I segreti del tè perfetto

Come non scegliere a caso la propria bustina e preparare un in perfetto stile british  Le antiche regole del perfetto Il tè, come il caffè, ha un rituale di preparazione preciso. Ecco le semplici e antiche regole per preparare un in perfetto stile british: L’acqua: dopo aver scelto il vostro , scegliete una buona acqua oligominerale non gasata   va bene anche quella del rubinetto, purché non sia troppo dura e ricca di cloro, il cui sapore potrebbe alterare il gusto del L’ebollizione: riempite il bollitore e riscaldate l’acqua fino alla temperatura di 90° C circa Il riscaldamento della teiera: Versate un po’ dell’acqua fumante in una teiera con coperchio, lasciandola riposare per qualche istante. Quando la teiera diventa tiepida, togliete l’acqua e procedete subito col passaggio seguente L’infusione: mettete il in un infusore, in un colino o direttamente sul fondo della teiera. La quantità dipende dal tipo di e dal gusto personale: in generale, se è sfuso, basta un cucchiaino colmo per ogni tazza, se in bustina una bustina per ogni tazza. Versate l’acqua bollente nella teiera adeguatamente alla quantità di usata ad esempio 5 tazze d’acqua per 5 bustine. Lasciate il in infusione per qualche minuto In tazza: togliete le foglie di sfuse o in bustina dalla teiera e servite in tazze di ceramica o porcellana accompagnato da latte, zucchero, miele o limone a piacere.

Arrivano gli alcolici in polvere

L’americano Mark Phillips si era stancato di portare pesanti bottiglie di alcolici durante le sue gite in campeggio. L’uomo così, esasperato, ha deciso di inventare il Palcohol, alcool in polvere, creando un sistema per liofilizzare gli alcolici e poterli confortevolmente portare in giro. In questo modo si può trasportare alcol senza sovraccaricarsi, evitando inoltre il rischio che le bottiglie possano rompersi. Il Palcohol può anche essere utilizzato per trasformare un cocktail analcolico in alcolico senza problemi, vi sono diverse polveri con gusti e gradazioni a piacimento. Tutti gli alcolici più bevuti si trovano in polvere. Appresa la stravagante idea, un’azienda, la Lipsmark, aveva deciso di sviluppare la proposta e metterla sul mercato, La sua idea è semplice: vendere bustine da sciogliere in acqua per ottenere superalcolici e cocktail. Palcohol sta facendo discutere molto negli Stati Uniti: organizzazioni contro l’abuso di alcol e alcuni politici hanno sollevato dubbi e perplessità sulla sicurezza del prodotto, avviando iniziative per impedire che sia messo in commercio Sul sito di Palcohol spiegano che al momento della messa in vendita saranno disponibili sei diversi drink. Ma in realtà le basi per le bevande sono soltanto due: “V”, una polvere ottenuta restituendo polvere la vodka, e “R”, ottenuta dal rum. Alla base R è per esempio possibile associare parti liquide di Coca-Cola e lime per un Cuba libre, oppure si può sciogliere V nel succo d’arancia per farsi uno Screwdriver. Le altre quattro versioni si ottengono mescolando una delle due basi con altre polveri per farsi un Cosmopolitan, un Mojito, un Margarita e un Lemon drop. A queste versioni è sufficiente associare acqua per ottenere il cocktail.. ma il tutto si sta rivelando difficile per questioni legislative. Voi cosa ne pensate?

La notte del 31 gennaio la Luna è di scena

Lucente e brillantissima, si ‘vestirà’ di blu e di rosso. Il nostro satellite sarà interprete di un evento astronomico inconsueto, perché sarà contemporaneamente Super luna, ‘Luna blu’ e ‘Luna rossa’. Un evento che in un’area del mondo in particolare, gli Stati Uniti, non si verificava da almeno 150 anni. Questa luna costituirà soprattutto “un guazzabuglio cromatico” almeno per i paesi anglosassoni, perché sarà una Luna blu, ma anche rossa, verificandosi in quella stessa data una eclissi totale di Luna, purtroppo non visibile in Italia”. In Asia, Australia e sulla costa occidentale del Nord America potranno assistere al doppio spettacolo, ricordando che la ‘Luna blu’ è solo un detto popolare, mentre la Luna sarà veramente rossa per chi avrà la fortuna di ammirare l’eclissi totale”. L’espressione ‘Luna blu’ ha origini anglosassoni, “Blue Moon, è un detto popolare che deriva dall’espressione ‘once in a blu moon’, una volta ogni luna blu, per indicare un evento raro. Non è quindi “legata al colore e neanche a un fenomeno astrologico vero e proprio, piuttosto a una particolarità del calendario”,. Abbiamo la luna blu quando in un mese si hanno due lune piene, cosa che accade solo quando nello stesso mese si verificano cinque fasi lunari, di solito ce ne sono quattro. Lo stesso evento, ovvero, due lune piene e cinque fasi lunari, lo avremo anche nel mese di marzo. Questa coincidenza, nei mesi di gennaio e marzo, darà luogo a un evento molto particolare: un mese di febbraio con tre sole fasi lunari, invece delle consuete quattro, ‘stretto’ fra due mesi con cinque fasi lunari. Si tratta di una curiosità del calendario piuttosto rara che si verificherà nuovamente solo nel 2031″.Ma, al di la delle fasi cromatiche, quella che splenderà nei nostri cieli la notte del 31 gennaio è prima di tutto una Super luna, cioè una Luna piena prossima al perigeo, il punto di distanza minima che il nostro satellite può raggiungere dalla Terra, con un effetto visivo dalla terra che la fa sembrare un po’ più luminosa e un po’ più grande del solito, la prossima Super luna, apparirà circa il 7% più grande e un po’ più luminosa della media Per assistere al live streaming gratuito dell’evento basterà connettersi il 31 gennaio, alle ore 17, al sito di Virtual Telescope Project.

 

Un pezzo di….cioccolato

Versatile, creativo, energetico: pochi alimenti al pari del cioccolato sono coniugabili con qualsiasi momento della nostra vita. Sotto forma di cibo o bevanda, è irresistibile protagonista di dolci, ma anche di primi e di secondi piatti. Può essere arricchito o farcito con ogni forma di spezie, mousse, creme, aromi, frutti, e si presta a un’infinità di lavorazioni diverse. Molti studi dimostrano come l’assunzione di cioccolato stimoli il rilascio di endorfine, in grado di aumentare il buon umore. Uno studio del 2003 promosso dell’Istituto Nazionale Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, sostiene che il cioccolato fa bene al cuore.I risultati hanno rivelato che il fondente aumenta del 20% le concentrazioni di antiossidanti nel sangue, mentre quello al latte non ha alcun effetto; addirittura il fondente perde ogni effetto se accompagnato a un bicchiere di latte. Il cioccolato piace a molti e spesso lo mangiamo con gran piacere ma, a volte, ci tormenta con un senso di colpa perché ci chiediamo se faccia bene alla nostra salute o se sia da evitare. Spesso lo consideriamo come un attentato al nostro peso forma o perfino come alimento dannoso per la nostra salute.  Il cioccolato in effetti mantiene ancora oggi un qualcosa di proibito, come da bambini quando ci veniva detto di non mangiarlo; inoltre, il piacere che da mentre lo si gusta è qualcosa di intimo che difficilmente viene condiviso con altri. Infine, da qualche parte dentro di noi, sappiamo che non fa bene e che dovremmo quindi frenare. Ancora oggi vi è una certa confusione e tendiamo ad oscillare fra il considerare il cioccolato il “nettare degli Dei” o il nemico della nostra salute, ma nella confusione ci da immensamente piacere addentarne un pezzo

 

Una bellezza da tutelare

L’uomo rimane spesso a bocca aperta di fronte ai magnifici paesaggi che la natura è in grado di regalare. È il caso del Lago Wanaka, in Nuova Zelanda, che fa da sfondo ad un maestoso salice il quale rischia di sparire a causa della cattiva condotta dei numerosi turisti che ogni giorno visitano il lago e fotografano il suo paesaggio mozzafiato.Dichiarato Patrimonio dell’Umanità, è stato consacrato come uno degli alberi più famosi e fotografati . Di notte o al tramonto il panorama a cui si può assistere lascia di stucco, come dimostrano alcune fotografie Dell’albero, però, potrebbe ben presto rimanere poco a causa dei numerosi turisti che per farsi selfie, e fotografare lo splendido paesaggio che si crea con la luce del tramonto, attraversano il lago dalle acque poco profonde e si arrampicano sul salice, rompendone i rami.L’albero è una tipologia di salice molto particolare, definito fragile proprio a causa del suo legno molto delicato e a cui basta poco per rompersi come è successo a Natale quando uno dei suoi rami si è spaccato. La sua crescita lenta è dovuta al fatto che per la maggior parte del tempo le sue radici rimangono inzuppate nelle acque gelide del lago, e questo lo rende particolarmente fragile.Molto spesso la specie umana trascura le sue azioni e passa dall’essere amico della natura a suo principale nemico. Il New Zealand Tourism Board ha quindi deciso di prendere in mano la situazione e di installare segnali anti-arrampicata intorno all’albero, sperando che questo avvertimento sia sufficiente a fermare il turismo “deturpatore” e a promuoverne uno rispettoso dell’ambiente.

 

Parlare di burritos o patate fritte fa aumentare i messaggi ricevuti.

Tutti, prima o poi, in qualche momento della vita, abbiamo avuto questo pensiero: meglio il cibo che l’amore, meglio godersi un piatto fumante di spaghetti che soffrire alla ricerca della felicità di coppia. Bene, si è scoperto che in realtà quello che pensavamo ci avrebbe etichettati come single a vita la passione per il cibo potrebbe essere proprio la cosa che ci aiuterà a trovare l’anima gemella. Un sito di appuntamenti online ha recentemente analizzato oltre 3,7 milioni di profili e circa 364 milioni di messaggi che gli utenti si sono scambiati, per stabilire come il cibo influenzi le potenziali relazioni nascenti: i risultati sono raccolti in uno studio chiamato The Ultimate Guide to Food and Dating. E considerando che, nonostante il dissenso che si può esprimere in tutte le materie dalla politica al tifo sportivo, alla fine tutti troviamo un terreno comune nell’amore per il buon cibo, ciò che viene fuori non è sorprendente. Lo studio afferma che qualsiasi menzione del cibo sul tuo profilo può essere il veicolo per ricevere più messaggi da altri utenti. Guacamole, patate e cioccolato sono le parole di maggiore successo: gli utenti dichiarano di aver raddoppiato i loro contatti dopo aver inserito questi cibi nella bio. Addirittura con la salsa messicana a base di avocado i messaggi quasi si triplicano. Ma lo studio evidenzia anche i peggiori: nominare piatti come il pollo fritto, fa invece scendere la probabilità di essere contattati. Il pollo genera il 15% in meno di messaggi. Una roba da sfigati, proprio. E poi: bisogna anche stare attenti alle parole che si usano per parlare di cibo: scrivere “foodie” fa salire i messaggi dell’82%, scrivere “cook” solo del 26%.Perciò, è vero. Il cibo ha il potere di unire le persone. Ma dall’indagine si  sottolinea anche che l’amore per i burritos non deve portarti a pensare che la tua smodata passione per i cibo debba essere il primo argomento di conversazione quando provi a fondare un rapporto di coppia. Ricordatelo, prima di iniziare a tessere le lodi dei percebes al primo incontro.

Il pane fatto in casa …un esperienza da provare

Fare il pane in casa da soli è un’esperienza che va provata almeno una volta. Indubbiamente il suo profumo durante la cottura inonderà la vostra cucina e sulla vostra tavola farà la differenza accompagnando divinamente  le vostre squisite pietanze. Ecco alcune accortezze da seguire, sono molto semplici e la pratica attraverso la quale è possibile ottenere una buona sicurezza nel risultato è davvero alla portata di tutti. La farina è importante: sceglietela sempre di qualità. Ricordate che unire diversi tipi di farina, con criterio, può dare al pane un gusto e una friabilità ancora più buoni. Provate, per esempio, a unire in parti uguali farina 0 per panificazione e farina di manitoba  La consistenza dell’impasto deve essere morbida ma compatta: se l’impasto è troppo duro, aggiungete acqua tiepida a piccole dosi, altrimenti faticherà a lievitare. Se, al contrario, l’impasto è troppo morbido, aggiungete a poco a poco della farina. Lasciate sempre lievitare l’impasto per il tempo necessario, senza accelerare la preparazione. Anche la temperatura è importante: coprite l’impasto con un canovaccio appena inumidito e lasciatelo riposare su un mobile nella cucina Non mettete il lievito a contatto diretto con il sale. L’acqua è un ingrediente basilare e se presenta impurità nella composizione il risultato ne risentirebbe profondamente La temperatura del forno deve essere inversamente proporzionale alle dimensioni della pagnotta: pagnotte più grandi richiedono temperature più basse e cotture più lunghe Una volta che il pane è lievitato, lavoratelo con estrema cura: è molto delicato in questa fase, pertanto non deve essere sbattuto o toccato troppo.

Le bontà a tavola dell’inverno

Il passaggio dai autunnali ai mesi invernali porta con sé un po’ di spossatezza e di malinconia: anche la diminuzione delle ore di luce e il sensibile cambio di temperatura contribuiscono ad uno stato psico-fisico un po’ in difficoltà. La salute vien mangiando, si dice, ma viene mangiando principalmente le cose giuste, nel momento giusto! L’inverno è una stagione ricca di moltissimi alimenti che possono aiutarci ad affrontare il cambio di stagione con la giusta carica: vediamone alcuni che non dovrebbero mancare nell’ alimentazione in questo periodo! Pera: ricca di potassio, fosforo e una miniera di fibre. la pera è ipocalorica ed è amica rei regimi alimentari controllati! Zucca: la regina dell’autunno, di cui sentiamo la mancanza per tutto il resto dell’anno! La zucca è ipocalorica, può essere cucinata in tantissimi modi ed è buona anche con un pizzico di sale soltanto e ammorbidita in forno. Grande alleata delle diete, è depurativa, diuretica e un toccasana per la funzionalità intestinale. Radicchio: il re dell’autunno! Il radicchio è ipocalorico, ricco di vitamine e sali minerali e primo attore indiscusso di condimenti  e primi piatti i kiwi sono un tesoro dell’autunno e bisogna sfruttare della loro stagionalità perché è un frutto davvero eccezionale. pesce azzurro: facile da digerire, ipocalorico, ricco di Omega 3, selenio, iodio, fosforo e potassio, il pesce azzurro è presente nei nostri mari in tantissime varietà, come alici, acciughe, sardine, sgombro, ricciola, aringa, pesce spada, tonno.

Il cappuccino dentro la moda

Un look ricercato non può dirsi completo senza un cappuccino. Parola di Ryan Glick, fondatore del blog di urban fashion Swgnt, ma soprattutto mente dell’account Instagram da oltre 300 mila follower @coffeenclothes. L’idea cavalca il fenomeno della latte art, i cappuccini decorati a fantasia che sui social hanno trafugato la scena ai soliti drink, e la unisce a idee di stile nelle forme più brillanti. Nella stessa foto campeggiano una it bag e un cappuccio extra large, un milkshake in primo piano e scarpe griffate sullo sfondo, oppure ancora caffè, latte e una spruzzata di cacao a riprodurre esattamente il logo di una casa di moda. Quelli dedicati a Gucci, Burberry, Yves Saint Laurent,  Chanel sono i designer latte che vanno per la maggiore, ma dà spazio anche a cremose riproduzioni delle scarpe da corsa di Nike, delle Converse All Star e degli accessori di Balenciaga. Perché una foto venga scelta da Ryan Glick e postata sull’account, nessun dettaglio deve essere lasciato al caso e non può mancare l’hashtag #coffeenclothes. L’engagement più significativo, fanno sapere gli  amministratori della pagina, arriva dagli Stati Uniti, da Toronto, Londra, Parigi e dall’Indonesia, ma è difficile scoprire dove si possono ordinare dei cappuccini “brandizzati”. La popolarità del profilo Instagram ha ovviamente regalato traffico al sito coffeenclothes.com, dove è stata inaugurata anche la sezione e-commerce.

Fire paan …mangiatori di fuoco

Hai mai provato a mangiare il fuoco? Senza aver lavorato in un circo, intendiamo. Bene, sappi che è possibile: è quello che sta accadendo in India, per le strade di New Delhi, da qualche mese a questa parte. Pradhuman Shukla è titolare di un banchetto di street food nella capitale indiana. Serve caratteristico cibo di strada locale, tra cui il paan. Si tratta di un curioso snack: una foglia di betel farcita con noce areca, tabacco e spezie. Deve essere masticato un po’, a mo’ di chewing gum, e poi può essere sputato o ingoiato. Non si mangia quindi tanto per il gusto, quanto per le sue ipotizzate proprietà anti infiammatorie e curative. Proprio così è nato il “fire paan”: un cliente si è lamentato che da giorni il paan non gli facesse alcun effetto alle afte che aveva in bocca, e allora un dipendente del chioschetto ha pensato di produrre una versione rinforzata. Voilà, guarito all’istante.Da allora Pradhuman Shukla e i suoi preparano l’involtino in modo tradizionale, e poi all’ultimo momento lo incendiano. Sono loro stessi a deporlo nella bocca dei clienti: non brucia, perché in bocca il fuoco si spegne subito, ma devi fidarti e stare bello fermo. E soprattutto, non provare a rifarlo a casa.