Spezza il ritmo

È davvero strana la nostra vita: siamo accerchiati da cose che fanno risparmiare tempo (auto, aerei, treni super veloci, smartphone, tablet ) eppure il tempo libero e gli intervalli sono sempre meno e sempre più risicati, e all’interno del tempo lavorativo la densità di cose da fare aumenta sempre più. La fretta regna sovrana in molte vite, dando la percezione di essere sempre in ritardo, sempre indietro, di corsa, impedendoci di fare le cose bene e obbligando il nostro organismo a uno stress logorante. A volte i motivi sembrano banali ma spezzare i ritmi frenetici è difficile, per alcuni quasi impossibile se non con “l’aiuto” di un sintomo o di una malattia. La fretta eccessiva causa un alto consumo di energie e mantiene livelli di adrenalina troppo alti, abbassa la concentrazione e l’attenzione, facilita incidenti e dimenticanze, (pensa a quante volte dimentichi o non trovi le chiavi, di casa) crea superficialità e impedisce ogni approfondimento. Quando sei in casa o al lavoro dove tutti si muovono freneticamente fermati un attimo e osserva cosa ti gira in torno, ti accorgerai della tua staticità e ripartirai con il tuo ritmo non con quello che ti circonda, osservati dall’alto se non ti vedi non puoi modificare niente. Perciò mentre svolgi le attività della giornata a pieno ritmo, prova a “guardarti lavorare”, come se dall’alto ti vedessi fare ciò che fai. Fai le solite cose ma cerca di non essere “dentro l’azione”, ma osservati agire. Dedicati alla scoperta di te: datti a letture, incontri o eventi, distenditi cinque minuti sul divano, preparati un bel bagno caldo crea le giuste atmosfere usa i profumi, gli aromi le candele, dedicati qualche minuto a te, e poi almeno una volta alla settimana datti a una cucina più ricercata: cerca ricette nuove di piatti particolari e gustosi e mettiti ai fornelli. Nel cucinare ritroverai una dimensione più naturale e nei tempi di cottura riacquisterai la percezione di un tempo che scorre in modo più sano.

Un pensiero su “Spezza il ritmo

  1. Si, hai ragione, c’è una febbre contagiosa , nell’aria , e chi ancora non l’ha , si sente fuori posto e se la va a cercare…
    Ormai siamo dentro a un meccanismo perverso , fin da piccoli , oltre l’asilo o la scuola , si fanno almeno danza, judo, pianoforte, inglese…Pur di non avere un minuto libero per annoiarsi o PER PENSARE…
    (E chi è quel genitore che nega al proprio figlio di fare come tutti gli altri , anche non è d’accordo con l’andazzo generale?)
    Secondo me comincia tutto da li , poi da grandi si continua, inserendo cose su cose alla già pesante routine giornaliera e ci si ferma solo quando quel beato sintomo (di malattia ) , ci dice chiaro che è ora di una tregua ….

    Sono davvero necessarie tutte le cose che facciamo ” star dentro” nella nostra giornata?……
    (Ma come puoi dire a una vicina che non fai Pilates , non vai a meditazione , non studi il giapponese e non porti il tuo piccolo di 3 mesi in piscina?)

    Solo adesso che sono”grande”…. ho finalmente capito il verbo sfoltire : levare il superfluo.

    Ciao , rallentiamo un po’…….
    E magari , se non ci va di fare Sqwash, Ippica , Tennis, Difesa personale e Pugilato , tutti insieme , lasciamolo invece credere in giro, chi ci controlla?

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