Imparate a osare

Essere o non essere? Come insegna Amleto, il dubbio fa parte della natura umana. Di per sé, una certa dose d’indecisione è sana, perché testimonia il fatto che non ragioniamo per idee preconfezionate, Se il dubbio intacca ogni scelta, dalla più importante alla più futile, allora il dilemma non è più salutare, ma si trasforma in patologico. Decidere tra una cena al ristorante o una pizza , comprare una gonna o un paio di pantaloni, programmare le vacanze al mare o in montagna. Per la maggior parte delle persone queste sono scelte da risolvere a cuor leggero, mentre per gli eterni indecisi sono motivo di forte stress e dispendio energetico. Pensano a lungo, soffrono e il più della volte alla fine non prendono alcuna decisione. Ecco allora alcuni consigli degli psicologi per superare i blocchi decisionali. Il primo è quello di dare il giusto peso alle conseguenze di una decisione, dice Brasini. Tra quale menù preparare per il pranzo di Pasqua e la scelta dell’università esiste una profonda differenza. Se il piatto di spaghetti visto sul giornale non dovesse riuscire, poco male, c’è sempre la rosticceria sotto casa che può sistemare le cose. Ma l’atteggiamento più utile, per Brasini, è quello di tenere sempre in considerazione un concetto fondamentale. Per quanto si cerchi di ragionare per imboccare la scelta più efficace, la vita percorre comunque il suo corso. Motivo in più per prendere una decisione senza rimpianti. Pensare “o la va o la spacca” a volte è più vincente del “pensaci due volte”», aggiunge lo psicoterapeuta.

 

La passione

Il sostantivo femminile passione, dal latino passio-onis, participio passato del verbo pati «patire, soffrire», si oppone direttamente ad azione e indica perciò, il requisito di passività da parte del soggetto, che si trova impiegato a un’impressione esterna e ne subisce l’effetto sia nel fisico sia nell’animo. Il termine passione, indica una sofferenza fisica, immateriale, un dolore morale o qualsiasi sentimento o sensazione che agisce sull’animo e a cui l’animo è sottoposto. Una oppressione. Qualsiasi attitudine vivissima, forte interesse o trasporto per qualche cosa, vissuto con grande intensità di sentimento. L’amore, la passione per qualcuno, per la musica, la letteratura, per l’arte o per uno sport. Quindi, qualcosa che si subisce passivamente e ci paralizza ma, simultaneamente, la spinta che ci muove. Un meraviglioso ossimoro che tormenta le nostra vita. Una cosa così dolorosa senza la quale non potremmo proprio vivere. Pensa all’espressione “ne vale la  pena”. È paradossale ma per vivere bisogna trovare la pena per cui farlo. Bisogna trovare la propria sofferenza. E tu per cosa sei disposto a soffrire oggi per migliorare?

 

Buttare è un gesto distratto

Buttiamo quello che non ci serve più, l’inutile roba vecchia che ruba spazio nei nostri armadi e tra i nostri ricordi; buttiamo quello che ci fa male, dal pacchetto di sigarette quando decidiamo di abbracciare il salutismo, alla bustina di zucchero del primo caffè bevuto con quello che avremmo voluto tanto fosse il nostro ultimo amore; buttiamo quello che ci riporta alla mente i nostri buoni propositi sfumati e le aspettative deluse, dalla tuta senza speranza acquistata a maggio per andare a fare sport , al biglietto mai convalidato di un treno che avrebbe dovuto portarci lontano. Sì, distrattamente ci liberiamo ogni giorno di quei rifiuti fumanti che pensiamo non valga pena riciclare, salvare. Ogni giorno priviamo oggetti, persone ed emozioni di quell’ultima chance che potrebbe riconsegnarli a nuova vita. Buttare è un gesto distratto, ma lo è di più in giovane età forse, quando nelle vene ti scorrono sangue e inguaribile ottimismo. Sì, da giovane prendi-usi-butti persone e oggetti con  facilità e  disinvoltura Ti concedi il lusso di liberarti di quello che non ti piace perché credi e ti convinci che il destino abbia in serbo per te qualcosa di più grande, Come se il mondo fosse solo deserto o giardino, fatale da abitare con quel che capita, perché così va la vita, non c’è niente da fare, bisogna prender quel che viene, la gente è così, a esser sognatori ci si perde sempre, come se non si potesse coltivare il deserto, e certo anche il giardino. Le alternative allo scarico ci sono, e sono tante. Il deserto può diventare giardino, forse basta volerlo. Il consumismo ha affinato la tecnica ed è riuscito a divorare persone, non solo oggetti; non dovremmo cedere al consumismo affettivo. Non leghiamo quel che ci circonda a un granello di sabbia, perchè serrare il pugno spesso non basta: il vento  sbadato lo porta via. Ormai lo sappiamo.

Come passi il tuo tempo

Passiamo 27 anni della nostra vita dormendo e 25 minuti al giorno battendo le ciglia. Spendiamo 8 anni lavorando e 500 giorni a fare la coda negli uffici. Perdiamo 7 anni ad arrabbiarci nel traffico e solo 3 anni a passeggiare in città. In un’intera vita utilizziamo 6,5 anni seduti a tavola per mangiare, 5 anni per parlare al telefono e un anno intero per fare la spesa. Diciassette anni seduti e 30 stando in piedi. Mediamente, buttiamo 11 anni guardando la tv e dedichiamo solo 100 giorni a fare sesso. Passiamo più di 6 mesi a litigare e solo 16 ore ad avere eccitazioni. Secondo le statistiche, considerando una vita media di 80 anni, quasi cinque li sprechiamo davanti allo schermo di un computer. Non sappiamo quanto queste statistiche siano precise ma, di sicuro, leggendo questo articolo abbiamo consumato un altro prezioso minuto della  vita. Siamo sempre più condizionati da telefonini,pc, e schermi e sempre meno pronti a interagire con chi abbiamo vicino sottraendo del tempo alle cose belle della vita

 

E poi ti baci….

In riva al mare, alla stazione,in città in campagna, in montagna,in macchina, in barca, dentro le mura di casa è l’espressione di una gamma infinita di sentimenti che contemplano non solo l’amore, ma anche l’affetto materno per un  figlio, l’amicizia, la tenerezza, la simpatia, la lealtà, la gratitudine, la compassione, la gioia e il dolore. Il bacio è un gesto tra i più significativi del comportamento umano. Durante il bacio si liberano una grande quantità di ormoni, tra i quali l’adrenalina, la dopamina e la serotonina. Questi neurotrasmettitori portano al nostro corpo emozioni di benessere e gioia. Altrettanto salutare è lo scambio di batteri che avviene durante un bacio. Grazie a questo fenomeno, infatti, il nostro corpo viene stimolato a produrre anticorpi fondamentali per prevenire le malattie. E come se non bastasse, ogni bacio impegna 35 muscoli facciali e 112 muscoli posturali, permettendo di bruciare 12 calorie. Quindi farlo più volte è un’ottima cura per dimagrire. In Gran Bretagna nel 1990, è stata istituita anche la giornata mondiale del bacio che poi si è diffusa in tutto il mondo con l’obiettivo di ricordare il valore di questo piccolo gesto. Un gesto che, in tempi di covid19 e di social distancing, assume un’importanza quasi vitale. Non sottovalutiamo mai il potere dei baci, degli abbracci e l’importanza di riceverli e di donarli. Oggi, il mondo ne ha più bisogno di quanto riusciamo a immaginare. Bacioni…..

Impara a non vendicarti

Impara a non vendicarti, lascia che sia la vita a farlo per te. E lo farà sempre. Perché nessuno abbandona questa vita senza aver pagato il conto delle proprie azioni. Non è facile rimanere calmi quando qualcuno ci attacca con malizia, aggressività, falsità. L’energia negativa di una persona inquina l’ambiente e chi la circonda. Riduce tutti al suo livello. Li spinge in basso con sé e questo non fa bene a nessuno. Uno dei più grandi doni che possiamo fare a noi stessi, è imparare ad ignorare. Ad evitare e a lasciare andare. Ma perché allora, è importante mettere da parte la vendetta? Silenzio. Mentre l’altro si aspetta di vederci urlare. Silenzio. Mentre cerca di provocare reazioni. Silenzio. Per non affidare il controllo delle nostre emozioni nelle sue mani. Il silenzio può essere straordinariamente potente a volte. Ha la capacità di neutralizzare il peso delle cattiverie gratuite che vogliono schiacciarci. Come accade in altre situazioni e per altre emozioni, il male quando non trova reciprocità, se ne va. E così la vendetta.Sono tante le lotte che questa vita intensa e frenetica ci costringe a combattere ogni giorno. Sono tanti gli ostacoli da superare mentre cerchiamo di tenere saldo l’equilibrio nella nostra rapida corsa. Perché combattere guerre inutili? Reagire a critiche che puntano a demolire e mai a costruire?Perché vendicarsi di un torto subito se chi ci ha perso si è già punito da solo?È vero. Troppe delusioni qualcosa cambiano. Fortificano? Certamente ci rendono più diffidenti, meno disponibili ad aprirci con le persone. Più prudenti. Certamente accade di accumulare dentro emozioni che rendono i nostri passi sempre più pesanti e solitari. Certamente viviamo in solitudine in una folla solitaria. Allora ecco che il lasciar andare è necessario. È liberatorio. Lasciare andare il rancore, la rabbia. Chi è completamente diverso da noi. Andare oltre le menzogne costruite ad arte. Oltre ciò che non appartiene ai nostri occhi e al nostro cuore. Prendere le distanza, seppure soltanto emotivamente, ci evita battaglie inutili e sterili.

 

Vivere più a lungo

Che cos’è che ti fa alzare ogni mattina dal letto? La sveglia gioca di certo un ruolo, ma non è poi così importante specie se appartieni alla categoria delle persone che sono in pensione e non devono più correre al lavoro. Per tutti, ma soprattutto per loro, la vera molla che ci fa scattare in piedi ed iniziare la giornata è l’ikigai, un concetto che appartiene alla cultura giapponese e che può allungarci la vita.
L’ikigai è quella certa cosa che rappresenta per ognuno di noi il motivo di esistere, la ragione per la quale ci alziamo tutti i giorni dal letto. Tutti noi abbiamo un ikigai ma non sempre lo conosciamoPuò essere il lavoro che ci appassiona, i nostri figli, il nostro hobby, l’amore della nostra vita. Insomma, qualcosa che rappresenti un obiettivo da raggiungere e che ci dà soddisfazione. Ma perché ci fa vivere più a lungo? Lo spiega  Ruini, professore associato di psicologia clinica presso l’università di Bologna molte ricerche  documentano come le persone che hanno degli obiettivi nella vita hanno anche profili biologici, ormonali e anti-infiammatori più sani. Insomma, c’è una correlazione documentata a livello internazionale tra aspetti esistenziali, migliori condizioni di salute e di conseguenza longevità. Secondo l’ikigai vale il consiglio di mantenersi attivi il più a lungo possibile perché lavorare a lungo ci allunga la vita Da un recente studio del dipartimento di neurologia dell’università Northwestern è emerso che chi ha uno scopo nella vita e ne è pienamente coinvolto dorme meglio rispetto a chi ne è privo. E una buona qualità del sonno ci aiuta a stare in buona salute e dunque a vivere più a lungo, non esagerare lavorando troppo ma neppure lasciarsi prendere dalla pigrizia. L’ideale è cercare il più possibile di rimanere coinvolti e impegnati sia mantenendo un lavoro, sia facendo volontariato, dedicandosi ad un hobby, sentendosi vivi e partecipi in tutte le fasi della propria vita la longevità si conquista con un perfetto equilibrio tra il troppo e il troppo poco.

Un abbraccio nel momento giusto

Essere abbracciati è uno dei gesti più dolci che una persona riceve e ricambia. Un abbraccio racchiude in sé tantissimi significati che vanno dall’esprimere amore, affetto, consolazione, comprensione. Stringere qualcuno fra le proprie braccia è una dolce manifestazione e può avvenire tra familiari, tra amici, tra innamorati o anche tra sconosciuti, ci si abbraccia quando ci incontriamo con un vecchio amico per un caffè, quando sulle spiagge in riva al mare ritroviamo gli amici degli anni precedenti ma anche quando vogliamo far sentire il nostro supporto in un momento difficile. Infatti abbracciarsi consente la produzione dell’ormone della felicità che manda via lo stress, fa abbassare la pressione sanguigna e il battito cardiaco, rendendo quindi migliore la qualità della vita; e proprio su questa ricerca scientifica è  stato creato un movimento, che si chiama “ Abbracci Liberi” ideato un ragazzo australiano, che abbraccia gli sconosciuti regalando loro affetto. Gli abbracci ricevuti dalle persone a cui teniamo di più non solo ci rendono felici ma ci fanno sentire protetti da tutto ciò che ci circonda o spaventa, non è un caso che da piccoli per sentirci sicuri correvamo tra le braccia della mamma per trovare conforto, un’abitudine che non si è persa neanche crescendo. Un abbraccio dato nel momento giusto fa sapere a chi abbracciamo che gli vogliamo bene, un bene sincero.

I rapporti quelli veri

Col passare del tempo può succedere che i rapporti che pensavamo fossero forti e duraturi si sgretolino. Sarà per i normali cambiamenti della vita, o per i conflitti razionali, il nostro gruppo di amici si riduce drasticamente. Succede che i veri amici si contano con le dita di una mano e che, col passare degli anni, la qualità cominci a pesare più della quantità rispetto all’amicizia e alle relazioni affettive. Col passare del tempo cominciamo a preferire l’intensità dei rapporti, al di là della frequenza. Ci piace avere al nostro fianco le persone che ci interessano davvero, a quelle a cui vogliamo più bene. Arrivati ad una certa età, di solito tra i 30 e i 40 anni, è comune sentirsi “soli ma accompagnati“. Per questo motivo cominciamo a cercare, esplicitamente o meno, relazioni di qualità, pure, sincere e solide. Selezioniamo e diamo priorità a quelle relazioni con persone che ci offrono più benessere emotivo, sociale e cognitivo. Diventiamo più precisi e minuziosi, preferendo la qualità sulla quantità. Col passare del tempo, le amicizie si trasformano in vincoli che somigliano di più a fratellanze. Unioni profonde, lontane dall’ipocrisia, dall’egoismo e dalle preoccupazioni mascherate.

 

Chi ti vuole bene ti darà certezze.

Chi ti vuole bene ti farà sorridere, ti darà felicità e ti offrirà certezze, proprio nei momenti di paura, inquietudine e tristezza. Non è semplice trovare una persona emotivamente matura, che possa darci quella sicurezza autentica nella quale non c’è posto per tradimenti o mezze verità. Tuttavia, c’è un aspetto ben chiaro: dobbiamo offrire le stesse cose che chiediamo agli altri. Chi ti vuole bene davvero sa come ascoltarti. Essere ascoltati e capiti è vitale nelle relazioni di amore. Tutto parte da un’intimità che ci permette di sentire che ciò che pensiamo e esprimiamo sia capito.  Non è certamente obbligatorio essere d’accordo su tutto, ma è di sicuro fondamentale essere capiti, per poter trovarsi d’accordo. Anche saper comunicare è importante, migliorando l’abilità del trasmettere le nostre emozioni attraverso le parole.Tutti noi meritiamo un amore totale, non una relazione a metà. Un amore basato sulle insicurezze, sui ricatti o sulla paura che l’altra persona possa andarsene da un momento all’altro. L’amore si basa su fondamenta solide, senza paura o incertezze sull’essere amati, o sul meritare l’amore del partner. Chi ti vuole bene ti appoggia. Voler bene a qualcuno significa anche appoggiare i suoi progetti personali. Quando le critiche o il disprezzo verso gli obiettivi o i desideri personali vengono dal partner, la relazione non è sana. Chi ti vuole bene non ti imbroglia e non ti tradisce. Chi ti inganna, ti raggira o mente ogni giorno ti offre un amore debole e destinato a finire presto. Non lo meriti, non ne hai bisogno e non ti porterà a nulla di buono. Chi ti vuole bene ti ama per come sei, e non ti obbligherà a cambiare. Chi ti vuole bene davvero ti amerà con tutte le tue caratteristiche, i tuoi difetti e le tue virtù. Non dimenticare mai questo semplice principio. Ama e pretendi di essere amato in modo autentico, per come sei e per ciò che ti distingue.