Pasqua tra colombe e uova di cioccolato

Sarà per i dolci sfiziosi e gustosi, sarà per l’aria e il sole primaverile ma la Pasqua, dopo il Natale, è una delle festività più attese e gioiose dell’anno. Come per ogni ricorrenza della religione cristiana anche questa si porta dietro secoli di tradizioni e ricette, per ogni singola regione, tramandate di generazione in generazione, addizioni che si distribuiscono lungo i pasti della giornata, partendo dalla colazione di Pasqua. Dopo aver passato le festività natalizie mangiando pandori e panettoni, a Pasqua arriva la colomba. La storia narra che sia nata grazie ad una nota e storica ditta di panettoni per riutilizzare l’impasto e i materiali. Ma questa vanterebbe anche di una seconda storia, dove si dice che il dolce sarebbe invece nato dall’antica tradizione siciliana, dolce, il cui valore simbolico è legato alla pace, e viene consumato nel corso della giornata di Pasqua, dalla colazione fino al dolce di pranzo e cena, ed è frutto di una lunga lavorazione e sebbene bene non ci siano veri e propri regali da scartare, la mattina di Pasqua è comunque il momento più atteso dai bambini perché finalmente si possono aprire le uova di cioccolata che magari per settimane sono state lasciate sulle mensole della cucina per non essere aperte. Tuttavia questa tradizione è cambiata nel corso degli anni, perché anticamente questa voleva che le uova scambiate fossero effettivamente vere e dipinte, come valore simbolico e segno della Resurrezione.

 

 

Perche’ le uova di Pasqua

Le uova di Pasqua sono una tradizione pasquale nota in tutto il mondo. Ogni anno, i bambini (ma anche gli adulti) aspettano solo il pranzo del giorno di Pasqua per potere mangiare le uova di cioccolato e per scoprire le sorprese contenute al loro interno. Ormai se ne fanno di tutti i tipi: grandi e piccole, con il cioccolato al latte o fondente, con la sorpresa o senza, industriali o artigianali…l’importante averne almeno uno sul tavolo! La tradizione delle uova di Pasqua è antichissima. Fin dall’antichità nelle credenze pagane e mitologiche, l’uovo è stato un simbolo di vita e sacralità. Nel corso degli anni, con l’avvento del Cristianesimo, questa tradizione venne pressoché mantenuta: l’uovo, oltre che simbolo di rinascita, divenne l’emblema della Resurrezione. La tradizione delle uova pasquali ha così preso sempre più campo, fino ad arrivare ai giorni nostri. L’usanza dell’uovo di cioccolato risale al ventesimo secolo. Questa tradizione ebbe un successo così grande che importanti brand dolciari iniziarono a organizzare grosse produzioni industriali, trasformando le uova di Pasqua in un grande successo commerciale. Ultimamente, a testimonianza dell’ unione sempre più stretta tra le uova e il marketing, in qualsiasi supermercato si possono trovare centinaia di esemplari marchiati con il cartone animato del momento, con i colori delle squadre di calcio, con i film più famosi…E la sorpresa…? Di questa usanza dobbiamo ringraziare l’orafo russo Fabergé. Nel 1883 lo zar di Russia gli chiese di creare un dono  speciale per sua moglie. Il gioielliere ebbe una “preziosa” idea: un uovo bianco di platino contenente a sua volta un ulteriore uovo . L’uovo d’oro aveva al suo interno due sorprese: la riproduzione della corona dell’impero e un pulcino. Un’idea che la zarina apprezzò sicuramente, tanto che da allora si sviluppò la tradizione di regalare uova con una sorpresa al loro interno!

La domenica delle Palme

Oggi si celebra la domenica delle Palme una delle domeniche della Quaresima, in particolare l’ultima prima della Pasqua, da oggi inizia ufficialmente la Settimana Santa, con tutti i suoi riti e le sue celebrazioni. La domenica della Palme viene festeggiata non solo dalla trazione cattolica, ma anche in altre religioni: la celebrano anche gli ortodossi e i protestanti. Primo giorno più significativo dopo questa domenica sarà il giovedì Santo, primo giorno del Triduo cristiano. Il Triduo è quel periodo che cade tra la fine della Quaresima, 40 giorni prima di Pasqua, e il Tempo pasquale, ossia quel periodo che va dalla domenica di Pasqua al giorno di Pentecoste, cinquanta giorni più tardi. Ma perché si chiama domenica delle Palme, e perché ci si scambiano i ramoscelli di ulivo benedetti in segno di pace e prosperità? Secondo la tradizione del Vangelo, in particolare quello dell’apostolo Giovanni, si celebra l’ingresso a Gerusalemme di Gesù, il quale, alla sua venuta, fu accolto dagli abitanti della città in un clima di festa, salutandolo agitando rami di palma. La tradizione dell’ulivo sembra, essersi radicata in Italia seguendo una tradizione che sostituiva la palma, visto che come pianta non era molto presente nel territorio. I rametti di ulivo così benedetti possono essere scambiati con amici, conoscenti e parenti, augurandosi reciprocamente pace e serenità.

I dolci tipici

La Pastiera è uno dei dolci simbolo della tradizione napoletana in cui si incrociano le tradizioni familiari e la scuola pasticcera classica. Secondo una antica leggenda, nasce quando una volta sulla spiaggia le mogli dei pescatori lasciarono nella notte delle ceste con ricotta, frutta candita, grano e uova e fiori d’arancio come offerte per il “Mare”, affinché questo lasciasse tornare i loro mariti sani e salvi a terra. Al mattino tornate in spiaggia per accogliere i loro coniugi notarono che durante la notte i flutti avevano mescolato gli ingredienti ed insieme agli uomini di ritorno, nelle loro ceste c’era una torta: la Pastiera. Sicuramente questo dolce, con il suo gusto classico poco zuccherino e rinfrescato dai fiori d’arancio, accompagnava le antiche feste pagane per celebrare il ritorno della Primavera: la ricotta addolcita è la trasfigurazione delle offerte votive di latte e miele tipiche anche delle prime cerimonie cristiane. a cui si aggiungono il grano, augurio di ricchezza e fecondità e le uova, simbolo di vita nascente. L’acqua di fiori d’arancio è l’annuncio della Primavera. La versione odierna, fu messa a punto in un antico monastero napoletano rimasto ignoto. Comunque sia andata, ancor oggi sulla tavola pasquale dei napoletani questo dolce non può mancare.

 

 

La benedizione delle uova pasquali

La tradizione religiosa ha sempre considerato l’uovo come il simbolo del dischiudersi della vita nella stagione di primavera quando la natura si ridesta e si rinnova. Questa espressione della pietà popolare, propria sia dell’Oriente che dell’Occidente, si riflette nella consuetudine di benedire le uova nel giorno di Pasqua. Il gesto semplice ed umile porta nell’ambito familiare il messaggio della risurrezione e della vita nuova, che investe l’uomo e la natura. La benedizione delle uova, tradizione molto sentita , avviene ancora adesso: i sacerdoti di alcuni paesi fanno il giro delle case per prendere le uova da benedire e molti abitanti si recano essi stessi alla prima messa, con una cestina dove all’interno della quale pongono un piatto pieno di uova lesse tenute strette da un nodo.

Una manciata di uova

Niente meglio di una manciata di uova per festeggiare la Pasqua. Quelle che vedete però, non sono di cioccolato ma di legno. Per realizzare questo gigantesco mosaico l’artista ucraina Oksana Mas ha usato 15 mila uova dipinte a mano. L’opera che ritrae la Madonna è stata esposta a gennaio nella cattedrale di Santa Sofia, a Kiev. Ma decorare le uova non è certo un abitudine moderna. Recentemente alcuni archeologi dell’università di Bordeaux in una grotta del Sud Africa hanno ritrovato frammenti di uova di struzzo decorati a mano. I gusci, risalenti a 60 mila anni fa, erano probabilmente recipienti e le scritte, indicavano il loro contenuto o il proprietario. Se l’ipotesi fosse confermata si tratterebbe delle prime “etichette” oltre che di una delle prime forme di comunicazione simbolica conosciute della storia dell’uomo.get_95767132_web-630x360

La fine del Carnevale …il martedì Grasso

Considerato il culmine dei festeggiamenti carnevaleschi, il Martedì grasso è l’ultimo dei sette giorni grassi che caratterizzano la spensierata e allegra settimana di Carnevale. L’aggettivo “grasso” si riferisce ai bagordi e alle abbuffate a cui ci si abbandonava in questa data, tra cenci, frittelle, e dolci tipici di ogni regione, trattandosi dell’ultimo giorno utile di godimento prima dell’arrivo del Mercoledì delle Ceneri, avvio della Quaresima cristiana e quindi di un lungo periodo di astinenza dai piaceri del palato. I programmi dei più famosi Carnevali d’Italia riservano al Martedì grasso un rilievo particolare, concentrando in questa giornata l’apice dei festeggiamenti e, in molti casi, la conclusione ufficiale dell’edizione, accompagnata da spettacolari gran finali. Il Martedì grasso in Toscana a Viareggio è il giorno più importante per la tradizione locale dei grandi Carri allegorici animati. Sfilano infatti tutti i carri di prima categoria in diretta su Rai Tre. Chiude i festeggiamenti un grande spettacolo pirotecnico finale. A Venezia il Martedì grasso è una giornata intensa di eventi, con concorsi, sfilate, spettacoli, rassegne, teatro. A sera si svolge il tradizionale concerto rock in Piazza San Marco. Il Martedì grasso del Carnevale di Fano dopo tre domeniche di “getto di dolciumi dai carri di cartapesta, segna la celebrazione di chiusura dei festeggiamenti con il tradizionale “Rogo del Pupo”. A Ivrea il Martedì grasso scandisce le ultime ore di Battaglia delle Arance, prima della gran finale ufficiale del Carnevale con l’abbruciamento degli Scarli e la Marcia Funebre del Carnevale, intonata dai Pifferi e Tamburi. Insomma in ogni città si festeggia fino a tarda notte per poi iniziare il conto all’arrovescia dei quaranta giorni che ci conducono alla Pasqua…buona serata a tutti

FILE - In this Saturday, Jan. 23, 2016 file photo, a reveler strikes a pose during the Banda de Ipanema carnival block party in Rio de Janeiro, Brazil. Rio's over-the-top Carnival is the highlight of the year for many local residents. Hundreds of thousands of merrymakers will take to Rio's streets in hundreds of open-air "bloco" parties. (ANSA/AP Photo/Felipe Dana)

 

Sapete cos’è il Berlingaccio?

E’ una festa che si celebra a Firenze e nei comuni limitrofi il giovedì precedente l’ultimo giorno di Carnevale, Il verbo berlingare voleva dire divertirsi e spassarsela a tavola: citato da poeti cinquecenteschi, sembra fosse in uso anche alla corte di Cosimo I a Firenze. Per sottolineare la voglia e, in un certo senso, l’obbligo di fare festa e di abbuffarsi, è d’uso il detto per Berlingaccio chi non ha ciccia ammazzi il gatto! Nei Paesi a tradizione cattolica, il culmine dei festeggiamenti carnevaleschi che si celebra nei 6 giorni che vanno da Giovedì Grasso a Martedì Grasso, ultimo giorno di burle e di bagordi dove si da spazio a tavole imbandite di tutte le leccornie  prima del periodo di astinenza e digiuno dei giorni che arrivano alla Pasqua. Il Carnevale è festeggiato principalmente nei paesi a tradizione cattolica, anche se già gli Antichi Romani celebrando i Saturnali per il solstizio d’inverno, in dicembre, usavano mascherarsi, dar feste con musica e danze, banchettare lucullianamente e legittimare atteggiamenti che oggi si definirebbero “poco ortodossi”. La Chiesa Cattolica fece sua questa manifestazione e la trasferì ai primi mesi dell’anno, nel periodo che precede il Mercoledì delle Ceneri e la successiva Quaresima coriandoli-finito

 

Paese che vai… carnevale che trovi….

Paese che vai, carnevale che trovi: se la caratteristica principale di questa festa è divertirsi e travestirsi, è pur vero che ogni paese festeggia secondo usi e costumi del tutto propri. Carnevale, infatti, è collegato direttamente alla Pasqua, che cade sempre, ogni anno, la domenica dopo la prima luna piena di primavera. Prima di Pasqua vi è per cinque settimane la Quaresima, e prima di questa la settimana di Carnevale! Il termine “carnevale” è legato alla Quaresima , infatti, durante questo periodo vi è il divieto di mangiare carne e ” carnevale ” deriva proprio dal latino ” carnem levare ” ovvero “togliere la carne” dalla dieta! Uno dei Carnevali più famosi insieme a Venezia, in  Italia è sicuramente il Carnevale di Viareggio, tanto famoso che ogni anno il giorno di Martedì Grasso torna in diretta televisiva nazionale sui canali Rai, per irrompere nei teleschermi di tutta Italia con la spettacolare allegria dei suoi carri allegorici. Ogni anno, una parata di ospiti illustri, di politici, di personaggi dello sport e dello spettacolo, si reca a Viareggio per ammirare la propria effige in cartapesta, così come ad ogni Corso Mascherato di ogni edizione del Carnevale, centinaia di migliaia di persone hanno decretato e decretano il successo della manifestazione. Il Carnevale di Viareggio riempie un mese intero di feste diurne e notturne, con sfilate di carri mastodontici, feste rionali, veglioni in maschera e rassegne di ogni genere.carnevale_viareggio_lime_edizioni

Dolce Carnevale…

Carnevale è la festa più allegra dell’anno, che viene celebrata con travestimenti, scherzi e cibi gustosi. Sapete perché si festeggia in questo modo? Nonostante sia una ricorrenza cristiana, continuano a sopravvivere alcune tradizioni pagane..Il termine Carnevale deriva dal latino carnem levare, cioè togliere la carne, e sta ad indicare il banchetto che si teneva il martedì grasso. L’ultimo giorno di carnevale precede l’inizio del periodo di Quaresima, cioè i 40 giorni che anticipano Pasqua, che si cominciano a contare a partire dal mercoledì delle Ceneri.Proprio perché il Carnevale precede il periodo di astinenza e digiuno della Quaresima, il martedì grasso si festeggia banchettando con lasagne, dolci ed altri piatti abbondanti. In Italia, ogni regione vanta le sue ricette gastronomiche tipiche, ma sarà con i dolci in particolare che verranno celebrati questi giorni di festa. Ogni città ha le sue tradizioni, l’importante sarà che ogni “gustosità” sia fritta e preparata in casa. Il dolce simbolo del Carnevale e diffuso in tutta Italia è la pasta tagliata a nastri e fritta. La ricetta rimane invariata in tutte le regioni ed è solo il nome che cambia: in Sicilia, Piemonte, Lombardia e Campania vengono chiamate “chiacchiere”; in Liguria sono le “bugie”; “cenci” in Toscana; “fiocchetti” in Romagna e “frappe” nel Lazio. A seconda del luogo di produzione verranno aromatizzate con Marsala, acquavite, acqua di fiori d’arancio e ricoperte di zucchero a velo o di miele, cioccolato e mascarpone zuccherato, una dolce ….deliziacastagnole-638x425