Far crescere la barba è diventata una vera e propria mania: era cominciata come una delle manifestazioni dello stile hipster, una cosa riservata ai più giovani, ma presto la barba lunga ha messo radici tra le diverse generazioni di uomini, perché ha iniziato a rivelare i suoi innegabili vantaggi. Quella di tre giorni cattura l’attenzione di una donna che cerca una storia a cuor leggero come dire..passeggera. Se è più folta e lunga, è sinonimo di una relazione di lunga durata. Lo dice una ricerca pubblicata sul Journal of Evolutionary Biology. “La barba lunga identifica il maschio alfa, la sua capacità di misurarsi e di proteggere la famiglia”, spiega uno dei ricercatori, il professor Barnaby Dixon. Oltre all’etologia, ci sono anche spiegazioni più dirette per cui gli uomini oggi scelgono di avere la barba lunga: nasconde i difetti del viso e rende all’istante più attraenti. Secondo Darwin, negli uomini, la barba si è evoluta perchè le donne hanno sempre preferito i maschi dal volto peloso, considerandoli più attraenti, forti e virili. Eppure uno studio sembra smentire questa affermazione: le donne coinvolte nella ricerca hanno dimostrato una preferenza per i maschi ben rasati e con il volto pulito, innamorandosene di più Secondo i ricercatori la barba, pur aumentando lo status sociale, conferirebbe un aspetto troppo aggressivo e farebbe sembrare anche più vecchi.
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Primavera stagione dell’amore? Anche no….
Casomai la primavera fosse veramente la stagione dell’amore, occorrerebbe precisare ‘dei nuovi amori’. Perché quelli vecchi, quelli in corso d’opera, quelli vissuti nei mesi precedenti, vedono invece con una certa ciclicità la parola fine. Con la bella stagione lasciarsi diventa più facile. I divorzi piovono come acquazzoni di aprile, perché succede? Ne ha dato una parziale spiegazione la psicologa Forshee E’ tutta questione di ormoni.Un’indagine del sui social media ha permesso di quantificare il numero di persone che su Facebook cambiava il proprio stato da ‘impegnato/a’ a ‘single’ in un anno. Ebbene, il picco annuale risultava visibile con l’arrivo della bella stagione. Ma cosa succede? Non è una banalità immaginare che con la primavera ci si senta ‘uccel di bosco’, e che riemergano in noi, uomini e donne, sentimenti che reclamano libertà sentimentale.Spiega la Dottoressa che c’è una ragione che potrebbe essere collegata al ciclo ormonale. Durante i mesi freddi infatti, la luce diminuisce, e il corpo produce più melatonina, che serve a regolare il sonno, e meno serotonina, il che ci fa sentire felici. Ecco che la presenza di una persona al proprio fianco rende l’inverno più facile da affrontare. Al contrario, quando la luce aumenta, si riduce la produzione di melatonina e aumenta quella della serotonina. Sentendoci più felici finiamo per avere più voglia di uscire, di conoscere nuove persone. Ci sentiamo più sicuri di noi, attraenti, pronti a vivere nuove avventure. Le coppie meno abituate, o quelle che magari da tempo vivono momenti di crisi, potrebbero non superare questo tempo in cui si prova questa sorta di felicità individuale. Che ci porta a togliersi le ‘manette’ e a lasciarsi.
Cambiare le lenzuola…. si ma dopo quanto
Che lo si conquisti da soli oppure in compagnia, che lo si utilizzi per dormire o per coccolarsi con il proprio partner, il letto è uno dei luoghi in cui passiamo più tempo. Circa un terzo della nostra vita. Non è chiaro, dunque, il perchè molti sminuiscano l’importanza di mantenerlo in perfette condizioni igieniche. Eppure una attuale ricerca ha dimostrato che in pochi si dedicano al cambio delle lenzuola con la giusta frequenza. Anche dopo gli incontri intimi. L’allergia al cambio delle lenzuola è più diffusa tra gli uomini. Dall’analisi dei dati è emerso, infatti, che, in media si cambiano le lenzuola circa ogni 24 giorni. Le più diligenti sembrano essere le donne che, in genere, non fanno passare più di 19 giorni prima di sostituirle. Gli uomini, invece, aspettano anche 30 giorni. Anche dopo il sesso le donne sembrano più attente. In genere impiegano due giorni per provvedere al cambio delle lenzuola. Mentre gli uomini le tengono anche per 18 giorni. Le persone single sono, invece, le meno attente in assoluto. Possono far passare anche 37 giorni prima di mettere le lenzuola nel cestino dei panni sporchi. Anche in questo caso sembrano essere gli uomini a far alzare la media. Gli scapoli americani, infatti, dichiarano di dormire con le stesse lenzuola anche per 45 giorni. Proprio perché trascorriamo molte ore nel letto è importante che ci si impegni affinché sia un ambiente salubre. Sulle lenzuola si depositano capelli, sudore, fluidi corporei, cellule morte della pelle. Che si moltiplicano per due se si divide il letto con qualcuno. Tutto questo a prescindere dalle attività a cui ci si è dedicati sotto le lenzuola. L’unico modo per garantire un adeguato livello di igiene è, dunque, cambiare le lenzuola regolarmente. E regolarmente, per gli esperti, significa circa una volta la settimana. E voi, ogni quanto cambiate le lenzuola?
L’amicizia tra uomo e donna non esiste
Tutti almeno una volta nella vita si sono chiesti se l’amicizia tra uomo e donna esiste davvero. E’ possibile che il cuore non batta all’impazzata alla vista di un amica come invece se vediamo la nostra donna? E che differenza passa tra amore e amicizia tra un uomo e una donna? Nonostante le moltissime opinioni contrastanti una ricerca scientifica ha deciso di togliere ogni dubbio e dimostrare la verità. Il Dipartimento di Psicologia della Norwegian University Of Science ha risposto chiaramente a questo dilemma in modo secco e deciso: l’amicizia tra due persone appartenenti a due sessi opposti non può esistere assolutamente. Secondo gli scienziati uomo e donna non potranno mai comprendersi completamente: la donna crede che gli atteggiamenti dell’uomo nei suoi confronti siano la dimostrazione della sua amicizia, per l’uomo invece l’atteggiamento dell’amica è interpretato come desiderio sessuale.Per arrivare a questa conclusione è stato proposto un questionario ad un gruppo formato da uomini e donne tra i 18 ed i 30 anni. Risultato? Nella maggior parte dei casi, gli uomini pensano che le loro amiche abbiano delle intenzioni sessuali nei loro confronti.
Il tempo è prezioso
Una famosa catena di abbigliamento ha calcolato quanto tempo le donne passano davanti all’armadio o al cassetto decidendo cosa mettersi o cambiando più volte abito. Dallo studio, realizzato su 2 mila inglesi, è emerso che le signore trascorrono circa 17 minuti al giorno tra le grucce, che fanno 119 minuti la settimana ovvero sei mesi nel corso di una vita. L’imbarazzo della scelta è causa del dubbio: considerato che l’armadio di una persona media contiene circa 152 capi ma una persona su 8 ne ha circa 300, sappiate che solo il 44 per cento di questi viene indossato regolarmente, 57 capi non vengono mai usati, 16 vengono scelti solo una volta e 11 hanno ancora l’etichetta. La percezione di non avere nulla da indossare affligge un adulto su 20 almeno una volta alla settimana ha, quindi, un rapporto proporzionale alla quantità dei capi a nostra disposizione. Non si perde solo tempo, ma anche un po’ di salute. Dallo studio è emerso che il 62% delle donne soffre di “rabbia da guardaroba”. Non che gli uomini stiano poi troppo meglio: per lo stesso motivo perdono ogni giorno 13 minuti e un terzo degli intervistati ha ammesso di aver ceduto alla “rabbia da guardaroba” almeno una volta nella sua vita. Lo studio è stato commissionato, per incoraggiare le persone a donare i loro capi inutilizzati che spesso rimangono in fondo ai cassetti o dentro scatole dimenticate. In media, infatti, solo il 44% dei vestiti viene indossato regolarmente. Il resto della percentuale rende solo più complicata la ricerca quotidiana. Per scegliere l’abito giusto non bisognerebbe impiegare più di due minuti e fare spazio nel guardaroba può aiutare a rendere l’impresa più semplice. In questo modo, forse, smetterete di fare le corse con il tempo che scorre inesorabile sull’orologio e non arriverete più in ritardo. A quel punto, davvero, potreste non trovare più nulla da mettere, e avrete un’ottima scusa per darvi allo shopping.
Le donne usano di più il cervello
Le donne hanno bisogno di dormire almeno venti minuti più degli uomini. Il motivo? Usano di più il cervello. Di conseguenza hanno un bisogno maggiore di farlo riposare. Lo hanno scoperto i ricercatori dell’Università di Loughborough Una delle funzioni più importanti del sonno è quella di consentire al cervello di riposarsi e di rigenerarsi Durante il sonno, la corteccia cerebrale l’area del cervello responsabile del ragionamento, della memoria e del linguaggio si sgancia dai sensi ed entra in modalità di recupero”. Nel corso della ricerca, condotta su 210 uomini e donne di mezz’età, gli autori hanno osservato che la necessità di dormire dipende da quanto sia stata complessa e intensa l’attività cerebrale durante il giorno. Pertanto, la capacità del cervello femminile di eseguire diversi compiti nello stesso momento, gestire ad esempio il lavoro, la casa i figli, fare la spesa fare la cena lavare stirare fare le pulizie, aumenta il bisogno di sonno delle donne. In particolare, secondo gli esperti, il gentil sesso dovrebbe riposare, in media, circa venti minuti in più rispetto agli uomini. Quanto più si usa il cervello durante il giorno, tanto più l’organo ha bisogno di riposare e, di conseguenza, si ha maggiore necessità di dormire Le donne tendono a essere multitasking, cioè fanno un sacco di cose in una volta sola e sono flessibili. Pertanto, fanno un maggiore uso del cervello rispetto agli uomini. A causa di questo, il loro bisogno di dormire è più elevato .Gli studiosi precisano che, in base all’energia cerebrale impiegata nell’arco della giornata, alcune donne potrebbero avere bisogno di meno o di più dei venti minuti “supplementari”. Ma allo stesso tempo, anche gli uomini che devono assumere decisioni complesse durante il giorno potrebbero avere un bisogno di sonno maggiore rispetto alla media maschile.
Gli uomini sempre più casalinghi
La parità tra uomo e donna poteva sembrare un’utopia cinquant’anni fa, ma ora le diversità tra i due sessi si fanno piano piano più sottili, fino a sparire del tutto in un futuro non lontano. Eppure, c’è un settore in cui la parità tra uomini e donne è ancora solo un sogno: quello dei lavori domestici. Inutile negarlo, nella maggior parte delle famiglie pulizie, cucina, figli e genitori anziani toccano ancora alla donna. Ma forse la notizia è data da un nuovo studio, durato 50 anni, che rivela come gli uomini hanno infilato i guanti, indossato il grembiule e si sono messi ad aiutare le loro compagne nelle faccende di casa, rivelandosi anche ottimi cuochi consentendo alle compagne di recuperare un bel po’ di tempo libero. I ricercatori hanno scoperto, tra il 1961 e il 2011, che gli uomini hanno dedicato più tempo ai lavori domestici, spostando una maggiore attenzione ai complementi d’arredo e alla realizzazione di piccoli lavoretti, anche se sono soprattutto le donne a dover pulire e cucinare. Tra i Paesi più virtuosi si trovano Norvegia, Finlandia, Danimarca, dove le donne dedicano solo poco più di un’ora in lavori casalinghi rispetto agli uomini. I ricercatori dell’Università di Oxford hanno analizzato 66 ‘studi a tempo’ per scoprire come la ripartizione del lavoro domestico è cambiato tra il 1961 e il 2013. Dei 19 paesi analizzati, hanno scoperto che le donne in Italia e Spagna hanno trascorso la maggior parte del tempo a fare lavori domestici in questo periodo, con gli uomini almeno a dare una mano. Il quadro generale è di un movimento continuo dove le differenze tra i due sessi si fanno piano piano più sottile con gli uomini che spartiscono i lavori domestici in modo più equo. Il divario di genere nella divisione del lavoro domestico è fortemente legato alle differenze nel mercato del lavoro. Una volta i lavori di casa erano appannaggio femminile perché le donne non lavoravano ed erano casalinghe a tempo pieno. Ora invece quasi tutte le mogli lavorano esattamente come i mariti.
Aglio curiosità e virtù
Sappiamo bene quali sono le spiacevoli conseguenze sociali del mangiare aglio. L’alito finisce, infatti, per diventare una vera e propria arma, capace di distruggere ogni rapporto interpersonale. Questo alimento, alla base di molti dei nostri piatti più conosciuti, funge anche da antibiotico naturale. E’ risaputo che le sue proprietà più importanti dipendono da un’essenza presente nel bulbo, il cui principio attivo prende il nome di allicina e che possiede un forte potere antisettico. Sembra inoltre che sia capace anche di ridurre il colesterolo presente nel nostro organismo. Verrebbe da dare per scontato pertanto che, anche l’odore corporeo come quello del sudore, prenda la fragranza dell‘aglio, rendendoci praticamente repellenti. La realtà, però, è ben diversa ed una ricerca scientifica ha dimostrato che le cose sono esattamente al contrario. Sono stati studiati alcuni volontari: da una parte un gruppo di soli maschi a cui è stata fatta seguire una dieta normale, dall’altra un gruppo che ha seguito una dieta ricca d’aglio. Tutti i volontari usavano degli assorbenti di cotone sotto le ascelle, che sono in seguito stati fatti annusare ad un gruppo di donne per valutarne la piacevolezza, la mascolinità e l’intensità. Il risultato? L’odore di chi aveva mangiato aglio è stato giudicato significativamente più piacevole, attraente e meno intenso. La spiegazione, secondi gli studiosi, potrebbe dipendere dalle proprietà antibatteriche dell’aglio.
Siete depressi ci pensa il Comfort Food
I Comfort Food sono quell’alimenti a cui ricorriamo per soddisfare un bisogno emotivo: sapori consolatori, stimolanti e spesso nostalgici. Semplice e genuino o junk food e pieno di grassi, il comfort food spesso ci ricorda l’infanzia, ci coccola e scalda il cuore nei momenti “no” della nostra vita.
Non esiste un solo tipo di comfort food e ognuno ha il suo; uomini, donne, grandi o bambini, il cibo del cuore ci accompagna per tutta la vita; gratifica, rassicura, calma e a volte ” anestetizza” i momenti di profonda tristezza. Da buoni italiani il nostro comfort food può essere la torta della nonna, il polpettone della zia , la pasta della mamma, ma anche una grande coppa di gelato mangiata davanti alla tv o un hamburger pieno di grassi consumato camminando tra le vetrine di in un centro commerciale. Resta di fatto però che la regina per eccellenza del comfort food e del peccato di gola, è sicuramente la Nutella sempre lì pronta a consolare dispiaceri e problemi quotidiani. Davanti a questa crema spalmabile qualsiasi preoccupazione va via…o almeno così sembra. Amata e odiata allo stesso tempo non manca mai nella nostra dispensa. Non importa che tu sia un bambino di 5 anni o un adulto di 50, quel barattolo di morbida e irresistibile crema ti renderà felice.
Fiori e romanticismo
Essi comunicano un dato sentimento in una forma piuttosto che in un’altra e come afferma un importante psicologo: “I fiori sono una perfetta copia della vita umana” si piantano, crescono, fioriscono e muoiono. Il cosiddetto linguaggio dei fiori, conosciuto anche come florigrafia, fu un modo di comunicazione molto usato nell’Ottocento del romanticismo. In realtà l’attribuzione di un significato simbolico ai fiori e alle piante risale fin all’antichità e nel Medioevo e nel Rinascimento ai fiori si assegnarono spesso significati morali . Le donne più di tutti sembrano amare questo effetto della natura più di qualsiasi altra cosa , ricevere come regalo anche un semplice fiorellino pare ci rallegri , ci metta di buon umore … e poi e dato a sapersi che vedersi il proprio uomo con una rosa rivolta verso loro è il top del top, gli uomini sono avvisati non è necessario aspettare una ricorrenza… rientrate a casa con un mazzo di fiori sarà una piacevole sorpresa e le strapperete sicuramente un sorriso.

