Lo strudel

E’ la bandiera della pasticceria dell’Alto Adige. Il termine tedesco “strudel”, tradotto alla lettera in “vortice”, sottolinea la struttura del dolce fatto involtando nella pasta una farcitura di frutta. Secondo la cultura popolare la giusta compattezza della sfoglia sarebbe quella che consente di leggervi in trasparenza una lettura d’amore. Lo strudel sembra sia una variante dell’antico dolce turco “baclava”, ancora oggi molto comune nel paese della mezza luna. Fu dal 1526 che il sultano Solimano avrebbe diffuso la ricetta nell’area, sconfiggendo gli Ungheresi e iniziando i quasi duecento anni di dominazione ottomana. L’evoluzione del “baclava” in strudel avvenne con l’introduzione tra gli ingredienti delle mele, quasi del tutto assenti in Turchia, ma molto popolari nell’area magiara. Con la conquista dell’Ungheria lo strudel fece il suo ingresso trionfale a Vienna per arrivare poi nelle Tre Venezie.Oggi lo strudel dell’Alto Adige è tutelato con un’apposito disciplinare che ne stabilisce gli ingredienti. Esistono comunque numerose varianti di questo “rotolo”, sia per il contenuto che per le qualità della pasta. Nella sua preparazione si può ricorrere a tre diversi tipi d’impasto: la cosiddetta “pasta matta”, molto elaborata;la pasta frolla, prediletta per la pienezza del sapore; e la pasta sfoglia, apprezzata per la leggerezza. Con qualsiasi tipo di pasta si voglia fare lo strudel è sicuramente un icona del periodo invernale

Strane superstizioni

Ammettiamolo: chi più e chi meno, tutti siamo superstiziosi. E’ il nostro lato irrazionale e primordiale che emerge, a volte davvero in modo simpatico e pazzerello. Qualcuno è fedele alle “vecchie e care superstizioni” come non passare sotto una scala, temere il venerdì 17 o rompere uno specchio; altri si lasciano influenzare da nuove leggende metropolitane. Ma paese che vai, superstizione che trovi. Eccone alcune… Spaghetti e riso superstiziosi. In Cina sono molte le superstizioni legate all’uso delle bacchette per mangiare. Non tagliate mai con quest’ultime uno spaghetto: i noodles e la loro lunghezza simboleggiano il corso della vita e tagliarne uno è visto come gesto malaugurante. Per quanto riguarda il riso, invece, non piantate mai le bacchette in verticale nella ciotola: il gesto ricorda il rito di bruciare incenso per compiangere un parente morto. Evitate anche di appoggiare le bacchette incrociandole: nella cultura cinese la x verticale simboleggia la morte. Nella maggior parte dei paesi europei le credenze legate al sale sono malauguranti. In Russia, invece, il sale è collegato all’amore e al matrimonio. Si dice che piatti troppo salati siano indice di una preparazione da parte di una donna innamorata. Secondo la tradizione, le neo spose dovevano salare il piatto del suocero: di conseguenza, per non sembrare poco innamorate del neo sposo, mettevano più sale del dovuto. In Brasile n questo Paese nessuno si sognerebbe mai di appoggiare per terra la propria borsa o il portafoglio. Infatti, se per caso dovessero toccare il pavimento si perderebbero un sacco di soldi! In Danimarca Se durante l’anno si rompe una tazzina, un piatto o una scodella i cocci non vanno assolutamente gettati nella spazzatura. Vanno, invece, conservati con cura fino a Capodanno. Durante questa particolare notte verranno buttati, ma a casa di amici e parenti. Più è grande il mucchio più fortunato sarà il nuovo anno.

La notte delle streghe….

Tutto quello che sappiamo su Halloween, o quasi, lo abbiamo imparato a Hollywood. Non che non esistano proprio per i giorni successivi tradizioni legati a santi e defunti, ma sono festività legate alla Chiesa. L’halloween delle streghe ha radici invece molto diverse. È dunque la sera del 31 ottobre che precede il giorno del 1 novembre dedicati a tutti i santi. Halloween è una festività pagana, diversa da Ognissanti del 1 novembre che è festività religiosa. C’è chi la considera una festività legata a Satana e il 31 ottobre esisterebbe anche l’inizio del nuovo anno per le streghe. Le tradizioni celtiche e britanniche sono andate negli Stati Uniti e qui hanno trovato il loro sviluppo commerciale e anche allacciato ai bambini. Il carattere macabro della ricorrenza ha assunto un lato ludico. Halloween è legata per il periodo dell’anno a quella dedicata a Pomona, dea dei frutti e dei semi. Dolcetto o scherzetto tradotto in italiano. L’origine sarebbe medievale, l’elemosinare di porta in porta fra il giorno dei santi e quello dei defunti, 1 e 2 novembre. Attualmente i bambini, la sera del 31 ottobre, si travestono e vanno di porta in porta a chiedere dolciumi e spiccioli intimorendo di fare uno scherzetto se non verranno dati. La zucca è alimento di stagione. La tradizione dell’intaglio, come fosse una faccia, risale alla prima metà dell’800- Deriva dal personaggio di Jack-o’-lantern. Narra la leggenda che Jack, un fabbro irlandese furbo e ubriacone, incontrò il diavolo al bar. Il diavolo aspirava alla sua anima, ma Jack lo convinse a trasformarsi in una moneta in cambio di un’ultima bevuta. Passati dieci anni il diavolo si ripresentò  e i due fecero un patto: libertà per il diavolo e niente dannazione eterna per Jack. Alla morte l’uomo non fu accolto né in paradiso né all’inferno. Il diavolo gli lanciò un tizzone ardente che finì in una rapa come lanterna Prima della zucca infatti si intagliano le rape come lanterne.

 

Al via l’ Oktoberfest a Monaco di baviera

L’evento si svolge nell’arco di 16 giorni in un’area chiamata Theresienwiese, o più brevemente d’ Wiesn, e si conclude la prima domenica di ottobre. Il luogo in cui si tiene la festa, al di fuori della città, fu cercato a motivo della sue caratteristiche naturali. L’origine della festa  prese vita durante l’ultima festa, celebrata in occasione del matrimonio tra il principe ereditario Ludwig e la principessa Theresela, la famosa corsa dei cavalli del 17 ottobre, ideata da Andrea Michele Dall’Armi, che venne poi replicata ogni anno, conoscendo una popolarità sempre maggiore, Il vitto offerto ai visitatori prevedeva tra l’altro anche il vino e la birra. Da qui la tradizione di un evento che ogni anno si rinnova e coinvolge miglioni di persone da tutto il mondo Per l’occasione i sei birrifici autorizzati alla vendita del proprio prodotto riforniscono i tendoni della birra della manifestazione con una particolare birra, una märzen, leggermente più scura e forte sia come gusto che come contenuto alcolico. I Bierzelte ospitano da 3.000 a 10.000 persone e richiedono 2 mesi di tempo per essere allestiti. Tra i momenti più importanti c’è certamente l’apertura, quando il sindaco di Monaco è chiamato a spillare la prima birra. Per farlo deve inserire, a forza di potenti colpi di martello, il rubinetto nella botte inaugurale. Una volta fatto pronuncia la celebre frase O’Zapft is!, traducibile come “È stappata!” e la festa ha ufficialmente inizio. Il primo boccale lo riempie il sindaco e lo porge al Presidente del Land della Baviera.I visitatori consumano anche grosse quantità di cibo, in gran parte composto da salsicce, pollo allo spiedo e  crauti oltre a piatti tipici della Baviera come lo stinco di maiale. e variopinti spettacoli  che si tengono la seconda domenica dell’Oktoberfest dove circa 400 musicisti delle orchestrine di ogni tendone della birra partecipano a questo grande concerto open air ai piedi della statua della Bavaria.

Un hotel commestibile

Tappeti di meringa, tende di zucchero filato, cuscini di marshmellow e tapparelle di macarons: la casa della strega di Hansel e Gretel esiste davvero e si trova a Londra, nel prestigioso quartiere di Soho, che qualche settimana fa ha aperto per la prima volta i suoi dolci battenti a una coppia di golosi ospiti. È l’ultima trovata pubblicitaria della Tate & Lyle Sugars, Le stanze, ciascuna ispirata alle tradizioni di uno dei paesi produttori di zucchero, sono state realizzate da pasticceri e cake designer. Ogni locale è diversificato da uno specifico tema: c’è la stanza “Pirati dei Caraibi” con un enorme baule di zucchero pieno di perle commestibili, dobloni di cioccolato e gioielli di marzapane. C’è la stanza “Mediterraneo” con tessuti mangiabili, una vasca piena di pop-corn caramellati e 10 metri di dolcissimo battiscopa in pasta di zucchero.E che dire della stanza patriottica nella quale trionfano due leoni lunghi più di due metri in pasta di zucchero, torte a forma di isole britanniche e un’altissima torre di ciambelle? Per i più intellettuali c’è la stanza “Barbados”, con librerie e scaffali tutti da assaggiare, cesti di frutti in pasta di biscotto dipinti a mano e sculture in cristallo di zucchero di ispirazione fiorentina. Beh, carie a parte, potrebbe essere la meta ideale per un dolce fine settimana.

La domenica delle Palme

Oggi si celebra la domenica delle Palme una delle domeniche della Quaresima, in particolare l’ultima prima della Pasqua, da oggi inizia ufficialmente la Settimana Santa, con tutti i suoi riti e le sue celebrazioni. La domenica della Palme viene festeggiata non solo dalla trazione cattolica, ma anche in altre religioni: la celebrano anche gli ortodossi e i protestanti. Primo giorno più significativo dopo questa domenica sarà il giovedì Santo, primo giorno del Triduo cristiano. Il Triduo è quel periodo che cade tra la fine della Quaresima, 40 giorni prima di Pasqua, e il Tempo pasquale, ossia quel periodo che va dalla domenica di Pasqua al giorno di Pentecoste, cinquanta giorni più tardi. Ma perché si chiama domenica delle Palme, e perché ci si scambiano i ramoscelli di ulivo benedetti in segno di pace e prosperità? Secondo la tradizione del Vangelo, in particolare quello dell’apostolo Giovanni, si celebra l’ingresso a Gerusalemme di Gesù, il quale, alla sua venuta, fu accolto dagli abitanti della città in un clima di festa, salutandolo agitando rami di palma. La tradizione dell’ulivo sembra, essersi radicata in Italia seguendo una tradizione che sostituiva la palma, visto che come pianta non era molto presente nel territorio. I rametti di ulivo così benedetti possono essere scambiati con amici, conoscenti e parenti, augurandosi reciprocamente pace e serenità.

Sono arrivate le rondini

Volete vedere tanti nidi e tante rondini? Andate a cercare nelle vecchie stalle, magari nel Chianti dove potrete fare un bel pic-nic, degustare un ottimo vino ed ammirare questi uccelli che tanto ci fanno capire che è arrivata la primavera. Uno studio, durato più di un anno, è stato condotto in 125 fattorie e ha stabilito un rapporto tra la presenza di alcune variabili ecologiche e le rondini Queste variabili sono la presenza di mucche o maiali nella fattoria, di campi di foraggio intorno alla cascina, di stalle costruite seconde tecniche tradizionali. E i risultati hanno stabilito che le rondini, che sono molte legate al luogo in cui sono nate e ritornano al nido in cui hanno deposto le uova, sono tradizionaliste anche per quanto riguarda le strutture dove costruire il nido. Le rondini preferiscono infatti le vecchie stalle in cui abitano da alcuni anni mucche o maiali, con molti campi di foraggio che circondano la cascina. In più, nelle fattorie dove ci sono animali da allevamento ci sono molte più prede di quelle prive di animali. Lo studio ha stabilito che le vecchie stalle sono calde e confortevoli; in questi ambienti i genitori depongono prima le uova, e i nidiacei crescono meglio.

 

La benedizione delle uova pasquali

La tradizione religiosa ha sempre considerato l’uovo come il simbolo del dischiudersi della vita nella stagione di primavera quando la natura si ridesta e si rinnova. Questa espressione della pietà popolare, propria sia dell’Oriente che dell’Occidente, si riflette nella consuetudine di benedire le uova nel giorno di Pasqua. Il gesto semplice ed umile porta nell’ambito familiare il messaggio della risurrezione e della vita nuova, che investe l’uomo e la natura. La benedizione delle uova, tradizione molto sentita , avviene ancora adesso: i sacerdoti di alcuni paesi fanno il giro delle case per prendere le uova da benedire e molti abitanti si recano essi stessi alla prima messa, con una cestina dove all’interno della quale pongono un piatto pieno di uova lesse tenute strette da un nodo.

Qual è il tuo comfort food preferito?

Cibo per l’anima, ovvero i piatti che desideriamo quando siamo giù di morale e che ci soddisfanno con il loro gusto dolce e salato. Con il termine “Comfort food”, sempre più in voga anche in Italia, si individuano gli alimenti o i piatti che invadono di un senso di piacere chi li consuma, che soddisfano un bisogno emotivo e sono noti per la sensazione di benessere che regalano al corpo. Per gli italiani il comfort food è quel boccone carico di ricordi, quell’emozione che ricompare più viva che mai non appena si gusta il piatto del cuore; è un alimento o una bevanda che desta un sentimento di nostalgia e di rassicurazione. In genere è il cibo dell’infanzia o legato a una persona, a un posto o a un tempo felice. La torta della nonna, ad esempio, ma anche le tagliatelle della mamma, il polpettone della zia o lo sformato di zucchine. Vi sono alimenti che per natura favoriscono il rilascio di endorfine, come le noci e il cioccolato fondente, che contribuiscono in a ridurre lo stress e migliorare l’umore; ma nel caso del comfort food, alla capacità di influire sull’umore si aggiunge il valore emotivo del piatto, legato a esperienze significative di un periodo della propria vita o di un evento in particolare, pertanto tutto può essere …… comfort food.

Inizia bene la giornata

Per la maggior parte delle persone, la prima colazione rappresenta il pasto più sacrificato della giornata. Capita molto spesso di saltarla completamente o di consumarla in modo rapido e frugale, non riuscendo a dedicare ad essa più di cinque o dieci minuti. Caratteristica comune è quella di aggirare il problema recandosi al bar. Il caffè e il cornetto sembrano essere diventati un “must” irrinunciabile, un tipo di colazione, purtroppo, tipico di una cattiva tradizione italiana. Nelle colazioni proposte anche a chi segue una dieta c’è anche quella salata, la quale nel resto d’Europa è una prassi comune ma nel nostro Paese viene ancora molto sottovalutata da tutti gli irrinunciabili del caffè o del latte caldo la mattina. Una colazione ricca e completa è quella che ci consentirà di gestire in modo opportuno le nostre energie e ci permetterà di stimolare nel giusto modo il metabolismo, garantendoci risultati ottimali in termini di efficienza e di resistenza.

healthy breakfast