naturale, organizzarsi per una pausa pranzo all’aperto, e, se necessario, fare sedute di luce-terapia. Poi regalarsi almeno 30 minuti al di attività fisica per almeno 5 giorni a settimana e mangiare sano, prediligendo cibi ricchi di energetiche vitamine B pesce, uova, legumi, avena, noci, banane etc La nostra tavola dovrà riempirsi di quello che la natura offre in questi mesi e quindi tra le verdura scegliamo cavoli, cavolfiori, cavolini, cavolo rosso ecc… che sono ricchi di tiocainati che e prevengono, come studi scientifici ci ricordano, i tumori del colon; scegliamo la zucca, ricca di vitamina A, antiossidante naturale poverissima di calorie, facciamoci almeno a tavola aiutare da ciò che la natura ci regala

Cucina Cinese

Il sushi è stato scoperto in Cina! Fu conosciuto in Giappone nell’VIII secolo: in origine era un modo per mantenere più a lungo il pesce collocandolo a fermentare tra strati di riso cotto e acidulato in aceto di riso. Nel tempo, il processo di fermentazione è stato man mano ridotto ed è nata l’abitudine di mangiare il pesce crudo. La prima volta dell’Occidente accadde nel 1953 quando il principe Akihito offrì del sushi ad alcuni ufficiali americani. Nei monasteri zen l’aglio, la cipolla, l’erba cipollina, lo scalogno e i porri sono proibiti poiché potrebbero provocare  a causa del loro sapore deciso  dei desideri “troppo umani”. Le posate in metallo sono considerate un simbolo di violenza: per questo motivo a tavola si adoperano le bacchette di legno. In Giappone fare rumore mentre di mangia è considerato un apprezzamento del cibo: nella maggior parte dei locali pubblici giapponesi potrete godere di commensali molto rumorosi. Ogni anno il 4 agosto si celebra la cerimonia funebre delle bacchette di legno da pasto: si tratta di un omaggio a oggetti di uso quotidiano che hanno reso un buon servizio per lungo tempo. Il vero wasabi è una radice che cresce in zone semi-paludose, è quasi introvabile fuori dal Giappone ed è molto costoso. Il wasabi non andrebbe mai amalgamato alla salsa di soia: è un’abitudine occidentale, non eseguita e non apprezzata nella vera cucina giapponese. Il sushi inteso come pesce crudo con riso, cioè nigiri si può mangiare con le mani ma non il sashimi, cioè i filettini di pesce crudi e ingurgitare in un sol boccone. Intingere il sushi nella salsa di soia senza sfaldare il riso è un’arte per pochi.

I cibi dell’autunno

Il passaggio dai mesi estivi ai mesi autunnali porta con sé un po’ di spossatezza e di malinconia: non sono solo le ferie finite !!…anche la diminuzione delle ore di luce e il sensibile cambio di temperatura contribuiscono ad uno stato psico-fisico un po’ in difficoltà. La salute vien mangiando, si dice, ma viene mangiando soprattutto le cose giuste, nel momento giusto! L’autunno è una stagione ricca di moltissimi alimenti che possono aiutarci ad affrontare il cambio di stagione con la giusta carica: vediamone alcuni che non dovrebbero mancare nell’ alimentazione in questo periodo! Uva ricca di ferro, calcio, fosforo e tante vitamine Energetica e calorica, va consumata con moderazione se siete a dieta, ma un grappolino ogni tanto è un toccasana! Pera: ricca di potassio, fosforo e una miniera di fibre. Al contrario dell’uva, la pera è ipocalorica ed è amica rei regimi alimentari controllati! Zucca: la regina dell’autunno, di cui sentiamo la mancanza per tutto il resto dell’anno! La zucca è ipocalorica, può essere cucinata in tantissimi modi ed è buona anche con un pizzico di sale soltanto e ammorbidita in forno. Grande alleata delle diete, è depurativa, diuretica e un toccasana per la funzionalità intestinale. Radicchio: il re dell’autunno! Il radicchio è ipocalorico, ricco di vitamine e sali minerali e protagonista indiscusso di condimenti  e primi piatti i kiwi sono un tesoro dell’autunno e bisogna approfittare della loro stagionalità perché è un frutto davvero eccezionale.Pesce azzurro: facile da digerire, ipocalorico, ricco di Omega 3, selenio, iodio, fosforo e potassio, il pesce azzurro è presente nei nostri mari in tantissime varietà, come alici, acciughe, sardine, sgombro, ricciola, aringa, pesce spada, tonno.

Alimenti di stagione

Un’alimentazione e una cucina che seguono il susseguirsi delle stagioni possono divenire molto salutari, divertenti e colorate. L’ occasione di trovare moltissimi tipi di frutta oppure ortaggi in qualsiasi momento dell’anno ci ha disabituato, spesso, a seguire i prodotti tipici della stagione, che di solito sono anche i più buoni e saporiti. Proviamo a vedere quali sono i prodotti della terra e del mare più freschi e gustosi in questi mesi: Verdura: carote, cetrioli, bietole, aglio, fagioli, melanzane, ortiche, lattuga, cavoli , patate , cipolla, cicoria. Frutta: fichi, uva,mandarini, arance, pere mele , uva spina. Pesce: orata, sogliola, dentice, sgombro, spigola, alici, cefali, merluzzo, tonno, sardine, triglie. Una ricetta semplice e veloce con pesce, verdura e frutta ? Sogliola al cartoccio Ingredienti: 4 sogliole intere e pulite   Lavate e tagliate a listarelle le costole della bietola. patate olio d’oliva  sale  pepe   Pelate e tagliate le patate a cubetti: fatele sbollentare in acqua salata per 4  minuti. Ponetele nella teglia; conditele con olio, sale e pepe. In una ciotola condite la bietola a listarelle con olio, sale, pepe e qualche foglia di timo e riempiteci la pancia delle sogliole. Adagiate quindi le sogliole sulla teglia, sopra le patate e infornate in forno preriscaldato a 180° per circa 20/25 minuti Buon appetito!