Esattamente dopo 2 anni dagli attentati di Parigi, dove sono morte 130 persone. Era il 13 novembre 2015, e svariate persone, compresi dei giovani parigini, si stavano godendo la propria serata sulle terrazze del bar. Le temperature, nonostante il mese e la località, erano insolitamente miti. Nessuno avrebbe mai potuto prevedere il terrificante massacro che si sarebbe compiuto di lì a poco Nel mezzo della serata 89 persone furono uccise per mano di alcuni attentatori. il nuovo manager del Grand Café Bataclan, così ricorda il tragico evento: “Si sono fatti strada dall’entrata principale. Alcuni proiettili hanno attraversato il muro, colpendo uno dei baristi nella coscia.” I terroristi non erano entrati nel bar e Maallem, che ora gestisce il bar ci mostra il punto delle pareti da cui quei proiettili sono riusciti a passare. “Mi avevano chiesto se fossi interessato alla gestione… e ci ho dovuto pensare parecchio. Avevo paura,” spiega Maallem. “Così ho chiesto consigli in giro. A mia moglie, ai miei amici, alla mia famiglia… e tutti mi hanno incoraggiato. ‘Forza,’ mi dicevano ‘non c’è ragione per non farlo. La vita va avanti. Ora il Grand Café Bataclan presenta pavimenti piastrellati, un nuovo mezzanino, un tendone giallo acceso che prende il posto di quello nero di prima, e un po’ di dettagli d’ispirazione cinese che richiamano il passato dell’edificio. Ma c’è una differenza ancora più grande fra il Grand Café Bataclan passato e quello presente. Il primo, che era più una sorta di pub in cui bere birra più che un bar ristorante, serviva, secondo varie recensioni su TripAdvisor, cibo “orribile,” “deludente” e addirittura “da incubo.” Il secondo, invece, seguirà le linee guida dello Chef Souton, la cui esperienza in hotel parla decisamente da sé. Tutto, nella sua cucina, sarà preparato a mano e con amore. Basta scorgere un po’ il menù per capirlo. Tutti i piatti sono “calorosi,” come dimostrato ad esempio dalle cocottine con patate e Camembert, dalle tartare di carne e anche dai dessert classici francesi come la torta al cioccolato senza farina e il crème caramel. E in effetti il nuovo bar è di proposito economico proprio con l’intento di far sentire i clienti abituali a casa. A oggi la sparatoria al Bataclan è uno di quegli eventi che resta nella memoria collettiva della città e dei suoi abitanti, nonostante il restauro effettuato.
È l’anno delle banane.
Ok, non è vero, ufficialmente non è scritto da nessuna parte, ma basta aggirarsi un attimo per il reparto “food news” di qualsiasi meandro di Internet per ritrovarsi travolti da un’onda gialla di notizie a tema. Se siete soliti associare questo simpatico frutto ai Minions, oppure alle battutine goliardiche fra compagni delle medie, è arrivato il momento di ricredersi. Tra la seconda ondata di Peste Nera dei banani, l’universo delle banane è in continuo tumulto, pronto a stravolgere anche una delle poche certezze che tutti noi abbiamo nelle nostre vite: la buccia delle banane non si mangia. Un’azienda nella prefettura di Okayama in Giappone, ha recentemente prodotto delle banane dalla buccia commestibile soprannominate Mongee, ottenute attraverso un processo di coltivazione decisamente peculiare. Grazie a un metodo soprannominato “freeze thaw awakening” “congela, scongela, risveglia”, la D&T tiene le piante congelate a -60° per poi ripiantarle in ambienti a 27°C che di solito sono quelli ottimali per la crescita di quasi tutte le coltivazioni di banana del mondo.Lo sbalzo così rilevante di temperatura porta le banane a crescere in un lasso di tempo davvero breve circa 4 mesi, regalando poi a chi le raccoglie e le mangia una buccia molto più sottile e morbida, nonché un retrogusto infinitamente più dolce le Mongee infatti contengono la bellezza di 24,8 grammi di zucchero anziché i 18 grammi di media delle altre varietà. Inoltre viene garantita l’assenza di pesticidi durante la coltivazione. Ma non è tutto Per rendere la cosa ancora più esclusiva, la D&T consegna solamente 10 banane alla settimana a un grande magazzino di Okayama, alla modica cifra di 4,80 € l’una Ecco, se per caso vi trovate nei dintorni della prefettura e amate particolarmente gli esperimenti gastronomici giapponesi, sappiate che, stando a quanto dice le Mongee sanno di ananas e, più in generale, “hanno un vigoroso sapore tropicale.” Quindi, riepilogando, il 2018 è iniziato da pochi giorni e abbiamo già delle banane che sanno di ananas. Niente male…..
Qual è il cioccolato migliore del mondo?
A rispondere a questa domanda ci ha provato Georg Bernardini, un assaggiatore professionista di origini italiane che nel 2015 ha consumato 70 chili di cioccolato 4200 cioccolati di 550 marchi provenienti da 70 paesi diversi. Ha valutato tutto: sapore, aromi, aspetto, scioglievolezza e ingredienti per stabilire quali sono le marche di cioccolato migliori del mondo. Tra le categorie considerate: tavolette fondenti e al latte, cioccolato bianco, cioccolato aromatizzato, cioccolato ripieno, nocciolati/gianduia/marzapane e praline. Poi ha trasferito il risultato di questo lavoro in una nuova e meravigliosa guida sul cioccolato: Chocolate, The Reference Standard, non ancora disponibile in italiano. L’Italia ha una lunga tradizione. Da una parte ci sono, ovviamente, le grandi industrie come Ferrero, ma dall’altra medie realtà tipo Venchi, Majani o Caffarel. Benché a definire lo stile moderno siano giovani aziende innovative come Domori, C-Amaro, Amedei o Slitti. La Toscana si è conquistata il soprannome di “Chocolate Valley” italiana, molte aziende innovative si trovano all’interno dei suoi confini. Alcuni prodotti tradizionali provenienti dalla Sicilia garantiscono qualità elevata, in particolare quelli dell’Antica Dolceria Bonajuto di Modica. La tendenza più recente della produzione from bean to bar, dalla fava alla tavoletta cioè l’intera lavorazione del cioccolato senza uso di semilavorati, è stata completamente ignorata dagli italiani. Con alcune eccezioni, ci permettiamo di far notare a Bernardini, tipo la cioccolateria di Guido Castagna
Camminare cambia la vita
Un modo rilassante e stimolante per cambiare aria e beneficiare della luce del sole c’è anche in inverno. Voglia di restare avvolti nel piumone? Bersi una tisana davanti al camino o fare una doccia calda? In inverno vince la voglia di “rintanarsi”, ma esistono almeno 5 motivi per ricredersi, appendere la copertina al chiodo, uscire allo “scoperto” e andare a camminare anche solo mezzora in qualsiasi posto abitate, al mare in montagna ma anche in città Camminare è un ottimo modo per disintossicarsi. Meno stressante per le ginocchia della corsa e molto molto più distensiva per i nervi la camminata si consiglia di camminare per 30 minuti di seguito, un po’ più veloce della passeggiata possibilmente 2/3 volte a settimana è anche un bellissimo esercizio di meditazione e respirazione. Passeggiare soprattutto all’ aria aperta può trasformarsi nell’ abitudine più rilassante che ci sia. Addio Instagram, Facebook e Snapchat. Oltre a polmoni e mente, dopo un mese le gambe si fanno più reattive e toniche e ti sentirai in formissima…. evvai !!
Dormire bene la notte
I trucchi per dormire bene la notte, così come di consigli per dormire subito che tentano di porre rimedio alla sempre maggiore fatica ad addormentarsi, ce ne sono tantissimi e sono variegati come il gelato al cioccolato. Ma la questione resta: dobbiamo migliorare le nostre russate notturne e dobbiamo farlo in fretta. Di possibilità ne abbiamo una marea: mangiare in modo corretto la sera, arieggiare le stanze anche in inverno, optare per il buio completo e il silenzio totale in modo da non avere il sonno interrotto da luce e rumore anche perché spesso riaddormentarsi serenamente è davvero difficile e il sonno compromesso è la cosa peggiore che possa capitare. Anche i rimedi naturali per dormire possono essere utili, ma a sollevarci definitivamente dagli sleep problems arriva una formula matematica che aiuta a conquistare più facilmente lo stato di relax necessario a dormire. Fate così: sottraete 7 o 8 ore all’orario in cui dovreste necessariamente alzarvi la mattina. Aggiungete 15 minuti che calcolerete come extra per prendere sonno. Mettete la sveglia per andare a letto avete capito bene e quando suona rispettate rigorosamente il momento in cui struccarvi, mettervi il pigiama o anche nulla, nudi è anche meglio! e ficcarsi sotto il piumone. Ripetete per 10 giorni senza mai sgarrare, weekend inclusi: riuscirete a ristabilire perfettamente i tempi per dormire e tornare al massimo della produttività giornaliera, svegliandovi freschissimi, riposatissimi e carichissimi. Mollate gli esperimenti tipo clean sleeping e curate di più le vostre dormite: dormire fa bene al cervello. E anche all’autostima, lo sapevate?
Pollo in agrodolce all’ananas
Prova questa ricetta gustosa che unisce la delicatezza del pollo all’agrodolce dell’ananas Il pollo all’ananas è un piatto tipico della cucina cinese davvero semplice da realizzare. Una ricetta dal gusto agrodolce davvero buona che vi permetterà di variare e dare un sapore diverso al solito petto di pollo. Se accompagnato dal riso può anche diventare un sostanzioso piatto unico. Procedimento: Per prima cosa bisogna tagliare a pezzetti il petto di pollo e infarinarlo per bene, per far sì che rimanga morbido in cottura. Fate scaldare l’olio in un largo tegame e poi aggiungete il pollo che dovrà rosolare per almeno 10 minuti. Mescolate ogni tanto per raggiungere una rosolatura omogenea. Aggiungete poi il sale, lo sciroppo di ananas e 2 cucchiai d’aceto. Mescolate e aggiungete il vino bianco e il dado sbriciolato. Dopo aver fatto amalgamare il tutto lasciate cuocere per circa 20 minuti a fuoco basso mescolando di tanto in tanto. Attenzione il sugo deve addensarsi ma non deve asciugarsi troppo. La salsa all’ananas: Tagliate a pezzetti di circa 2 cm le fette di ananas ben sgocciolate. Mettetele in un pentolino con lo zucchero e un cucchiaio di aceto a fuoco medio e fatele caramellare per 5 minuti, mescolate bene così da far attaccare lo zucchero all’ananas in maniera uniforme. Dopodiché unite la salsa al pollo e tenete sul fuoco ancora 10 minuti per far insaporire la carne. Una volta che il pollo sarà ben condito, potete decorare il piatto con l’ananas a pezzetti e servire in tavola.
I 6 aperitivi migliori d’Italia
Buffet a base di solo sushi, specialità campane, pugliesi, siciliane, cibi casarecci preparati al momento. E chi più ne ha più ne metta. Sono molti i bar italiani che offrono, a prezzi modici, apericena di elevata qualità. Di seguito segnaliamo alcuni fra i locali che offrono gli aperitivi più apprezzati d’Italia, sia per l’originalità della proposta che per l’attenzione alle materie prime. Al d&g Patisserie di Selvazzano, in provincia di Padova, è andato il premio aperitivo dell’anno assegnato da Gambero Rosso. Punti di forza del locale: eleganza della location, vasta scelta di pasticceria dolce e salata e piatti curati in ogni più piccolo dettaglio. Aperitivo al buio – Milano Se vi trovate a passare per la città meneghina non perdetevi l’aperitivo organizzato dall’Istituto dei Ciechi al «Cafénoir». Si tratta di un aperitivo totalmente al buio. Un’esperienza forte per approfondire un mondo che non è tanto quello di chi non vede, ma, soprattutto, quello che non vediamo noi, spesso accecati dagli “sbrilluccichii” della vita quotidiana. Il gioco è riuscire ad indovinare gli ingredienti. Naturalmente senza usare gli occhi. Aperitivo al Caffè La Serra – Venezia Qui, nello splendente contesto di una serra liberty appena restaurata, potete assaporare l’aperitivo più green di Venezia. Da non perdere lo spritz bio, a base di prosecco da agricoltura biologica e centrifugato di frutta. Una gustosa alternativa allo spritz classico a base di acqua e prosecco. Aperitivo al “Bar senza nome” – Bologna Un’idea straordinaria quella dei due ragazzi sordi che hanno aperto a Bologna il “Bar senza nome”, un luogo che punta «sull’integrazione tra cibo e cultura e sull’incrocio di linguaggi differenti». Tra un caffè e un mojito, infatti, il locale ospita mostre, concerti, presentazioni di libri e corsi di yoga. Per ordinare si può scegliere se tentare l’alfabeto dei segni e ricevere uno sconto! o munirsi di post it nell’apposito “Angolo dei cocciuti”. Aperitivo al Lievita Riccione Il locale dotato di una location innovativa e dal sapore europeo abbinata a un concept particolare che prevede la realizzazione in un laboratorio a vista di dolciumi, focacce servite calde, pani speciali cotti a legna nel grande forno in pietra lavica, che si imbottiscono sul momento. Aperitivo allo Stravinskij Bar dell’Hotel De Russie Roma L’ elegante bar all’interno dell’hotel De Russie, lo Stravinskj consiglia una vasta gamma di cocktail, serviti con deliziosi finger food, salumi, formaggi e delicate tartine. E’ perfetto per un appuntamento di lavoro, ma anche per sorseggiare i migliori Martini della città nel leggendario giardino!
Food delivery = moda perfetta
Food delivery = moda perfetta per pigri&incapaci a cucinare. La soluzione a tutti i mali, dal frigo vuoto all’emergenza appuntamento galante in casa o ricarica post incontro tra le lenzuola. Il cibo da asporto per la generazione che ha un’indipendenza faticosamente conquistata, nel bene e nel male, e quindi ha almeno 14 ore giornaliere di lavoro sulle spalle, è una salvezza necessaria alla nutrizione basilare, così da evitare di incappare nelle sempreverdi scatolette di tonno con insalata quando va bene o verdure surgelate quando va malissimo. O peggio, un kebab tiepido consumato in piedi appoggiati ad un bancone. Liberaci dal male del cibo cattivo, e dacci oggi i nostri riders del food delivery, angeli alati che corrono in soccorso della fame più disperata previa pagamento con carta di credito Facci scegliere tra schermate e schermate di proposte di cibi che fanno bene e solleticano gola e salute, così da non ritrovarci sazi ma disfatti da una recente indagine è emerso che comunque a stravincere è sempre la cucina italiana da asporto, segno che la tradizione mediterranea è un must infallibile. I food riders, i fattorini delle consegne, ricevono solo che il nostro affetto più imperituro. O le nostre imprecazioni quando abbiamo fame e non arrivano. Sono loro che si avventurano in strade lontane, condomini fatiscenti, seguono indicazioni sommarie e si ritrovano a vagare con del cibo in giro per la città. Sono anche quelli che raccontano gli aneddoti più divertenti perché spesso e volentieri incappano in clienti proprio strani, con esigenze assurde e richieste lunari non solo per gli orari. Così tra pizza da asporto, hamburger vegani, cinese, sushi take away e altre mille novità da ogni parte del mondo, i riders di Foodora stanno imperversando sempre di più nelle città.
Le persone felici vivono di più?
La cultura scientifica ha largamente dimostrato come le emozioni negative possano danneggiare il corpo.La ricerca dimostra che ridere, al contrario, migliora la nostra salute e collabora al nostro benessere. Riuscire a ridere quando ci si sente stressati, ansiosi, preoccupati, e perfino ammalati, potrebbe aiutare a sentirsi meglio subito.Un vecchio proverbio dice “Una risata è, per l’anima, ciò che il sapone è per il corpo”. Sappiamo tutti che ridere ci fa sentire meglio e ci tira su di morale, ma sapete anche che una risata potenzia le fisiologiche risposte del corpo alle malattie e aiuta i vostri organi vitali a rigenerarsi? Tutti incontriamo degli ostacoli e tutti commettiamo degli errori. Non c’è motivo di tormentarsi per questo. Preoccupasi per qualcosa che non potete modificare nell’immediato può soltanto peggiorare la situazione. Di fatto, se riuscirete a ridere a cuor leggero delle vostre fissazioni personali, potrete regalarvi quella serenità e fiducia in voi stessi che vi consentiranno di superare più facilmente eventuali ostacoli. É vero, ci sono situazioni veramente tristi e senz’altro non divertenti. La prossima volta che sentirete crescere il vostro livello di stress, prendetevi un minuto per pensare all’ironia della situazione e permettetevi di ridere di ciò che non potete controllare. Come spesso si dice, l’allegria di una risata è contagiosa, perciò cercate di trovare persone positive che non hanno paura di ridere di sé e che abbiano un talento naturale nel trovare il lato divertente in ogni situazione. Gli animali sono l’ideale per aumentare la felicità e incoraggiare le risate perché amano giocare e divertirsi, e spesso fanno cose che sono divertenti senza nemmeno rendersene conto. Mentre attraversano un periodo stressante, molte persone tendono a nutrire i loro corpi con cibi non salutari, molto dolci o molto salati. Nonostante questi cibi possano essere gradevoli al momento, mangiare cose simili può avere degli effetti negativi, come aumento di peso, innalzamento della pressione sanguigna, emicrania e diabete. La chiave per contribuire alla riduzione dello stress è avere una dieta ben bilanciata, ricca di cibi che accrescono la nostra energia positiva, come salmone, spinaci, avocado, cioccolato fondente, frutta , che contengono tutte le vitamine essenziali che aiutano il corpo a sentirsi meglio. Concludendo. Se riuscirete a trovare una ragione per ridere ogni giorno, scoprirete che il vostro umore migliorerà, le relazioni con gli altri diventeranno più ricche e spontanee, e le difficoltà della vita saranno meno avvilenti. Inoltre, il vostro corpo, la vostra anima e la vostra mente usufruiranno dei benefici di questo medicinale naturale e gratuito.
Mela, ti sbuccio o no?
Quando assaporiamo un bel frutto, come una mela, una pera o anche verdure come i pomodori, siamo abituali ad eliminare la buccia, perchè è dura da masticare, oppure ha un sapore diverso, o ancora perchè nella salsa quelle bucce che girovagano sono brutte da vedersi o da avvertire sotto il palato.In natura lo scopo della buccia è quello di difendere la morbida polpa dall’attacco degli insetti e dall’ambiente circostante, questa peculiarità fa sì che la buccia sia anche la parte del frutto più ricca di sostanze antiossidanti e protettive. Nella buccia delle mele si trova più del 50% della vitamina C totale, mentre per i flavonoidi la percentuale sale addirittura al 95%, nella buccia delle carote i flavonoidi presenti sfiorano l’85% del totale, e nei pomodori la maggior parte dei licopeni sono contenuti proprio nella buccia! Questi dati scoraggerebbero vivamente di togliere la buccia a frutta e verdura, ma d’altro canto esistono diversi elementi che ne consigliano invece l’eliminazione, quali la possibile presenza di pesticidi e lo sporco dell’ambiente. Come fare allora per gustare un frutto completo di buccia? E’ fondamentale scegliere frutta biologica con una provenienza sicura, frutta che va SEMPRE lavata accuratamente sotto acqua corrente ed casomai spazzolata per eliminare i residui di terra e prevenire rischi igienici. Le patate meritano un discorso a parte, la loro sottilissima buccia è ricca di vitamina E lo strato di polpa subito sottostante è invece ricco di vitamina C. Di contro la buccia può presentare tracce di solanina, una sostanza tossica che si sviluppa quando la patate viene esposta alla luce solare, il consiglio è di mangiare con la buccia solo patate biologiche novelle che non presentino striature verdi sulla buccia,. l problema “buccia si buccia no” si ripresenta anche quando si parla dei cereali, che quando vengono raffinati perdono totalmente il rivestimento che è l’unica parte del cereale ad essere ricca di acido ferulico, un valido rivale di tumori ed infezioni, sarebbe proprio il caso di abituare il nostro palato al gusto particolare dei cereali integrali ed utilizzare in massima parte questa tipologia di alimento.