La domenica delle palme

La Domenica delle Palme, chiamata anche Domenica della Passione del Signore, è una festa della tradizione cattolica che quest’anno cade oggi, domenica 25 marzo  2018. Secondo il calendario liturgico cattolico, è la domenica che segna l’inizio della Settimana Santa  e precede la domenica di Pasqua. Ogni anno, nella domenica prima di Pasqua, i sacerdoti benedicono i rami di ulivo o di palma portati dai fedeli all’esterno delle chiese. I rametti di ulivo e di palma benedetti vengono poi distribuiti ai fedeli, che li portano a casa per tenerli come simbolo di pace e per passarli ad amici e parenti.L’evangelista Giovanni parla espressamente di rami di palma, ritenuti un simbolo di trionfo, e non di rami di ulivo. Secondo storici ed esperti di religione, in Italia i rami di ulivo sarebbero stati introdotti nella tradizione popolare a causa della scarsità di palme in diverse aree del paese. Nell’Europa del nord si utilizzano fiori e foglie intrecciate. Ma c’’è un altro motivo per cui l’ulivo è una pianta sacra.  Dal suo frutto, le olive, viene ricavato l‘olio. L’olio d’oliva è il Crisma, usato nelle cerimonie cristiane dal battesimo all’estrema unzione, dalla cresima alla benedizione dei nuovi sacerdoti. Infine, il nome Cristo significa “unto”. Per questi motivi, nel periodo pasquale, i fedeli della religione cattolica consegnano ramoscelli d’ulivo.

I benefici dello zenzero

Lo zenzero è una spezia antichissima, utilizzata sia in cucina che in medicina. Oltre alle molteplici proprietà benefiche, lo zenzero è molto versatile se si desidera aggiungere un tocco speciale alle pietanze: è fantastico sia con carne e pesce, nei dessert, nelle tisane o in un cocktail rinfrescante. Si trova sotto forma di polvere, esiccato, fresco, candito e come olio o succo. Tuttavia, si consiglia di non assumerne più di 4 grammi al giorno! Ecco tutte le proprietà benefiche di questa spezia eccezionale: Lo zenzero tende ad accumularsi nei tratti gastrointestinali, quindi è l’ideale per mantenere efficiente la salute di stomaco e intestino, facilita la distensione degli addominali. È un alleato importante delle donne ai primi stadi di gravidanza, e riduce i rischi di malformazioni infantili. Lo zenzero è famoso per le sue proprietà anti-infiammatorie: è l’ideale per alleviare crampi mestruali, emicranie, dolori muscolari, mal di schiena. Le radici di zenzero contengono potenti antiossidanti in grado di prevenire la formazione di cellule tumorali; in particolare riducono il rischio di tumore al colon, ma possono prevenire anche altri tipi di tumore, come quello ai polmoni, alla pelle, al pancreas  e alla prostata. Grazie allo zinco, al cromo e al magnesio che stimolano la circolazione sanguigna, lo zenzero è particolarmente indicato per curare influenza, febbre e raffreddore. Lo zenzero aumenta il senso di sazietà, riducendo il desiderio di assumere cibo in più. Inoltre, lo zenzero ha un ridotto apporto calorico ed è una sostanza termogenica, ovvero ha proprietà che aumentano il calore corporeo stimolando il metabolismo a bruciare calorie e grassi più rapidamente. Lo zenzero è anche un efficace afrodisiaco, poiché aumenta la circolazione sanguigna e accresce l’emotività stimolando il desiderio sessuale.

 

Ecco una serie di utili consigli in cucina

Sia che vi piaccia cucinare per passione oppure che lo dobbiate fare per necessità, ogni tanto vi sarà capitato di sentire parlare di qualche trucchetto da usufruire in cucina. E, si sa, vi è sempre molto da imparare, nella vita come nella preparazione dei cibi. Addolcire le vostre salse Se vi state impegnando per improvvisare un sugo per la pasta, a volte la laboriosa preparazione di soffriggere le cipolle, l’aglio e le erbe è rovinata quando si versa un barattolo di polpa di pomodoro che potrebbe sapere di acido. Hartnett, chef di tre ottimi ristoranti italiani a Londra  raccomanda di bilanciare i sapori con qualcosa di dolce. Aggiungo sempre un pizzico di zucchero quando uso i pomodori in scatola, in quanto toglie il gusto di acido: ma fate attenzione a non renderli troppo dolci. Lo zucchero funziona benissimo anche nelle vinaigrettes, ma dovete stare attenti ad aggiungerne solo un pizzico: per alcuni versi è come il sale, quindi deve essere trattato come se fosse un condimento».Mantenere una torta fresca Potreste non essere i migliori pasticceri del mondo, ma a chi non da fastidio dover buttare via una buona parte della torta che avete preparato con tanto amore, magari per una festa di compleanno, perché diventata secca o rinsecchita? Costa ha un trucco che darà alle vostre torte una seconda vita. Una torta avanzata comincerà in poche ore a seccarsi e la glassa a sbriciolarsi. Ma se le mettete vicino una mela sbucciata, questa manterrà a lungo l’umidità ed eviterà che la torta si asciughi.Cuocere le uova in camicia. Se siete continuamente alla ricerca della ricetta perfetta per l’uovo in camicia, avrete già sentito tutte le storielle che circolano sulla particolare rotazione da dare all’acqua e l’aggiunta di aceto durante la cottura. Ma tutto questo è inutile senza il primo elemento basilare: le uova devono essere veramente fresche. Le uova fresche hanno i tuorli più densi e conservano intatta la loro forma, quindi non vi è alcuna necessità di usare l’aceto o di fare mulinelli con l’acqua Con un uovo super fresco la membrana interna è forte e manterrà l’albume intatto intorno al tuorlo.

Cosa è meglio non ordinare al ristorante

Dopo anni e anni di moda del food sempre più diffuso, tendiamo ad esaltare per partito preso tutto ciò che ha a che fare con il cibo: ogni ristorante dove abbiamo mangiato dignitosamente diventa nelle chiacchierate con gli amici un luogo dell’anima, tutti i cuochi sono chef e anche il toast al bar della stazione merita di essere fotografato e condiviso su Instagram, facebook,twitter Eppure anche il mondo della ristorazione è pieno di mode stupide, locali che fanno proposte sbagliate e clienti che fanno richieste soltanto assurde. Chi più dei grandi chef può avere esperienza diretta di questo lato oscuro? Ecco alcuni consigli che dovreste sempre tenere in considerazione. Non ordinate il pesce il lunedì  La maggior parte dei ristoranti riceve gli ordini di pesce il giovedì o il venerdì per il weekend, e poi di nuovo il martedì per la settimana. Il lunedì spesso si smaltiscono gli avanzi del fine settimana, ma il pesce fresco mantiene intatte le proprie qualità per tre giorni al massimo. Per evitare guai, comunque, potete sempre chiedere da dove viene il pesce e quando è stato acquistato. Non ordinate cose diverse dalla specialità del locale. Sembrerebbe una regola banale, ma in molti non la seguono e di recente la ha ribadita Michael Armstrong, non ordinate gli spaghetti allo scoglio in pizzeria, il pesce al circolo dei cacciatori, gli spiedini di pollo in un ristorante di sushi. O se lo fate, poi non lamentatevi se il risultato è tutt’altro che gradevole. Non chiedete cambi di ingredienti. A patto che non siate allergici, non chiedete mai di sostituire, togliere o aggiungere un ingrediente in un piatto presente in carta. Se il ristorante è di buona qualità, lo chef sa quello che fa e cosa si abbina bene. Se gli ingredienti non vi piacciono, scegliete un altro piatto. Questo vi metterà al riparo anche dal rischio di stizzire i camerieri, il che come insegna la saggezza popolare non è mai consigliabile.

Biscotti sbriciolati nel tè? No grazie

Se odiate anche voi i biscotti che si sbriciolano sul fondo della tazza dopo averli inzuppati, sappiate che il britannico Andrew Tinsley ha trovato la soluzione che fa per voi.Il 49enne ha raccontato che, dopo un abbondante pasto in famiglia, suo fratello, che aveva alzato il gomito un po’ troppo. Teneva i biscotti immersi nel a lungo e gli si rompevano tutti, così scherzavano dicendo che qualcuno avrebbe dovuto inventare qualcosa per raccogliere le briciole che si depositano sul fondo.E quel qualcuno poi è stato proprio Tinsley che, armato di spirito d’iniziativa, si è industriato fino a realizzare un sacchettino simile a una busta da aperta su di un lato. La retina è fatta di nylon così da poter essere riutilizzata e sembra essere la soluzione definitiva per risolvere il più grande problema durante il delle 5.

 

Torna l’ora legale

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 marzo torna l’ora legale in Italia, che durerà per i prossimi sette mesi. Per effetto dello spostamento delle lancette degli orologi un’ora in avanti, La società che gestisce la rete elettrica nazionale stima un minor consumo di energia elettrica pari a circa 562 milioni di kilowattora, quantitativo corrispondente al fabbisogno medio annuo di circa 200mila famiglie.   Considerando che un kilowattora costa in media al cliente domestico tipo circa 20,62 centesimi di euro al lordo delle imposte, la stima del risparmio economico per il sistema relativo al minor consumo elettrico nel periodo di ora legale per il 2018 è pari a 116 milioni di euro. L’ora legale entra in vigore l’ultima domenica di marzo nei Paesi dell’Unione europea e termina l’ultima di ottobre. Lo scorso febbraio il Parlamento europeo ha respinto una riforma proposta dalla deputata francese dei Verdi Karima Dalli, e sostenuta da diversi eurodeputati, che intendeva abolire l’ora legale con la motivazione che “turbare due volte all’anno l’orologio interno degli individui porta danni alla salute”. La richiesta citava decine di studi, che comunque non portavano a una conclusione definitiva. Dopo l’esame del Parlamento europeo la riforma è diventata una richiesta alla Commissione di una “valutazione approfondita della direttiva del 2000 e degli effetti del passaggio tra l’ora solare e quella legale” e non più l’interruzione del cambiamento semestrale dell’ora.Pertanto l’ultima domenica di marzo, anche quest’anno, resta il giorno del ritorno dell’ora legale, che prende il posto di quella solare. Domenica 25, alle due di notte, le lancette degli orologi dovranno essere spostate di un’ora avanti. Nella notte tra sabato e domenica si dorme un’ora in meno, ma per i prossimi sette mesi si guadagna un’ora di luce. Il cambiamento dell’ora nel 2018 avviene qualche giorno prima del solito: l’ultimo giorno del mese, il 31, è un sabato e quindi il cambio dell’ora avviene il week-end prima, nell’ultima domenica di marzo

Spezie, profumi e sapori orientali, ecco i piatti più gustosi della cucina cinese

Un equilibrio armonico tra caldo e freddo, odori e sapori che si fondono e si confondono dando vita a piatti dalla tradizione millenaria. I pilastri della cucina cinese sono gli stessi della religione e della filosofia: lo Yin e lo Yang. Con lo Yin si intendono gli alimenti femminili e rinfrescanti, come frutta e legumi, mentre tra gli alimenti Yang, che sono maschili e riscaldanti, ci sono carne, fritti e cibi speziati. L’anima della cucina cinese? È la condivisione. Durante il momento del pasto, infatti, i commensali attingono tutti a un unico grande piatto messo al centro del tavolo con l’aiuto di bacchette o cucchiai. Ecco allora una rassegna di alcuni tra i piatti più celebri della cucina cinese. Si parte con un croccante antipasto, passando per primi e secondi piatti. E,in fine, il dessert più popolare della Cina. Involtini Primavera Croccanti involucri di pasta che contengono un gustoso ripieno alle verdure. Gli involtini primavera sono uno degli antipasti più famosi della cucina cinese. Perché si chiamano così? Venivano preparati in Cina in corrispondenza col Capodanno cinese, Tagliatelle di Riso Molto simili alle nostre tradizionali tagliatelle, le tagliatelle di riso sono un primo piatto cinese molto digeribile e senza glutine  Un grande classico della cucina cinese sono le tagliatelle di riso con gamberi, verdure, germogli di soia e zenzero fresco. Riso alla Cantonese Piselli, carote, uova strapazzate, gamberetti…Quello alla cantonese è il riso fritto più amato della cucina cinese. Può essere un eccellente primo piatto o un piatto unico e farlo in casa è tuttavia semplice!  I noodles Posso essere molli, spessi, gommosi o trasparenti e si preparano con le farine più diverse: da quella di frumento a quella di riso, passando per la farina di fagioli. Ravioli Difficile trovare qualcuno che non li ami. Alla griglia o al vapore, brasati o unicamente lessati, questi fagottini ripieni di carne, gamberi o verdure sono il piatto più richiesto nei ristoranti cinesi europei. Pollo alle Mandorle Alzi la mano chi è stato a Pechino e non ha provato il pollo alle mandorle! Questi bocconcini di pollo fritto circondati in una morbida salsa a base di soia, zenzero e mandorle sprigionano tutti i sapori e gli odori tipici della cucina cinese. Da accompagnare rigorosamente con riso bianco. Gelato fritto È il dolce più popolare della Cina in Occidente e si caratterizza per il piacevole contrasto tra la pastella, calda e croccante, e il gelato, freddo. Un risultato che si ottiene grazie alla cottura rapida in olio bollente che non permette al gelato di sciogliersi

L’Italia è sempre più veggy.

Il Rapporto Italia, ovvero la ‘fotografia’ del nostro Paese che ogni anni viene ha preso in considerazione, tra i vari aspetti, le scelte alimentari. Evidenziando che gli italiani vegetariani e vegani hanno toccato quota 7% della popolazione dai 18 anni in su. Un trend che vede in aumento i vegetariani rispetto al rapporto dello scorso anno, mentre si riducono i vegani. Per la precisione, il 6,2% degli italiani si dichiara vegetariano. Lo 0,9% invece si dichiara vegano, e tra di loro, troviamo anche chi segue tipi di alimentazione ancora più rigidi: crudisti Ovvero, si smette di essere vegani e si torna a contemplare i derivati animali nella dieta, continuando ad escludere la carne. Tra le motivazioni riscontrate, tra gli italiani vegetariani dicono di essere convinti si tratti di una scelta salutare. Mentre per il 20,5% la motivazione deriva dall’amore per gli animali. Gli italiani si confermano infatti amici degli animali: sono 3 su 10 oramai a possedere un animale domestico. Si tratta principalmente di cani seguiti da gatti Seguono uccelli, conigli, tartarughe e infine pesci. C’è tuttavia una leggera inflessione, dovuta al fatto che mantenere un animale  è considerato un piccolo lusso. Ma torniamo agli italiani vegetariani. Un istituto di ricerca ha fatto un indagine su Trip Advisor, per calcolare quanti ristoranti tra quelli recensiti offrissero menu a base di piatti vegetariani e vegani. Nel primo caso, ha rilevato il 23,4%, nel secondo il 17,2%. Percentuali alte, e in crescita. Tuttavia le recensioni non sempre riflettono quello che i vegetariani pensano: per molti è ancora complicato mangiare al ristorante o al bar. E’ anche difficile mangiare a cerimonie o feste, e sui mezzi di trasporto. Mentre nelle mense di lavoro l’opzione vegetariana/vegana è sufficientemente presente.

I senza glutine

Le ricette senza glutine sono tutte quelle ricette di cucina relative a preparazioni dolci o salate, di primi, secondi, antipasti o contorni, che non prevedono l’utilizzo di ingredienti contenente glutine. Si tratta di una raccolta che può essere considerata molto utile, soprattutto da chi ha la necessità di ricorrere a ricette di questo tipo per problemi di intolleranze alimentari, più o meno forti, o di celiachia. L’esecuzione delle ricette senza glutine deve essere sempre molto attenta, proprio per essere certi che poi realmente ogni singolo ingrediente adoperato nella ricetta realmente non presenti tracce di glutine. Per questo motivo è sempre consigliabile verificare che la confezione degli ingredienti utilizzati specifichi chiaramente l’assenza di glutine, verificate sempre sull’etichetta che sia presente l’immagine della famosa spiga sbarrata, o che sia chiaramente indicata la dicitura “gluten free” o “senza glutine”.Per chi ha forti intolleranze, ricordate sempre di verificare che siano privi di glutine anche eventuali cibi di accompagnamento.

Alimenti scaduti ecco quando non sono più da consumare

Oltre la data di scadenza, gli alimenti possono subire un’alterazione dal punto di vista nutrizionale. Nel primo caso si tratta di cibi freschi, ad alto contenuto di acqua, che sull’etichetta riportano la dicitura “da consumarsi entro”. Le etichette sono affidabili, ma lasciano sempre un margine di consumo. Quindi è importante fidarci delle nostre sensazioni o impressioni giudicando un alimento dall’odore, dal colore e anche dalla compattezza. la Dottoressa Laurenti,  spiega quali alimenti  possono essere un pericolo per la nostra salute e quando è il caso di non consumarli. Lo yogurt, ad esempio, a meno che non ci siano evidenti segni di alterazione, non rappresenta un rischio, quello che si può perdere sono le proprietà nutritive legate ai lattobacilli. Ma questo, secondo uno studio francese, avverrebbe addirittura dopo tre settimane. Da evitare, invece, sono il consumo di latte massimo due giorni dopo la scadenza. Se la confezione del formaggio fresco che avete nel frigo si è gonfiata, al suo interno è in corso un’alterazione batterica; se ha fatto la muffa, toglierla può non essere sufficiente. Questa a volte può entrare nella pasta del formaggio, e nei casi peggiori può produrre micotossine liposolubili. Anche con l’uovo è meglio non rischiare, se affonda nell’acqua è ancora buono ma sconsiglierei di consumarlo oltre i due giorni dalla scadenza. Nel caso della spremuta d’arancia, dopo due ore la vitamina C si perde rapidamente a causa dell’ossidazione, e potrebbe accadere anche nelle macedonie non consumate subito, a seconda della varietà di frutta. Anche le verdure in busta sono abbastanza deperibili, infatti dopo la data di scadenza In linea teorica, tutti gli alimenti a basso contenuto di acqua, oltre la data di scadenza indicata e conservati correttamente, sono innocui per la salute. L’unico discapito è quello di perdere le sostanze nutritive e alterare il sapore originale dell’alimento.