Lo spreco di cibo interessa tutti gli alimenti e vi sorprenderà sapere quante cose buone si possono preparare con quelli che voi chiamate “avanzi”! Come riciclare il cibo di un pranzo? Ecco a voi alcune soluzioni per evitare gli sprechi realizzando nuove ricette facili, veloci e particolarmente gustose! Sebbene ci si impegni nelle dosi delle preparazioni e durante il momento della spesa, può capitare che rimanga del cibo e che restino degli avanzi, soprattutto dopo un pranzo importante o la celebrazione di una festività, o di un compleanno. Niente paura, con qualche trucchetto del mestiere è possibile riciclare gli alimenti e ottenere delle nuove ricette con l’aggiunta di qualche elemento essenziale, senza dover buttare via tutto evitando quindi di sprecare il cibo che al giorno d’oggi è molto prezioso. Hai esagerato con le dosi di spaghetti e dopo una bella mangiata hai degli avanzi? Nessun problema: puoi preparare delle ottime frittate di pasta. Basta aggiungere: 2 uova, formaggio grana padano grattugiato, un pizzico di sale, un cucchiaio di olio d’oliva o una noce di burro per ungere la padella. Se invece è avanzato il risotto del pranzo domenicale, puoi usarlo come impasto per le polpette. Aggiungi al riso: un uovo, della verdura bollita o grattugiata, qualche pezzetto di mortadella, del pangrattato. Forma dei piccoli bon bon e cuocili al forno o fritti nell’olio di semi. Con la stessa modalità puoi creare dei gustosi arancini siciliani con riso bollito, zafferano e pane raffermo. Se hai avanzato della pasta ripiena in brodo o asciutta come tortellini, ravioli e agnolotti, ci puoi fare la farcia per timballi e preparazioni al forno di sfoglia all’uovo.
Doomsday Clock: due minuti alla mezzanotte
Dopo le recenti dispute sulle dimensioni dei rispettivi “pulsanti nucleari” c’era da aspettarselo: giovedì 25 gennaio 2018 le lancette del Doomsday Clock, l’Orologio dell’Apocalisse, che metaforicamente indica quanto siamo vicini a distruggere la civiltà umana con le nostre stesse mani, sono state di nuovo spostate in avanti. Questa volta, di 30 secondi: siamo ora a due minuti dalla mezzanotte, cioè dal punto di non ritorno. La decisione del Bulletin of the Atomic Scientists, un’organizzazione non profit che con la rivista omonima tratta temi legati alla sicurezza globale e alla politica internazionale, pubblicata senza interruzioni dal 1947 dopo “Hiroshima e Nagasaki” è legata alle attuali minacce nucleari tra Corea del Nord e Stati Uniti, oltre che al progresso rapido e inesorabile dei cambiamenti climatici. L’Ultimo aggiornamento risaliva a gennaio 2017, quando le lancette erano state portate a due minuti e mezzo dalla mezzanotte a causa sia della ripresa della corsa agli armamenti nucleari, sia per il peso, giudicato “preoccupante”, di un’imponente campagna di disinformazione e di fake news in fatto di scienza del clima. Con l’ultimo scatto in avanti ci troviamo più vicini all’Ora X di quanto non lo siamo mai stati dal 1953, anno in cui le lancette furono portate alle 23:58 per la corsa ai test atomici di USA e URSS. Mentre una catastrofe globale è da molti dipinta come sempre più vicina, c’è una scuola di pensiero che vorrebbe liberarsi di questo simbolico “conto alla rovescia”, che parte dal presupposto che il mondo stia inesorabilmente avanzando verso un futuro scuro. Bulletin, che svolge un ruolo prezioso di “ponte” tra scienziati, politici e attivisti, il Doomsday Clock è visto da alcuni come una metafora povera del livello di minaccia globale, anche perché fu inizialmente impostato a 7 minuti dalla mezzanotte, e soprattutto per ragioni estetiche
Non più uova di Rocky in arrivo i super food
Una volta l’idea di cibo nutriente era quella di Rocky Balboa, che al mattino prima degli allenamenti beveva 5 uova crude. Oggi le cose sono un po’ cambiate, e anche se Stallone insiste con le uova crude, gli sportivi del mondo reale si sono un po’ aggiornati: Lionel Messi mangia solo spinaci non contaminati da pesticidi, mentre Cristiano Ronaldo fa il pieno di avocado. È in corso l’era dei superfood, quei cibi così ricchi di minerali e vitamine da aver conquistato le abitudini alimentari di campioni e uomini normali. In base all’obiettivo che vuoi raggiungere, ecco quali dovresti scegliere. Il cavolo nero per avere più energia Negli Stati Uniti ne vanno matti lì lo chiamano kale, e per loro è diventato la nuova carne, visto che è una vera fonte energetica. Mangiato tutti i giorni crudo o al vapore aiuta a fare il pieno di energia. La lattuga contro l’insonnia Il consiglio di mangiare più insalata si arricchisce di un beneficio in più, oltre a quello di incamerare più fibre. La lattuga contiene lactucariium, una sostanza simile all’oppio che la rende un rimedio efficace in caso di notti insonni. Favoriscono il sonno anche pasta, orzo e riso, ovvero carboidrati a lento assorbimento che attivano il rilascio di serotonina, il neurotrasmettitore che regola i ritmi sonno/veglia. Curcuma e frutti rossi per aumentare la concentrazione La curcuma della stessa famiglia dello zenzero è una spezia ricchissima di antiossidanti, tra cui la curcumina, neurotrasmettitore che riduce lo stress delle cellule. Molti studiosi sono convinti che la curcumina funzioni come uno scudo contro i danni dei radicali liberi. Di antiossidanti sono ricchi anche i frutti rossi, come mirtilli, fragole, lamponi, ribes e more. Mezza tazza al giorno è la quantità che fornisce il 70% della dose giornaliera raccomandata.
Perché e pericoloso mangiare sui taglieri
Saremmo arcaici ma dobbiamo dirlo: è difficile oggi come oggi andare al ristorante e mangiare in un piatto. La vellutata? Nel bicchiere. Le patate fritte? In un vaso di terracotta da giardino. La frittura? Nel “cuoppo” di carta assorbente. Vale tutto. E valgono soprattutto i taglieri: di legno, rustici, fighi. Per formaggi e salumi, un classico, ma anche per cibi cucinati. Peccato che non sia sempre la cosa più sana del mondo. Come ha avvertito il Consiglio Comunale di Birmingham. Il tagliere di legno può contenere sostanze tossiche che si spostano ai cibi, e questa contaminazione può avere varie cause: il legno è più difficile da lavare rispetto alla ceramica; il tagliere può avere delle piccole crepe all’interno delle quali si depositano residui di cibo che non vengono tolti e marciscono; il piano può avere delle parti bruciate, o delle spellature e abrasioni, che facilmente trasferiscono ai cibi sostanze non commestibili. A Birmingham un ristorante è stato multato per 50.000 sterline circa 56.000 euro per aver servito cibo su tavolette di legno sulle quali i tamponi eseguiti hanno più di una volta trovato tracce di contagi batteriche. Il ristorante era stato messo sull’avviso, dopo che 14 persone invitate a una festa avevano riportato una intossicazione alimentare; ma il richiamo non è servito, ed è scattata la multa. In realtà, secondo l’Agenzia per il cibo inglese e l’Authority europea per la sicurezza alimentare, il legno non è vietato in sé per il consumo di cibo: rilevante è la presenza di contagi microbiologiche. L’importante è pulire bene, insomma. In ogni caso, c’è da prestare un surplus di attenzione.
Pique… roba da macho
Questo non è un piatto: è una sfida. Non a caso si chiama Pique a lo macho: solo chi è veramente maschio riesce a finirlo. Scherzi a parte, se passi dalle parti di Cochabamba, in Bolivia, non te lo far sfuggire. Si tratta di una vera esplosione di sapori. Viene presentato come una montagna, e in effetti si compone di vari strati: alla base ci sono dei succosi straccetti di carne, insieme a salsiccia speziata o wurstel, patatine fritte, e in cima una discreta quantità di uova sode. Tutto attorno, accompagnano anelli di cipolla cruda, fettine di peperoncino jalapeño o locoto una varietà boliviana, pomodori a dadini. Per finire, condimenti e salse miste maionese, ketchup e senape a raggiera. L’idea è quella di inzuppare le patate e le altre verdure con i succhi della carne. Mica male, eh? La leggenda che sta all’origine del piatto, come spesso accade coi piatti assemblati di questo tipo, racconta di avventori ubriachi e affamati, e di cuochi a corto di materie prime che si vedono costretti ad rimediare con quello che c’è, mettendo tutto insieme per fare scena. Sia come sia, questo piatto dagli anni 70 è l’orgoglio gastronomico di Cochabamba. Visto che la Bolivia non è proprio dietro l’angolo, puoi provare a rifarlo a casa.In ogni caso, tieni presente che le porzioni sono talmente abbondanti che di solito un piatto viene servito per tutto il tavolo. Non provare a finirlo da solo, sei macho lo stesso.
La vodka fatta con le nuvole
La vodka è un superalcolico semplice, fatto sostanzialmente di acqua ed etanolo. Quest’ultimo nella maggior parte dei casi è distillato dalla fermentazione delle patate, ma volendo ci si può sbizzarrire con le alternative: riso, grano, mais, segale melassa di barbabietole, uva, rafano. Per la parte di acqua, invece, nessuno aveva pensato ad utilizzare le nuvole. Finora. Joe Fenten stava andando a pesca, quando ha notato che il luogo era circondato da uno strato di nuvole sottili ma consistenti. Fenten era il possessore di una distilleria locale, la Hilton Head Distillery, e ha iniziato a domandarsi se ci fosse un modo per catturare quella nebbiolina umida e adoperarla nel processo di distillazione. Per fortuna oltre che distillatore di professione e pescatore nel tempo libero, Fenten era anche ingegnere Così si è messo a disegnare un generatore d’acqua, una macchina che attinge a fonti di H2O liquida o gassosa, e genera acqua alcalina, che viene usata per la vodka. Il risultato è una vodka particolarmente pura e limpida, con un aroma delicato e dolce. “Ci è sembrata una grande idea sfruttare la generosità di Madre Natura, invece di rivolgerci al fornitore locale. Su quest’isola l’acqua è una risorsa preziosa e limitata”, ha asserito Fenten.A dire il vero, già due anni fa una distilleria di San Francisco, la Hangar 1, aveva imbottigliato una vodka in edizione limitata fatta con la nebbia della baia, chiamata Fog Point. Il limite, per ora, sono le quantità. “La nostra capacità è legata ai picchi di umidità sull’isola”, spiega Fenten. Quindi per gli abitanti di Hilton Head Island il bel tempo significa meno vodka, e viceversa.
Un offerta di lavoro da sogno
Da qualche anno le aziende sembrano aver capito che offrire benefit è un modo relativamente economico per tenere alto il morale dei dipendenti e ottenere anche un notevole ritorno di immagine. La lavanderia o il telefono aziendale, ma anche concessioni più banali come il caffè gratis in ufficio, hanno un grande impatto sui dipendenti, e tutto sommato costano meno di un aumento di stipendio. Aziende come Google e Facebook sono riuscite a costruire intorno a questi benefit una piccola mitologia del “posto di lavoro ideale”, che forse ha restituito loro in termini di immagine molto di più di quello che hanno speso. Benché il trend sia in crescita esponenziale, nessuno che si sappia aveva finora toccato i livelli dalla Base camp, un’azienda di Chicago che offre ai suoi dipendenti un pacchetto da far girare la testa. Ecco il trattamento dorato che promettono :Salari vincolati al 5% più alto del mercato Assicurazione sanitaria e dentistica Copertura pensionistica integrale 100 dollari al mese per l’iscrizione alla palestra 100 dollari al mese per massaggi 100 dollari al mese per una postazione in un co-working Settimana lavorativa di 4 giorni (32 ore) in estate Ferie pagate e 3 settimane di vacanza totalmente spesate 1000 dollari all’anno da spendere in formazione o educazione 16 settimane di congedo parentale Un mese sabbatico ogni tre anni Il sito della compagnia tiene anche a evidenziare che il lavoro alla Base camp richiede di aderire a molti meno meeting e rispondere a molte meno mail della media. Pare che il lavoro si svolga in “piccoli team indipendenti” e su “cicli di sei settimane”. Se state già mettendo mano al cv, fermatevi. Quelle che abbiamo descritto finora sono le condizioni generali che si applicano a tutti gli impiegati, ma in questo momento la Basecamp non ha offerte di lavoro aperte. Non vi resta quindi che tenere gli occhi aperti, e monitorare il sito della compagnia.
Nuove tendenze: gli italiani vogliono la pasta… di verdura
Secondo un’indagine condotta da Agroter, in cima ai desideri degli italiani in fatto di prodotti vegetali ci sono gli spaghetti fatti con la verdura. Una singolare ricerca di Agroter sui prodotti vegetali mette in luce che i consumatori italiani compererebbero volentieri la pasta di verdura, ma che non la trovano nei negozi. Cosa vorrebbero gli italiani nel reparto ortofrutta del loro negozio di fiducia? I gusti cambiano e gli italiani sono incuriositi dalle novità. Tra i prodotti che vorrebbero acquistare, ma che non trovano nei supermarket e nei negozi alimentari, al primo posto ci sono gli spaghetti a base di verdure. A scoprirlo è stato Agroter, che ha chiesto a un campione rappresentativo quali prodotti ortofrutticoli compererebbe, ma che non trova nel negozio in cui normalmente compra frutta e verdura. In testa ai desideri degli intervistati ci sono dunque gli spaghetti a base di verdura preparazione che ha riscosso molto successo negli ultimi anni grazie all’accresciuta attenzione verso un’alimentazione più sana, dove trovano spazio i prodotti vegetali. La pasta di verdura la si trova spesso tra le proposte gastronomiche dei ristoranti vegetariani, vegani o semplicemente orientati a piatti leggeri e salutari. Si può anche facilmente preparare in casa, basta munirsi dell’apposito attrezzo a spirale che trasforma in spaghetti la verdura. Al secondo posto fra i desideri ortofrutticoli degli italiani che non trovano ancora risposta, ci sono le salse fresche di verdure e legumi Seguono poi, germogli freschi, flan di verdura , smoothies ed estratti , fino ai prodotti di noti per le loro proprietà benefiche, come frutti di bosco, frutta esotica e i cosiddetti superfood ovvero bacche di goji, curcuma e zenzero. Non c’è da stupirsi dei risultati dell’indagine, l’attuale tendenza in Italia è quella di declinare i piatti della tradizione in una versione più salutare, ecco allora che anche la pasta diventa vegetale e come si compra la pasta di cereali al supermercato, ci si aspetta di comprare anche quella fatta con le verdure.
Offerta di lavoro : assaggiatore di nugget
“Per il 2018 volete assaggiare una nuova sfida? Allora addentate questa offerta, visto che stanno cercando uno squisito nuovo collaboratore il cui valore si misuri a peso… di cibo!”. Il proverbiale humour inglese non sembra esprimersi qui ai vertici, ma questo annuncio sta facendo ugualmente il giro del mondo. La catena di supermercati inglese B&M cerca infatti un “esperto di chicken nugget”, da impiegare per il controllo qualità di una nuova linea di surgelati che verrà lanciata il mese prossimo. Troppo bello per essere vero? Eppure l’offerta è nero su bianco, e anche piuttosto minuziosa. Le qualifiche richieste racchiudono, tra le altre, essere quello che da McDonald’s prende la party box da 20 nuggets e se la mangia da solo, e quella volta che sei inciampato al buffet e ti sei preoccupato di salvare il piatto prima che della tua incolumità. La sede di lavoro è nel Merseyside, la regione di Liverpool. L’Unica nota dolente è ahi noi lo stipendio, non esattamente da lavoro full time: il fortunato prescelto sarà ricompensato, oltre che con una quantità di nuggets non specificata ma facilmente eccedente i suoi desideri, per mezzo di un voucher da 30 euro al mese da spendere nei supermercati della catena. Insomma, se vi trovate in zona, non avete particolari necessità economiche e avete un’insana inclinazione per il junk food surgelato questo potrebbe essere il lavoro dei vostri sogni. Potete mandare il cv o più realisticamente divertirvi a leggere l’annuncio.
A Copenaghen il termovalorizzatore fa da base a una pista da sci
Costruire un termovalorizzatore nel bel mezzo di un’area verde interamente dedicata allo sport e al benessere può sembrare una contraddizione. Ma non se ci si trova in Danimarca, e se dietro l’intero progetto c’è la firma del prestigioso studio d’architettura Bjarke Ingels Group,niente è impossibile lo studio dell’architetto danese che nel 2017 ha terminato la Lego House di Billund, presenterà quest’anno il Centro di Risorse Amager, un edificio unico al mondo. Questo inceneritore è infatti l’unico impianto per la produzione di energia dal riciclo dei rifiuti ad avere, sul suo tetto spiovente, 500 metri di piste da sci, aree boschive e una parete di arrampicata. L’edificio sarà costruito in un’area di Copenaghen, l’isola di Amager, già meta degli appassionati di sport estremi, grazie alle sue spiagge, ai suoi giardini e a una laguna per il kayak. Con i suoi 100 metri di altezza, l’Amager Resource Center sarà uno degli edifici più alti della capitale danese, accrescendo la lista delle strutture eco-compatibili che oggi diventano vere e proprie attrazioni cittadine.