La zucca gialla

Buona, dolcissima e amica della dieta: è possibile? Certo che sì: la zucca è uno degli ortaggi più amati e preziosi per il nostro organismo, anche se siamo a dieta o soffriamo di diabete. Vediamo quali sono le caratteristiche della zucca! Della zucca non si butta nulla, nemmeno i semi che, seccheremo oppure li  arrostiamo in forno con una  leggera salatura, e possono essere consumati come snack o per accompagnare un aperitivo.Dai semi di zucca si ricava un olio ricco di acido oleico e linoleico: secondo recenti studi, l’olio di zucca sarebbe un utile alleato anche in concomitanza con l’insorgere della menopausa e dei suoi caratteristici sintomi. L’assunzione di olio di zucca aiuterebbe ad abbassare il colesterolo e diminuire la pressione arteriosa, oltre a ridurre le vampate di calore, i mal di testa e i dolori articolari. La polpa della zucca si presta in modo eccellente a tantissimi impieghi e preparazioni: può essere cotta a vapore, bollita, arrostita in forno oppure cucinata in umido. E’ buonissima tagliata a tocchetti come le patate, lasciando anche la buccia, disposta in una pirofila e condita con olio, sale e pepe e cotta nel forno. Può essere usata in ricette salate, come sughi per risotto, ripieni, contorni, oppure in ricette dolci, per preparare torte oppure biscotti. La zucca è una miniera di caroteni e pro-vitamina A; è inoltre ricca di minerali e ha pochissime calorie

Attenzione alla lista nera sulla tavola

La dieta mediterranea è sinonimo di alimentazione equilibrata e di benessere. Ma se una gustosa pasta viene condita con broccoli cinesi c’è il rischio di intossicarsi. O se alla mozzarella con pomodoro viene aggiunto regolarmente il basilico indiano quanto meno bisogna sperare che non venga un tumore a lunga distanza. Anche a mangiare la frutta fresca si corrono rischi. Il prosciutto di Parma accompagnato dal melone proveniente dalla Repubblica dominicana non è un piatto rassicurante né il melograno, le arance o le fragole egiziane.Non è sicuro neppure il peperoncino che gli italiani usano un po’ ovunque. Fa bene, sì, ma non quello importato dalla Thailandia zeppo di residui chimici dannosi alla salute.Si tenta di mangiare bene ma si cade dalla padella alla brace. Cibo che sembra buono e bello cela mille insidie e, dunque, prima di mettere frutta e verdura nella borsa della spesa occhi alle etichette. I prodotti nostrani sono quelli che offrono più garanzia in fatto di residui chimici.I prodotti provenienti da Paesi extra Ue sfuggono a moltissimi controlli e finiscono solo dopo molto tempo nelle famose black list degli alimenti da evitare.Come quella presentata da Coldiretti. Al primo posto della lista nera si posizionano i broccoli cinesi, contaminati da residui chimici per il 92% dei campioni. Non va meglio per i pomodori e per il prezzemolo del Vietnam con il 78% di irregolarità e il basilico dall’India, dove in sei casi su dieci è stato trovato il Carbendazim, vietato in Italia perché ritenuto cancerogeno. Dunque occhio alla provenienza.

 

Cosa mangiare contro il cancro

Ogni giorno il consumo alimentare è assolutamente vario. Dalla carne rossa alla pasta, dal pesce alla verdura e così via. Probabilmente non tutti siamo invece al corrente che alcuni di questi alimenti potrebbero essere un possibile nutrimento per cellule di tipo tumorale. Questo, in sostanza, l’avvertimento lanciato dai medici che invitano, quindi, a una prevenzione consumando cibo sano e diminuendo, se non addirittura eliminando completamente, il cibo più nocivo. Pare che una buona percentuale dei casi di cancro sia derivata dalla cattiva alimentazione. La cellula tumorale ha origine dagli scarti del processo di ossidazione, ovvero la metabolizzazione delle calorie, attraverso il quale il nostro organismo si nutre, quindi a tutti gli effetti ogni essere vivente può essere vittima di un tumore. Per fortuna esistono le sostanze antiossidanti che contrastano il formarsi di queste cellule. Il mirtillo può essere un buon punto di partenza, un consumo costante ma non eccessivo di questo frutto permette di contrastare un possibile sviluppo tumorale. Anche la curcuma, oltre ad essere un importante avversario del diabete, è nemica dei tumori. Da evitare invece assolutamente l’abuso di carne rossa, limitando il consumo a massimo 1 o 2 pasti alla settimana. Nota anche la necessità di dover interrompere qualsiasi consumo di zuccheri, di cibi pronti e di bevande gassate. Alloro, aglio, cipolla e noci sono altri importantissimi alleati per la nostra salute; è molto consigliato aumentarne la dose quotidiana. La dieta poi dovrebbe escludere le cotture alla brace o fritte. Evitare qualsiasi abuso di sale, specialmente quello non iodato. Il sale è formato da sodio, principale responsabile della ritenzione idrica e dell’affaticamento cardiaco. Il suo abuso è correlato con la nascita di certi tumori. L’ultimo consiglio, che vale per tutti, uomini e donne, è quello di tenersi in costante movimento, l’esercizio fisico crea il sudore che contrasta lo sviluppo di cellule tumorali.

 

 

Tumori e cibo spazzatura

Contengono troppi zuccheri, sale, conservanti, sono poveri di vitamine e di fibre: alimenti come snack, merendine, pasti pronti, oltre alle bibite gassate, non hanno certo fama di giovare alla salute. Aumentano anche il rischio di tumore? Un vasto studio ha rilevato uno dei primi indizi concreti di un possibile legame tra il consumo dei cosiddetti “cibi ultra-trasformati” e il cancro. Gli alimenti ultra-processati, o ultra-trasformati, sarebbero secondo la definizione di un’agenzia dell’OMG quelli che, oltre a zuccherosale, oli e grassi aggiunti, contengono come additivi sostanze estratte dagli alimenti come caseina, siero di latte e proteine isolate, o sostanze sintetizzate da componenti alimentari come oli idrogenati, amidi modificati e aromi non utilizzate solitamente nella preparazione casalinga dei cibi. alimentazione, cibo processato, junk food, dieta, sale, grassi, zuccheri, cibo spazzatura.Una dieta in cui questi cibi hanno la maggioranza, a scapito di cibi freschi, è stata legata all’obesità e a un aumento di diabete, pressione arteriosa e colesterolo, tutti a loro volta fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. Finora però non c’erano prove e neppure indizi convincenti che il consumo di questi cibi fosse legato anche a un aumento del rischio di tumori. Tenendo conto di altri fattori di rischio conosciuti, tra cui l’età, la storia familiare, il fumo, la quantità di attività fisica, dall’analisi è stato comunque isolato un aumento specifico del rischio di tumore attribuibile all’alimentazione. Secondo lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sul British Medical Journal, a un 10 per cento in più nella proporzione di alimenti ultra-processati nella dieta corrisponde un innalzamento generale del 12 per cento del rischio di cancro. Per alcuni tumori, come quello del seno, l’aumento del rischio è stato dell’11 per cento. Il rischio aggiuntivo identificato riguarda inoltre solo gli alimenti definiti ultra-trasformati, mentre non è stato individuato per altri tipi di alimenti industriali, per esempio le verdure in lattina o formaggi e pane prodotti a livello industriale. D’altra parte, il consumo di cibi freschi frutta, verdura, legumi, riso, pasta, uova, carne, pesce e latte  è stato associato a una riduzione del rischio di cancro in generale e di tumore del seno.

Rimettersi in forma

Dopo un lungo periodo di relax assoluto, con tanto di pranzi e cene senza controllo, è il momento di rimettersi in forma: ecco qualche consiglio.Relax totale, pochissimo movimento, forchetta mai tirata indietro, dolci a volontà e magari qualche cocktail di troppo. Durante le ferie è davvero molto difficile controllarsi a tavola e, non a caso, uno dei propositi più comuni in riva al mare sotto l’ombrellone negli ultimi giorni di vacanza è sempre lo stesso: da settembre dieta e palestra. Ma ci sono anche altre indicazioni utili per rimettersi in pista dopo aver accumulato qualche chilo in più, e facilmente pure qualche tossina, al rientro dalle ferie. E i primi, certamente, trovano fondamento nelle buone intenzioni di fine estate, perché la cosa migliore da fare per dimenticare purtroppo i rilassanti momenti di ozio e divertimento sfrenato, è svolgere un bel po’ di attività fisica. Basterebbe persino camminare a passo discreto almeno un’ora al giorno per tre volte a settimana e bruciare in questo modo circa 500 calorie. Se, poi si decide di correre a tutti gli effetti, ancora meglio: un’ora di sport può consentire di bruciare fino a 820 calorie, mettendo in moto anche il metabolismo aerobico che brucia i grassi. Respirare bene, in modo profondo iniziando dalla parte bassa dell’addome, poi, è un altro buon metodo per ritrovare uno stato di forma ottimale per affrontare di nuovo i ritmi della propria quotidianità, mentre per tornare in cucina e a tavola in modo equilibrato, fermo restando che parlarne prima con un esperto è sempre la cosa migliore  ci sono diverse buone pratiche da tenere a mente, tipo bere tanta acqua almeno un litro e mezzo al giorno, Poco sale Il sale integrale può essere una valida alternativa: ne bastano poche dosi per avere comunque sapori invitanti limitare lo zucchero al posto dello zucchero si potrebbe usare il miele o lo sciroppo d’acero, Frutta e verdura a volontà.E’ importante scegliere frutta ricca di vitamina C, frutti di bosco, mela e ananas. Tra le verdure più depuranti, invece, ci sono le cicorie, il radicchio, il carciofo e i cavoli, oltre ai peperoni rossi e la lattuga, con un alto potere saziante. Cibi crudi.Mangiare per qualche giorno frutta, verdura, pesce, uova e derivati del latte, se crudi e non pastorizzati, può favorire senso di sazietà e dimagrimento. Poco caffè.Meglio evitarlo per la prima settimana post-vacanze. Pur di non rinunciare al suo aroma, però, il decaffeinato va sempre bene.

 

Piccoli segreti in cucina

Oggi per voi alcuni piccoli segreti che ci semplificano la vita in cucina. Tenete sempre da parte gli scarti delle verdure, bucce comprese: accuratamente lavati e surgelati, possono diventare la base per un ottimo brodo vegetale da preparare in velocità! Conservate i limoni tenendoli a bagno nell’acqua, che cambierete due volte a settimana: resteranno freschi e gustosi più a lungo. Per tagliare i pomodori usate sempre un coltello a seghetto. Le foglie del pomodoro schiacciate aiutano ad alleviare il prurito delle punture d’insetto. Invece di surgelare il basilico per conservarlo, provate a metterlo, bel lavato e asciugato, in vasetti sott’olio: sentirete che aroma! Per eliminare l’odore di aglio e cipolla dalle mani, lavatele con sapone di Marsiglia e un cucchiaino di caffè macinato. Se il sedano vi risulta poco digeribile, sbiancatelo prima di consumarlo: immergetelo in acqua bollente per 2 minuti e poi raffreddatelo in acqua e ghiaccio. Non conservate una cipolla già tagliata per più di 1 giorno: per quelle poche ore tagliatela a fette e inzuppatela in una tazza piena di acqua o riponetela nell’apposito contenitore

Il segreto per vivere più a lungo

Il segreto per vivere più a lungo? Una dieta mediterranea “rivisitata”, ricca di pesce, legumi e verdure e alleggerita di pane, pasta e frutta. A sostenere i benefici di questo regime alimentare è lo scienziato italiano Valter Longo, trapiantato da anni negli Stati Uniti e autore del best-seller “La dieta della longevità”. Il volume è frutto di 25 anni di studi sulla relazione tra il cibo e l’invecchiamento cellulare.Lo studioso ha esaminato le abitudini alimentari delle popolazioni più longeve del mondo. In Italia sono state passate al setaccio la dieta sarda e dell’Aspromonte. Secondo il neurobiologo per vivere fino a 110 anni in buona salute occorre consumare solo una porzione di frutta al giorno per limitare l’apporto di zuccheri. Nel menu settimanale devono trovare un posto privilegiato il pesce, rigorosamente non di allevamento, le verdure, i legumi e l’olio extravergine d’oliva. Questi cibi possono essere consumati senza preoccuparsi troppo delle quantità. Nella scelta del pesce, da consumare 2-3 volte a settimana, vanno privilegiati i pesci con un alto contenuto di acidi grassi Omega-3/6 e vitamina B12: acciughe, gamberi, merluzzo, orate, sardine, trote e vongole. I pesci come il pesce spada e il tonno che accumulano più mercurio vanno invece consumati con cautela. Da adulti alla carne come fonte proteica è preferibile sostituirla con  ceci, fagioli e piselli. L’apporto proteico ideale secondo lo studioso è di 0,7-0,8 grammi al giorno per chilo di peso corporeo.Il consumo di pane e pasta va limitato. Meglio puntare sui carboidrati complessi delle verdure, dai broccoli alle carote. Semaforo verde anche per il pane integrale, i cereali integrali e la frutta secca, ricca di acidi grassi insaturi che fanno bene al cuore.Longo fornisce consigli utili anche sugli orari dei pasti: bisogna iniziare a mangiare dopo le 8 del mattino e finire prima delle 20. In ogni caso è opportuno non mangiare nulla nelle 3-4 ore che precedono il momento di andare a letto.La dieta della longevità va affiancata da un esercizio fisico regolare, svolto per non più di 300 minuti alla settimana.

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