Domani è Ferragosto

Duemila anni e non dimostrarli. Sono quelli del Ferragosto, oggi sinonimo di mare, grigliate e divertimenti sulla spiaggia, ma in realtà festività istituita dal primo imperatore romano Augusto, nel 18 avanti Cristo. Nelle celebrazioni di Augusto in tutte le città dell’impero, grandi e piccole, venivano organizzate corse di cavalli. Gli animali utilizzati nelle campagne venivano adornati di fiori e i contadini erano soliti augurare ogni bene ai loro signori, che in cambio davano loro un po’ di denaro. È stato intorno a duemila anni fa, insomma, che si detto per la prima volta “Buon Ferragosto”. Lo stop dal lavoro permise alle famiglie di organizzarsi per andare al mare, ai laghi o al fiume e organizzare pranzi e pic nic che saranno seguiti, durante gli anni Cinquanta, dalla famosa grigliata. Che è solo la più nota delle tradizioni culinarie del Ferragosto, ma non la più tradizionale, tra gli altri piatti salati non si può dimenticare il classico pollo in umido con i peperoni di tradizione romana, mentre sul piatto dei dolci ferragostani spiccano le Margheritine di Stresa, ovvero i biscotti che venivano tradizionalmente offerti agli ospiti dalla regina Margherita. Il 15 di Agosto è una ricorrenza particolare, unica nel suo genere, dal sapore antico e dai confini abbastanza ristretti, visto che si celebra praticamente solo in Italia.

Lo famo strano? Non a tutti i costi

Il gelato gourmet che nasce dalle origini di gusto tipiche della ristorazione è quello composto con materie prime e sapori che non fanno parte necessariamente alla tradizione del gelato artigianale, Alcuni esempi sentiti più volte sono il gelato al cacio e pepe, quello al parmigiano, per arrivare ad elaborazioni ardite come quello al coniglio, al capitone o alle uova e asparagi, definito come“gelato da ristorante”Il gelato gourmet che accosta un ampio numero di sapori rappresenta quell’ approccio secondo cui qualunque gusto variegato, potrebbe al limite definirsi gourmet, meglio se al suo interno si ritrova un numero elevato di gusti. Si tratta di un avvicinamento che spesso nasce da gelaterie che ricercano una diversità commerciale rapida, e noi lo chiamiamo “gelato miscuglio”Il terzo tipo di gelato gourmet è quello che ci appartiene di più, e in qualche modo si distanzia da entrambi gli altri approcci. Lo definiamo come ricerca all’interno del perimetro di gusto del gelato artigianale naturale da materie prime, condotta con un’attenzione superiore all’ accostamento dei sapori; una ricerca che mira a trasformare l’approccio al consumo da semplice degustazione in esperienza sensoriale da ricordare, dove tutti recettori dolce, amaro, acido, salato vengano stimolati con precise logiche e sequenze. Il gelato gourmet non deve essere inevitabilmente strano, agli asparagi o crudista: talvolta per definirlo d’autore sono sufficienti le materie prime, le creme dalla mantecatura ammirevole, la frutta rigorosamente di stagione, la temperatura e il modo di servirlo sembra preferibile anche meno freddo, e soprattutto un mestiere solido alle spalle che quasi diventa un’arte. Ultimo ma non per importanza c’è quello internazionalizzato, come l’ice cream che si può trovare a Londra o a New York, in posti dove la tradizione portata dagli chef made in Italy si mescola alla voglia di sperimentare e contaminare, miscelando miele, rosmarino, scorza d’arancia, basilico, peperoncino e caramello salato al burro d’arachidi americano. Semplicemente fantastico.

La giostra del Saracino

La Giostra del Saracino è una importante e famosa tradizione secolare con origini medievali che si svolge nella città di Arezzo.Vi partecipano i quattro Quartieri in cui è suddivisa la città, ovvero: il Quartiere di Porta Crucifera,il Quartiere di Porta del Foro,Quartiere di Porta San Lorentino, il Quartiere di Porta Sant’Andrea e il Quartiere di Porta Santo Spirito. Se vi ritrovate a passare in Toscana nel periodo che va dal 14 al 23 Giugno non mancate di passare una serata ad ammirare questa manifestazione. Nell’occasione le cene sotto le stelle sono diventate un appuntamento fisso del pre Giostra, così ecco la settimana del quartierista nei quattro angoli della città. Ogni sera tornano animazione per bambini, concerti, balli sfrenati I quartieri aprono la settimana del saracino con fuoco, fiamme e brace  sotto le stelle, con cene goliardiche, a base di antipasti, primi, pizze e grigliate di carne,fino alle cene propiziatorie con  lunghe tavolate che animeranno la notte che precede la Giostra.

Il doodle di google per la festa dei nani

Come passare il tempo mentre si beve il caffè o il latte a colazione? Provando a lanciare il più lontano possibile piccoli gnomi da giardino che lanciano fiori. O almeno, è quello che ci propone Google nel doodle di oggi. Che celebra la tradizione nata in Germania durante il 19esimo secolo di decorare i propri prati domestici con figure fatte di legno o porcellana legata alle leggende e alla superstizione. La fama dei piccoli gnomi si è poi diffusa in tutta Europa, ha subito una crisi e poi è risorta negli anni ‘30 grazie al lancio del film d’animazione della Disney Biancaneve. Si stima siano 100 milioni gli gnomi piazzati nei giardini di tutto il mondo. Sui nani da giardino si moltiplicano le curiosità. Qualche esempio? Nel 2010 il comune di Furore, sulla costiera amalfitana, ha disposto il divieto di mostrare i nani da giardino con la giustificazione che “alterano l’ambiente naturale”.E in Francia, è nato addirittura il  Fronte di Liberazione Nani da Giardino, un movimento goliardico che ha lo scopo di liberare i nani e riportarli a casa, ovvero nei boschi. I liberatori dei nanetti sostengono che le buffe statuine, essendo totalmente indifese, possono cadere preda di persone malvagie che li imprigionano nei loro giardini. Essendo i nani creature nate nei boschi, soffrono enormemente nel dover vivere intrappolati nei giardini, costretti a sorridere e ad essere ammirati. La tradizione vuole che i nani, una volta ‘liberi’ nei boschi, ricambino la ritrovata gioia portando fortuna al loro liberatore.

Matrimonio tra usanze e tradizioni

Matrimonio: una parola che porta con sé l’idilliaca dolcezza del compimento di un amore, l’ emozione del “fatidico sì” e la promessa di eterna fedeltà. Matrimonio significa amore e passione, ma anche tradizione, ritualità e scaramanzia. Espressione massima degli usi e costumi di una società, l’istituzione del matrimonio è da sempre circondata da usanze e credenze. Si tratta di tradizioni talmente consolidate che oggi non ci si chiede neanche più perché, per esempio, la sposa il giorno delle nozze debba indossare una cosa prestata, una cosa regalata, una cosa vecchia, una cosa nuova e una blu. Ma non finisce qui: le pratiche di buon augurio e i riti per scongiurare un matrimonio infelice sono molti e vengono portati avanti da secoli. Sapevate, per esempio, che il giorno del matrimonio la sposa non deve mai guardarsi allo specchio con indosso il vestito da cerimonia? Se proprio ha la necessità di specchiarsi deve avere l’oculatezza di togliersi una scarpa, un orecchino o un accessorio qualunque, altrimenti porterebbe sfortuna alla futura vita coniugale. E per quanto riguarda lo sposo? E’ basilare che una volta uscito di casa per recarsi in chiesa… Non torni mai indietro! Sarà il testimone ad aiutarlo, nel caso abbia scordato qualcosa Le usanze matrimoniali italiane, tuttavia, non finiscono qui. Per esempio la tradizione vuole che il letto in cui la coppia passerà la prima notte di nozze sia preparato da due donne nubili.Una delle tradizioni legate, invece, allo sposo imporrebbe a quest’ultimo di varcare la soglia di casa con la neo moglie tra le braccia,se la sposa, entrando in casa da sola, inciampasse, il fatto simboleggerebbe l’ostilità delle divinità al matrimonio appena celebrato.

Sushi nostrano sul lungomare barese

Se sei un amante del sushi la destinazione del tuo viaggio alla scoperta delle stranezze culinarie della nostra penisola è Bari. Una delle specialità gastronomiche del capoluogo pugliese è infatti il polpo crudo. Sul lungo mare barese, oltre ad assaporare questo delizioso mollusco in tutta la sua freschezza, potrai assistere a uno spettacolo davvero unico, quello dell’arricciatura del polpo: abili pescatori sbattono energicamente il polpo sugli scogli per “arricciarlo”, rendendo così più teneri i suoi tentacoli. Dopo le varie fasi di cui si compone questa particolare tecnica che si tramanda da generazioni, il polpo è pronto per essere mangiato, rigorosamente crudo. Non perderti questa esperienza culinaria frutto di un’antichissima tradizione che racchiude tutto il sapore del mare 

Shish Kebab lo conosci?

Il shish kebab è una preparazione propria araba in cui la carne esclusa quella di maiale viene insaporita con spezie e poi cotta sullo spiedo o sulla brace. Il nome del piatto può essere tradotto come cubetti di carne su spiedo cotti alla griglia. Non meraviglia che per la preparazione sia indispensabile lo spiedo: la parola “shish” indica infatti il particolare metodo di cottura, mentre “kebab” si traduce solitamente come “carne cotta o fritta”.Sembrerebbe che già nel IV secolo a.C., i cavalieri persiani adoperassero le loro spade per arrostire la carne. Il kebab è sostanzialmente di origine persiana: la tradizione araba vuole che il piatto sia stato inventato proprio dai soldati in guerra. In India il kebab veniva servito nei palazzi reali durante il Sultanato di Delhi, ma il popolo lo consumava per colazione accompagnato dal pane naan. In Libano, Siria e Turchia, è diffuso lo “Shish taouk” o spiedino di pollo. La carne viene marinata con yogurt o succo di pomodoro, infilzata negli spiedi e poi grigliata sui carboni ardenti. Lo shish kebab è spesso servito anche dai esercenti ambulanti con la carne tagliata a cubetti o macinata e impastata e poi infilzata nello spiedino. Piatto storico e cibo da strada, viene abitualmente cotto all’interno di particolari griglie in cui gli spiedini sono posti orizzontalmente. Solitamente si aggiungono le salse, ma non è raro trovare anche aggiunte di verdure e insalate come il fattouche. Come intingolo è possibile utilizzare il labneh libanese, una salsa a metà strada tra lo yogurt e il formaggio arricchita da olio, timo e menta