Apre il ristorante con tavoli monoposto

“Chi non beve in compagnia o è un ladro, o è una spia”… o semplicemente sta consumando il suo pasto  e il suo vino, in un ristorante pensato per ospitare esclusivamente persone che vogliono mangiare da soli. Si entra, si lascia il cellulare all’entrata e ci si accomoda a tavoli monoposto che non faranno sentire “diversi” coloro che vogliono o devono  mangiare da soli. Insomma, se occupare il tavolo di un ristorante da soli può risultare scomodo o deprimente da un lato le coppiette si scambiano sguardi dolci, dall’altro la gioventù scatenata, da un’altra l’urlante comitiva di teenager  da Eenmaal questo non accade. Niente più paura per i single che vogliono cenare al ristorante, ad Amsterdam è arrivato l’Eenmaal, il primo locale al mondo in cui i tavoli sono rigorosamente monoposto. L’idea di questo particolare ristorante, in cui si mangia da soli, è venuta a Marina Van Goor, una social designer. Il locale è stato creato per consentire a chi non è mai andato a mangiare fuori da solo di fare una nuova esperienza, ma anche per creare un luogo meno imbarazzante per chi spesso mangia fuori da solo. Marina spiega che la solitudine è diventata una sorta di tabù, creando una vera e propria ansia sociale: anche tutti gli spazi urbani sono pensati per fare incontrare ma non per far godere la pace ed il relax, facendo sentire inadeguato chi, per un motivo o per l’altro, è solo. Il ristorante rimarrà aperto solo per un periodo di tempo limitato!

Pasqua tra colombe e uova di cioccolato

Sarà per i dolci sfiziosi e gustosi, sarà per l’aria e il sole primaverile ma la Pasqua, dopo il Natale, è una delle festività più attese e gioiose dell’anno. Come per ogni ricorrenza della religione cristiana anche questa si porta dietro secoli di tradizioni e ricette, per ogni singola regione, tramandate di generazione in generazione, addizioni che si distribuiscono lungo i pasti della giornata, partendo dalla colazione di Pasqua. Dopo aver passato le festività natalizie mangiando pandori e panettoni, a Pasqua arriva la colomba. La storia narra che sia nata grazie ad una nota e storica ditta di panettoni per riutilizzare l’impasto e i materiali. Ma questa vanterebbe anche di una seconda storia, dove si dice che il dolce sarebbe invece nato dall’antica tradizione siciliana, dolce, il cui valore simbolico è legato alla pace, e viene consumato nel corso della giornata di Pasqua, dalla colazione fino al dolce di pranzo e cena, ed è frutto di una lunga lavorazione e sebbene bene non ci siano veri e propri regali da scartare, la mattina di Pasqua è comunque il momento più atteso dai bambini perché finalmente si possono aprire le uova di cioccolata che magari per settimane sono state lasciate sulle mensole della cucina per non essere aperte. Tuttavia questa tradizione è cambiata nel corso degli anni, perché anticamente questa voleva che le uova scambiate fossero effettivamente vere e dipinte, come valore simbolico e segno della Resurrezione.

 

 

La domenica delle Palme

Oggi si celebra la domenica delle Palme una delle domeniche della Quaresima, in particolare l’ultima prima della Pasqua, da oggi inizia ufficialmente la Settimana Santa, con tutti i suoi riti e le sue celebrazioni. La domenica della Palme viene festeggiata non solo dalla trazione cattolica, ma anche in altre religioni: la celebrano anche gli ortodossi e i protestanti. Primo giorno più significativo dopo questa domenica sarà il giovedì Santo, primo giorno del Triduo cristiano. Il Triduo è quel periodo che cade tra la fine della Quaresima, 40 giorni prima di Pasqua, e il Tempo pasquale, ossia quel periodo che va dalla domenica di Pasqua al giorno di Pentecoste, cinquanta giorni più tardi. Ma perché si chiama domenica delle Palme, e perché ci si scambiano i ramoscelli di ulivo benedetti in segno di pace e prosperità? Secondo la tradizione del Vangelo, in particolare quello dell’apostolo Giovanni, si celebra l’ingresso a Gerusalemme di Gesù, il quale, alla sua venuta, fu accolto dagli abitanti della città in un clima di festa, salutandolo agitando rami di palma. La tradizione dell’ulivo sembra, essersi radicata in Italia seguendo una tradizione che sostituiva la palma, visto che come pianta non era molto presente nel territorio. I rametti di ulivo così benedetti possono essere scambiati con amici, conoscenti e parenti, augurandosi reciprocamente pace e serenità.

Le sfumature dei colori

Niente di ciò che appare è come sembra”, soprattutto quando si parla di colori. Un fiore che a noi appare “rosa caldo”, solo per fare un esempio, a un altro potrebbe apparire “rosa scuro”, a un altro ancora “rosa antico”, a qualcuno potrebbe addirittura sembrare “rosa vivo” o “rosa profondo”. Nessuno ha ragione e nessuno ha torto: ognuno, infatti, percepisce i colori in maniera differente, e non solo perché non esistono al mondo due occhi uguali, ma anche perché la percezione dei colori varia a seconda delle aree geografiche di appartenenza e delle culture che le caratterizzano. Ne è un esempio lampante il bianco: in Occidente ha una connotazione marcatamente positiva, che gli deriva dal suo essere associato alla purezza e alla pace, mentre in Oriente ha un’accezione negativa, incarnando il colore del lutto, che per molti è il nero. Dietro a un verde o a un rosso o a un blu c’è molto di più di una banale tinta: “il colore ci parla e noi dobbiamo sforzarci di comprendere ciò che esso dice”. Per fortuna viviamo in un mondo fortemente variopinto: non ci resta che scoprire cosa i colori vogliano dirci.original-750x500