Le invenzioni figlie del caso

Tante invenzioni di cui usufruiamo oggi sono figlie del “caso” niente anni di studi, niente sforzi sovrumani, ma solo e soltanto….il “caso”….Il Viagra: la pillola che ha risolto i problemi di tanti amanti è opera di Merthyr Tydfil, ricercatore gallese che in realtà cercava un rimedio per l’angina I dolcificanti artificiali: lavorando su svariate sostanze chimiche studiate per gli scopi più disparati, alcuni chimici dimenticarono di lavarsi le mani e, leccandosi involontariamente le dita, sentirono un sapore dolciastro… E nacque l’aspartame. Il forno a microonde: una delle tante invenzioni «civili» nate a partire dall’industria bellica. L’ingegner Percy Spencer cucinò involontariamente una caramella con le onde, pardon microonde emesse da un radar. Il brandy: motivi di spazio. Per caricare più vino dalle navi, nel Medioevo si pensò di eliminare per ebollizione l’acqua contenuta nella preziosa bevanda. Ma riaggiungere acqua dopo il viaggio non funzionò. In compenso, il vino «disidratato», cioè il brandy, aveva un ottimo sapore. Il silicone: lo scienziato James Wright, negli anni ’40, cercava un’alternativa al caucciù, materia prima indispensabile per la produzione dei pneumatici. C’è andato lontano, ma ha cambiato l’industria e la vita di tutti i giorni. Le patatine fritte: il cliente ha sempre ragione; il cuoco George Crum, nel 1853, per accontentarne uno che si lamentava dello spessore delle patate che gli erano state servite, le taglio a strisce sottili; in più, per renderle più croccanti, provò a friggerle, creando quello che per molti è quanto di meglio esista in cucina.

Arriva Wood*ing bar

In un quartiere di Milano arriva Wood*ing bar, e porta ingredienti antichi e mai sentiti Siamo un popolo di poeti, santi e allevatori, ma in una cultura culinaria che sta danneggiando irrimediabilmente il pianeta forse è il caso di tornare a bere e mangiare a impatto zero. In pratica, sarà meglio tornare a fare i raccoglitori. È la filosofia di un nuovo bar aperto da poco a Milano, dove il “nuovo” ha un valore radicale. Wood*ing bar, mette in pratica la disciplina del foraging, quella di andare solamente a caccia di piante selvatiche commestibili per l’uomo. Un passo in più rispetto ai vegetariani, perché il foraging tende a escludere gli alimenti coltivati che comunque richiedono spreco di energie e risorse. Lo chiamano bar endemico, il primo al mondo nel suo genere, proprio perché si affida alla sola natura selvaggia per esistere, e farci bere. La nuova disciplina si unisce infatti alla Wild Mixology, un modo diverso di intendere i cocktail e la miscelazione. La Bibbia di questo sapere è il libro scritto dalla chef Valeria Mosca, che ha fondato un laboratorio di ricerca nel 2010 e adesso questo bar. Che non è un cocktail bar, visto che non c’è traccia del bancone. Appena si entra, c’è un ambiente rustico con pareti scrostate e piante selvatiche incorniciate. Sembra una villa di campagna restaurata con gusto semplice. Entri e ti siedi su tavoli sociali, pianali lunghi e comunitari Poi arriva la lista dei cocktail, e il menù selvatico. Per bere, si può scegliere il #2, niente nomi di fantasia e niente fronzoli, nella filosofia del cocktail endemico, fatto con gin, succo di mirtillo, kombucha, miso di pere e miele fermentato. Una miscela corposa e opaca, morbida al palato e intensa nel retrogusto. Oppure puoi ordinare il #10, un cocktail secco e vivace con bourbon, bitter fatti in casa e amazake. Dalla lista dei cocktail c’è perfino da imparare: l’amazake è un composto dolce giapponese ottenuto dalla bollitura del riso, ricco di vitamine del gruppo B, enzimi e fibre. I cocktail selvatici del Wood*ing nascono per farsi bere, ma vogliono far del bene come un infuso di erbe.

La marmellata al gin tonic

Le mattine sono durissime. Le colazioni instagrammabili, idem. Classica fetta biscottata, avocado toast, unicorn milk o cappuccino, uova & bacon: mettere a confronto le colazioni del mondo è l’inizio di una gara di raccolta like. E di sapori variegati per cominciare bene la giornata. Squadra dolce, squadra salato, squadra non faccio colazione. Proprio questa ultima categoria è destinata a cambiare idea. Se servisse una carica in più, il suggerimento per la colazione  più di tendenza arriva dall’Inghilterra: marmellata al gin. Il superalcolico tornato grande protagonista intorno al mondo superando colleghi nobili ciao ciao whisky, si prende pure l’ultimo pasto rimasto libero, la colazione. Quello dal quale obiettivamente doveva restare lontano, quello dal quale logicamente doveva restare lontano, quello dove invece è entrato a gamba tesa. Prima colazione con marmellata al gin tonic? Afterhour garantito L’idea è venuta ai britannici che hanno pensato bene di aromatizzare con il preziosissimo gin le nuove marmellate per la colazione. D’altronde ci avevano già provato con lo Spreadable Coffee, quindi perché non tentare l’avventura in chiave “aperitivo a colazione?”. Sono marmellate purissime: zucchero, limone, gin, estratto di chinina e un po’ di acido citrico per conservare. Stop. Va detto, il grado alcolico non vi deve spaventare: la maggior parte dell’alcol dello spalmabile al gin evapora spontaneamente durante la cottura, quindi non vi darà alla testa di primo mattino. Quello che resta è l’aroma del gin, il ginepro inebriante che è la peculiarità più autentica, e necessaria del gin migliore del mondo. Da mangiare comodamente a casa, ancora in pigiama, alternandolo al caffè o al migliore. Rischio sbornia uguale a zero ma sapore inconfondibile. E non dovete nemmeno passare dalla spa al gin o dall’aperitivo a tutti i costi: Pantofole, pane tostato e via. Dal produttore consigliano di consumare questa marmellata al gin tonic assieme ad un sandwich al cetriolo, giusto per mantenere la linea British di avvicinamento al gusto, ma potete anche divertirvi a sperimentare con le vostre varietà preferite. Una crostata, ad esempio, se avete voglia di cucinare. 

 

Complementi d’arredo da giardino

Complementi d’arredo da giardino a metà tra la sdraio, lettino, divano, molto divertenti anche per i bimbi per via del  loro essere sospesi nell’aria. Per la primavera/estate 2018 abbiamo un grande ritorno, tornano in voga amaca e dondolo!  L’amaca è stata inventata come luogo di riposo dalle popolazioni Amerindie della giungla Amazzonica. Aveva originariamente lo scopo di proteggere dagli animali feroci e consentire di dormire in qualsiasi condizione. Nel mondo occidentale l’amaca è stata “riscoperta” per dare un tocco di freschezza e positività al giardino. Se avete degli alberi a fusto massiccio che garantiscono un supporto stabile, la miglior amaca da scegliere è quella tradizionale, in tessuto di lino o di cotone. Badate bene che le corde che la devono assicurare all’albero siano robuste, meglio se di canapa e intrecciate. Provvedete sempre a legarla sopra un ramo e non semplicemente attorno al tronco, per evitare che con il peso scivoli giù! Amaca e dondolo Se volete che i vostri bimbi si divertano ad interpretare gli uomini della giungla potete acquistare una di quelle amache con frange che si possono legare tra loro! Questi modelli inglobano l’ospite come se fosse all’interno di un baccello di un fagiolo. Proprio come fanno gli Amerindi per proteggersi dalle punture degli insetti! Se non avete degli alberi o volete arredare il vostro patio o il vostro giardino in uno stile molto più minimal e moderno, le migliori amache sono quelle a supporto indipendente. Producono un bellissimo effetto, soprattutto a bordo piscina o sulla spiaggia, al mare. Questi modelli hanno uno spazio centrale, all’interno del quale è sospeso il lettino o i lettini. Un “riparo” ideale per leggere un libro o sorseggiare un aperitivo al tramonto. Amache a sedia Ma l’estate 2018 segna anche un altro grande ritorno: le sedie sospese ! Tipico arredo da giardino, è perfetta  più che altro nelle atmosfere colorate o in ambienti marini... Queste sedie sospese sono  adatte ad essere posizionate  in qualsiasi punto del giardino

Odori sgradevoli, che fastidio

La cucina è uno degli ambienti della casa in cui si sviluppano facilmente gli odori sgradevoli, forse più che nella stanza da bagno. Il motivo è presto detto: nella maggioranza dei casi dipende dai resti del cibo che iniziano il processo di decomposizione. Avrete certamente notato che anche lasciare soltanto i piatti sporchi nel lavandino genera sgradevoli odori. Così come, può succedere lasciando pochi avanzi di cibo nelle pentole o nelle padelle sui fuochi. Per non parlare del periodo estivo, quando, le alte temperature della stagione accelerano il processo di decomposizione dei cibi ed amplificano gli odori. Per questo è consigliabile conservare sempre i cibi in frigorifero, anche se cotti e solo per poche ore. Il luogo dove in maggior misura si sviluppano gli odori sgradevoli resta comunque il cestino della spazzatura. Per chi fa la raccolta differenziata, in particolare, il bidone dell’umido dove vengono gettati i residui di cibo e  gli alimenti marciscono più in fretta. Dunque, se possibile, è consigliato gettare la spazzatura nei bidoni di raccolta ogni giorno per evitare la comparsa di cattivi odori. Senza contare che il forte odore di alimenti, anche guasti, attira insetti ed animali. E’ dunque importante evitarlo non solo per una questione di comfort, ma anche e soprattutto di igiene e salute.In molte località, però, la raccolta differenziata impone dei giorni ben definiti per il ritiro dei rifiuti. Capita quindi di dover tenere in casa l’umido per più di una giornata. In questi casi dobbiamo utilizzare dei piccoli trucchi per ridurre l’inevitabile comparsa di cattivi odori. Ci può venire in aiuto un grande alleato per l’igiene e la pulizia della nostra casa: il favoloso bicarbonato di sodio! Cospargendo la base del nostro cestino con il bicarbonato, infatti, si ridurrà la comparsa di cattivi odori. A parte questi piccoli trucchi, comunque, ci sono dei consigli sempre utili da seguire per contrastare lo sviluppo degli odori sgradevoli nella pattumiera. In particolare: bisogna lavarla regolarmente e pulire anche l’esterno del bidone, evitare di lasciarla, a diretto contatto col sole. Se possibile, utilizzare resti di frutta, bucce, etc. per realizzare dei compost da giardino anziché farli marcire nella spazzatura.

 

I cibi….non afrodisiaci

Non ci credete? Una importante rivista americana ha lavorato con la nutrizionista Elouise Bauskis per identificare gli alimenti che si dovrebbero totalmente evitare Tutti parlano dei cibi afrodisiaci che aiutano la libido e che andrebbero consumati in vista di una serata intima. Ognuno di noi li conosce ormai a memoria: dalle ostriche alle fragole, dagli asparagi allo zenzero. Ma nessuno parla mai degli alimenti che non andrebbero consumati, pena una serata in bianco. Perché ancora più importanti degli alimenti scaramantici, ci sono quelli inibitori che rischiano di fare andare in bianco e veder naufragare una serata nata con i migliori auspici dovrebbero assolutamente evitare. Dice la dottoressa Bauskis: molti latticini sono difficili da digerire e aumentano la produzione di muco. E con la pesantezza di stomaco non si va lontano… Alcuni si sentiranno pieni di energia, altri gonfi e lenti. Nel peggiore dei casi, possono portare all’aumento della flatulenza. Meglio evitare Cavoli e broccoli Il problema dei broccoli, che fanno benissimo e sono anticancerogeni, è che producono molto gas nel nostro corpo. E sono quindi controindicati in vista di un incontro amoroso Le patatine rilasciano energia molto rapidamente nel nostro sistema. Per questo motivo inizialmente potrai sentirti bene, ma poco dopo ti potresti sentire fiacco e senza forza. Inoltre, se sono state cotte in olio di cattiva qualità, possono provocarti sonnolenza e indigestione Con cautela il vino rosso può aumentare il flusso del sangue, aiutando a rilassare e abbassare le inibizioni. Ma, in quantità esagerate, può portare all’impotenza

Metabolismo rallentato?

Ognuna di noi ha quell’amica che mangia tutto ciò che desidera senza prendere un etto, e infatti il mondo femminile sembra dividersi in due: chi può godersi i pasti senza curarsi delle calorie, e chi continua la sua estenuante battaglia con la bilancia e “ingrassa con l’aria”. Tutta colpa del metabolismo lento, al quale contribuiscono diversi fattori come l’età e lo stile di vita. Infatti, è soprattutto dopo i 30 anni che la “macchina del metabolismo” inizia a rallentare. Ma quali sono i sintomi?  I chili in eccesso si accumulano più rapidamente di quelli che si riescono a perdere: la “dieta” tradizionale che eravamo solite seguire per perdere i Kg di troppo sembra non funzionare più; il peso non scende, nonostante le calorie dei pasti consumati vengano ridotte all’osso; il bisogno di zuccheri aumenta e si traduce in un desiderio irresistibile di consumare degli spuntini golosi, specialmente il pomeriggio!  Quando a dormire è il metabolismo, riuscire a rimettersi in forma può risultare un’impresa difficile e stressante, col risultato che a risentirne è anche l’umore. Tuttavia, ci sono diverse strategie che è possibile attuare per riattivare il metabolismo e perdere peso in modo sano e naturale. Ciò che davvero conta non sono soltanto le calorie, ma soprattutto la qualità del cibo che assumiamo. L’assunzione quotidiana della giusta quantità di acqua è necessaria non soltanto per mantenerci idratate. Bere aiuta anche a “calmare la fame” e a darci un senso di sazietà. Stanche della “solita” acqua? Il verde bevuto con regolarità aiuta a ridurre l’assorbimento dei grassi e a bilanciare il livello di zuccheri nel sangue. Bere un infuso di la mattina appena svegli prima della colazione ha un’azione depurante e aiuta ad accelerare il metabolismo. Quando si vuole perdere peso si tende spesso a saltare i pasti. In realtà, non mangiare è negativo. Consumare più pasti, leggeri e salutari, nell’arco della giornata è essenziale per mantenere il metabolismo sempre attivo. Via libera quindi a colazione, spuntini leggeri a metà mattina e il pomeriggio, pranzo e cena limitando le porzioni. I cibi “amici” sono: carboidrati integrali, riso e pasta, ma anche frutta e verdure come mele, pere, noci, broccoli. Alcune spezie, sono utili anche a insaporire i nostri piatti,: la cannella, il peperoncino e lo zenzero, ma anche il cacao amaro.. Indispensabile inoltre l’apporto di vitamina B che puoi trovare anche  in numerosi alimenti cereali integrali, sardine, soia lenticchie, piselli, carote, lattuga, cioccolato.

Coltivare l’orto sul tetto di casa

Da un’installazione in una zona di una città d’Italia la coltivazione di orti urbani sui tetti diviene un elemento sociale diffuso Nella periferia di Milano un piccolo gruppo di pensionate ha creato un paradiso tra i tetti della zona: coltivano orti, tra pomodori, carote,  zucchine e insalata. Abbiamo un risparmio di 30 euro a settimana  assicurano  Sappiamo quel che mangiamo e la qualità della verdura non è confrontabile a quella che si trova al supermercato. Quello che non viene consumato, va alle famiglie del quartiere meno fortunate. Tutto è iniziato, sul tetto di Super studio più, con un orto di 750 metri quadri progettato da Michelangelo Pistoletto nell’ambito del contenitore culturale “Coltivare la Città” L’orto è piaciuto così tanto da diventare nel 2015, anno di Expo, una “risaia”. Chiuso Expo, il terreno verde è divenuto un vero e proprio orto sociale affidato alla cura delle pensionate della zona. Il successo di quella che all’inizio doveva essere un’installazione, dimostra che l’orto pensile è oggi a tutti gli effetti uno strumento di socializzazione ma anche di risparmio economico  Grazie al progresso tecnologico, oggi gli orti sul tetto si realizzano con pochi centimetri di terreno, hanno una bassissima manutenzione e costi contenuti. Non solo, sono uno strumento molto efficace di risparmio energetico.

 

Un bicchiere di vino rosso corrisponde a un’ora di esercizio fisico

Il vino rosso ha effetti benefici sulla salute: ora anche uno studio lo conferma. Bere un bicchiere di vino a tavola migliora l’efficienza del metabolismo Una dieta sana ed equilibrata prevede che ad ogni pasto si possa bere un bicchiere di buon vino per sentirsi bene. Secondo questo studio canadese il merito è di un antiossidante presente nell’uva rossa: si tratta del resveratrolo. Questa sostanza, secondo la ricerca, migliora l’efficienza del cuore e di tutto il sistema circolatorio come se si stesse facendo del movimento. Il cuore e tutti gli altri muscoli traggono beneficio da questa sostanza e si rinforzano. Anche i livelli di zucchero nel sangue vengono regolati e le cellule restano giovani proprio grazie all’azione antiossidante. Quello dell’Università di Alberta è soltanto l’ultimo degli studi che dimostrano gli effetti benefici del vino rosso sulla salute. L’importante, come in tutte le altre cose, è l’equilibrio. Se si esagera gli effetti benefici sparirebbero, superati da una serie di altri problemi. Infine fate molta attenzione: lo studio canadese parla unicamente di vino rosso. Lo stesso effetto benefico all’organismo non si produce bevendo vino bianco o dei cocktail alcolici. Soprattutto in questo ultimo caso la presenza in maniera massiccia di zuccheri raffinati provoca alterazioni e problemi al nostro organismo, quindi, anche in questi casi, l’importante è sempre la cautela

Colazione a domicilio

Il servizio in Italia è amato ed adoperato in modo particolare per esplorare le colazioni non tradizionali, oltre il classico cornetto.La colazione a domicilio è un trend in avanzamento anche in Italia. Vediamo i risultati nel dettaglio.A livello generale il Paese che più di ogni altro ama farsi consegnare a casa la colazione è il Regno Unito. Seguono la Francia, Hong Kong, Australia, Singapore e Italia, che utilizza in particolare questa tipologia di servizio per sperimentare le colazioni non tradizionali, verosimilmente anche in linea con una maggiore opportunità di scelta in tal senso.A Milano e a Firenze, dove il servizio dedicato alle colazioni è attivo, si registra infatti un forte interesse verso specialità tipiche made in Usa e verso le tendenze più di moda. Se nel capoluogo lombardo spopolano ad esempio i pancake guarniti con sciroppo d’acero, in quello toscano riscuotono successo french toast, secondo la ricetta originale, le fette di pan brioche si immergono in un composto di uova e latte, fritte e, infine, servite con frutta, marmellata miele o, addirittura, nutella. Parlando di nuovi trend, inoltre, cresce la richiesta di croissant vegani e di latte nelle versioni mandorla, riso e soia. Una conferma di come giovani e siano aperti alla degustazione del nuovo, a patto che glielo si offra con un quid di servizio a valore aggiunto. A Dubai e a Madrid il trend è quello della contemporaneità con le acai bowl, le coppe super-nutrienti a base di bacche di acai, frutti esotici, latte di mandorla e muesli con varianti che possono prevedere fragole e frutti rossi, ma anche mango, ananas, kiwi, banane e burro d’arachidi. Da molti considerati un vero e proprio superfood per l’elevato apporto di nutrienti e di energia, queste ciotole stanno riscuotendo sempre più successo.Ad Hong Kong sono i bagel i best seller per la prima colazione, soprattutto quelli a base di uova e pancetta, mentre in Australia molto invece apprezzati gli hash brown, piatto tipico anglosassone a base di patate, burro e sale.