Versate una scatoletta di tonno in olio d’oliva in un’insalatierae sbriciolatelo con una forchetta. Aggiungete 3 cucchiai di formaggio fresco tipo Philadelphia, del succo di limone e un pugno di erba cipollina finemente tritata. Mischiate il tutto con una forchetta e gustatelo spalmandolo su delle fette di pane tostato.
“Vi invitiamo a mangiare più patatine”. Anzi, no: “Vi consigliamo di mangiare più patatine”, che è diverso e pure più strano. Così hanno scritto qualche tempo fa sull’edizione online del New York Times in un editoriale molto condiviso e commentato sui social. E nemmeno si riferivano alle patatine fatte in casa, tagliate a mano e fritte nell’oliobuono: no, intendevano proprio quelle da supermercato, il peggio del peggio, l’apoteosi del cibo ultra trasformato. Sono impazziti? Macché, sono sensibili. Il ragionamento del quotidiano americano è che in un periodo di difficoltà emotiva, fra passata pandemia da coronavirus, guerra ,precarietà il junk food può essere utile per tirarci su di morale. Fa male al corpo tanto quanto fa bene all’animo, in sostanza. Ma è vera questa cosa? Non che faccia male, perché quello lo sappiamo che è vero Ma che in qualche modo faccia anche bene. È se è vero, quanto possiamo concedercene senza esagerare? Il segreto è nella serotonina…
Quando volete servire delle patate al forno come contorno o come piatto principale, fate a meno di cuocerle in forno, che può richiedere fino a 1 ora , di tempo di preriscaldamento più a seconda di come le tagliate la loro cottura. Invece, bucherellate semplicemente le patate con una forchetta come al solito, posizionatele su un piatto adatto al microonde ed impostate il tempo di cottura in base al numero di patate che avete: 7-8 minutiper una, 10-12 per due, 14- 18 minuti per quattro. Per controllare se sono cotte, strizzatene delicatamente i lati. Se sono morbide, hanno finito. In caso contrario, rimettere nel microonde ad incrementate di 1 minuto fino a cottura avvenuta.
E’ considerato un must della cucina giapponese, molto apprezzato dai golosi frequentatori dei ristoranti di sushi in generale perché a base di pesce crudo freschissimo. Il pesce per il sashimi, prima di essere consumato, necessita di essere posto in un abbattitore di temperatura per almeno 24 ore così da consentire l’eliminazione completa di tutti i batteri ed i parassiti presenti, primo fra tutti l’anisakis. Il pesce nella preparazione del sashimi è tagliato a fettine di spessore di 1 centimetro normalmente accompagnato, da ciotolinecontenenti salsa di soia, e salsa wasabi che è una salsa molto piccante estratta dalla radice di una pianta di origine giapponese il cui sapore è simile al cren o rafano. Caratteristica importante del sashimi è il modo di mangiarlo assolutamente con le bacchette ed in un sol boccone se avete voglia organizzate a casa vostra una serata etnica con un apparecchiatura a tema
Sì possono preparare delle ottime uovastrapazzate anche come dessert. Basta dolcificarle con poco zucchero di canna e profumarle con della cannella. Potete anche cuocerle con delle mele a fette per un dessert da gustare tiepido con del gelato o della panna semi-montata. Qualcosa di molto simile al kaiserschmarren, ma molto più semplice, che non è proprio light, ma davvero buono!
Tolstoj afferma che la primavera è la stagione “dei piani e dei progetti”. Pensando a questo, perché non festeggiare l’estate con il suo clima caldo preparando alcune deliziose insalate di stagione? Lascia esprimere la tua creatività e aggiungi un po’ di croccantezza al tuo pranzo Le migliori insalate hanno diverse consistenze. Le zucchine , per esempio, sono perfette come base croccante e possono essere consumati cotte o crude a seconda delle preferenze. Perché non giocare con le altre consistenze nel piatto con l’aggiunta di un uovo alla coque e un condimento a base di panna acida nell’insalata? Anche la feta è adatta per essere aggiunta nelle insalate miste : il sapore leggermente dolce delle zucchine completa il gusto salato del formaggio.
Le chips di verdure sono un’idea sempre sfiziosa e stuzzicante ed è così anche per le chips di carote, stuzzichini croccanti e dolci che sono un ottimo contorno a piatti di carne e pesce preparati in modo semplice. Farle è facilissimo: si tagliano le carote a fettine sottili, si friggono e si cospargono con fiocchi si sale. Si adattano anche all’ora dell’aperitivo o come snack vegetariano super goloso. E per un piccolo peccato di gola servitele insieme alle chips di patate: trattandosi di verdure fritte vanno consumate con moderazione, ma per una volta con gran soddisfazione. Per una versione più leggera preparate le stesse chips di carote al forno: dopo averle affettate basterà condirle in una ciotola con 2 cucchiai d’olio e farle cuocere in forno ventilato, già caldo, a 150° C per circa 40 minuti, girandole a metà cottura. E poi potete accompagnarle alle chips di zucchine o alle inconsuete chips di pomodoro.
Gli gnudi sono un primo piatto tipico della tradizione contadina toscana. Il loro nome già dice tutto: anziché creare una sfoglia che avvolga il ripieno e si trasformi in un raviolo, l’impasto viene lasciato così, “nudo”, senza pasta, e creato con un mix di sapori che profumano di Maremma. Nutrienti e ricchi di calorie, gli gnudi sono invece poveri negli ingredienti. Ecco come prepararli a casa. 500 grammi di spinaci freschi 350 grammi di ricotta 100 grammi di parmigianograttugiato 2 uova 2 cucchiai di farina sale e pepe qb noce moscata a piacere Lavate bene le foglie di spinaci. Intanto mettete sul fuoco una pentola con acqua e, quando giunge a ebollizione, aggiungete una manciata di sale grosso. Cuocete gli spinaci e poi scolateli. Strizzateli bene e metteteli da parte. Potete utilizzarli così nell’impasto degli gnudi oppure, se desiderate che siano più saporiti, dopo averli fatti saltare in padella con olioextravergine d’oliva e aglio. Tritateli o tagliateli con il coltello e spostateli poi in una terrina dove avrete aggiunto la ricotta, il parmigiano, le due uova, la farina, sale, pepe e una grattugiata di noce moscata. Mescolate il composto e, aiutandovi con un cucchiaio, formate delle palline. Infarinatele e poi tuffate gli gnudi in acqua salata. Quando verranno a galla saranno pronti da condire. Potete farlo con burro e salvia oppure con un sugo leggero di pomodoro fresco, che esalta il sapore degli spinaci e del formaggio.
Anche in Italia, ormai, è ampia l’offerta di pasta e pane integrali. La produzione aumenta in modo proporzionale alla richiesta. La pasta e il pane vengono prodotti con la farina ricavata da diverse tipologie di cereali, in primis grano, farro, segale, avena, miglio. Raffinare significa privare i cereali di elementi costitutivi quali la crusca, l’endosperma e il germe. Nei prodotti integrali, invece, tale sottrazione non avviene. Il che significa che restano intatti i naturali contenuti di fibre, vitamine, sali minerali. Nel caso dei prodotti raffinati, invece, le quantità diminuiscono. I vantaggi derivanti dal portare in tavola un cestino di pane o un piattodi pasta integrale sono riconducibili soprattutto all’elevata quantità di fibre che li caratterizzano. Le fibre favoriscono un’ottimale funzionamento dell’intestino, aumentano il senso di sazietà, ostacolano parzialmente l’assorbimento di zuccheri semplici e grassi,e proteggono il cuore. Se sono di qualità, la pasta e il pane integrali hanno un sapore deciso ma leggero, un po’ legnoso. Se però sono carenti dal punto di vista qualitativo, il sapore risulta poco percettibile. Anzi, diciamolo: in alcuni casi nemmeno s’avverte. Non è necessario abolire del tutto pasta e pane raffinati, ma sarebbe opportuno alternarli con quelli integrali.
Sono i false friends della linea. Alimenti che sembrano light e che invece sono pieni di zuccheri e incredibilmente calorici. La dottoressa Galiazzo ne ha individuati alcuni e ci spiega perché non sono leggeri come sembrano e quali sono le alternative più salutari. Si tratta di cibi che all’apparenza sembrano light, e magari li mangiamo proprio per quel motivo, e che invece di leggero hanno poco. Sushi, pokè e surimi È cool, è esotico, è fresco. Ormai il sushi ha convinto anche i più reticenti, per non parlare del poké, la bowl a base di riso e pesce crudo, che arriva direttamente dalle Hawaii e che ci sembra il perfetto per pranzo . Siamo portati a pensare che siccome entrambi questi piatti contengono riso e pesce crudo, oppure verdure e alghe, siano assolutamente dietetici o quantomeno leggeri. In realtà non è affatto così: per questo tipo di preparazioni il riso viene cotto con aceto e zucchero, determinando un significativo aumento del carico glicemico”. Poi ci sono i surimi, quei bastoncini colorati bianchi e arancioni, che si trovano nel banco frigo del supermercato. “Anche in questo caso non dobbiamo farci ingannare dal fatto che siano a base di pesce I surimi sono assimilabili ai würstel: sono fatti con prodotti di scarto, con aggiunta di coloranti e conservanti. C’è sempre un collega che le conserva nell’armadio o nella cassettiera dell’ufficio. Le gallette di riso dovrebbero essere l’alternativa light a cracker e pane. Ma il condizionale è d’obbligo. Pensiamoci bene, come può un ingrediente di origine industriale, preparato con conservanti, concentrati e aromi, essere più salutare di un pezzo di pane integrale preparato con farina, acqua e sale? Il carico additivo delle gallette può essere altissimo Per questo meglio una fetta di pane integrale fresco oppure tostato. Lo stesso ragionamento vale per le barrette che si usano come spezzafame. Meglio puntare su della frutta, anche secca, oppure su uno yogurt. Oppure una merenda classica di altri tempi: pane, olio e pomodoro“. Quando si vuole stare leggeri il classico piatto è a base di insalata e fesa di tacchino. Ma si tratta pur sempre di un salume. Bisogna tener conto di due fattori. Il primo è che essendo un salume va considerato come una porzione di carne nel computo della dieta settimanale. Il secondo riguarda proprio la tipologia di salume: la fesa di tacchino è lavorata con degli scarti, non ha le stesse proprietà di un buon prosciutto crudo adeguatamente sgrassato”.Tè e tisane in lattina sappiamo bene che bisogna stare attenti a non eccedere con le bevande zuccherine o energizzanti, ci sono alcune bibite che magari possono trarci in inganno. Vale ancora una volta la regola dell’etichetta. In tutte le bevande light è comunque presente una componente glicemica. Ricordiamoci che l’unica bibita light è l’acqua