E perché lo si fa specialmente con le persone che si amano? Siamo tutti bravi a mentire, ma a nessuno piace essere ingannato. C’è chi mente per un proprio vantaggio personale, chi per coprire un errore, chi magari solo per il piacere di farla franca… Televisione, pubblicità, giornali e persino amici e parenti per non parlare del partner ci mentono di continuo, e la consapevolezza che, chi ti stà a fianco, magari la persona che più ti fidi, e ami, mente, ti colpisce ancor di più al cuore. Indipendentemente dal motivo per cui diciamo una bugia, gli scienziati ritengono che una bugia si componga di due parti: quando mentiamo dobbiamo creare la falsità e anche nascondere la verità. Essere bugiardi dunque richiede un duplice sforzo. Il che, tanto per dire, spiegherebbe perché le persone che mentono impiegano più tempo a rispondere a una domanda. Mentre altri studi ci svelano che secondo uno studio condotto dagli psicologi del dipartimento di comunicazione del Michigan , le persone mentono in media tra una e le due volte al giorno. Tendiamo a dire bugie soprattutto quando siamo sotto pressione e non abbiamo tempo di pensare alle conseguenze del nostro comportamento. Secondo Shaul Shalvi, «Quando le persone devono rispondere in fretta, davanti al capo in ufficio, davanti ad un partner che fa domande incalzanti, tentano di fare tutto il possibile per assicurarsi un profitto, anche se ciò li porta a mentire. Le bugie alleviano e liberano dall’ansia sul momento, ma non a lungo termine.
Se la tazzina del caffè.. potesse parlare…
“Che cosa posso portarle? Un espresso, un latte macchiato, un cappuccino?” Quante volte avete sentito questa domanda? Potrebbe essere la domanda di una qualsiasi cameriera in un qualsiasi bar. Se le tazzine da caffè potessero parlare racconterebbero storie infinite, lei la tazzina, quella che vi siete trovati davanti un milione di volte in chissà quanti momenti della giornata. La tazza sembra aver visto di tutto: dall’inizio di una relazione all’incontro di una coppia che pone fine alla loro storia. Tra i due, a separarli, sempre le stessa tazzina, spettatrice muta delle molteplici forme che può assumere un incontro. Ho visto lacrime. Lacrime di gioia, lacrime di dolore. Ho sentito le risate. Ho visto crescere relazioni. Tutto cominciava sempre con una semplice tazza di caffè. Qualche volta sono stata testimone della nascita di sogni e grandi idee, altre volte le ho viste morire. Sono stata presa nelle mani dei ricchi, dei poveri, dei giovani e degli anziani. Un modo unico di unire persone di diverse culture e credenze. Con me tra le loro mani, queste persone sono unite. Una tazza di caffè se potesse parlare testimonierebbe milioni di relazioni tra esseri umani
Dimagrire al sole
Pare proprio di sì in estate si dimagrisce di più e più facilmente, grazie alle salutari camminate sulla spiaggia in riva al mare, la luce del sole nella lunghezza d’onda blu, quella molto intensa di giorno, penetrando nella pelle raggiunge le cellule adipose più superficiali e le fa “sgonfiare”: le goccioline di lipidi che contengono, infatti, si rimpiccioliscono e vengono espulse più facilmente. In inverno, la minore presenza di luce favorirebbe invece l’effetto opposto e quindi l’accumulo di grasso. Secondo Peter Light, le cellule adipose sarebbero perciò una sorta di orologio biologico esterno, che indica all’organismo quanto grasso bruciare in base alla stagione. A differenza di gran parte dei mammiferi, l’uomo ha grasso quasi ovunque nel corpo, sotto la pelle: nel corso dell’evoluzione potrebbe essere servito come sensore della luce esterna, utile per accumulare peso ed energia in inverno, quando era più difficile trovare cibo, e usare queste riserve in estate, dimagrendo. Attenti però alle scottature. Non piazzatevi sotto il sole a oltranza per perdere una taglia: non è ancora chiaro quale intensità o durata di luce attivi il meccanismo di “scioglimento” del grasso, il rischio è scottarsi senza diminuire di un solo etto.
Festa di San Giovanni a Firenze
Il 24 Giugno Firenze celebra il suo santo patrono, San Giovanni Battista, considerato il “simbolo della rettitudine morale e della correttezza politica” e per tutta la città è un giorno di festa. Ogni anno per San Giovanni si svolgono diversi eventi culturali e folkloristici La Festa di San Giovanni ha origini antiche: un tempo nobili e signori per celebrare il santo patrono di Firenze donavano ceri e candele. Con il crescere della potenza della città e dei suoi signori poi, i ceri divenivano sempre più belli e ricchi ed in parte erano destinati al Battistero, mentre gli altri venivano venduti ed il ricavato impiegato per la Chiesa.Ancora oggi nella mattina del 24 Giugno un piccolo corteo cittadino, porta simbolicamente in dono al patrono dei ceri nel Battistero. In occasione della festa dei San Giovanni vengono generalmente organizzate delle visite in barca, sia nell’arco della giornata che durante l’esplosione dei fuochi. Offrono questo tipo di servizi i Renaioli, che ospitano i visitatori a bordo dei loro speciali barchetti. Da tradizione il giorno di San Giovanni si disputa la finale del calcio storico fiorentino un’avvincente gioco nato nel XVI secolo a Firenze, che, per rendere l’idea, può essere definito come una combinazione di calcio, rugby e wrestling. Le due squadre che si sono conquistate la finale tra le quattro si sfidano sul campo allestito in Piazza Santa Croce sotto gli occhi di fiorentini e turisti. La lunga giornata termina con un grande spettacolo pirotecnico. I fuochi d’artificio vengono esplosi dalle 22 alle 23 circa dal Piazzale Michelangelo, una posizione sopraelevata ideale per farli ammirare da diversi punti della città.Per l’occasione moltissimi fiorentini e turisti trascorrono la serata fuori, fermandosi in uno dei tanti punti “strategici” per potere apprezzare al meglio lo spettacolo di luci sulla città. Alcuni scelgono di vederli direttamente dal Piazzale Michelangelo, molti dai Lungarni dove tra l’altro ci sono delle zone attrezzate come la spiaggia sul Lungarno Serristori Nel centro storico molti hotel, ville e ristoranti dotati di terrazze con vista organizzano serate speciali con aperitivi, cene a base di piatti tipici ed intrattenimento prima dello spettacolo pirotecnico
Sicurezza o passione?
Le relazioni stabili, durature ci fanno sentire sicuri, protetti, sappiamo che al nostro fianco abbiamo qualcuno con cui confidarci e con il quale condividere la quotidianità e i suoi eventi. Ciascuno ha il proprio ruolo, conosce l’altro e col tempo si creano così abitudini, rituali, suddivisione delle mansioni…Tutto sembra filare liscio, giorno dopo giorno… dopo giorno…Può accadere però che nella nostra vita irrompa un incontro con uno sconosciuto, che arriva come un fulmine a ciel sereno ed spezzi il susseguirsi della nostra quotidianità: sentiamo dentro di noi il riattivarsi di quella passione, che da tempo sembrava non appartenerci più, il cuore impazzisce, alimentando così il nostro lato folle, senza il quale la vita diventa pesante, noiosa . Quando siamo con l’ altro ci sentiamo vivi, sentiamo accendersi dentro di noi un fuoco che pensavamo o non ricordavamo nemmeno più di possedere, il cuore ci batte a cento all’ora Ci rendiamo così conto di questo lato di noi, che abbiamo sempre avuto ma che spesso abbiamo messo a tacere a favore della sicurezza e delle abitudini quotidiane. Cosa fare a questo punto? Scegliere la sicurezza della mia relazione o la passione esplosiva della relazione extraconiugale? Le relazioni lunghe, ci fanno sentire sicuri, protetti, sappiamo che al nostro fianco abbiamo qualcuno con cui confidarci e con il quale condividere la quotidianità e le sue vicende. Ognuno ha il proprio ruolo, conosce l’altro e col tempo si creano così abitudini, rituali, divisione delle mansioni…Arriva in queste situazioni il momento in cui ci sentiamo ad un bivio dove dobbiamo scegliere se abbandonarci alla passione, al nuovo, all’incertezza o continuare nella sicurezza di una storia stabile ormai collaudata ma più carente di emozioni. Non c’è nessuna scelta da fare. Non si tratta di scegliere, bensì di riconoscere che una parte di noi desidera sicurezza e stabilità ma che questo non basta per essere felici: abbiamo bisogno anche di esprimere e vivere la nostra parte folle, leggera e passionale che, tramite la novità, abbiamo riscoperto. Solo riconoscendo, accogliendo ed integrando questi due aspetti possiamo ritrovare il nostro benessere e vivere secondo la nostra vera essenza. L’incontro con una nuova persona non ha quindi lo scopo di mettere in discussione la sicurezza della nostra relazione ma di farci accorgere che siamo molto di più di quel che pensiamo: abbiamo centinaia di sfaccettature che spesso rimangono frenate e nascoste. L’integrazione con le parti che già conosciamo ci porta a vivere una vita al pieno delle nostre potenzialità, a riscoprire nuovi interessi, attitudini e capire che quell’incontro è servito per risvegliarci, per farci rifiorire, e non per metterci davanti ad un bivio.
L’amore non è solo nella testa.
Questo sentimento si traduce in profonde variazioni ormonali. Queste ultime potrebbero peraltro spiegare il bisogno di trovare l’anima gemella e la serenità della gente che vive in coppia. A tal punto che qualcuno non esita a proporre dei filtri per preservare quest’unione… Il sentimento amoroso ha un notevole impatto sull’organismo. Attenzione, nulla a che vedere con i semplici “effetti” delle notti passionali: si tratta nel nostro caso di caos causati dall’incontro con l’anima gemella… No, innamorarsi non è una cosa da nulla ! Provoca nel tuo organismo dei cambiamenti profondi… Ovviamente, i primi momenti dell’incontro saranno una vera e propria tempesta ormonale che ti devasterà il corpo Il capofila della tua eccitazione ha un nome: la feniletilamina. È l’anfetamina naturale dell’amore e della felicità. La si trova, peraltro, in piccole quantità nel cioccolato, il che spiegherebbe perché le signorine che non hanno trovato l’anima gemella bilancino il celibato con qualche tavoletta… Ma superate le prime emozioni, il sentimento amoroso prende un’altra piega: la presenza rassicurante dell’essere amato, e forse i gesti affettuosi, favoriscono la produzione di endorfina, una morfina fabbricata naturalmente dal corpo. Risultato di questa produzione ormonale: l’ansia, lo stress e le altre tensioni scompaiono. La coppia diventa un mezzo per restare zen. Alcuni scienziati sottolineano che il nostro organismo potrebbe abituarsi agli ormoni dell’amore. Dopo qualche anno, queste sostanze non farebbero più effetto. E viceversa a certe sostanze illecite, è difficile aumentare le dosi per continuare a soddisfarsi… Il bisogno di andare a cercare altrove, per ritrovare il battito del cuore inizierebbe allora a farsi sentire. Per rimediare a questo fenomeno alcuni non esitano a proporre delle bevande presumibilmente in grado di “dopare” il sentimento amoroso. Così David Gray, ha appena lanciato una bevanda al cioccolato per coppie in difficoltà. La versione per donna potenzia la serotonina, la versione per uomo aumenta il tasso di dopamina.Ciliegina sulla torta: questo beveraggio permetterebbe anche di perdere peso…
Patate fritte
Anche preparare le patatine fritte è un’arte: il giusto taglio, il giusto olio, la giusta cottura…le variabili necessarie ad ottenere una patatina fritta perfetta sono molte: vediamo come fare per non sbagliare! Iniziamo a scegliere quale patata: bianca, gialla o rossa? Possono essere utilizzate tutte, purché fresche e della tipologia giusta. La scelta dell’ olio: le posizioni sono molte e spesso in forte disaccordo. I puristi amano friggere in olio extravergine di oliva, altri preferiscono l’olio di arachidi o di semi. Il gusto del fritto cambia in relazione all’olio utilizzato, ovviamente, una cosa fondamentale: la temperatura dell’olio non deve superare mai i 180°. Aiutatevi con un termometro alimentare per misurarla correttamente. Per una buona frittura occorre molto, moltissimo, olio. Gli alimenti devono essere totalmente tuffati e non troppi tutti insieme, ognuno deve avere il proprio spazio di cottura: piuttosto, friggeteli a gruppi, uno dopo l’altro, la friggitrice è comoda, ma la verità è che basta una buona padella di ferro con i bordi alti. Come tagliare le patate: quello classico, a bastoncino, è il migliore, purché non siano troppo sottili, altrimenti il rischio di bruciarle è altissimo. Un centimetro di spessore è l’ideale per avere patatine croccanti fuori e morbide dentro. Per cambiare, potete anche provare a tagliarle a chips, sottili sottili con una mandolina, e passarle nella farina di riso prima di friggerle. Una bontà, ma occhio alla cottura! Ma c’è anche un segreto: una volta tagliate, lasciate a bagno nell’acqua fredda per 5 minuti, quindi scolate e asciugatele perfettamente prima di friggerle. Salatele solo dopo la frittura.
Creare un angolo verde bello e salutare
Creare un angolo verde in casa è possibile. Basta un pizzico di creatività insieme alla capacità di sfruttare al massimo lo spazio. Le erbe aromatiche sono utili in cucina e fanno bene alla salute. Hai una mensola libera? Aggiungi le piante grasse, che creano colore e hanno bisogno di poche cure. Con lavanda, rosmarino e basilico puoi realizzare cuscinetti per profumare i cassetti… e tanti infusi benefici! E se hai un terrazzo puoi anche aggiungere un vasetto con il basilico, oltre a scacciare le zanzare, ti offrirà ogni giorno foglie fresche per profumare i tuoi piatti... e per l’infuso! Il basilico ha un effetto antinfiammatorio e digestivo, per questo può essere utilizzato, per esempio combinato con menta e liquirizia, per una bevanda da alternare con il caffè, a fine pasto. Se poi sei un amante delle tisane anche in estate magari da sorseggiare fredde aggiungi in giardino il tarassaco: i suoi fiori gialli porteranno una ventata di buon umore e ti aiuteranno a disintossicare l’organismo ma anche l’aglio ha numerose proprietà e un bellissimo fiore dai toni azzurri. Insieme alle erbe del giardino, sarà originale e prezioso per le tue ricette.
Le coppie litigano di più in vacanza
Se la vacanza comincia dal viaggio, i litigi cominciano anche prima. Secondo un recente sondaggio di Sky scanner il 74% delle coppie discute per la meta della vacanza. Molti ricorrerebbero addirittura a tattiche subdole per averla vinta, come mentire sul prezzo del viaggio, prenotare senza il consenso del proprio partner o, peggio, servirsi dell’aiuto di parenti e amici Una volta scelto il luogo, comunque, le discussioni non sono finite, anzi… Secondo un’agenzia britannica, almeno il 75% delle coppie intervistate litiga in vacanza. Se è successo anche a voi leggete alcuni dei motivi per cui si discute anche in vacanza: non siete gli unici. La valigia “Amore, ma questo bagaglio supera il limite”. In effetti, cinque paia di scarpe per tre giorni potrebbero essere eccessivi, senza contare le borse: una da giorno, una da aperitivo, una da sera e una di riserva. Lui punta all’essenziale e non capisce l’esigenza di essere glam anche in vacanza. E così, si ritrovano all’imbarco pagando 50 euro in più o, nel migliore dei casi, a indossare un quarto del contenuto della valigia. L’aria condizionata Le donne, si sa, sono più sensibili alle basse temperature e, anche in vacanza, si ripropone il problema dell’aria condizionata. I litigi iniziano in macchina: lei, munita di pullover alza la temperatura, lui gronda sudore. E che dire della notte? Lui accende il condizionatore a palla, lei aspetta che si addormenti per staccarlo. E quando arrivano ai ferri corti c’è da scegliere: chi va a dormire sul divano? Avete noleggiato un’automobile per muovervi meglio ma lui, sicuro di sé, non vuole usare il navigatore. “Tesoro, non c’è bisogno, fidati”. Lei non si fida per niente ma fa finta di credergli. Quando inizia a presagire il perdersi in stradine sterrate, però, gli consiglia con garbo di chiedere a qualcuno, per sicurezza. Ma si sa, l’uomo non si piega a chiedere informazioni ai passanti. Ed eccoli in una strada senza uscita. Troppo tempo insieme Infine, c’è un motivo banale ma fondamentale quanto l’acqua calda: in vacanza si litiga semplicemente perché si passa tutto il tempo insieme. Siamo troppo abituati alla nostra indipendenza e condividere tutto, dalla colazione all’after dinner può risultare pesante. Basta prenderne coscienza e ritagliarsi qualche ora per fare quello che ci piace, in beata solitudine. Non vuol dire non essere innamorati, vuol dire riflettere, vuol dire capire, e forse….forse salvaguardare il rapporto e soprattutto… la vacanza!
Ricaricarsi…insieme
Raduna le amiche, c’è un piccolo questionario di inizio estate da fare subito. La mattina fai una fatica mostruosa a svegliarti? Le relazioni con gli altri sono diventate faticose e le pause caffè si sono all’improvviso moltiplicate? Il pomeriggio ti sembra eterno e hai la sensazione di annaspare? Se hai risposto almeno due sì, ci siamo: è tempo di ricaricarsi. Cattive notizie: la forza interiore e la motivazione non sono disponibili in farmacia sotto forma di integratori. C’è solo una cosa da fare: attivarsi. Come? Buone notizie si tratta solo di un piccolo sforzo quotidiano, tutt’altro che sgradito. Dillo a tutte: ritagliarsi un po’ di sacro “io ora” sarà il nuovo mantra dell’estate. La ricetta segreta? Un po’ di cognizione per dare la centratura e il rituale giusto. L’idea è entrare in unione con se stesse. È da qui che parte il nostro speciale per scoprire la routine di gesti e pensieri più adatti a ognuna nel qui e ora. Prima di tutto vediamo cosa occorre: il luogo felice. Lo step cruciale per ritagliarsi il famoso “io ora” è allestire un angolo della casa con degli oggetti che abbiano un valore affettivo come le foto del cuore, le conchiglie del mare raccolte durante la scorsa estate tutto ciò che riporta a piacevoli pensieri e ricordi Ognuno di loro ha un significato speciale. È come un esercizio di meditazione, qualcosa che aiuta a mantenere il giusto distacco e a vedere la giornata da una prospettiva diversa. Una volta individuato il luogo felice, si accendono una candela o un incenso, si aggiungono dei bicchieri, dell’ acqua del vino e ci si concentra sui ricordi, sulle belle sensazioni, si parla, si programma si esprimere gratitudine, si inviano pensieri positivi a una persona che attraversa un momento difficile, ci si aiuta a prendere decisioni e a metabolizzare e accettare le delusioni, si trovano soluzioni condivise che ci aiuteranno ad affrontare meglio il giorno dopo
