Forse per paura inconscia della solitudine, oppure soltanto per noia, in ogni caso utilizziamo continuamente lo smartphone e lo abbiamo messo al centro della nostra vita sociale. Ci permette di stare in contatto con persone lontane, di condividere all’istante i nostri pensieri con qualcuno, o semplicemente di giocare a Candy Crush nelle sale d’attesa prima di un appuntamento. Non è importante la marca, il colore o il costo, tutti ne possediamo uno e forse senza questa piccolo oggettino ormai le nostre giornate sarebbero davvero vuote. Teniamo lo smartphone continuamente in mano o in tasca e viviamo una vera e propria ansia da separazione se lo dovessimo scordare da qualche parte.A sorprendere non è soltanto questo morboso rapporto di dipendenza con il cellulare, ma anche la paura che qualcuno riesca a entrare nella nostra identità segreta. E’ infatti finita l’era del caro vecchio diario segreto accuratamente chiuso con il lucchetto e nascosto per bene sotto al materasso; i segreti oggi si nascondono nel cellulare. Secondo recenti studi emerge che nove italiani su dieci fanno molta attenzione a custodire il proprio cellulare con cura, cercando di fare in modo che non finisca nelle mani di familiari o amici.Ma siamo veramente arrivati al punto in cui tutta la nostra vita è custodita in un cellulare? Negli archivi dei nostri cellulari c’è quasi sempre un intero mondo di relazioni, di sentimenti, emozioni, spesso o in gran parte celati ai propri partner. Tradimenti, bugie e omissioni si scoprono sempre di più, frugando nella memoria dei cellulari e soprattutto ora, nell’era degli smartphone, che segnalano ogni nostra attività e spostamento, nascondere un tradimento al partner diventa sempre più complicato. E non si tratta solo di adolescenti. Stiamo parlando soprattutto degli gli over 40. D’altra parte non sarà un caso se, secondo i numeri forniti dall’Ami, in Italia il 30% delle separazioni giudiziali avviene per colpa di internet e di tradimenti che nascono tra social network, chat e simili.Messaggi hot, appuntamenti in qualche parcheggio, “book” di foto sexy inviate tramite Whatsapp. Al giorno d’oggi la metà delle infedeltà di coppia è tecnologicamente assistita e le dinamiche sono le stesse, sia per gli uomini che per le donne, anche se c’è una differenza sostanziale tra uomo e donna, infatti mentre la donna è più attenta a non lasciare tracce equivocabili, l’uomo è più distratto e ciò spesso lo porta a lasciare sul cellulare cronologie di chat o materiale compromettente. E voi? Sareste disposti a lasciare il vostro cellulare a qualcuno, lontano dalle vostre tasche o dalla vostra borsa, affinché chiunque possa leggere qualsiasi cosa vi arrivi? Verrebbero alla luce tradimenti o insospettabili vite segrete?
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Iniziare una giornata giusta, il rituale del mattino
Rituale mattutino. Genericamente, potremmo ritenerlo un inutile concetto New Age. Ma non è così. In pratica, un rituale mattutino consiste in una serie di azioni che si compiono subito dopo il risveglio, per prepararsi ad affrontare una giornata più produttiva, restando inquadrati sugli obiettivi giusti.La maggior parte di noi, per abitudine, la mattina si sveglia ed esce di corsa, prendendo al volo un caffè per colazione. Una routine di scarsa qualità, che ci fa iniziare la giornata col piede sbagliato.C’è una buona notizia: ogni giorno, al vostro risveglio, avete l’opportunità di dare un’impronta positiva alla giornata. Quindi, alzatevi e preparatevi, perché oggi cambierete le cose, creando un rituale mattutino per caricarvi di energia. Non è fantascienza. Si è scritto molto cercando di legittimare la positività di un rituale mattutino con studi scientifici o nozioni di psicologia. Ma non serve la teoria: non è questa a motivarci. Vi svegliate e afferrate immediatamente il telefono, leggermente accecati dal bagliore dello schermo, con gli occhi ancora assonnati. Le notifiche, tra cui quelle di app, social network, email e sms. Accendete la TV mentre vi preparate e guardate il notiziario cronaca nera, traffico, previsioni del tempo. State facendo tardi per una riunione, così vi precipitate alla porta senza fare colazione e iniziate la giornata correndo al vostro ufficio o lavoro che sia. Oppure mettete la sveglia 30 minuti prima del solito e passate qualche minuto in silenzio, gradendo la quiete prima di iniziare la giornata. Seduti sul letto con gli occhi chiusi, trascorrete qualche minuto, concentrandovi solo sul vostro respiro ed esercitandovi a controllare i vostri pensieri. Con calma, andate a preparare un frullato di frutta fresca. Godendovi la colazione, buttate giù i vostri obiettivi della giornata. Il più importante, seguito da quelli meno importanti. Infine, prendete il telefono, per controllare le notifiche che sono arrivate durante la notte e riorganizzate i vostri obiettivi e priorità di conseguenza. È rimasto un po’ di tempo prima di arrivare in ufficio: prendete la strada che passa attraverso il parco.Sinceramente, quale dei due scenari pensate che porti a vivere meglio la giornata? E quale dei due assomiglia di più alla vostra “mattina tipo”?Possono sembrare due estremi; ma la differenza è solo una questione di scelte. Anche se attualmente siete più vicini allo scenario esiste ancora un buon margine di miglioramento. Perché è molto importante il modo in cui si inizia la giornata affinchè risulti una giornata giusta !
La solitudine fa bene?
Nell’era dei social network, di facebook, di twitter, messenger,whatsApp, dei negozi aperti h24 e dell’intrattenimento «sempre e comunque», si sente l’esigenza di tornare a parlare di solitudine, condizione che paradossalmente sembra colpire sempre più persone. La solitudine subìta è quella che solitamente definiamo come intuizione sgradevole di sentirsi soli intesa come mancanza di qualcuno , che porta con sé fastidio e sofferenza, difficoltà a stringere legami affettivi per incertezza, sensazione di mancanza, paura dei propri limiti e di ciò che l’apertura all’altro può portare. Se da una parte sembra dunque avere un significato protettivo, in realtà ci isola dal mondo a favore di una finta realtà, priva di conflitti e in apparenza lineare e prevedibile. Una realtà però “non umana” visto che sopprime la socialità. Al contrario, la solitudine desiderata o ricercata è un profondo desiderio di stare con se stessi, seduti su un divano, dentro le mura di casa,di ascoltarsi ed entrare in contatto con l’intimità del nostro mondo interiore. Facciamoci caso: viviamo in un mondo in cui la solitudine non è favorita, anzi è temuta. Nel mondo occidentale moderno usiamo molti trucchi per non restare mai soli: musica assordante in negozi, sale di attesa, ristoranti e caffè, sui mezzi di trasporto, radio e tv accese in casa anche mentre non stiamo prestando loro attenzione, ma solo “per tenerci compagnia”, in realtà per paura del silenzio, del vuoto intorno a noi e dentro di noi. Per non parlare dei Social Network. Il silenzio, anche quello delle notifiche sul cellulare, significa stare soli con noi stessi, ascoltare cosa si muove dentro di noi, cosa che può far paura se non siamo abituati a farlo. Così tendiamo a riempire di suoni o di oggetti ogni spazio, anche quello interiore, con il rischio di non trovare momenti adeguati per leggere, pensare, riflettere e neppure parlare con chi ci sta vicino durante una cena o mentre aspettiamo il treno. Sperimentare a lungo la solitudine subita può non solo essere spiacevole, ma anche avere effetti sulla salute a lungo termine. Ormai tutti sanno che vita sedentaria, alimentazione scorretta, obesità e fumo sono causa di malattie croniche. Non tutti però fanno caso al potere dei vissuti emotivi negativi provati a causa della solitudine, che possono recarci danno al punto da rientrare nell’elenco dei fattori di rischio di molte malattie croniche. Il benessere a 360 gradi passa non solo da sana alimentazione ed esercizio fisico, ma anche dalla cura del proprio benessere psicologico. Dedichiamo allora più tempo alle relazioni, quelle vere e profonde, che ci arricchiscono e che attivano le nostre capacità sociali e le nostre risorse interiori, agli incontri senza filtri di cellulari e pc. I social possono aiutare, perché favoriscono lo scambio di informazioni per un eventuale primo contatto, ma per costruire relazioni autentiche bisogna verificare nell’incontro faccia a faccia, mettendosi in gioco senza troppe difese. E poi, proprio dai social è bene prendersi una sana pausa quando ci si sente soli perché così si diventa più propositivi nel trovare relazioni reali e gratificanti, che ci richiedono più energie emotive, ma che possono dare qualità della nostra vita.
Chi ama soffre, chi non ama si ammala
La frase “Chi ama soffre, chi non ama si ammala” è una delle più popolari Freud. Fa parte de “L’introduzione al narcisismo” e spesso si vede condivisa nei principali social network. Molti pensano che abbia un senso romantico, ma la realtà è che si tratta del risultato di una teoria al rispetto.Fin dal primo momento in cui apriamo gli occhi al mondo, soffriamo di una mancanza: la mancanza dell’altro. Non esiste modo di sopravvivere o di crescere se non è presente qualcuno che lo renda possibile. Questo, in altre parole, significa che se non c’è almeno un po’ d’amore all’inizio della nostra vita, questa diventa difficile. Qualcuno deve occuparsi delle nostre necessità o, in caso contrario, moriremo. L’essere umano è, da sempre e per sempre, un essere bisognoso. Carente. Vive in noi un vuoto impossibile da colmare, anche se a volte crediamo che non sia così. Questo perché da sempre e per sempre, siamo condannati ad un’insalvabile solitudine. Per quanto riusciamo a stabilire vincoli intimi ed amorosi, la realtà è che nasciamo, viviamo e moriamo praticamente soli. Nell’amore si mettono in gioco molteplici forme di sofferenza, che vanno dall’amore non corrisposto fino alla scoperta che l’amore non risolve tutto. Per una via o per l’altra, non esiste modo di amare senza soffrire. Perché dev’essere così? Perché l’amore non conduce alla felicità? Non è forse un comportamento masochista pensarla in questo modo? L’innamoramento è una specie di “meravigliosa collera” nella quale tutti i significati del mondo si alterano insieme. Ha molto di ossessivo, ma allo stesso tempo dà una vitalità che difficilmente si raggiunge con altre esperienze. L’innamoramento è atroce e, allo stesso tempo, delizioso. Sì, innamorarsi è soffrire con piacere. Soffrire perché quella persona tarda ad arrivare, sentirsi morire quando si dubita che tutto possa finire. Sapere che saremmo capaci di andare all’inferno in compagnia di quella persona che ci ha rubato il cuore. Si alterna l’emozione di amare e dell’essere amati con la paura di perdere chi si ama. L’entusiasmo dell’incontro, con i dubbi insidiosi dell’abbandono. Una volta finita questa vibrante fase dell’innamoramento, si vive una specie di mancanza dell’inizio. Qualcosa non c’è più, qualcosa non è più come prima. Sappiamo che continuiamo ad amare quella persona, ma sappiamo anche che l’amore ha dei limiti. Allora si soffre, perché bisogna dire addio all’illusione dell’amore romantico ed eterno.
Giornata Mondiale dell’amicizia
Oggi si festeggia la Giornata Mondiale dell’Amicizia, una ricorrenza nata nel 2011 per volere ONU per celebrare un sentimento puro e meraviglioso che unisce tantissime persone. L’amicizia è un pezzo fondamentale della nostra vita: chi saremmo noi senza i nostri amici e le nostre amiche? Quante risate, avventure e pazzie ci saremmo perse? Quante gite al mare in montagna, quanti consigli e lacrime per superare i momenti bui, e quanta allegria e felicità in quelli belli…La Giornata Mondiale dell’Amicizia è un giorno per celebrare un sentimento importantissimo che nel nostro piccolo ci migliora la vita e ci va vivere con armonia e serenità. L’amicizia però si fonda su quei valori di rispetto, correttezza e fiducia che sono gli stessi che servono per creare pace e solidarietà fra i popoli, e quindi guardare agli altri con quello spirito positivo che è in noi e riserviamo alle persone che ci fanno stare bene. L’amicizia può nascere in ogni momento, ormai anche tramite i facebook twitter i social network o le app, cambiano i modi, le dinamiche e i meccanismi, ma quello che cerchiamo in un amico non cambia mai. ……..Un vero amico è chi ti prende per la mano e ti tocca il cuore. Gabriel García Márquez
Giornata mondiale delle emoji
Nella giornata di oggi, 17 luglio, il web festeggia il World Emoji Day, una giornata dedicata alle simpatiche faccine che ogni giorno vengono utilizzate all’interno delle applicazioni di messaggistica istantanea e nei social network per esprimere in pochi secondi uno stato d’animo o un’azione, comparendo accanto ad un buongiorno, una buonanotte, a una frase, a un caffè. A decretare la data di oggi come la giornata delle emoji ci ha pensato il portale Emojipedia, all’interno del quale è possibile trovare la lista di tutte le emoji disponibili dei vari dispositivi. Come riportato nel sito ufficiale l’evento si celebra nella giornata odierna poiché l’emoji calendario presente all’interno dei dispositivi iOS mostra la data del 17 luglio. Da qui è nata l’idea di organizzare una giornata celebrativa per le “faccine” che ogni giorno vengono utilizzate da tantissimi utenti nel mondo. Le emoji di Google e Microsoft mostrano un calendario con una generica vista mensile, senza alcuna data in primo piano. Nonostante ciò, come è possibile osservare dalle tendenze di Twitter, in queste ore l’hashtag #WorldEmojiDay ha raggiunto la cima dei Trending Topic grazie ai numerosi messaggi pubblicati dagli utenti che stanno festeggiando le emoji più utilizzate di sempre. Alla ricorrenza si sono uniti anche numerosi brand che hanno colto l’occasione per realizzare delle divertenti campagne di marketing.
Quando cucinare diventa un crimine
Per la prima volta una sentenza della Corte di Cassazione condanna la molestia olfattiva. Il reato si era compiuto in un condominio in cui una famiglia sembra amasse friggere in maniera troppo pesante. L’odore di fritto resta attaccato agli abiti e ai capelli e chi viene investito dall’ alone della friggitoria domestica poi diventa un portatore sano di puzza e sicuramente potrebbe averne compromessi i rapporti sociali. Non si può escludere che la sentenza possa essere estesa alla bollitura del cavolfiore, al soffritto con aglio e cipolla, all’ eccesso di curry. Anche l’odorino di arrosto domenicale, fuori contesto e non richiesto potrebbe alterare l’ umore di chi magari è a dieta o è vegetariano. Peggio ancora per chi è vegano che per ogni odore di salciccia sulla griglia potrebbe avere l’angoscia della conferma un delitto consumato. E’ un paradosso, ma nell’epoca della caduta di ogni muro di privatezza sui social network, ci stiamo compattando per difendere la privacy delle nostre narici.
Un trucco per sneakers sempre bianche
Su Twitter e facebook qualcuno ha trovato la soluzione a uno dei tuoi problemi vitali: come fare a far tornare bianche un paio di sneakers bianche, come le Converse, che a un certo momento diventano così sporche da sembrare sdrucide? Come te, un sacco di altre persone stavano cercando la soluzione definitiva tanto che, quella che è stata trovata e condivisa sul social network, è diventata virale in pochissimo tempo. In sostanza è una di quelle trovate che ti svolta il bucato, la serata, ma pure la scarpiera. Sarahtraceyy ha aperto il mobile della sua cucina, ha impastato qualche giusto prodotto da biancheria, ci ha messo un po’ di olio di gomito, e ha ottenuto il risultato che chiunque indossi un paio di scarpe bianche in tela sogna da sempre. Con un sbattimento limitato è riuscita a fare risplendere il suo paio di scarpe contro ogni attesa e la gioia era così immensa che ha pensato bene di diffonderlo in un impulso altruistico. Quello che devi fare è armarti di acqua, bicarbonato e detersivo la proporzione è di 1 a 1,5, uno spazzolino e una bacinella d’acqua. Metti le tue sneakers dentro, le strofini con lo spazzolino e poi le butti in lavatrice per la passata finale. Il risultato, senza troppo sforzo, è accecante.
I bisticci di coppia per il cellulare
L’amore non è bello se non è litigarello, soprattutto a San Valentino, le coppie hanno festeggiato l’annuale appuntamento amoroso tra cenette, cioccolato e promesse d’amore. Ma siamo sicuri che siano tutte rose e fiori? In una ricerca stilata da Huawei, produttore cinese di elettronica, Palermo è terza tra le dieci città in cui si litiga di più. Più precisamente, il produttore di smartphone ha indagato sulle coppie italiane per scoprire come l’uso dei cellulari può evitare i problemi relazionali più comuni. L’idea, nata da una ricerca che indaga sulle abitudini delle coppie, mette al centro della sua indagine l’interesse per il ruolo dei servizi innovativi offerti dagli smartphone di oggi. Per esempio, un italiano su tre afferma che il risparmio energetico può contribuire a migliorare la vita di coppia diminuendo alcuni dei motivi di maggior litigio, come le cattive abitudini del partner e la gestione economica del portafogli, senza dimenticare il problema rappresentato dalla batteria scarica, problema dei fidanzati ossessivi. La carica della batteria infatti pare essere divenuto un valore critico nella relazione: la maggior parte dei litigi avviene proprio perché il partner non risponde o ha il cellulare spento.Inoltre, lo smartphone è utilizzato dalle coppie per memorizzare le date più importanti come gli anniversari, i compleanni, e gli onomastici che se dimenticati rischiano di creare non pochi problemi alla vita di coppia: in soccorso i promemoria e le notifiche che diventano sempre più intelligenti. Ma queste non bastano quando a creare litigi ci sono le foto postate sui social network, che secondo gli intervistati possono essere ridotte, specialmente quando sono foto che non valorizzano il partner. Insomma, gli smartphone di nuova generazione, grazie alle mille funzionalità sempre nuove, permettono di salvaguardare la propria relazione da dimenticanze ed eventi grazie a una semplice notifica che ci permette di evitare la classica romanzina amorosa.
Il mattino ha l’oro in bocca, dice un vecchio adagio.
Ma è davvero così? Sì, secondo diversi manager di successo: svegliarsi prima dell’alba, sostengono, consente loro di concentrarsi prima che inizi il tran tran della giornata Se in molti continuano a essere traumatizzati dalla sveglia che suona alle 7, pensate a cosa significhi alzarsi dal letto ogni giorno alle 4 del mattino. Ma oltre ai contadini, agli assistenti di volo e ai panettieri che devono farlo per lavoro, c’è chi decide di svegliarsi prima del canto del gallo anche solo per essere più produttivo. Mentre la maggior parte delle persone è ancora sotto le coperte a dormire sonni profondi, alcuni iniziano a sbrigare compiti che richiedono non poca concentrazione. Secondo una recente analisi del Wall Street Journal, le 4 del mattino coincidono proprio con l’inizio del momento più produttivo dell’intera giornata. Svegliarsi prima di tutti ha dei chiari vantaggi. Non ci sono distrazioni, perché i bambini sono a letto e non si deve ancora andare in ufficio. Essendo quasi gli unici già in piedi non si riceveranno e-mail e messaggi e ci saranno pure meno contenuti nuovi da controllare sui social network. Attivarsi prima dell’alba consente di essere produttivi anche per le faccende che non attengono ovviamente al lavoro. Le ore comprese tra le 4 e le 7 del mattino possono essere dedicate ad azioni che danno energia e carica per il resto della giornata, come l’esercizio fisico e la crescita personale. Tra chi sperimenta la sveglia alle 4 ci sono anche Michelle Obama, che sfrutta le prime ore del giorno per fare palestra e Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat Chrysler, in piedi già alle 3,30 del mattino. Le attività cui dedicarsi sono tante, dalla meditazione all’esercizio fisico. Scegliere di alzarsi alle 4 può rivelarsi anche un ottimo modo per portarsi avanti con il lavoro. La primissima parte del giorno può essere impiegata per rispondere a tutte le e-mail arretrate che affollano la cartella ‘inbox’ da settimane. L’esperto lancia la sfida: svuotare la cartella entro le 6 del mattino. E per chi di sfide ne cerca altre, c’è la #21earlydays, la challenge lanciata dal manager di c Filipe Castro Matos e che consiste nel riuscire a svegliarsi alle 4,30 del mattino per 21 giorni lavorativi consecutivi. Matos ha documentato sul suo blog i frutti di questo esperimento per convincere i mattinieri di tutto il mondo a raggiungere l’obiettivo di una maggiore produttività. “Una mente riposata e 2 ore di assoluto silenzio mentre il resto del mondo sta ancora dormendo, fanno i miracoli”.