Giornata Mondiale dell’amicizia

Oggi si festeggia la Giornata Mondiale dell’Amicizia, una ricorrenza nata nel 2011 per volere ONU per celebrare un sentimento puro e meraviglioso che unisce tantissime persone. L’amicizia è un pezzo fondamentale della nostra vita: chi saremmo noi senza i nostri amici e le nostre amiche? Quante risate, avventure e pazzie ci saremmo perse? Quante gite al mare in montagna, quanti consigli e lacrime per superare i momenti bui, e quanta allegria e felicità in quelli belli…La Giornata Mondiale dell’Amicizia è un giorno per celebrare un sentimento importantissimo che nel nostro piccolo ci migliora la vita e ci va vivere con armonia e serenità. L’amicizia però si fonda su quei valori di rispetto, correttezza e fiducia che sono gli stessi che servono per creare pace e solidarietà fra i popoli, e quindi guardare agli altri con quello spirito positivo che è in noi e riserviamo alle persone che ci fanno stare bene. L’amicizia può nascere in ogni momento, ormai anche tramite i facebook  twitter i social network o le app, cambiano i modi, le dinamiche e i meccanismi, ma quello che cerchiamo in un amico non cambia mai. ……..Un vero amico è chi ti prende per la mano e ti tocca il cuore.          Gabriel García Márquez

Conservare cose inutili

Hai l’abitudine di accumulare oggetti inutili, credendo che un giorno, chi sa quando, ne avrai bisogno? Hai l’abitudine di accumulare soldi, solo per non spenderli perché pensi che nel futuro potranno mancarti? Hai l’abitudine di conservare vestiti, scarpe, mobili, utensili domestici ed altre cose della casa che già non usi da fa molto tempo? E dentro di te…?Hai l’abitudine di conservare rimproveri, risentimenti, tristezze, paure ed altro? Non farlo, vai contro la tua crescita. E’ necessario che lasci uno spazio, un vuoto, affinché cose nuove arrivino alla tua vita. È necessario che ti disfi di tutte le cose inutili che sono in te e nella tua vita affinché la prosperità arrivi. La forza di questo vuoto è quella che assorbirà ed attrarrà tutto quello che desideri. Finché stai, materialmente o emozionalmente, caricando sentimenti vecchi ed inutili non avrai spazio per nuove opportunità. I beni devono circolare… Pulisci i cassetti, gli armadi, la stanza di arnesi, il garage Dà quello che non usi più. L’atteggiamento di conservare un mucchio di cose inutili incatena la tua vita. Non sono gli oggetti conservati quelli che stagnano la tua vita. Bensì il significato dell’atteggiamento di conservare. Quando si conserva, si considera la possibilità di mancanza, di carenza. Si crede che domani potrà mancare, e che non avrai maniera di coprire quelle necessità. Con quell’idea, stai inviando due messaggi, al tuo cervello e alla tua vita: che non ti fidi del domani e pensi che il nuovo e il migliore non sono per te. Per questo motivo ti senti bene conservando cose vecchie ed inutili. Lascia entrare l’ attuale in casa tua e  dentro te stesso.

Vivere o sopravvivere

Solo voi potete decidere se volete vivere o sopravvivere. Se lasciarvi trasportare dalla corrente, camminando per il mondo in punta di piedi, preoccupati per i mille pericoli che nasconde, o rischiare e godervi la vita, qualsiasi cosa accada. Come dice il detto, “chi non risica non rosica” e, purtroppo, per quando lo desideriamo, non potremo mai controllare tutto ciò che accade intorno a noi. Siete voi a decidere se volete vivere con l’ansia delle preoccupazioni quotidiane, delle mille disgrazie che potrebbero accadere a voi e ai vostri cari o se volete accettare l’incertezza come una parte naturale della vita. In fin dei conti, annegare in un bicchiere d’acqua è una delle molte opzioni che avete a disposizione ogni giorno. Quante sono le cose che facciamo ogni giorno, sempre nello stesso modo e provando sempre le stesse emozioni? Ecco, sappiate che in futuro sarete più delusi da ciò che non avete fatto piuttosto che da ciò che avete fatto. E allora, cercate ogni giorno cose nuove da fare, da vedere, lavorate, mangiate cantate, ballate, esplorate e siate curiosi. Ogni giorno avete un intento nuovo : quanto tempo è che dite  di voler leggere un libro particolare, iscrivervi a un corso o prenotare un weekend al mare o montagna? Fatelo  oggi. Domani potrebbe essere troppo tardi

I periodi neri

Ci sono nella vita dei momenti nei quali tutto va storto: una simultaneità di contesti avversi, difficoltà e colpi di sfortuna che nell’insieme danno a chi li vive la sensazione di essere dentro a un tunnel da cui non si vede l’uscita. Sono i cosiddetti periodi neri. Quel che è certo è che, per legge di natura, prima o poi terminano. Fortuna e sfortuna si alternano sempre Innanzi tutto bisogna resistere alla tentazione del “pensiero magico”, cioè non dobbiamo attribuire la concatenazione degli eventi sfavorevoli. I periodi neri finiscono sempre Al contrario trovare dei momenti di raccoglimento interiore e chiarire a noi stessi se il periodo nero è figlio di una pura coincidenza di situazioni negative, cosa del tutto possibile, ognuna delle quali esiste in se stessa e non è collegata all’altra se non nella nostra mente; oppure se siamo di fronte a una sorta di “venuta al pettine” di alcuni nodi esistenziali, o all’esito di una serie di atteggiamenti e di relazioni sbagliate che è giunto il momento di cambiare. Bisogna far sì, insomma che il periodo nero non sia solo “pura resistenza”, ma anche un “banco di lavoro” su cui forgiare la nostra personalità. I lamenti? Mai a voce alta. Ogni evento fa storia a sé; Dobbiamo quindi evitare di lamentarci e le frasi pessimistiche tipiche di questi periodi ad esempio: “Non c’è niente che mi vada nel verso giusto”. A volte è difficile non pensarle, ma non dirle è già molto. Spesso per interrompere la sensazione di fatica, può essere utile compiere un’azione dall’elevato valore simbolico. Può essere di tutto: un viaggio in una località di mare, il cambio di un’abitudine, un acquisto speciale, una visita insolita, etc. L’importante è che per noi abbia valore di staccare, di interrompere, di voltare pagina. Pensiamo che spesso i periodi neri, ben sfruttati, anticipano belle rinascite. 

Vivere bene…..Istruzioni per l’uso.

C’è chi sta benissimo in un appartamento di  50 metri quadrati nel centro più centro della città e chi preferisce stare in campagna, non interessato al “tutto a portata di mano”. Se una persona adora scendere nel vivo della metropoli a bersi un caffè in mezzo alla folla, senza scomodarsi troppo, è importante non sia costretto a vivere in periferia. Ognuno ha un proprio concetto di benessere personale. È infatti molto soggettivo, ma dentro di noi sappiamo bene cosa prediligere e ci renda felici, anche solo per pochi secondi. Ecco perché diventa necessario non puntare troppo in alto, si rischierebbe di rimanere delusi, ma nemmeno sempre in basso, facendo così non arriveremo da nessuna parte. Cosa ci regala quel senso di benessere, anche limitato nel tempo, capace di far conoscere al mondo il nostro sorriso e toglierci quel senso di pesantezza che, a volte, ci prende la bocca dello stomaco? Proviamo a chiedercelo e facciamo il possibile per sentirlo! Ce lo meritiamo! Dopo tanti sacrifici, sogni infranti, obbiettivi più o meno raggiunti, sudore e, cosa siamo disposti a fare per premiarci a vivere bene? Prefiggersi piccoli step, così che possiamo raggiungere con consapevolezza i nostri obbiettivi e, ad ogni gradino superato, diamoci un premio. Sì, anche solo stappandoci una rosa o stappando una bottiglia di vino  o correndo a perdifiato nel giardino. Di solito funziona, ma ognuno di noi ha un personalissimo modo di porsi obbiettivi, ed un altrettanto intimo sistema per premiarsi. Per il resto, se avete almeno una persona al mondo che tifa per voi, e riuscite a farne sorridere almeno altre due, allora siete persone fortunate. Credeteci, alla fortuna non si chiude la porta!!

La tristezza un malanno passeggiero

La tristezza, come un malanno passeggero, va curata. Ma non sopprimendone i sintomi. Va accolta, accettata, persino assaporata.  A ogni momento di gioia segue, come un’onda, uno d’ombra. Non è necessario obbligarsi a ridere o a stare in compagnia, ma può essere utile far caso a qualche dettaglio e soffermarsi, per apprezzarlo maggiormente, per far sprigionare le sue virtù curative. Pensa alle cose a forma di cuore Il processo di unione tra simboli grafici e concetti astratti attiva, nel nostro cervello, la corteccia prefrontale. È l’area deputata ai all’apprendimento, ai processi decisionali, alla moderazione, all’orchestrazione di pensieri. Ebbene, è anche quella che, in caso di depressione, declina maggiormente, che tende a spegnersi. Forse è per questo che riaccenderla con una serie di piacevoli associazioni unite all’idea di un sentimento scoprendo la forma del cuore nei sassi, nei germogli, nei fili d’erba nella sabbia, procura un delizioso e sottile sollievo, che ci fa sorridere dentro. ll fuoco: sembra un essere vivente. Lo si può osservare, è affascinante. Parla, strepita, tiene compagnia, riscalda e rassicura. Copre dolcemente i momenti di silenzio che potrebbero essere imbarazzanti. Dipinge l’intera stanza, ed è una componente primitiva dell’incontro, della convivialità. In ogni dipinto ideale c’è sempre un fuoco che campeggia sullo sfondo, insieme a tappeti, cuscini e un calice di vino. Il Cioccolato: è tutto bontà, qui  lo schiocco di quando si rompe la tavoletta, la dolcezza che si scioglie tra le dita o a bagnomaria per mezz’ora per fare la cioccolata. Mezz’ora per pregustare un piacere che ormai tutti attribuiscono al cacao una miriade di effetti benefici. Quando ti senti triste senza motivo pensa…e tutto tornerà più sereno

Giornata mondiale della lentezza

Un invito a compiere un piccolo gesto che possa indirizzarci verso una stabilità personale, nel ritrovare il piacere della riflessione, lontana dalla sempre più diffusa fuga dal quotidiano in cui si cerca la felicità scommettendo, esagerando o sballando, in una vita in cui la mancanza di significato è totale.  Almeno per un giorno disconnettiamoci dalla Rete e connettiamoci con noi stessi, gli altri e l’ambiente. Oggi Lunedì 7 maggio è l’appuntamento con la lentezza 2018. Giornata della Lentezza, giunta alla sua dodicesima edizione. Rallentare è una scelta che può migliorare la vita, la nostra. Un invito a fermarsi per tessere una rete sempre più ampia e articolata di persone, associazioni, scuole, università, aziende, città che hanno avviato modi di agire che innescano un cambiamento duraturo. Ecco qualche suggerimento…Svegliarsi 5 minuti prima del solito per farsi la barba, truccarsi o far colazione senza fretta e con un pizzico di allegria. Se siamo in coda nel traffico o alla cassa di un supermercato, evitiamo di arrabbiarci e usiamo questo tempo per programmare la serata o per scambiare due chiacchiere con il vicino di carrello. Se entrate in un bar per un caffè: ricordatevi di salutare il barista, gustarvi il caffè e risalutare barista e cassiera al momento dell’uscita. Non riempire l’agenda della nostra giornata di appuntamenti, anche se piacevoli. Impariamo a dire qualche no e ad avere dei momenti di vuoto. È provato che la pentola dell’acqua non bolle prima se continuiamo a osservarla: quindi senza fretta dedichiamoci alla preparazione della nostra cenetta e apparecchiamo con cura la tavola, magari anche con vaso di fiori ? Che ne dite.. in fondo non è difficile

 

 

Prendersi cura…di noi

«Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere». Tutti d’accordo Jim Rohn,  però durante il giorno abbiamo anche quelle dieci-ventimila altre cose da sbrigare. Non è che possiamo sempre fare yoga, andare in ufficio, la ceretta, andare in palestra, preparare il pranzo la cena pulire la casa e tutto il resto in perfetta armonia. Quello che invece possiamo fare, anzi, che dobbiamo fare, è ricavare dei piccoli e felici momenti di piacere e benessere. Per aiutarci a farlo ci vengono in contro Tisane e Verdi, ormai di ogni specie, dedicati proprio a quei semplici gesti quotidiani che ci fanno sentire bene e che possiamo condividere con amici e parenti o goderci in totale relax da soli .Pensati per donarci un quarto d’ora per staccare e rigeneraci,  le tisane sposano ingredienti innovativi come lavanda e vaniglia, menta e zenzero, rosmarino e pompelmo, per una dolce pausa di relax prima di andare a riposare, o come un gustoso rito dopo i tuoi pasti o per depurarti e rinfrescarti. Se invece preferite un momento di ricarica? Ci sono i Verdi con guaranà, cannella e cardamomo, curcuma e zenzero che contribuiscono alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento, Questi  tipi contengono teina e sono quindi più indicati per un consumo mattutino o pomeridiano. Se poi la sera avete in programma un ballo con le amiche e vi serve quel pizzico di dinamismo in più….allora vanno benissimo. Insomma, quando si tratta di piacere e benessere non ci sono regole e potete vivere il vostro momento in totale libertà, con una deliziosa tazza calda come compagnia.

 

Monitorare la vita

Negli ultimi anni  la  vita è stata accompagnata da due problemi alquanto fastidiosi: difficoltà a dormire e ritmi di vita troppo concitati. Due problemi collegati, che creano un circolo vizioso dal quale è difficile uscire. Il risultato è quello che si può immaginare: ogni giorno ci sentiamo più stanchi e stressati di quello precedente; senza vedere all’orizzonte una soluzione. Dopo aver provato alcuni rimedi naturali ci troviamo a  provare anche i rimedi digitali. E così, con tutto lo scetticismo, istalliamo sul iPhone applicazioni che garantiscono parecchie funzionalità. Ogni notte, prima di addormentarsi, possiamo attivare  il monitoraggio del sonno e puntare la sveglia scegliendo una tonalità soft di quella con la quale ci svegliamo  solitamente. Una tonalità, peraltro, crescente; il che dovrebbe evitare di saltare sul letto quando il cellulare inizia a suonare all’improvviso. Non solo: tale applicazione controlla come procede la vostra dormita nei minuti immediatamente precedenti l’orario in cui avete puntato la sveglia: in questo modo la fa suonare nel momento più adatto a garantirvi un risveglio sereno. Naturalmente, visto che non possiamo alzarci dal letto quando ci pare, è possibile aumentare o diminuire il range orario in cui vogliamo svegliarci, da un’ora fino a 10 minuti Per esempio, potete scegliere di essere svegliati nel momento migliore tra le 7.50 e le 8.20.Al mattino, inoltre, l’applicazione racconta con tanto di statistiche approfondite quanto avete dormito, quanto intensamente, registra i momenti in cui avete russato e col tempo raccoglie dati a sufficienza per dirvi che, per esempio, il lunedì siete soliti dormire meglio, che il meteo influenza la qualità del vostro sonno, cosa succede se avete cenato tardi, se avete avuto una giornata stressante o se avete bevuto troppo. In questo modo, dovrebbe darvi dei consigli utili per riuscire, col tempo, a dormire meglio; seguendo le indicazioni statistiche fornite.Durante il giorno, invece, analizza gli spostamenti compiuti durante la giornata e dopo un po’ riesce a segnalarvi quanto tempo siete stati in ufficio se lavorate in ufficio, quante volte siete andati a trovare mamma e papà, quante passeggiate avete fatto con il cane e quante ore avete dedicato agli amici, agli spostamenti in auto, agli aperitivi ecc. ecc.Tutto ciò dovrebbe permettervi di avere sotto controllo la vostra vita, di capire se state lavorando troppo, andando a letto troppo tardi o camminando troppo poco. Sicuramente  queste applicazioni non possono risolvere totalmente  i problemi che hanno cause molto più profonde delle abitudini pure e semplici, ma tentar non nuoce.

60 minuti per essere felici

Puntate l’orologio e solo 60 secondi niente di più. Il tempo sufficiente per un piccolo gesto e per essere felici. Dai ma veramente?! Lo sconforto di chi arranca sotto pianificazioni, scelte a lungo termine, incastri quotidiani è palese: basta meno di un minuto e la strada verso la felicità è ampiamente spianata. Malfidati, ricredetevi: sul New York Times citano Gretchen Rubin, la happiness guru di “Happiness at home”, per spiegare come si può quantificare il tempo da dedicare alla felicità personale. Non parliamo di grandi aspirazioni o sogni ad occhi aperti: la felicità sta nella concretezza di tutti i giorni. In un minuto che dedichiamo a qualcosa che può aiutarci ad essere felici. La più sfuggente delle emozioni, quella che dura pochissimo e che è tale solo se condivisa, dipende dal suo negativo, l’altra faccia della sua medaglia di esistenza: i pensieri no, che possono trascinarci in una spirale triste dalla quale diventa difficile uscire. Invece la felicità è un esercizio quotidiano: praticare l’ottimismo invece del pessimismo e del “tutto nero ma lo affronto con ironia” è la chiave. Essere ottimisti non significa necessariamente non essere realisti, ma guardare oltre la situazione brutta senza perdere le speranze: un modo per dire “Ok, sarà difficilissimo oltrepassare questo ma mi aiuta a capire qualcosa in più di me”. Anche circondarsi di persone che cercano sempre il lato positivo può essere un aiuto enorme ad affrontare il quotidiano. Rimuovere le negatività passa dai rapporti sociali e da come ci poniamo noi nei confronti del mondo, non solo dalla sicurezza degli oggetti di cui ci circondiamo. Il primo step  non dura un minuto ma richiede tempo è questo: ricordare le relazioni che intratteniamo. Il liberarsi dalle cose inutili in grande stile su noi stessi è un lavoro lungo e faticoso che però si può suddividere in tanti piccoli step giornalieri, partendo proprio dalle cose fisiche, materiali, che tendono a seppellirci.