La spesa senza imballaggi

Dalla  pasta al riso, dalle bevande alcoliche ai prodotti freschi come latte e formaggi, fino ad arrivare ai prodotti per la pulizia e l’igiene personale. Si chiama Original Unverpackt (OU), il supermercato di Berlino senza imballaggi che, conta ben 520 prodotti. I clienti si portano direttamente da casa i loro contenitori e buste, e hanno il vantaggio dell’abbattimento del costo dell’imballaggio. Mediamente  sono circa 120 clienti che frequentano quotidianamente il negozio. In Italia, invece, il negozio sfuso ha più esperienza.  Infatti, è nato a Torino nel 2009 e offre ai cittadino la possibilità di fare una spesa sostenibile acquistando prodotti alimentari, per la persona e per la casa esclusivamente in modalità sfusa, eliminando il packaging e re-introducendo su alcuni prodotti il sistema di vuoto a rendere.In questi anni questa tipologia di negozi si è  estesa a 11 punti vendita sul territorio italiano tra le città Torino, Milano, Roma, Palermo, Asti e nei comuni più piccoli di Bra – Cuneo e di Morbegno in Valtellina. Sono oltre 1500 i prodotti dalla pasta alle tisane, dal detersivo al deodorante naturale. Si può scegliere tra diverse tipologie, con prodotti bio, del territorio e accuratamente selezionati durante tutta la filiera produttiva.

Il servizio dipende da come è vestito il cliente

Si dice che l’abito non fa il monaco, ma non è vero. E accertata l’influenza che i vestiti possono avere agli occhi altrui, salta fuori molto altro: ciò che si indossa può modificare la percezione che si ha di se stessi, al punto che una t-shirt di Superman fa sentire più forti e un camice bianco potenzia i risultati di un test di matematica. Ad affermarlo è una ricerca inglese. Secondo questo studio, infatti, non solo siamo quello che vestiamo, ma diventiamo quello che vestiamo. Per la serie “chi l’avrebbe mai detto”, uno studio scientifico di due ricercatori della California State University ha “scoperto” che il modo di vestire influenza come una persona è valutata dagli altri. I ricercatori hanno proceduto ad un esperimento molto semplice, facendo entrare una donna in svariati negozi di vestiti scelti casualmente in grossi centri commerciali: a volte la donna era vestita in abiti formali camicia e gonna, mentre altre volte era vestita informalmente t-shirt e pantaloni. Dall’esperimento è emerso che il tempo entro il quale i commessi arrivavano in aiuto della donna era sostanzialmente minore quando questa era vestita in abiti formali. I ricercatori commentano: “I vestiti, come gli altri aspetti dell’apparenza, influenzano come le persone son valutate e trattate dagli altri”. Quindi attenzione la mattina dopo aver fatto una ricca colazione aprite il cassetto e indossate l’abbigliamento giusto

 

Donne e borse un unione da sempre

Le donne, si sa, riservano sempre un mondo di sorprese, soprattutto nelle borse.La borsa per una donna è un alter-ego, una sua rappresentante, un’amica, un pronto soccorso, una protagonista della sua identità. Quante volte ci è stato detto: ma che cos’ hai? La borsa di Mary Poppins?Si, perché nelle nostre borse si trova davvero di tutto. Ma cosa c’è nella borsa delle donne? Ecco quali sono gli oggetti che le donne portano nella sua borsa. Immancabile ed è spesso molto, grande il portafoglio delle donne, è quasi una seconda borsa. Deve contenere i contanti, le monete, il bancomat, la carta di credito, i documenti, i biglietti da visita, gli scontrini, le tessere fedeltà di negozi, profumerie, supermercati, lavanderie, benzina, palestra che ci portiamo sempre dietro perché… non si sa mai, potrebbero servire. Le donne il cellulare lo tengono in borsa. Le chiavi di casa, chiavi della macchina, bici. Unite tutte in un unico mazzo o separate per funzione, le chiavi devono stare sempre in borsa! Non solo nei periodi d’influenza, i fazzoletti e le salviettine umidificate non mancano mai nella borsa di una donna. Altra cosa è un piccolo beauty-case con dentro tutto per ritoccare il trucco: una matita per gli occhi, un rossetto o un lucido per le labbra, un phard. In borsa portiamo sempre un piccolo kit per rimediare ai piccoli disturbi qualche pastiglia e dei cerotti per un’eventuale medicazione!. Soprattutto durante il periodo del ciclo, ma anche prima e dopo, la borsa è invasa da assorbenti, sempre pronti a venirci in aiuto in quei momenti delicati solo donne. Oltre a quelli di cui abbiamo già parlato ci sono anche la penna, l’agenda, gli occhiali da sole, gli occhiali da vista per chi li porta, le sigarette e l’accendino per chi fuma, le chewing gum o una scatola di caramelle, un pacchetto di cracker un kit ago e filo,uno spazzolino con un dentifricio se si passa tutta la giornata fuori, una borsina pieghevole per una spesa imprevista, una sciarpina, una pinza per i capelli, un paio di forbicine, una pinzetta per le sopracciglia. Insomma, la borsa delle donne è una miniera di… qualsiasi cosa!

 

È arrivata la primavera (almeno in Giappone)

Uscire di casa e radunarsi sotto i ciliegi in fiore. I giapponesi lo chiamano  Hanami: è la tradizionale usanza di ammirare la fioritura degli alberi di ciliegio, un modo per godere della bellezza della primavera, che tutti gli anni riporta i colori dopo un inverno grigio.  L’annuncio dell’inizio dell’Hanami è affidato ogni anno all’agenzia meteorologica giapponese e viene ascoltato con grande attenzione visto che la fioritura dura, nel complesso, circa due settimane. L’annuncio, il sakura zensen, è fissato come giorno di massima fioritura intorno al 22 marzo. Nel periodo della fioritura dei ciliegi si  riempiono anche le vetrine dei negozi di alimentari, e si trovano in e tisane, nei dolci, in gelatine e marmellate, oltre che stampati sulle magliette da vendere ai turisti, che, per l’occasione affollano il paese.sakura 2

 

La frutta senza imballaggi

Dalla  pasta al riso, dalle bevande alcoliche ai prodotti freschi come latte e formaggi, fino ad arrivare ai prodotti per la pulizia e l’igiene personale. Si chiama Original Unverpackt (OU), il supermercato di Berlino senza imballaggi che, conta ben 520 prodotti. I clienti si portano direttamente da casa i loro contenitori e buste, e hanno il vantaggio dell’abbattimento del costo dell’imballaggio. Mediamente  sono circa 120 clienti che frequentano quotidianamente il negozio. In Italia, invece, il negozio sfuso ha più esperienza.  Infatti, è nato a Torino nel 2009 e offre ai cittadino la possibilità di fare una spesa sostenibile acquistando prodotti alimentari, per la persona e per la casa esclusivamente in modalità sfusa, eliminando il packaging e re-introducendo su alcuni prodotti il sistema di vuoto a rendere.In questi anni questa tipologia di negozi si è  estesa a 11 punti vendita sul territorio italiano (tra le città Torino, Milano, Roma, Palermo, Asti e nei comuni più piccoli di Bra – Cuneo e di Morbegno in Valtellina). Sono oltre 1500 i prodotti dalla pasta alle tisane, dal detersivo al deodorante naturale. Si può scegliere tra diverse tipologie, con prodotti bio, del territorio e accuratamente selezionati durante tutta la filiera produttiva.

Fake Fruits

Il mondo dello “stiro”

Negli affreschi delle varie tombe sparse nella Valle Dei Re, possiamo notare che i Faraoni indossavano gonnellini finemente plissettati . Nell’archivio degli odori perduti c’è anche il profumo della biancheria stirata, come pure passerà nel museo del costume l’immagine degli italiani che girano per uffici con le loro  belle camicie bianche e azzurre senza una grinza.  La maggior parte delle persone oggi prende  le assi da stiro per scontato come un pezzo essenziale di elettrodomestico. Ma la prossima volta che  si sta premendo una camicia, su di essa, vale la pena ricordare che l’asse da stiro è un’ invenzione relativamente recente, infatti il primo asse da stiro è stato brevettato da W. Vandenburg negli Stati Uniti nel 1858 ed è solo agli inizi del 20 secolo che esse cominciano ad apparire nei negozi negli Stati Uniti e, più tardi, in quelli  Europei.

stiratrice