Preparare un caffè perfetto

Per noi italiani il caffè è un bisogno e avere la moka in casa non è una cosa strana ma qualcosa che, specie se si è nati da Roma in giù, è inevitabile. Ma come si prepara un caffè fatto a casa come si deve, con la moka? Le teorie sono tantissime, sosteniamo che ognuno ha la sua, ma la cosa su cui tutti concordano è: per fare un buon caffè serve l’acqua buona e il caffè buono. Oltre ad una moka. L’acqua deve essere fresca e senza calcare ma, principalmente, non deve essere calda; l’acqua va versata nella caldaia della moka arrivando precisamente sulla valvola di sicurezza o subito sotto ma senza assolutamente mai superare la valvola altrimenti il caffè uscirà lungo. Il filtro va invece riempito parecchio formando una specie di cupoletta e, soprattutto, senza mai schiacciare la miscela di caffè perché in questo modo perde sapore, freschezza e aroma. La caffettiera va poi chiusa per bene e messa sul fornello a fuoco lento per consentire all’acqua di scaldarsi e alla miscela di rilasciarsi a poco a poco; appena il caffè inizia a uscire il coperchio va alzato altrimenti la condensa cade nel caffè e lo rovina Una volta pronto, la scelta della tazzina è soggettiva: c’è chi lo beve al vetro, chi nella tazza di ceramica, chi non ha preferenza.  Ma la storia non è finita perché il principio alla base di un buon caffè non è solo come lo si prepara ma pure come si conserva la miscela e come si pulisce l’attrezzatura per cui quelli bravi fanno anche le seguenti operazioni: la miscela va custodita in un barattolo ermetico e lontano da fonti di calore e prodotti che hanno odori forti; la caffettiera non si lava con il sapone ma solo con acqua e va detersa usando acqua calda e aceto; la guarnizione va cambiata regolarmente ogni 2 mesi al massimo e la caffettiera va messa sul fuoco per tre volte a vuoto ovvero solo con acqua per pulirla e una volta con del caffè da buttare.  Meglio la moka o la macchina elettrica? Si tratta di due varietà di caffè diverso; la moka scalda l’acqua gradualmente e di meno rispetto alla macchina elettrica dando vita ad un caffè corposo e non cremoso che dunque noi italiani possiamo chiamare espresso ma di fatto non lo è. La moka è tradizione e lentezza, la macchina elettrica modernità, ottimo caffè e velocità. A voi la scelta!

Spunti golosi per utilizzare lo yogurt in cucina

Ecco alcuni suggerimenti su come usare lo yogurt in cucina…Preparazione del gelato: aggiungendo ¼ in peso di latte e altrettanto di panna allo yogurt cremoso, insieme a una piccola quantità di zucchero o miele, è possibile preparare un gelato senza dover ricorrere alla pastorizzazione ma procedendo direttamente al passaggio in gelatiera. Si ottiene un gelato cremoso e poco acido, perfetto da accompagnare a frutta fresca e, in particolar modo, ai frutti di bosco Formaggio fresco: lasciando scolare per una notte lo yogurt attraverso un telo leggero a maglia molto stretta, si separa la parte di siero da quella più solida, ottenendo così una massa più densa ma sempre morbida. Questo tipo di formaggio, noto come labneh, è tipico del Medio Oriente e può essere lavorato a forma di palline e condito con erbe tritate o spezie prima di essere insaporito con un filo di olio di oliva. Il piatto è solitamente servito come antipasto oppure in accompagnamento a piatti di verdura. Ghiaccioli: frullando la frutta di stagione con yogurt bianco, e in caso di necessità sistemando la dolcezza con un cucchiaino di zucchero o di miele, si ottiene un composto perfetto per i ghiaccioli. Serve colarlo negli appositi stampi e lasciarli solidificare in freezer per ottenere una merenda sana e leggera. Frappè e smoothies: per alleggerire la parte grassa e calorica dei frullati, siano essi frappè o smoothies, basta sostituire il gelato o il latte con lo yogurt bianco unendo, due cubetti di ghiaccio nel bicchiere del frullatore. Lievitazione: l’aggiunta di yogurt all’impasto per la pizza favorisce la lievitazione e ne riduce i tempi grazie alla presenza dei microrganismi naturalmente contenuti. Questi sono alcuni spunti per utilizzare lo yogurt in cucina, oltre ai più semplici e intuitivi che lo vedono protagonista di coppe di frutta al posto di un dolce a fine pasto o di una merenda Nel caso in cui la data di scadenza fosse superata da 2 o 3 giorni, assaggiando preventivamente il prodotto, lo yogurt è consumabile senza alcun problema, se è stato conservato correttamente. Qualora invece la data di scadenza fosse stata superata da più tempo non gettate via il vasetto: potrete usarlo per preparare un impacco esfoliante per il viso aggiungendo una pesca schiacciata e un cucchiaio di crusca di avena; si massaggia su viso e collo e si lascia agire 15 minuti prima di sciacquare con acqua tiepida.. Lo yogurt si rivela utile anche per lucidare gli oggetti in ottone ossidati: in questo caso basta spalmarne uno strato omogeneo e lasciarlo agire per 10-15 minuti prima di sciacquare con acqua calda e asciugare con un panno morbido; l’acidità naturale dello yogurt aiuta a eliminare lo strato superficiale ossidato.

Segreti in cucina

In cucina come ve la cavate? Se non siete esperti chef, a volte può capitare di combinare qualche piccolo guaio. Che in realtà si potrebbe evitare, basta solo conoscere i trucchi che le cuoche più abili e gli chef più preparati di solito usano per non sbagliare mai. Ci sono alcuni consigli che possono venire in nostro soccorso.  Come si sbuccia l’aglio? Mettete gli spicchi che vi occorrono in un barattolo chiuso. Agitatelo per bene, vedrete che le bucce si staccheranno con estrema semplicità. Potete anche usare un’altra tecnica: mettete l’aglio intero per 10 o 20 secondi all’interno del forno a microonde. Attenzione alla freschezza delle uova. Mettetela in una pentola piena di acqua. Se stanno sul fondo in orizzontale sono fresche. Se cominciano ad alzarsi sono vecchie di una settimana. Se stanno in verticale hanno 2-3 settimane. Se galleggiano non sono mangiabili! Se dovete preparare tante uova sode, mettetele in forno caldo a 160 gradi per un quarto d’ora. Per mantenere il vino freddo non usate il ghiaccio, che lo annacquerà. Preferibilmente usate degli acini di uva surgelati. Per evitare che la schiuma esca dalla pentola che sta bollendo, mettete sopra un cucchiaio di legno. Funziona davvero! Per cucinare un perfetto pesce alla griglia, mettetelo sopra delle fette di limone che avete in precedenza tagliato.

La fata verde..l’assenzio

L’assenzio ha da sempre un fascino particolare: sarà il suo colore verde dalle mille sfumature che ricorda le pozioni magiche dei cartoni animati o per  la sua storia legata al periodo bohémien La pianta dell’assenzio è del tipo perenne e semilegnoso, con foglie di colore verde e pelose nella parte superiore. Nella parte inferiore tendono al bianco-grigiastro. Può raggiungere l’altezza di 1 metro.I fiori sono costituiti da capolini di colore giallo raggruppati in grandi quantità fino a 90. A vederli sembrano delle pannocchie. Il frutto è un achenio di forma ovale e lucido.Eppure in pochi sanno cos’è l’assenzio, come si utilizza e perché ne esistono varietà di diversi colori. Dall’assenzio si ricava il liquore soprannominato “Fata Verde” per il suo colore smeraldo. La caratteristica principale dell’assenzio, poi, oltre al suo gusto forte e inconfondibile, è la quantità di contenuto alcolico elevatissimo che varia tra il 45% e il 75% per ogni litro di liquore: una bontà da concedersi con molta moderazione, insomma! Il tipico colore verde dell’assenzio è dovuto alla clorofilla contenuta nelle piante da cui deriva, anche se in commercio ne esistono diverse varietà che utilizzano coloranti verdi per dare alla bevanda un colore allettante.Hai appreso le informazioni e ora la tua curiosità galoppa in valli abitate da “fate verdi”? Puoi provare l’assenzio nei migliori bar e ordinarne un assaggio “alla vecchia maniera”: sul bicchiere ti verrà posizionato un cucchiaio forato su cui verrà posata una zolletta di zucchero poi imbevuta, goccia dopo goccia, di una miscela di assenzio e di acqua, che serve sia ad abbassare la gradazione alcolica, sia ad esaltare il gusto dell’alcolico.Se vuoi qualcosa di più contemporaneo, invece, fatti suggerire un cocktail a base di assenzio. Ricorda: MAI berlo puro perché l’assenzio ha diversi effetti collaterali legati alla sua elevata percentuale di alcool!

Un trucco per sneakers sempre bianche

Su Twitter e facebook qualcuno ha trovato la soluzione a uno dei tuoi problemi vitali: come  fare a far  tornare bianche un paio di sneakers bianche, come le Converse, che a un certo momento diventano così sporche da sembrare sdrucide? Come te, un sacco di altre persone stavano cercando la soluzione definitiva tanto che, quella che è stata trovata e condivisa sul social network, è diventata virale in pochissimo tempo. In sostanza è una di quelle trovate che ti svolta il bucato, la serata, ma pure la scarpiera. Sarahtraceyy ha aperto il mobile della sua cucina, ha impastato qualche giusto prodotto da biancheria, ci ha messo un po’ di olio di gomito, e ha ottenuto il risultato che chiunque indossi un paio di scarpe bianche in tela sogna da sempre. Con un sbattimento limitato è riuscita a fare risplendere il suo paio di scarpe contro ogni attesa e la gioia era così immensa che ha pensato bene di diffonderlo in un impulso altruistico. Quello che devi fare è armarti di acqua, bicarbonato e detersivo la proporzione è di 1 a 1,5, uno spazzolino e una bacinella d’acqua. Metti le tue sneakers dentro, le strofini con lo spazzolino e poi le butti in lavatrice per la passata finale. Il risultato, senza troppo sforzo, è accecante.

La primavera ha aperto la porta…

Alle cinque e un quarto del pomeriggio di martedì 20 marzo c’è stato l’equinozio di primavera, cioè quell’evento astronomico che coincide con l’inizio della primavera. Contrariamente a quanto siamo abituati a credere, fino al 2102 la stagione non cambierà il 21 del mese, e questo perché l’equinozio di primavera non cade ogni anno nello stesso giorno. È infatti una cosa che nasce dalla rivoluzione della Terra, e sebbene per comodità si dica che le stagioni cominciano il 21 del mese ogni tre mesi, le stagioni non sono determinate per accordo. Iniziano in momenti esatti, coincidenti per l’appunto ai due equinozi e ai due solstizi, istanti ben precisi che la costruzione dei nostri calendari “muove” nell’arco di alcune decine di ore ogni anno. Come molte delle antiche festività pagane, anche l’Equinozio di Primavera fu cristianizzato: la prima domenica dopo la prima luna piena che segue l’Equinozio, i cristiani celebrano la Pasqua. Se traduciano la parola Pasqua in inglese essa si trasforma in Easter. Beh senza troppa fantasia essa riporta ad un’antica divinità pagana dei popoli nordici, la Dea Eostre o Ostara, “la stella dell’est” cioè Venere, assimilabile a Venere, Afrodite e Ishtar, la quale presiedeva ad antichi culti legati al sopraggiungere della primavera e alla fertilità dei campi.Il giorno dell’equinozio di primavera ha comunque una caratteristica particolare: è uno dei due soli giorni all’anno, l’altro è quello dell’equinozio d’autunno, in cui il giorno ha la stessa durata della notte. Dopo l’equinozio di primavera il giorno continua ad allungarsi ogni giorno nell’emisfero boreale fino al solstizio d’estate: a quel punto le ore di luce cominciano a diminuire, tornando pari a quelle di buio nell’equinozio d’autunno, e ricominciando ad aumentare solo con il solstizio d’inverno. Oltre alle stagioni astronomiche, ci sono anche le stagioni meteorologiche: iniziano in anticipo di una ventina di giorni rispetto a solstizi ed equinozi, e durano sempre 3 mesi marmotta Phil permettendo. Al di la di tutto da oggi in poi si avvicinano le belle giornate con sole e cieli azzurri che daranno inizio a giornate spensierate all’aria aperta e sulle rive del mare

Stop alla stanchezza ricaricati con frutta e verdura

Ti senti stanco? Invece di comprare pastiglie multivitaminiche molto costose mangia della squisita frutta e verdura di stagione. Addio stanchezza con le arance. Lo sanno tutti che le arance fanno bene. Ma perché? Inizia la giornata con una spremuta per ottenere dell’ottima vitamina B. Mangia gli asparagi e non ti sentirai più debole. Sono ipocalorici, ricchi di vitamine e sali minerali che favoriscono il recupero delle energie. Inoltre hanno un’azione depurante e diuretica. Non prendere più integratori per il ferro, mangia il tarassaco. Appena colto dall’orto ha più ferro degli spinaci. Se soffri di anemia è il tuo alleato perfetto. Le noci riducono la sensazione di fatica. L’enzima Q10 contribuisce alla produzione di energia al punto che molto spesso viene sfruttato in ambito sportivo per migliorare le performance fisiche. Fonte di vitamina B: le mandorle. Mangia le mandorle perché amplificano la concentrazione e l’attività delle funzioni cognitive. Non esagerare però, mangiane solo 2 al giorno perché sono molto ipocalorici.

Un trucco per mantenere a lungo le orchidee

Tra i fiori più belli e amati ci sono indubbiamente le orchidee, delle piante erbacce perenni caratterizzati da bellissime colorazioni lucide con uno stelo verde inteso.Le orchidee sono belle e accattivanti come delicate, infatti richiedono specifiche attenzioni per evitare che appassiscano subito. Per fare in modo che resistono nel tempo dobbiamo coltivarle sempre in vaso, poiché trattengono il calore aumentando la temperatura percepita. Le orchidee sono piante tropicali e soffrirebbero il freddo con il nostro clima in campo aperto.Se vedere degli steli senza fiori non preoccupatevi, magari è solo nel suo momento di riposo prima della magnifica fioritura. Proprio in quel momento però non si deve ignorare, anzi si deve prestare più attenzione.Quando i fiori cadono la pianta non muore, sta superando solo un nuovo ciclo vitale. Però ciò non significa che essa non può morire, uno dei fattori che incidono molto è il modo in cui viene annaffiata e con quanta frequenza.Infatti, proprio perché si tratta di un fiore tropicale, deve avere a disposizione un alto tasso di umidità sia nell’aria che nel terreno.Avete due alternative, che cambiano a seconda di quanto grande sia la vostra coltivazione di orchidee.Se siete un attività che vende orchidee sicuramente ne avete a grandi quantità da gestire. Per questo puoi scegliere un kit per l’irrigazione che può essere adattato per l’irrigazione in vaso, piazzando il gocciolatoio a misura di vaso. Se invece ve ne hanno regalato una o l’avete scelta per ornare la casa, ecco un piccolo trucco per garantire la fornitura di acqua perfetta per l’orchidea. Crea dei cubetti di ghiaccio fatti con fertilizzante diluito in acqua. Questo cubetto messo una volta a settimana permetterà di garantire alla piante tutti i nutrienti necessari e avere anche una buona quantità di acqua. Il cubetto di ghiaccio però non sostituisce le annaffiature quotidiane, quindi non dimenticare di darle acqua almeno una volta al giorno senza però farla annegare. Evita sempre i ristagni d’acqua, questa regola non vale solo per le orchidee ma per molte  piante. 

Tutto in ordine con un tasto

Un hotel giapponese mette a disposizione degli ospiti una serie di insolite comodità, tutte assolutamente high-tech naturalmente: le pantofole, i tavolini e i cuscini da pavimento si riordinano da soli. Si tratta dell’hotel Park Ryokan, in una cittadina di montagna nel Parco Nazionale di Fuji-Hakone-Izu. Questa novità assoluta segna la svolta tecnologica della tipica ospitalità giapponese. A prima vista, il ryokan sembra un qualsiasi albergo tradizionale giapponese: le pantofole ordinatamente allineate all’ingresso, delle camere arredate con tavolini bassi e cuscini sui pavimenti disposti alla perfezione. La sua particolarità, invece, sta nel fatto che pantofole, tavolini e cuscini sono provvisti di una speciale versione della tecnologia di guida autonoma ProPILOT Park di Nissan: quando non vengono utilizzati, premendo un pulsante, tutti questi accessori tornano automaticamente nelle rispettive posizioni. Questo sistema viene impiegato solitamente sulle automobili ed è in grado di rilevare la presenza di oggetti intorno al veicolo e di parcheggiare la vettura automaticamente tramite l’attivazione di un pulsante. La tecnologia nell’hotel è in fase di sperimentazione, ma se dovesse andare tutto come deve andare, potrebbe segnare una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’hotellerie e, un domani, torneremo a casa e chi sa troveremo tutto in ordine….

Colorare con frutta e verdura si può.

Sembra bizzarro, ma è possibile! Basta sapere come fare a estrarre colori dagli ortaggi e dai frutti e preparare dei magnifici acquerelli, pronti all’uso! Per colorare con frutta e verdura bisogna prima di tutto trovare gli strumenti su cui andremo a creare i nostri colori. Essenziale è il mortaio, con il suo pestello. Cos’è? Quello strumento adoperato per preparare il pesto, dove si schiacciano pinoli e basilico. In secondo luogo servono un tagliere, un cucchiaino di bicarbonato sciolto in un bicchiere d’acqua, un bicchierino di aceto bianco, un coltello e un colino.Quelli appena descritti sono tutti gli strumenti essenziali per preparare i colori. A questo punto ci serve la materia prima, ovvero la frutta e la verdura per colorare. Gli ingredienti di nostro interesse, per colorare con frutta e verdura, sono: Per il rosso: barbabietola cotta, fragole e lamponi Per il giallo: i fiori freschi di tagete giallo o di favagello Per l’arancione: i fiori di calendula, le carote grattugiate, i fiori freschi di tagete arancione. Per il verde: gli steli morbidi di erba di prato, il trifoglio e gli spinaci.Per il rosa: le bacche di uva dei merli. Per il viola: il cavolo cappuccio, di colore viola scuro. Dal cavolo cappuccio possiamo ricavare anche il blu, il rosa intenso e il verde smeraldo. Unendo qualche goccia di limone tende al blu, per via della sostanza acida contenuta nel succo di limone, mentre se aggiungiamo un cucchiaino di bicarbonato tende al verde smeraldo, sostanza che porta questo cambiamento di colore.   A questo punto abbiamo sia attrezzi che ingredienti giusti per procedere alla creazione dei colori. Non ci resta che colorare con frutta e verdura. Gli ingredienti vanno messi uno alla volta all’interno del mortaio. Tagliali con il coltello e sminuzzali con le mani. Una volta sminuzzato l’ingrediente, bisogna pestarlo col pestello e sfregarlo nelle pareti del mortaio, aggiungendo poche gocce d’acqua. Verrà fuori un succo colorato, che va colato con il colino e messo in un bicchierino.La procedura va ripetuta singolarmente per ogni colore e quando avrete ottenuto tutti i colori che vi interessano, allora potete iniziare a dipingere!Colorare con frutta e verdura è un’idea bellissima, da mettere in pratica come terapia contro lo stress. Inoltre le mamme che hanno deciso di provarci e insegnare ai propri bambini a colorare con elementi naturali, insegnando loro a coltivare orto, in casa e fuori, rispettando la natura, divertendosi con poco.