Il costo del matrimonio

La stagione dei matrimoni sta arrivando. E un importante associazione ha analizzato i costi  per una cerimonia e spese accessorie del fatidico sì. Voci di spesa che nonostante la crisi hanno toccato cifre record, tanto da rendere proibitiva la cerimonia. Ci si sposa di meno, dunque, anche a causa degli alti costi, sembrerebbe  dimostrare una ricerca, secondo la quale organizzare un matrimonio per un centinaio di persone, in Italia, può costare in media 15 mila euro. Con notevoli variazioni, va detto, da città a città. La più spendacciona è sicuramente Roma, dove i futuri sposi devono tener conto di un budget medio di 19 mila euro. Meglio sarebbe sposarsi a Campobasso, a “soli” 13 mila euro. Attenzione inoltre: la ricerca non tiene in conto costi come location, bomboniere e spese per il viaggio di nozze, che incidono e non poco sullo scontrino finale. La voce più costosa:  il rinfresco dai fiori alla musica, dal fotografo alle scarpe, sono tante le piccole e grandi voci che compongono questo salasso. La spesa più alta, stando alla media nazionale, si deve al piacere della tavola: Segue l’abito da sposa: a meno di non ricorrere ai saldi di stagione, si spende molto. Bianco, crema o colorato che sia. poco cambia In quanto colonna sonora della giornata, anche la scelta di un gruppo o di un dj riserva delle sorprese quando si mette mano al portafogli, Infine i fiori, croce e delizia di ogni rinfresco visto che non potranno mancare pertanto chiesa o comune poi centrotavola e immancabile bouquet .Di fronte a queste  valutazioni è possibile risparmiare senza che le festa risulti meno elegante. Ecco quindi che offrire agli ospiti un matrimonio green, usando materiali  ecologici per bouquet e centrotavola, assicura un risparmio netto. Oppure, si può correre ai ripari andando a caccia di coupon scontati per servizi come trucco, noleggio auto, persino abito da sposa, fotografo e torta. Molte altre le voci prese in considerazione: se l’idea di inviare le partecipazioni via email o organizzare un lista viaggio sono ormai una scelta comune a molte coppie, qualche nuova idea per risparmiare c’è: ad esempio condividere gli addobbi della chiesa con chi si sposerà subito prima o dopo. Infine, è bene ricordare che data e momento della giornata scelti hanno un costo: di sera, ad esempio, la cena sarà  più economica di un pranzo senza fine.

Il giardino roccioso

Il giardino roccioso è una scelta particolare, perché è bello e rigoglioso senza bisogno di grandi attenzioni, se non sistemare le piante giuste nelle naturali fessure dei massi. Nella maggior parte dei casi, pensate, non dovrete nemmeno innaffiarlo. Ecco allora qualche specie perenne perfette per crescere sulle rocce in giardino. Le piante del borracina acre, sistemate sulle rocce, creerànno un morbido cuscino verde che avvolgerà la pietra, pronto a stupirci tra primavera ed estate grazie alla sua stupenda fioritura gialla.Il garofano cinese è una specie coltivata da più di 2000 anni, un po’ per il suo fiore profumato e un po’ per la facilità con cui si sviluppa. Le varietà nane sono particolarmente adatte per i giardini rocciosi, anche se, tra le specie qui descritte, sono le più bisognose d’acqua. Ma non preoccupatevi, queste poche attenzioni in più verranno certamente ripagate dai suoi fiori fucsia che spunteranno meravigliosi sulle rocce, colorandole per l’intera estate. Scabiosa columbaria perenne e molto rustica, la Scabiosa columbara, è l’ideale per chi ama circondarsi di colori tenui. Essa crea sulle rocce cespuglietti ramificati e compatti che mostrano tutto il loro splendore tra maggio e fine settembre grazie allo sbocciare dei loro delicati fiori rosa tenue. Uno spettacolo vero e proprio, in particolare se cresce su rocce bianche. Se amate le farfalle poi, non potrete proprio farne a meno, la scabiosa ne attrae moltissime, per la felicità di grandi e piccini.

Perché il Gallo Nero è il simbolo del Chianti Classico ?

Occorre tornare un po in dietro nel tempo. Un’antica disputa sui confini del Chianti, situato tra i territori controllati da Siena e Firenze, fu risolta con una gara: si stabilì che un cavaliere di ciascuna città dovesse partire al canto del gallo e dirigersi verso l’avversario. Il punto d’incontro dei due avrebbe stabilito il nuovo confine delle relative province. Siena scelse un gallo bianco, ben pasciuto e in forze, per dare il via alla gara. Firenze un gallo nero, messo a digiuno per alcuni giorni e tenuto rinchiuso in un luogo scuro. Il gallo nero, liberato poco prima dell’alba, iniziò immediatamente a cantare, dando il via al cavaliere fiorentino. Questi percorse un significativo tratto di strada prima di incrociare l’avversario, partito da Siena molto più tardi. La vittoria del Gallo Nero spostò i confini d’influenza della zona del Chianti: per questo è rimasto indissolubilmente legato al pregiato vino toscano. La prossima volta che stapperai una bottiglia di  Chianti, ricorda di omaggiare l’eroico Gallo Nero con un brindisi!

La rucola, la pianta facile pronta in un attimo

La rucola è una pianta facile da coltivare e in poco tempo vi regalerà un raccolto saporito. Da metà marzo in poi, potrete seminarla nel vostro orticello, ma se vivete in città o non possedete un orto potrete coltivarla anche in un vaso . Se avete un orto dopo aver lavorato il terreno, seminate la rucola all’interno di solchi paralleli profondi meno di mezzo centimetro e distanziati tra loro di circa 10 cm. Annaffiate con regolarità ed entro una settimana le piante spunteranno dal terreno. Se invece la coltivate sul vostro terrazzo procuratevi un vaso capiente e distribuite i semi a circa mezzo cm di profondità. Dopo circa 1 mese, quando la rucola avrà superato i 10 cm di altezza, potrete raccogliere. Non tagliatela all’altezza del suolo ma concedetele qualche centimetro alla base, in questo modo la pianta si rigenererà e quando la sera tornate di fretta dal lavoro sarà un ottima alleata per preparare un gustoso piatto di carpaccio grana e rucola

L’epoca in cui fuochi e stoviglie andavano nascosti è finita

Tutti intorno ai fuochi: la nuova tendenza è organizzare pranzi e cene accanto alla zona cottura, in un dialogo continuo con il cuoco di casa. Le vecchie isole diventano delle piattaforme scandite in zona operativa  lavaggio, fornelli e area di lavoro  dove consumare le pietanze appena servite, chiacchierare, e perché no, ammirare il cuoco nelle fasi di preparazione. Sempre di più gli arredamenti personalizzabili per misure e accessori, questi risolvono il problema di spazio nelle microcase I banconi extra large rispecchiano il modo in cui la cucina è cambiata: oggi non è più una stanza chiusa ma un luogo aperto, un grande palcoscenico dove gli attori  condividono i piatti in tutti i suoi passaggi, dall’ideazione all’assaggio alla mise en place, il che ci fa sentire un po’ “master chef”. Se prima mostrare pentole e padelle era un tabù, adesso gli ospiti vengono accolti tra i fornelli per celebrare la cultura del cibo, che a noi Italiani calza a pennello. L’importante è adottare alcuni accorgimenti, per evitare di impuzzolirsi con fumi e fritture: è fondamentale l’installazione di una buona cappa. Per chi ha a disposizione invece metrature più generose, è possibile pensare anche a soluzioni che permettono di nascondere la zona lavaggio, meno bella da far vedere, rispetto alla parte dedicata al consumo.Sempre molto apprezzati i pregiati marmi ad alto spessore, le pietre naturali. Infine i preziosi alleati hi-tech presi in prestito dalla ristorazione professionale per realizzare piatti stellati, come gli abbattitori e i cassetti per il sottovuoto, tecnica che consente di conservare gli ingredienti a lungo, ma anche di cuocerli a bassa temperatura mantenendone intatti sapori e succhi, marinarli e frollarli

Le alghe in cucina

Minerali, vitamine e tanto benessere: le alghe sono insaporitori dalle infinite proprietà̀. Facile farle entrare nella nostra dieta: dalle zuppe ai piatti freddi, alle verdure. Con quel tocco esotico in più. Le più comuni in occidente sono le alghe nori e wakame, ma ce ne sono molte di più da scoprire e portare in tavola.Eccone alcune .Aramen È spesso usata come integratore nelle diete ipocaloriche perché il suo contenuto di iodio e selenio è una sferzata al metabolismo. La sua combinazione di minerali la rende utile nel controllare i valori della pressione alta. Come gustarla? Con il riso, il seitan e altri vegetali, per creare gustose e fresche insalate. Oppure saltata in padella con le verdure di stagione, con un filo d’olio extravergine e un pizzico di sale o qualche goccia di salsa di soia. HIJIKI È considerata dagli orientali l’alga della longevità per il contenuto di ferro, calcio, fibre e iodio. Da notare il suo apporto di pro-vitamina A, essenziale per proteggere la vista dall’attacco dei radicali liberi, soprattutto quelli indotti dai raggi ultravioletti. Come gustarla?Dopo averla ammollata in acqua tiepida, mescolarla con porri rosolati e carote julienne. Sfumare con aceto o aceto di prugne e un bicchiere di succo d’arancia. Lasciar stufare e alla fine grattugiarvi una buccia di un’arancia, servendo con il cereale lessato preferito. Palmaria palmata La più nota delle alghe rosse,è protagonista della cucina orientale grazie al sapore leggermente piccante. Si usa sia in modo topico sia orale per attenuare i sintomi di psoriasi ed eczema perché regolarizza il ciclo vitale delle cellule della pelle. Come gustarla? Negli spaghetti di soja con twist italiano, saltati in soffritto di aglio, peperoncino e alghe.

Sushi nostrano sul lungomare barese

Se sei un amante del sushi la destinazione del tuo viaggio alla scoperta delle stranezze culinarie della nostra penisola è Bari. Una delle specialità gastronomiche del capoluogo pugliese è infatti il polpo crudo. Sul lungo mare barese, oltre ad assaporare questo delizioso mollusco in tutta la sua freschezza, potrai assistere a uno spettacolo davvero unico, quello dell’arricciatura del polpo: abili pescatori sbattono energicamente il polpo sugli scogli per “arricciarlo”, rendendo così più teneri i suoi tentacoli. Dopo le varie fasi di cui si compone questa particolare tecnica che si tramanda da generazioni, il polpo è pronto per essere mangiato, rigorosamente crudo. Non perderti questa esperienza culinaria frutto di un’antichissima tradizione che racchiude tutto il sapore del mare 

Fiori belli e profumati

Per molti la primavera segna l’inizio della stagione più bella dove tutto rifiorisce in un’esplosione di colori che fanno bene agli occhi e alla mente. Per gli amanti del giardinaggio o semplicemente per chi si diletta a colorare i propri terrazzi ecco alcuni tra i fiori primaverili, i più belli e i più profumati.Se parliamo di colori, come non pensare alle azalee che fioriscono da marzo a ottobre con meravigliosi colori: rosa, rosso, bianco, sullo sfondo di fitte foglie verde scuro. L’ideale sarebbe piantarle in giardino, perché non temono nè il freddo nè il caldo. Ma si adattano bene anche in vaso e addirittura, i piccoli esemplari, possono essere tenute dentro casa. Le primule sono uno dei primissimi fiori che annunciano l’arrivo della primavera. Ci regalano colori sgargianti, talvolta incredibili, Possono colorare ogni ambiente: dalla casa, al terrazzo, al giardino. I tulipani sono i fiori primaverili per eccellenza. Con i loro colori appariscenti portano il buonumore a chiunque li ammiri. Il tulipano è anche una delle piante da fiore più diffuse nei giardini, ma anche dentro i vasi di vetro portano una ventata di buon umore. Le campanule si trovano in commercio fiorite e sono molto decorative; le corolle possono sbocciare fino a giugno se sono in ombra fresca. Ma se i colori sono già appaganti per gli occhi, anche il naso vuole la sua parte. Per questo è altrettanto lunga la lista dei fiori primaverili profumati. Come per esempio il gelsomino: facilissimo da coltivare, in giardino o sul terrazzo, dà il meglio di sé fiorendo e profumando l’aria con la sua essenza fresca e frizzantina. Ma ci sono anche i gigli: un fiore nobile, hanno un profumo molto intenso e indicano l’amore, la purezza e la castità. La calendula dalla fioritura instancabile, fiori vistosi e commestibili. Ottima pianta per ciotole miste anche con erbe aromatiche.

L’autentico street food fiorentino

Lampredotto di Firenze  La Toscana è una delle regioni più appetitose d’Italia, celebre per la sua gastronomia e per i prodotti del suo territorio ma forse non tutti conoscono il lampredotto, street food per eccellenza della bella città di Firenze. Gironzolando per le strade del capoluogo toscano troverai molti chioschi che ancora oggi offrono questo piatto tipico della cucina povera. Viene preparato cuocendo a lungo uno dei quattro stomaci del bovino, l’abomaso, a cui vengono uniti pomodoro, cipolla, prezzemolo e sedano. Di solito viene servito e consumato all’interno di un panino: uno spuntino perfetto da gustare mentre si contemplano le meraviglie della città.

La margarina

La margarina contiene oli vegetali, ha meno colesterolo e contiene meno grassi saturi rispetto al burro. Per queste ragioni per molto tempo è stata considerata un alimento più sano. Ma ora gli esperti e tra questi Nneka Leib  vice direttore della ricerca presso Environmental Workin Group hanno fatto chiarezza: un certo tipo di colesterolo alimentare non è dannoso. La margarina, in cui non è presente questo colesterolo come nel burro, ha però un alto contenuto di sale e di grassi che ostruiscono le arterie. Insomma, non è così sana come si pensava inizialmente.La Dottoressa, spiega che I grassi saturi aumentano i livelli di colesterolo quello cattivo nel sangue e il rischio di malattie cardiovascolari. Decisamente meglio ma senza esagerare sostituirla con: l’olio di oliva, oppure con il burro.