…..E poi c’è quell’amica unica con cui puoi, prendere un caffè, andare al mare, al lago in montagna, e poi c’è quell’amica unica con cui puoi, parlare con il cuore in mano, perché sa tutto di te capisce tutto di te….anche i tuoi silenzi
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Come salvaguardare gli amici a quattro zampe dal caldo
Durante i periodi di caldo intenso, è importante prendersi cura degli animali domestici e adottare alcune misure per mantenerli al sicuro e freschi. Ecco alcuni consigli su come salvaguardare gli amici a quattro zampe dal caldo Assicurati che abbiano sempre acqua fresca e pulita a disposizione. Controlla spesso le loro ciotole e riempile regolarmente con acqua fresca per garantire che rimangano idratati. Evita di portare gli animali fuori durante le ore più calde della giornata, Fornisci loro un luogo fresco e ombreggiato dove riposarsi, come una stanza climatizzata o un’area all’ombra del giardino. Non lasciare mai gli animali chiusi in macchine parcheggiate, nemmeno per brevi periodi. Se il tuo animale domestico tollera l’acqua, puoi bagnarlo leggermente con acqua fresca per aiutarlo a raffreddarsi Presta particolare attenzione alle razze con pelo lungo, che possono soffrire di più il caldo. Potresti considerare la possibilità di tosare il loro pelo. Non dimenticare le zampe! L’asfalto caldo può scottare i cuscinetti plantari del cane. Se il terreno è troppo caldo per camminarci a piedi nudi, è troppo caldo anche per il tuo animale domestico. Ricorda che ogni animale domestico è diverso e potrebbe avere esigenze specifiche. Se hai dubbi o preoccupazioni sul modo migliore per proteggere il tuo animale domestico dal caldo, consulta sempre un veterinario per ricevere consigli personalizzati.
Un rito classico con qualche variante
Un rito classico e senza tempo per noi italiani è quello del caffè. Lo beviamo a colazione, a fine pasto e come pausa dal lavoro o dallo studio, e cosa c’è di più indicato a chi ci viene a trovarci che offrire un caffè? E’ presente in qualsiasi avvenimento che organizziamo o a cui partecipiamo. Ecco perché il caffè fa parte da sempre del nostro menù. Preferite il caffè in moka o espresso? C’è chi è ancora legato alla cara vecchia moka e preferisce questo caffè di gran lunga rispetto a quello della macchina per espresso, sia per una questione di gusto che per una scelta di risparmio, perché cialde e capsule hanno un costo maggiore. Secondo il galateo il caffè non deve essere versato in cucina e servito già nelle tazzine ai nostri ospiti. La padrona di casa deve sgombrare la tavola e porvi il servizio da caffè compreso di zuccheriera e lattiera, più qualche dolcetto di accompagnamento e poi deve arrivare con la caffettiera fumante e versare il caffè ai suoi ospiti. Gli ospiti lo riceveranno dalle mani della padrona di casa e dovranno girarlo con accuratezza dal basso verso l’alto, sorseggiarlo tenendo in mano il piattino, senza alzare il mignolo, e non potranno per nessuna ragione portare il cucchiaino alla bocca o lasciarlo all’interno della tazzina. Ci sono alcune tipologie di caffè che diventano golosi dolci. Come il mocaccino, un caffè servito in una tazza in vetro e preparato con un fondo di cioccolato e sopra la panna montata. Tre strati di assoluta bontà. Perfetti per la stagione estiva che sta per arrivare, sono l’affogato al caffè, preparato con il gelato alla panna o che più si gradisce e il caffè caldo versato sopra, e la crema al caffè, un freschissimo sorbetto al caffè.
Essere felici è un arte
Essere felici è un arte che disapprendiamo ogni giorno che diventiamo più grandi, quando mettiamo il piede in una pozza e invece di ridere a crepapelle come facevamo da bambini ci preoccupiamo delle scarpe, quando non guardiamo un arcobaleno, perché dobbiamo guidare e non possiamo fermarci. Quando sdraiati in giardino su un comodo divano una farfalla diventa un fastidio e non più qualcosa di cui sbalordirsi Quando lasciamo che il mondo diventi una inquietudine e non qualcosa da guardare con desiderio di conoscere e felicità . L’ allegria arriva così, ogni giorno e se non la si riconosce, diventa rammarico, nostalgia. Rimpianto per tutte quelle volte in cui avremmo potuto essere felici, ma non l’abbiamo fatto. Ad essere felici ci vuole allenamento e coraggio
Pizza che passione
Soffice dalla crosta o rigonfia. Bassa e croccante, alta e morbida: la pizza ha tante facce, vi mostriamo quella più classica, comune e perfetta da fare in casa in poche ore. La pasta per la pizza, infatti, lievita per circa 6 ore: potrete quindi organizzarvi per prepararla in giornata e gustarla la sera con i condimenti che più preferite. Una ricetta di base semplice per una pizza fatta in casa che si prepara con pochi ingredienti e poi si personalizza in base ai propri gusti come meglio si crede, magari dando anche una forma insolita. Siete pronti per mettere le mani in pasta? In una ciotola grande, sciogli il lievito nell’acqua tiepida e lascia riposare per qualche minuto fino a quando si forma una schiuma sulla superficie. Aggiungi la farina e il sale nella ciotola con il lievito e mescola bene con un cucchiaio o con le mani fino a formare un impasto ruvido. Trasferisci l’impasto su una superficie leggermente infarinata e inizia ad impastarlo energicamente per circa 10 minuti, fino a quando diventa elastico e liscio. Aggiungi un po’ di farina se l’impasto risulta troppo appiccicoso. Forma una palla con l’impasto e unta leggermente la ciotola con un po’ di olio d’oliva. Metti l’impasto nella ciotola e coprilo con un panno umido. Lascia lievitare in un luogo caldo per circa 1-2 ore, o fino a quando l’impasto raddoppia di volume. Una volta che l’impasto ha lievitato, trasferiscilo nuovamente sulla superficie infarinata e dividilo in porzioni più piccole, a seconda della dimensione delle pizze. Prendi una porzione di impasto e inizia a stenderla con un mattarello o con le mani, dando forma circolare o rettangolare a seconda delle tue preferenze. Assicurati di stendere l’impasto abbastanza sottile. A questo punto, puoi aggiungere i tuoi condimenti preferiti, come salsa di pomodoro, formaggio, salumi, verdure o qualsiasi altro ingrediente che desideri. Inforna la pizza in un forno preriscaldato a 220-250°C e cuocila per circa 10-15 minuti, o fino a quando la crosta diventa dorata e croccante e il formaggio si scioglie. Una volta pronte, potrai gustare le tue pizze fatte in casa con la base appena preparata. Buon appetito!
I ritardatari cronici
Alcuni sono in ritardo perché sono molto ottimisti quando stimano il tempo che un’attività impiegherà loro, anche se è quotidiana, come fare colazione o prendere un caffè Dicono a se stessi: “ho un sacco di tempo”. Tuttavia, prima di uscire da casa, ecco che succedono imprevisti per loro, cose prevedibili per il resto del mondo. È evidente che chi è in ritardo ha una pessima gestione del tempo. Inoltre, la maggior parte non è consapevolmente in ritardo nel raggiungere un effetto, come mettersi in una posizione di mancanza di rispetto nei confronti dell’altro. Ebbene, nonostante ciò i ritardatari cronici da oggi possono addurre a propria discolpa una motivazione che è addirittura di natura clinica. Un uomo scozzese ad ogni appuntamento, anche a quello più importante, dal matrimonio al funerale, è sempre arrivato in ritardo e si è talmente abituato alla sua incapacità di gestire i propri tempi che per essere puntuale alla proiezione al cinema delle 21 deve cominciare a prepararsi ed organizzarsi ben dieci ore prima. Alla fine l’uomo ha deciso di rivolgersi ad alcuni specialisti che hanno coniato per la sua Sindrome un termine preciso: disturbo daritardo cronico. In poche parole, spiegano gli specialisti, chi è affetto dal disturbo da ritardo cronico è clinicamente impossibilitato ad essere puntuale perché, a causa di un deficit di attenzione e di un mix di sintomi quali letargia e confusione mentale, non riesce ad organizzare i propri impegni in maniera ottimale ed efficiente.

Il 9 Aprile si festeggia la Pasqua
Una ricorrenza religiosa molto sentita dai cristiani, che cade la domenica seguente al primo giorno di luna piena di Primavera per comodità si calcola sempre il 21 marzo come giorno dell’equinozio. Questo spiega perché la Pasqua può variare ed essere “alta” tra il 14 e il 25 aprile, “media” tra il 3 e il 13 aprile o “bassa” dal 22 marzo al 2 aprile. Al di là di questi aspetti, puramente informativi, è bene ricordare che da sempre la Pasqua rappresenta per i consumatori, un ritrovato desiderio di rinascita che si traduce spesso nel voler stare insieme, tema la convivialità e le gite fuori porta e il desiderio di rinnovare. Il suggerimento è quello di non farsi cogliere impreparati così da organizzare, con il giusto anticipo, l’allestimento della vostra casa e degli esterni Lavorare sull’idea di effetto sorpresa, tradizione legata all’uovo di Pasqua, o sull’obiettivo di sorprendere, amici e parenti, potrebbe essere il punto da cui partire, per proporre per esempio una tavola ad alto valore simbolico. La voglia di evasione, di gite fuori porta, di convivialità, di preparazione di piatti fatti in casa, il desiderio di stare in compagnia, il tempo libero, il giardinaggio, il cambio dell’armadio, nuovi accessori, per seconda abitazione al mare o in montagna, viaggi, riflessioni la fanno da padrone … La Pasqua insomma ha il potere di far rinascere un po’ tutto
L’importanza della lentezza
Il nostro cammino è spesso pieno di ostacoli, grossi macigni si inseriscono fra noi e le nostre aspirazioni, fra noi e la realizzazione dei nostri desideri. A volte tocca scendere a patti con l’impossibilità di vederli realizzati, ma non prima di aver esaurito tutte le cartucce della nostra volontà, spostato mari e monti per cambiare la prospettiva ai macigni, deviato il corso dei fiumi perché la corrente ci scivolasse a valle. L’abitudine è il peggiore dei mali, il più grande assassino della curiosità la vera via per sentirsi liberi è nella libertà dei nostri pensieri, nella rottura degli schemi preconcetti, nella capacità di destrutturare le idee preconfezionate e di non accettarle se non ci soddisfano, di criticarle se non hanno fondamento, di stracciarle se ci imprigionano. La rinuncia alla vita tranquilla per dare risposte alle domande e provare cosa sia amare l’umanità, una comunità . Una denuncia contro l’isolamento e l’indifferenza che rendono deboli, ciechi ed ostili; un inno al rispetto per il prossimo ed del tuo mondo. Un mondo piccolo e lento, fatto di dettagli cui prestare attenzione; un contraltare alla nostra esistenza frenetica che si perde le sfumature del cielo, il rumore del mare, il profumo della primavera, gli sguardi, i sorrisi, la dove c’è, la gioia dove si annida nel vorticoso scivolare da un giorno all’altro. Un altro mondo è possibile, se i principi umani di solidarietà, rispetto e amicizia restano vivi tra gli esseri umani. La forza dei sogni e la caparbietà della volontà ci restituiscono una morale altissima, alla quale tornare sempre: “Nel nostro viaggio che è iniziato quando siamo nati abbiamo da imparare tante cose l’importanza della lentezza e, della calma, del ragionamento, la forza del desiderio, che è dentro di noi,l’importanza di riflettere e vivere la vita come se oggi fosse l’ultimo giorno…ci renderà migliori
19 Marzo Festa del Papà
La festa del papà nasce all’inizio del secolo scorso per omaggiare il ruolo del genitore all’interno della società. Nel mondo però i vari Paesi hanno date diverse per festeggiare questa giornata in Italia, la Festa del papà cade il 19 marzo, giorno del calendario che nel 1479 papa Sisto IV dedicò a San Giuseppe il perché della scelta, Giuseppe nei secoli è stato considerato il “padre per eccellenza”, buono, laborioso, comprensivo e capace di crescere il Figlio di Dio. Insomma, un vero simbolo della figura paterna. Nel nostro paese la Festa del Papà è un’occasione per i figli di dimostrare tutto il loro amore. Biglietti e regali, sono all’ordine del giorno, ma anche il buon cibo è un ottimo modo per dire grazie ai nostri papà. Tra i cibi tradizionali di questa giornata, famosissimi sono le zeppole di San Giuseppe, gustose frittelle napoletane guarnite con crema o marmellata Tali golosità sono attribuite al santo perché si dice che durante la fuga in Egitto per sfuggire al terribile re Erode, Giuseppe fu costretto a mettersi a vendere delle specie di frittelle per mantenere la famiglia. Sempre a San Giuseppe sono infatti dedicati anche i bignè tipici della tradizione romana, anch’essi rigonfi di crema le “sfince” siciliane, in Toscana sono le frittelle, insomma tanti dolci tanti regali e
……..tanti auguri a tutti i papà del mondo!








